Domanda sui piloti militari

Area dedicata alla discussione sull’Aviazione Militare, gli Aerei, i Reparti e le Basi, le Pattuglie acrobatiche

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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da Studentpilot » 9 giugno 2009, 9:07

tutto ciò che avete detto è giusto, ma ripeto se andate sui forum inglesi americani tedeschi francesi etc... sentirete dire le stesse cose sulle loro pattuglie acrobatiche, allora chi ha ragione?

forse tutti, forse nessuno


e comunque solo un paese vigliacco come l'italia può aver completamente cancellato e rimosso l'incidente dell'88
nulla nemmeno nelle commemorazioni per l'anniversario dell'areonautica.....anche poco rispettoso verso i 3 piloti della pattuglia che persero la vita (anche se per un errore del solista, non per una fatalità)

meglio dimenticare così non si hanno imbarazzi e si può continuare a dire "i migliori del mondo"

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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da IVWP » 9 giugno 2009, 17:27

Studentpilot ha scritto:tutto ciò che avete detto è giusto, ma ripeto se andate sui forum inglesi americani tedeschi francesi etc... sentirete dire le stesse cose sulle loro pattuglie acrobatiche, allora chi ha ragione?

forse tutti, forse nessuno

inglesi e francesi hanno bei programmi e con aerei comunque piccoli e "poco" potenti (il poco è virgolettato), ma svizzeri e statunitensi usano apparecchi progettati per la caccia.

I francesi, che hanno anche una donna in pattuglia, volano su Dassault/Dornier Alpha Jet

i Red Arrows hanno un programma molto bello e volano in 9 su Hawk

non ho quotato l' ultima parte del tuo messaggio, per favore cancellala.

Red Arrows accidents and incidents:
1969: Two Gnats crashed.
1971: Two Gnats collided during the cross-over manoeuvre.
1980: A Hawk hit a yacht mast at an air show in Sussex, the pilot ejected safely.
1986: A Hawk rammed into the back of another on a runway.
1987: A Hawk crashed into a house in the neighbouring village of Welton, Lincolnshire while practising
2007: The wingtip of a Hawk hit the tail of another during practice flight near RAF Scampton

Patrouille Acrobatique de France Incidents:
1980 - Two Fougas collide while performing a synchronized inverted maneuver off-base. Both pilots are killed.
1981 - An Alphajet flown by the commander of the EPAA crashes north of Aix en Provence. The Pilot does not eject and is killed.
1982 - Athos 8 (opposite solo) crashes while rehearsing the display at Salon Air Base
1983 - Two aircraft collide while performing 4 vs 4 crossover maneuver at an airshow in Niort, France. Both pilots eject, however one of them, Lt Vuillamy, suffers fatal injuries.
1987 - The two solos collide during the Annemasse airshow, both pilots are uninjured
1991 - The two solos collide during practice over water, one pilot is killed, the other ejects and only suffers minor injuries
1992 - The opposite solo crashes during a training flight at Salon Air base, the pilot narrowly avoids a major expressway but activate his ejection seat too late and is killed

prima di scrivere simili parole informati

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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da 87Nemesis87 » 9 giugno 2009, 17:34

:shock: ammazza!!...alla faccia che solo le freccie avevano avuto degli incidenti....che poi le frecce da quello che sò solo uno ne hanno avuto... :scratch:
....o sbaglio?
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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da Flyfree » 9 giugno 2009, 17:51

ELTAR ha scritto: Gli standard della PAN sono ufficialmente riconosciutti da tutti come i migliori a livello mondiale, senza nulla togliere a nessuno, anzi! Ma alcune peculiarità sono proprio nate in Italia e nessuno può eguagliarle, solo imitarle. Cito come esempio i ricongiungimenti in vista del pubblico, la mitica "bomba" o ancora meglio lo scalino che i piloti PAN adottano per modificare la formazione in modo da dare la prospettiva migliore al pubblico.
Secondo me dipende da quale standard si vuol raggiungere possedendone i mezzi.
Mi spiego meglio: selezioniamo un pilota di qualsiasi nazione, addestriamolo con lo stesso standard e gli stessi mezzi messi a disposizione alle frecce tricolori, secondo me otterremmo un pilota valido a quel ruolo fosse pure Africano.
Non è che un pilota Italiano possa essere migliore solo perchè Italiano
Teniamo presente che un'acrobazia comparabile andrebbe fatta con aerei con caratteristiche comparabili.
Detto questo, viva l'Italia e le frecce tricolori. :)

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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da ELTAR » 10 giugno 2009, 12:57

Bè ma è anche ovvio scusa. Non è stata fatta una considerazione "razzista" elevando presunte doti italiche, solo una certa particolarità derivante da un'esperienza più che consolidata.
Non stiamo certo parlando del pesto genovese, della nutella o del grana padano...
Ho pianto, ho riso... Ho fatto scelte sbagliate, altre giuste... Sono amico di molti, voglio bene a pochi, non odio nessuno... Parlo poco ma dico sempre quello che penso... Qualcuno mi vuole bene, altri mi detestano... Pazienza è la vita!

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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da IVWP » 10 giugno 2009, 16:45

ELTAR ha scritto: Non stiamo certo parlando del pesto genovese, della nutella o del grana padano...
tutte cose che fra l' altro vengono prodotte anche in Cina, Australia ed USA... :lol: :lol: :lol:

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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da 87Nemesis87 » 11 giugno 2009, 7:59

Flyfree ha scritto:
Secondo me dipende da quale standard si vuol raggiungere possedendone i mezzi.
Mi spiego meglio: selezioniamo un pilota di qualsiasi nazione, addestriamolo con lo stesso standard e gli stessi mezzi messi a disposizione alle frecce tricolori, secondo me otterremmo un pilota valido a quel ruolo fosse pure Africano.
Non è che un pilota Italiano possa essere migliore solo perchè Italiano
Teniamo presente che un'acrobazia comparabile andrebbe fatta con aerei con caratteristiche comparabili.
Detto questo, viva l'Italia e le frecce tricolori. :)
Su questo sono daccordissimo anche io...ovviamente la dote non è presente nei nostri geni perchè italiani...però quello che hai detto sopra appunto stà a significare che l'aeronautica per coloro che vogliono stare nelle frecce applica un rigoroso e severo addestramento che mira a farti diventare un pilota di standard superiore...
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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da IVWP » 11 giugno 2009, 22:42

87Nemesis87 ha scritto:
Flyfree ha scritto:
Secondo me dipende da quale standard si vuol raggiungere possedendone i mezzi.
Mi spiego meglio: selezioniamo un pilota di qualsiasi nazione, addestriamolo con lo stesso standard e gli stessi mezzi messi a disposizione alle frecce tricolori, secondo me otterremmo un pilota valido a quel ruolo fosse pure Africano.
Non è che un pilota Italiano possa essere migliore solo perchè Italiano
Teniamo presente che un'acrobazia comparabile andrebbe fatta con aerei con caratteristiche comparabili.
Detto questo, viva l'Italia e le frecce tricolori. :)
Su questo sono daccordissimo anche io...ovviamente la dote non è presente nei nostri geni perchè italiani...però quello che hai detto sopra appunto stà a significare che l'aeronautica per coloro che vogliono stare nelle frecce applica un rigoroso e severo addestramento che mira a farti diventare un pilota di standard superiore...
non del tutto vero: l' aereonautica precisa che ogni pilota di AMI è in grado di fare ciò che fanno i 10 della PAN....

alla PAN si allenano specificatamente per il volo acrobatico in formazione.....sono selezionati, ma non sono necessariamente i migliori piloti di AM, ne lo diventano :wink:

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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da Studentpilot » 17 giugno 2009, 12:56

c'è un misto di nazionalismo (anche cieco) che non mi piace. la nostr asviazione è messsa molto male altro che fiore all'occhiello


comunque la cosa che non mi va giù (e la colpa non è dei piloti ma delle istituzioni) non che l'incidente sia avvenuto purtroppo può capitare) ma che sia stato CANCELLATO totalmente, con grande codardia tipica della nostra classe dirigente


l'incidente a parigi del 144 se lo ricordano tutti e spesso viene mostrato...reimstein è un tabù che non può essere tirato fuori


poi non hanno ragione quando all'estero ci chiamano furbetti e vigliacchi

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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da 87Nemesis87 » 17 giugno 2009, 13:04

Studentpilot ha scritto:c'è un misto di nazionalismo (anche cieco) che non mi piace. la nostr asviazione è messsa molto male altro che fiore all'occhiello


comunque la cosa che non mi va giù (e la colpa non è dei piloti ma delle istituzioni) non che l'incidente sia avvenuto purtroppo può capitare) ma che sia stato CANCELLATO totalmente, con grande codardia tipica della nostra classe dirigente


l'incidente a parigi del 144 se lo ricordano tutti e spesso viene mostrato...reimstein è un tabù che non può essere tirato fuori


poi non hanno ragione quando all'estero ci chiamano furbetti e vigliacchi
su questo ti dò ragione....è giusto che uno ricordi le cose belle e i pregi della pattuglia acrobatica nazionale, come è giusto che vengano ricordati gli incidenti e le conseguenze che portarono...ramstein non deve essere dimenticata, ed è una vergogna che le istituzioni non la ricordino e facciano finta che non sia mai successa...
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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da Almost Blue » 17 giugno 2009, 16:04

su questo ti dò ragione....è giusto che uno ricordi le cose belle e i pregi della pattuglia acrobatica nazionale, come è giusto che vengano ricordati gli incidenti e le conseguenze che portarono...ramstein non deve essere dimenticata, ed è una vergogna che le istituzioni non la ricordino e facciano finta che non sia mai successa...
A che pro ricordare/dimenticare l'incidente di Ramstein?
Gli incidenti caitano a tutti: più è "pericoloso" il lavoro che si fa, più è probabile che l'incidente sia con il morto.
Inoltre, ma è solo la mia opinione, una cosa è l'acrobazia, una cosa è il combattimento.
Nella prima si può imparare a padroneggiare il proprio mezzo fino ai limiti dello stallo (e forse anche oltre), nel secondo contano soprattutto la forza bruta, l' elevata velocità, la capacità di colpire una sola volta in modo definitivo, ma soprattutto, la volontà (e la necessità) di uccidere.
Ammesso che uno riesca a superare vivo il muro di missili ad alta tecnologia che il nemico comincia a tirargli addosso (cosa che oggi leggo essere diventata praticamente impossibile), in guerra è necessario essere molto veloci ed avere occhio. I grandi assi come Fonck, Richtofen, Boelcke... hanno tutti in comune il fatto che erano ottimi cacciatori (letteralmente): riuscivano ad abbattere il loro obbiettivo (oca o aereo nemico) con un numero bassissimo di colpi (5-10) e non di più.
Io penso che chi rallenta e si mette a compiere un sacco di manovre può cacciarsi in enormi guai in uno scontro vero.
"Find a job you like and and you'll not have to work a single day in your life".

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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da Hartmann » 17 giugno 2009, 16:08

Almost Blue ha scritto:
su questo ti dò ragione....è giusto che uno ricordi le cose belle e i pregi della pattuglia acrobatica nazionale, come è giusto che vengano ricordati gli incidenti e le conseguenze che portarono...ramstein non deve essere dimenticata, ed è una vergogna che le istituzioni non la ricordino e facciano finta che non sia mai successa...
A che pro ricordare/dimenticare l'incidente di Ramstein?
Gli incidenti caitano a tutti: più è "pericoloso" il lavoro che si fa, più è probabile che l'incidente sia con il morto.
Inoltre, ma è solo la mia opinione, una cosa è l'acrobazia, una cosa è il combattimento.
Nella prima si può imparare a padroneggiare il proprio mezzo fino ai limiti dello stallo (e forse anche oltre), nel secondo contano soprattutto la forza bruta, l' elevata velocità, la capacità di colpire una sola volta in modo definitivo, ma soprattutto, la volontà (e la necessità) di uccidere.
Ammesso che uno riesca a superare vivo il muro di missili ad alta tecnologia che il nemico comincia a tirargli addosso (cosa che oggi leggo essere diventata praticamente impossibile), in guerra è necessario essere molto veloci ed avere occhio. I grandi assi come Fonck, Richtofen, Boelcke... hanno tutti in comune il fatto che erano ottimi cacciatori (letteralmente): riuscivano ad abbattere il loro obbiettivo (oca o aereo nemico) con un numero bassissimo di colpi (5-10) e non di più.
Io penso che chi rallenta e si mette a compiere un sacco di manovre può cacciarsi in enormi guai in uno scontro vero.
Se leggi Richtofen avrai conferma di quanto dici.

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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da Almost Blue » 17 giugno 2009, 16:52

Grazie. Dove si può leggere Richtofen ? Cè qualche libro?
A proposito: velocità in battaglia e necessità di uccidere al primo colpo. Differenza tra "acrobazia" e "combattimento": (non voglio insegnare nulla a nessuno, però penso che esemplifichi quello che volevo dire prima) :mrgreen: . E' una famosa scena di un film:
http://www.youtube.com/watch?v=E9sbamit ... re=related
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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da 87Nemesis87 » 17 giugno 2009, 17:41

Almost Blue ha scritto:Grazie. Dove si può leggere Richtofen ? Cè qualche libro?
A proposito: velocità in battaglia e necessità di uccidere al primo colpo. Differenza tra "acrobazia" e "combattimento": (non voglio insegnare nulla a nessuno, però penso che esemplifichi quello che volevo dire prima) :mrgreen: . E' una famosa scena di un film:
http://www.youtube.com/watch?v=E9sbamit ... re=related
HAHAHAHAHHAHAHAHA!!!! :lol: :lol: :lol:
...non potevi essere più chiaro :mrgreen:
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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da Almost Blue » 17 giugno 2009, 23:26

87Nemesis87 ha scritto:
Almost Blue ha scritto:Grazie. Dove si può leggere Richtofen ? Cè qualche libro?
A proposito: velocità in battaglia e necessità di uccidere al primo colpo. Differenza tra "acrobazia" e "combattimento": (non voglio insegnare nulla a nessuno, però penso che esemplifichi quello che volevo dire prima) :mrgreen: . E' una famosa scena di un film:
http://www.youtube.com/watch?v=E9sbamit ... re=related
HAHAHAHAHHAHAHAHA!!!! :lol: :lol: :lol:
...non potevi essere più chiaro :mrgreen:
Scontro di Civiltà....
A proposito di scontri.
Riguardo ai riflessi del cacciatore ed alla velocità con cui si decidono le sorti di un combattimento ravvicinato:
11 novembre 1943, 23 Corsair appartenenti al VF-17 e 12 Corsair del VF-33 prendono parte ad un attacco combinato contro Rabaul. Gli Americani, ridecollati non senza difficoltà dalle portaerei Essex e Bunker Hill, sulle quali erano scesi per rifornirsi, incappano in una formazione mista di circa 100 aerei giapponesi diretta contro le navi statunitennsi. Ne deriva una mischia da paura. Senonchè il sottotenente di vascello Ira Kepford, inseguendo un Nakajima B5 Kate, ad un tratto si vede sbucare dalle nubi un aereo di fronte a lui. Apre immediatamente il fuoco, ma cessa subito: riconosce l'F4U del suo collega ed amico Roger Hedrick. Decisione di aprire il fuoco e decisione di cessarlo furono così rapide che ciascuna arma da 12,5 mm del Corsair di Kepford (cadenza 14 colpi/sec) fece in tempo ad esplodere solo 6 proiettili (36 in tutto, dato che il Corsair ne imbarcava sei di armi) e la precisione del tiro era stata tale che sui 36 colpi sparati, dodici risultarono a segno sul velivolo di Hedrick, il quale uscì miracolosamente sano e salvo dall'incontro con l'amico, ma certamente dovette la vita alla prontezza di riflessi di Kepford.
Tra apertura del fuoco, con 12 colpi a segno, decisione di sospendere e cessazione effettiva del fuoco erano passati in tutto 0,42 secondi.
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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da 87Nemesis87 » 17 giugno 2009, 23:52

Almost Blue ha scritto:
Scontro di Civiltà....
A proposito di scontri.
Riguardo ai riflessi del cacciatore ed alla velocità con cui si decidono le sorti di un combattimento ravvicinato:
11 novembre 1943, 23 Corsair appartenenti al VF-17 e 12 Corsair del VF-33 prendono parte ad un attacco combinato contro Rabaul. Gli Americani, ridecollati non senza difficoltà dalle portaerei Essex e Bunker Hill, sulle quali erano scesi per rifornirsi, incappano in una formazione mista di circa 100 aerei giapponesi diretta contro le navi statunitennsi. Ne deriva una mischia da paura. Senonchè il sottotenente di vascello Ira Kepford, inseguendo un Nakajima B5 Kate, ad un tratto si vede sbucare dalle nubi un aereo di fronte a lui. Apre immediatamente il fuoco, ma cessa subito: riconosce l'F4U del suo collega ed amico Roger Hedrick. Decisione di aprire il fuoco e decisione di cessarlo furono così rapide che ciascuna arma da 12,5 mm del Corsair di Kepford (cadenza 14 colpi/sec) fece in tempo ad esplodere solo 6 proiettili (36 in tutto, dato che il Corsair ne imbarcava sei di armi) e la precisione del tiro era stata tale che sui 36 colpi sparati, dodici risultarono a segno sul velivolo di Hedrick, il quale uscì miracolosamente sano e salvo dall'incontro con l'amico, ma certamente dovette la vita alla prontezza di riflessi di Kepford.
Tra apertura del fuoco, con 12 colpi a segno, decisione di sospendere e cessazione effettiva del fuoco erano passati in tutto 0,42 secondi.
mammamia che riflessi... :shock:
io sono dell'idea che gli assi dell'aviazione vera sono morti quando sono morti gli aerei ad elica ...ormai conta moltissimo anche l'avionica e l'elettronica in generale...il pilota adesso fa di meno e i dogfight veri sono estremamente rari...
davvero bello questo racconto...ma dove lo hai trovato? era di un libro? :o
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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da Studentpilot » 18 giugno 2009, 1:42

beh, mi ero spiegato male vedo di essere stato capito, ce l'avevo con le istuzioni non coi piloti che comunque persero 3 compagni quel giorno (e indirettamente ho sentito molto parlare di alcuni dei sopravvisuti passati anni dopo all'aviazione civile, uno dei quali so per certo che è ancora in attività)


comunque credo che negli ultimi post si sia arrivati un po' al nocciolo della questione:

molte cose in aviazione non sono necessariamente migliori di altre, ma sono fatte per svolgere il proprio compito egregiamente.

la pattuglia delle frecce tricolori compie manovre di grnde coreografia e grazia, sono piloti di grande esperienza e precisione, ma è apppunto UNA COREOGRAFIA. ottima per l'acrobatico, per fare manifestazioni tra civili, ma non so poi quanto possa realmente apportare all'aviazione militare.

ecco perchè probabilmente altre pattuglie acrobatiche hanno maggiori fini militari, e infatti usano veri aerei da combattimento e dimostrano maggiore forza bruta forse perchè servirebbe di più in battaglia

insomma, sono bellissime per quello che sono, ma secondo me non rappresentano poi molto dell'aviazione militare che ricordiamo nasce e ha senso di esistere in funzione BELLICA (o comunque di protezione) è che anche qui è molto italiano chiamare le cose con nomi diversi o farle sembrare diverse per cercare di accontentare tutti, così come le missioni in scenari di guerra le si chiamano missioni di pace, allo stesso modo si è creato un gruppo di militari che dovrebbero essere principalmente addestrati per il combattimento e la guerra, che sono in realtà maggiormente orientati allo spettacolo, per far sembrare meno "cattivi" i militari in modo da accontentare anche i tanti che in questo paese non vedono le forze armate di buon occhio

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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da Flyfree » 18 giugno 2009, 9:06

Studentpilot ha scritto: la pattuglia delle frecce tricolori compie manovre di grnde coreografia e grazia, sono piloti di grande esperienza e precisione, ma è apppunto UNA COREOGRAFIA. ottima per l'acrobatico, per fare manifestazioni tra civili, ma non so poi quanto possa realmente apportare all'aviazione militare.
Probabilmente hai ragione.
Vengono nella mia zona a fare esercitazione di tiro aria-terra, pare non siano tra i migliori.

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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da Almost Blue » 18 giugno 2009, 12:29

Una pattuglia acrobatica è necessaria come il pane ad ogni Forza Armata che si rispetti, in quanto è la rappresentante della sua immagine e dei contenuti propri del Paese che va a rappresentare. E' un po' come quando a una serata di gala si indossa l'uniforme da cerimonia; non so, voi vi presentereste con addosso la tutona blu antifiamma, guantoni da lavoro, scarponi antinfortunio, faccia unta ed ingrassatore in mano? La pattuglia acrobatica è come l'uniforme di gala, necessaria (anzi obbligatoria) in certe occasioni e manifestazioni, in cui tra l'altro ci sono, o si spera che ci siano, anche sostanziosi interessi di mercato.
L' Italia inoltre (forse per fortuna) non ha nè i denari, nè la necessità di usare aerei particolarmente potenti o "aggressivi", la cui sola presenza e le cui evoluzioni psicologicamente rappresentano anche una sottintesa minaccia e rimandano a contenuti ben diversi da quelli di una semplice manifestazione aerea.
E' logico che quando un Su-27 o un F-16 si rovesciano e vengono giù, ad un certo punto della picchiata, invece di aprire i fumi colorati dai finti missili sotto la pancia, potrebbero anche lasciar partire una raffica con il pesante cannone. Il muso sarebbe avvolto da uno sbuffo di fumo e la terra si aprirebbe come un vulcano di polvere. Credo che non sia lontano dalla realtà affermare che è proprio questo che la gente "vede" con la mente e sono proprio la grande potenza ed il "pericolo", appena velati dalle belle livree colorate, a costituire il nocciolo dello spettacolo e a deliziare gli spettatori.
L' MB-339 non è poi tanto diverso. Le dimensioni più "discrete" possono trarre in inganno, ma anche lui è perfettamente in grado di fare quello che farebbero gli altri. Come ho già scritto, l' MB-339 NON è un semplice addestratore, come non lo era il G-91 e come non lo sarà l' MB-346. Non credo affatto che una patuglia acrobatica serva a far sembrare i "militari" meno cattivi. Infatti un militare non è nè buono, nè cattivo, ma è solo un professionista (dato che non c'è più la leva) che fà ciò che gli viene ordinato di fare, cercando ovviamente di restare vivo mentre lo fà. Chi "vede" i militari come una minaccia alla pace (salvo alcune eccezioni) commette un errore molto comune: quello di scambiare il martello con colui che lo usa. Se uno mi dà (o prova a darmi) una martellata in testa io mica me la prendo con il martello, ma con il tizio che lo impugna. I militari sono il martello, quelli che lo impugnano sono i politici e questi sì che purtroppo sono veramente pericolosi.
(E poi, inizio sparata: da che mondo è mondo, i migliori uomini "d'arme", i migliori mercenari, e combattenti "al soldo di tutte le bandiere", un po' per puro genio, un po' per fame nera, sono sempre stati gli italiani, anche quando l'Italia ancora non esisteva. Il combattente italiano è venuto più volte a capo di situazioni estreme di cui non aveva responsabilità alcuna, impedendo che sfociassero in altrettante tragedie.
Vedere il soldato italiano come una macchietta da teatro, bravino nelle coreografie, ma pronto a gettare tutto alle ortiche e a scappare è un' abitudine, a cause multifattoriali, che si è radicata negli ultimi 60 anni della nostra storia. Fine sparata. Fumi chiusi; via!). :mrgreen:
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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da Studentpilot » 18 giugno 2009, 13:44

almost blue hai perfettamente ragione, però dicevo che è probabilmente come la gente vede i militari e non come sono


secondo me se le frecce tricolori avessero caratteristiche più "militaresche" come in altri paesi, piacerebbero meno e sarebbero non un simbolo di unione, ma di divisione


comunque mi sembra che per il resto hai detto ciò che sostenevo io, che non era un'accusa, ma una semplice constatazione, la pattuglia acrobatica italiana ha caratteristiche diverse e usa mezzi diversi, per raggiungere tale diversità ci vuole probabilmente più preparazione e precisione, anche se a mio parere è più orientata a scopi prettamente civili che non veramente militari tutto qui

del resto come hai detto giustamente la pattuglia acrobatica è un abito di presentazione quindi se deve essere uno spettacolo che lo sia al 100% e non un miscuglio di tecniche militari applicate a un airshow

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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da IVWP » 19 giugno 2009, 13:52

L’ acrobazia è stata introdotta in AM (anzi, quando ancora AM non era) proprio perché ci si rese conto che quelle manovre erano utili per il pilota in combattimento…

Il volo acrobatico in pattuglia infatti nasce negli anni ’20, presso la scuola di volo di Campoformido, sede allora del 1 stormo.
Il Colonnello Rino Corso Fougier infatti convinse lo stato maggiore della Regia Aeronautica che il perfetto pilota militare avrebbe potuto utilizzare l'aeroplano con la massima efficacia nell'impiego bellico solo avendo acquisito sicurezza, padronanza, sensibilità e coordinazione in qualsiasi assetto di volo.

Saper fare acrobazia vuol dire indossare il proprio velivolo come una seconda pelle…saper far fare all’ aereo quello che li si chiede e sapere anche cosa li si può chiedere di fare…non si fa una fieseler in combattimento, ma un pilota militare deve saperla fare...

Prima del 1961 esistevano varie pattuglie acrobatiche, questo perché ogni reparto caccia formava al suo interno un gruppo volo acrobatico con scopo addestrativo, ma anche capace di esibirsi nelle manifestazioni aeree.
Si ricordano allora il Cavallino Rampante, Getti Tonanti, Diavoli Rossi, Tigri Bianche e Lanceri Neri…..
Oggi esiste solo il 313 gruppo addestramento acrobatico “frecce tricolori”..che con il tempo si è specializzata nel rappresentare AM e l' italia negli air show di tutto il mondo.

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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da IVWP » 19 giugno 2009, 13:58

Almost Blue ha scritto:Una pattuglia acrobatica è necessaria come il pane ad ogni Forza Armata che si rispetti, in quanto è la rappresentante della sua immagine e dei contenuti propri del Paese che va a rappresentare. E' un po' come quando a una serata di gala si indossa l'uniforme da cerimonia; non so, voi vi presentereste con addosso la tutona blu antifiamma, guantoni da lavoro, scarponi antinfortunio, faccia unta ed ingrassatore in mano? La pattuglia acrobatica è come l'uniforme di gala, necessaria (anzi obbligatoria) in certe occasioni e manifestazioni, in cui tra l'altro ci sono, o si spera che ci siano, anche sostanziosi interessi di mercato.
L' Italia inoltre (forse per fortuna) non ha nè i denari, nè la necessità di usare aerei particolarmente potenti o "aggressivi", la cui sola presenza e le cui evoluzioni psicologicamente rappresentano anche una sottintesa minaccia e rimandano a contenuti ben diversi da quelli di una semplice manifestazione aerea.
E' logico che quando un Su-27 o un F-16 si rovesciano e vengono giù, ad un certo punto della picchiata, invece di aprire i fumi colorati dai finti missili sotto la pancia, potrebbero anche lasciar partire una raffica con il pesante cannone. Il muso sarebbe avvolto da uno sbuffo di fumo e la terra si aprirebbe come un vulcano di polvere. Credo che non sia lontano dalla realtà affermare che è proprio questo che la gente "vede" con la mente e sono proprio la grande potenza ed il "pericolo", appena velati dalle belle livree colorate, a costituire il nocciolo dello spettacolo e a deliziare gli spettatori.
L' MB-339 non è poi tanto diverso. Le dimensioni più "discrete" possono trarre in inganno, ma anche lui è perfettamente in grado di fare quello che farebbero gli altri. Come ho già scritto, l' MB-339 NON è un semplice addestratore, come non lo era il G-91 e come non lo sarà l' MB-346. Non credo affatto che una patuglia acrobatica serva a far sembrare i "militari" meno cattivi. Infatti un militare non è nè buono, nè cattivo, ma è solo un professionista (dato che non c'è più la leva) che fà ciò che gli viene ordinato di fare, cercando ovviamente di restare vivo mentre lo fà. Chi "vede" i militari come una minaccia alla pace (salvo alcune eccezioni) commette un errore molto comune: quello di scambiare il martello con colui che lo usa. Se uno mi dà (o prova a darmi) una martellata in testa io mica me la prendo con il martello, ma con il tizio che lo impugna. I militari sono il martello, quelli che lo impugnano sono i politici e questi sì che purtroppo sono veramente pericolosi.
(E poi, inizio sparata: da che mondo è mondo, i migliori uomini "d'arme", i migliori mercenari, e combattenti "al soldo di tutte le bandiere", un po' per puro genio, un po' per fame nera, sono sempre stati gli italiani, anche quando l'Italia ancora non esisteva. Il combattente italiano è venuto più volte a capo di situazioni estreme di cui non aveva responsabilità alcuna, impedendo che sfociassero in altrettante tragedie.
Vedere il soldato italiano come una macchietta da teatro, bravino nelle coreografie, ma pronto a gettare tutto alle ortiche e a scappare è un' abitudine, a cause multifattoriali, che si è radicata negli ultimi 60 anni della nostra storia. Fine sparata. Fumi chiusi; via!). :mrgreen:
il FIAT G-91 un addestratore ? :shock:

Ma se nel 1956 ha vinto un concorso NATO come macchina d'attacco e appoggio tattico….guarda che è un cacciabombardiere, leggero, ma non addestratore

invece il 339 è un addestratore, progettato proprio per quel ruolo: poi altre versioni come il 339CD sono anche utili per scopi più "militari", ma è nato come addestratore avanzato.

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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da Almost Blue » 19 giugno 2009, 18:19

Guarda che è quello che ho scritto.
Un solo appunto. L' MB-339 e l'Mb 326, come anche l'Hawk britannico, sono addestratori avanzati con possibilità di attacco leggero diurno, ruoli in cui si sono rivelati aerei di altissimo successo mondiale nonchè detentori di diversi records di categoria. Noi siamo abituati a quelli tutti blu con il tricolore e i bei fumi colorati; magari in Africa sono abituati a qualcos'altro... (L' MB-326 in fondo NON è belga, ma del Ghana). Notare la soppressione del posto dell'istruttore, sostituito da carburante e avionica.
L' Hawk addirittura ha una potente versione da intercettazione a breve raggio e attacco antinave (Cile) veramente tostissimo.
Allegati
339.jpg
MB-326K_Ghana.jpg
Ultima modifica di Almost Blue il 19 giugno 2009, 18:20, modificato 1 volta in totale.
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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da IVWP » 19 giugno 2009, 18:20

Draklor ha scritto:Ma infatti mi sembra che abbia scritto che NON era un'addestratore...giusto per precisare il G.91 ebbe comunque la sua versione dedicata all'addestramento,ovvero il G.91T.
si..ma è un gioco di parole: scrivere non è un addestratore ha un solo significato, scrivere non è un semplice addestratore invece può voler dire che si distingue tra gli addestratori, o ancora, che è qualcosa di più, ma sempre addestratore.

aggiungo, a proposito del G-91t: c' è una sostanziale differenza tra le versioni d' addestramento che preparano il pilota ad utilizzare la stessa macchina, e i velivoli d' addestramento che invece preparano il pilota a velivoli di categoria superiore.

ciao
Ultima modifica di IVWP il 19 giugno 2009, 18:26, modificato 1 volta in totale.

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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da IVWP » 19 giugno 2009, 18:22

Almost Blue ha scritto:Guarda che è quello che ho scritto.
Un solo appunto. L' MB-339 e l'Mb 326, come anche l'Hawk britannico, sono addestratori avanzati con possibilità di attacco leggero diurno, ruoli in cui si sono rivelati aerei di altissimo successo mondiale nonchè detentori di diversi records di categoria. Noi siamo abituati a quelli tutti blu con il tricolore e i bei fumi colorati; magari in Africa sono abituati a qualcos'altro... (L' MB-326 in fondo NON è belga, ma del Ghana).
L' Hawk addirittura ha una potente versione da intercettazione a breve raggio e attacco antinave (Cile) veramente tostissimo.
sono versioni per i paesi che non spendono grandi somme nelle loro armi aereonautiche o che non necessitano di velivoli da superiorità aerea.

Nascono però come addestratori per altri velivoli, la Macchi si è ormai specializzata in questo campo.

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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da Brandy25 » 26 giugno 2009, 9:14

....leggendo un po' tutte le discussioni mi son chiesto come si faccia apassare da una domada generica sui piloti e sull'addestramento ad un singolo triste episodio....
...parto dall'episodio...
...mi chiedo...cosa c'è da cancellare??....ossia, cosa ci si aspetta che si commemori ogni anno?....ogni singolo incidente aereo? oppure ogni singolo incidente d'auto?....
...quell'incidente non è stato per nulla cancellato, anzi è stato l'evento che ha cambiato definitivamente tutti gli airshow mondiali. A chiunque nel mondo che organizza manifestazioni aeree sa' bene che la maggior parte delle regole di sicurezza e le limitazioni che dovrà applicare sono dovute ad un famoso e triste incidente.
Quindi....chi vuole cancellare cosa?...non capisco...

Per rispondere al topic principale...
..i piloti militari non fanno tutti le stesse cose.
le specialità a cui ti riferisci sono caratteristiche che di solito si associano ad i piloti da caccia....
...l'addestramento, lo studio, briefing ed accurati debriefing sono il mezzo che i piloti militari (di qualsiasi linea di volo) applicano quotidianamente per mantenere altissimo il proprio standard di preparazione.
Il simulatore è talvolta un buon palliativo, ma serve soprattutto per la standardizzazione delle operazioni all'interno di cockpit multicrew oppure per risolvere emergenze che il velivolo potrebbe presentare in volo. Molte volte è utilizzato come fase propedeutica al passaggio macchina (cioè per l'abilitazione su velivoli) o per l'introduzione a nuove fasi di volo per i piloti in addestramento basico. Ovviamente non può sostituire in alcun modo il volo, ma permette un addestramento più veloce per alcue fasi di volo (come quello strumentale per esempio).
Aver ridotto le ore di volo in alcuni reparti caccia vuol dire principalmente perdere alcune capacità, cioè l'addestramento si concentra solo su alcune forme di volo o di specialità, garantendo comunque la sicurezza.

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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da =Maverik= » 26 giugno 2009, 10:36

Ragazzi ho una domanda cos'è il cockpit multicrew?? :roll:
Non permettere mai a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa..nemmeno a te stesso!..

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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da touchdown » 26 giugno 2009, 11:07

=Maverik= ha scritto:Ragazzi ho una domanda cos'è il cockpit multicrew?? :roll:
una cabina di pilotaggio che prevede più di un pilota..o precisamente più di una persona..potrebbe essere un pilota e un navigatore per esempio
"...e mentre la mente, in silenziosa ascesa, superava l'alto, inviolato santuario dello spazio, levai in alto la mano e sentii il volto di Dio." - J.G.Magee Junior


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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da Almost Blue » 26 giugno 2009, 11:57

Ma mi sa che non è altro che il cockpit con doppi comandi, come sui grandi aerei di linea, dove è prevista la presenza di pilota e copilota. Non credo si riferisca agli aerei militari, tranne forse quelli come le aerocisterne, o gli AWACS, ecc... Infatti per esempio NON tutti i Tornado hanno doppi comandi, anzi, una netta minoranza e solo in casi d'emergenza, oppure per le ore con l'istruttore. I navigatori, sugli aerei che ne richiedevano la presenza, in genere non avevano doppi comandi, salvo eccezioni, o almeno credo io. Mi pare che l' A-6 avesse i doppi comandi, ma il navigatore, sedendo diversi cm sotto e dietro il seggiolino del pilota, non era abilitato ad appontare. (O era l' S-3, nun me ricordo :oops: ).
Un multi crew cockpit mi sa di abitacolo in cui è tutto raddoppiato e si può condurre il volo indifferentemente da un posto o dall'altro, cosa che non succede sugli aerei da caccia o da attacco.
Però è strano, ma non sarà "multi crew pilot" o "multi crew cooperation"? Perchè se è così è tutta n'altra cosa. :D Però non sono io l'esperto.
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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da =Maverik= » 26 giugno 2009, 13:24

Grazie mille delle risposte!..siete stati chiarissimi! :bounce:
Andre :wink:
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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da ELTAR » 27 giugno 2009, 22:23

Solo sui Tornado da conversione operativa erano montati i doppi comandi. Tutto il resto della flotta era single pilot più operatore di sistemi ( navigatore se vogliamo chiamarlo così).
Nemmeno lo A6 era dotato di doppi comandi. la differenza dal tornado era che il WSO era in posizione affiancata ( leggermente indietro) al pilota e non in tandem.
Solo lo AH129 Mangusta ha doppi comandi( e forse anche la copia sudafricana), espressamente richiesti come optional operativo.
E' esatto dire MCC, multi crew coordination. Il cockpit degli aerei da TPP è doppio, cioè ha sistemi di "pilotaggio" duplicato. Durante il volo quindi abbiamo PF e PNF, Pilot Flying ( PIC pilot in command) e Pilot Not Flying. Con la certificazione MCC possono quindi operare in "simbiosi" con compiti prestabiliti per ognuno.
Ho pianto, ho riso... Ho fatto scelte sbagliate, altre giuste... Sono amico di molti, voglio bene a pochi, non odio nessuno... Parlo poco ma dico sempre quello che penso... Qualcuno mi vuole bene, altri mi detestano... Pazienza è la vita!

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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da suzu » 21 settembre 2009, 9:41

cit almostblue
"Infatti un militare non è nè buono, nè cattivo, ma è solo un professionista (dato che non c'è più la leva) che fà ciò che gli viene ordinato di fare, cercando ovviamente di restare vivo mentre lo fà. Chi "vede" i militari come una minaccia alla pace (salvo alcune eccezioni) commette un errore molto comune: quello di scambiare il martello con colui che lo usa. Se uno mi dà (o prova a darmi) una martellata in testa io mica me la prendo con il martello, ma con il tizio che lo impugna. I militari sono il martello, quelli che lo impugnano sono i politici e questi sì che purtroppo sono veramente pericolosi."
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almost blue, mi son permesso di estrapolare una parte del tuo post, scusa la franchezza ma quello che hai scritto qui sopra è una ca***ta mostruosa,

scrivo questo post a beneficio dei giovani che magari, annebbiati dalla passione per l'arma, potrebbero pure crederti.

il punto è semplice, chiaro, categorico:
anche se ammazzi per conto di un altro, questo non ti rende meno responsabile.
e sai perchè? perchè ormai la leva obbligatoria non c'è piu'.
decenni fa i ragazzi erano costretti per legge ad andare a combattere. oggi no.

l'esempio del martello è osceno, il martello fino a prova contraria non è dotato di coscienza.

un soldato di fanteria, o un pilota di caccia quando va ad uccidere è responsabile in prima persona di quel che fa. il fatto che lui sia solo l'esecutore di quanto deciso da altri non cambia minimamente la questione.

un ragazzo che decide di diventare pilota da caccia sa perfettamente che potrebbe essere chiamato all'azione.
evidentemente ha accettato questa possibilità. (e fa bene)
evidentemente è innamorato della patria e pronto a difenderla (e fa bene)
evidentemente si identifica nei valori che contraddistinguono l'arma (e fa bene)

ripeto, non sto dicendo che i militari sono cattivi perchè fanno la guerra, dico che andare ad ammazzare e a farsi ammazzare è una loro scelta personale, ed è errato dire "ma io mi limito ad eseguire gli ordini"

potevano fare gli elettricisti, gli avvocati, i fornai. hanno scelto di fare i militari. benissimo, ma non prendiamoci per il c**o...

il boia che esegue l'iniezione letale dei condannati a morte in america è meno assassino perchè l'ordine glielo ha dato il presidente?

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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da Almost Blue » 21 settembre 2009, 11:15

Non sono d'accordo. Il militare è una persona che esegue ordini e basta. E' colui che dà ordini che dovrebbe pensarci quando scrive qualcosa o apre bocca, soprattutto davanti ai media.
Se io faccio l'artigliere e mi ordinano di battere per un'ora e un quarto un certo quadrato di terreno con i miei 155 mm, lo faccio punto e basta, anche perchè, quasi sempre, facendolo proteggo uomini e donne che hanno lo stesso colore della mia uniforme e che magari sono pure nei guai.
Vatti a sentire le rischieste di supporto aereo o di fuoco dell'artiglieria di ragazzi di 20 anni che si trovano nei guai fino al collo e stanno per rimetterci la vita se tu non li aiuti e cerca di sentire il loro tono, la paura di morire giovani che c'è in quelle richieste, la speranza che gli aerei arrivino in fretta ad ammazzare il nemico e a portarli via di li.
Il tuo discorso è perfettamente comprensibile, ma non è che utopia: se non c'è più la leva, perchè scegliere di fare il militare di mestiere? E allora? Dovremmo togliere di mezzo i militari, cosa che significa togliere di mezzo la guerra. Ma la verità ultima è che la guerra ci sarà sempre e di conseguenza i militari ci saranno sempre. E' chi decide come e se usarli che dovrebbe pensarci prima.
Nella realtà c'è chi preferisce fare il panettiere (facendo bei soldi tra l'altro) e chi invece va a fare il soldato, ma non per questo è un boia o un killer. Non credo che sia un crimine fare il militare di professione. Dato che se vai a vedere bene, ci possono essere killer sia tra chi fa il panettiere, sia tra chi fa il soldato. Infatti la malvagità o meno di una persona stà nel profondo del suo animo e non in quello che fà per lavoro. Un serial killer può fare il soldato, come anche il maestro d'asilo o il prete, anzi, probabilmente non lo sai, ma è assai facile che in ambiente militare un omicida seriale faccia molto più fatica a "mimetizzarsi" che nella vita civile.
Se faccio il soldato, quando poi mi trovo davanti il nemico e devo essere ben conscio del fatto che, se faccio il soldato, il nemico me lo troverò davanti prima o poi, allora dovrò cercare di renderlo inoffensivo, cosa che quasi sempre significa uccidere, anche perchè il nemico cercherà di fare la stessa identica cosa con me. I perchè ed i percome non c'entrano un c***o di niente in questa situazione: lui ha una baionetta di un metro in mano, affilata come un rasoio: tu che hai intenzione di fare?
Dire che il militare è un boia mi sembra una cosa senza senso. Primo: in USA la gente di un determinato stato HA VOTATO democraticamente per la presenza anche della pena di morte nel loro sistema legislativo. Secondo: chi viene giustiziato ha, salvo eccezioni, quasi sempre ammazzato qualcuno, cosa che in Italia si tende sempre a dimenticare e cioè che c'è stata una vittima, una persona umana privata dell'unica cosa che conta, cioè la vita. Comunque non divaghiamo, un militare non è un boia, un militare è uno che serve il suo paese in armi ed entro i limiti della ragionevolezza, non è responsabile degli ordini che gli vengono impartiti: se così fosse, giustizieremmo tutti i prigionieri, come le tribù africane che di prigionieri appunto non ne fanno, proprio perchè là la guerra è giudicata un fatto personale e quindi chi viene catturato vivo va ucciso. Ovvio che poi ci sono i casi estremi in cui si verificano delle atrocità che vanno oltre gli ordini, ma come ti ho già scritto sopra, se uno nasce killer, rimane killer anche se fa il ciabattino. Quindi riassumiamo: per fare un ponte chiami l'ingegnere, per aggiustare la macchina vai dal meccanico, se stai male vai dal dottore, se c'è la guerra, ti rivolgi ad un militare. Il resto sono solo ca**ate.
Ultima modifica di Almost Blue il 21 settembre 2009, 11:21, modificato 1 volta in totale.
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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da 87Nemesis87 » 21 settembre 2009, 11:19

suzu ha scritto:cit almostblue
"Infatti un militare non è nè buono, nè cattivo, ma è solo un professionista (dato che non c'è più la leva) che fà ciò che gli viene ordinato di fare, cercando ovviamente di restare vivo mentre lo fà. Chi "vede" i militari come una minaccia alla pace (salvo alcune eccezioni) commette un errore molto comune: quello di scambiare il martello con colui che lo usa. Se uno mi dà (o prova a darmi) una martellata in testa io mica me la prendo con il martello, ma con il tizio che lo impugna. I militari sono il martello, quelli che lo impugnano sono i politici e questi sì che purtroppo sono veramente pericolosi."
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almost blue, mi son permesso di estrapolare una parte del tuo post, scusa la franchezza ma quello che hai scritto qui sopra è una ca***ta mostruosa,

scrivo questo post a beneficio dei giovani che magari, annebbiati dalla passione per l'arma, potrebbero pure crederti.

il punto è semplice, chiaro, categorico:
anche se ammazzi per conto di un altro, questo non ti rende meno responsabile.
e sai perchè? perchè ormai la leva obbligatoria non c'è piu'.
decenni fa i ragazzi erano costretti per legge ad andare a combattere. oggi no.

l'esempio del martello è osceno, il martello fino a prova contraria non è dotato di coscienza.

un soldato di fanteria, o un pilota di caccia quando va ad uccidere è responsabile in prima persona di quel che fa. il fatto che lui sia solo l'esecutore di quanto deciso da altri non cambia minimamente la questione.

un ragazzo che decide di diventare pilota da caccia sa perfettamente che potrebbe essere chiamato all'azione.
evidentemente ha accettato questa possibilità. (e fa bene)
evidentemente è innamorato della patria e pronto a difenderla (e fa bene)
evidentemente si identifica nei valori che contraddistinguono l'arma (e fa bene)

ripeto, non sto dicendo che i militari sono cattivi perchè fanno la guerra, dico che andare ad ammazzare e a farsi ammazzare è una loro scelta personale, ed è errato dire "ma io mi limito ad eseguire gli ordini"

potevano fare gli elettricisti, gli avvocati, i fornai. hanno scelto di fare i militari. benissimo, ma non prendiamoci per il c**o...

il boia che esegue l'iniezione letale dei condannati a morte in america è meno assassino perchè l'ordine glielo ha dato il presidente?
sono daccordo su quello che dici...però la tua soluzione quale sarebbe?

...è ovvio che se devono uccidere sono loro a premere il grilletto...ma i militari non fanno solo questo, proteggono i confini, fanno servizio di sorveglianza, di pattugliamento ecc....io non credo che a loro faccia piacere andare ad ammazzare gente...

...secondo me quello che almost blue voleva dire è che non sono loro a dichiarare guerra ad un altro paese e non sono loro ad accettare che l'italia faccia parte di missioni internazionali....quindi se i politici decidono la guerra, i militari sono obbligati ad eseguire l'ordine...per questo è colpa dei politici...
...finalmente laureato!!!

...ATPL: Completato!!
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Re: Domanda sui piloti militari

Messaggio da ELTAR » 21 settembre 2009, 12:32

E' necessario a volte vedere la situazione da un punto di vista esterno per avere obiettività...Anche se il discorso si fa lungo e prolisso provo ad argomentare la mia opinione.
Mi riferisco all'utente suzu che scrive per evitare che giovani vengano ingannati da "fandonie"...
Secondo me non si può dire che la professione delle armi sia beneficio di killer nati per questo. La situazione è cambiata, vero, non siamo più al tempo di coscritti obbligati a servire per un anno lo Stato ( evito apposta di utilizzare l'abusata parola Patria), ma di giovani che scelgono di entrare in un servizio dello Stato, di diventare dei professionisti che si accollano grandi responsabilità e gravi rischi. Per risponderti, suzu, essi sanno benissimo qual'è il loro futuro. Accettano il rischio di non tornare più a casa ( o di tornarci con gravi menomazioni) e il rimorso, forse, di togliere la vita a qualcuno. E' il loro lavoro e lo fanno... E' un lavoro terribile talvolta, chi lo nega, ma è necessario. E' necessario perchè finchè ci sarà l'uomo sulla Terra ci saranno sempre guerre e violenze... Anche quando ci sarà ( meglio dire "SE") una giustizia, uguaglianza e grandissimo ecc.ecc. ci sarà sempre chi ne vorrà di più! E qui è necessario usare la forza... Farà schifo usarla ma è indispensabile! Oppure si può sempre scegliere di essere schiavi e oggetto di ingiustizie e violenze, pur di non difendersi, il che allora cambia di molto la situazione.
Poi si può parlare delle gerarchie, di chi è l'esecutore o il mandante... Di cosa vuol dire nel nostro caso Costituzione, di cosa vuol dire Accademia e selezione, di cosa vuol dire società e famiglia. Di chi si occupa in sostanza di formare l'individuo ad essere cosciente di sè, dei valori della vita e del rispetto per le forme viventi, qualsiasi esse siano. Come vedi c'è ne di strada da percorrere per arrivare a Kabul o ad Herat su un blindo o su un elicottero...
Ho pianto, ho riso... Ho fatto scelte sbagliate, altre giuste... Sono amico di molti, voglio bene a pochi, non odio nessuno... Parlo poco ma dico sempre quello che penso... Qualcuno mi vuole bene, altri mi detestano... Pazienza è la vita!

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