Quando si dice un bravo pilota...

Area dedicata alla discussione sugli incidenti e degli inconvenienti aerei e le loro cause. Prima di intervenire in quest'area leggete con attenzione il regolamento specifico riportato nel thread iniziale

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Quando si dice un bravo pilota...

Messaggio da Kimera » 4 luglio 2008, 3:52

Ciao a tutti/e non mi pare che da nessuna parte del foro si parli di questo incidente di Taca a New Orleans, conclusosi senza feriti. Vi posto vari link in inglese e spagnolo (scusate ma non ho il tempo di fare le traduzioni), tra cui un'intervista al comandante del volo che riuscì a fare atterrare un 737 300 con i due motori in fiamme in un campo. Piccolo particolare, che rende ancora più interessante la storia, è che il comandante del volo era da anni cieco di un occhio:

http://www.elfaro.net/Secciones/platica ... 060508.asp (intervista al comandante)

http://faalessons2006.workforceconnect.org/l2/TacaB737/ (descrizione tecnica dell'incidente)

http://www.ntsb.gov/NTSB/brief.asp?ev_i ... 5693&key=1

http://www.ntsb.gov/ntsb/GenPDF.asp?id= ... 109&rpt=fa

http://www.aircraftone.com/aircraft/acc ... X25693.asp

http://aviation-safety.net/database/rec ... -0&lang=en

Buona lettura.

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Re: Quando si dice un bravo pilota...

Messaggio da vihai » 4 luglio 2008, 9:08

Perché scrivi "motori in fiamme"?

Io leggo "both engines flamed out" che significa "entrambi i motori spenti".

Ciao,

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Re: Quando si dice un bravo pilota...

Messaggio da Middle Marker » 4 luglio 2008, 9:25

...ehm...si infatti, erano spenti.

:D non mi immagino cosa poteva venire fuori se avevi tempo di tradurre tutto :mrgreen: :mrgreen: :lol: :D :P
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Re: Quando si dice un bravo pilota...

Messaggio da aviation » 4 luglio 2008, 9:46

Ma può un comandante, cieco ad un occhio, pilotare un'aereo?

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Re: Quando si dice un bravo pilota...

Messaggio da Mattia » 4 luglio 2008, 10:46

aviation ha scritto:Ma può un comandante, cieco ad un occhio, pilotare un'aereo?
Temo proprio di no!
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Re: Quando si dice un bravo pilota...

Messaggio da N757GF » 4 luglio 2008, 13:02

Mattia ha scritto:
aviation ha scritto:Ma può un comandante, cieco ad un occhio, pilotare un'aereo?
Temo proprio di no!
Si` per la FAA, ad esempio nel caso di sindrome da occhio pigro.

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Re: Quando si dice un bravo pilota...

Messaggio da Kimera » 4 luglio 2008, 17:44

Ehmm non per fare polemica ragazzi però nell'intervista il comandante dice: "Cuando me notifica que ya teníamos motor, que ya teníamos alternativas de aeropuertos cercanos para aterrizar, me dijeron que virara rumbo 3-60, mantenga cinco mil pies, porque esto nos pasó a 17 mil pies. Cuando acelero para mantener la altura sonaron las alarmas de fuego en los dos motores. “Vaya mierda”, dije. Se habían quemado." Che vuol dire "quando mi viene notificato che i motori erano nuevamente operativi, che ci era già stata fornito un aeroporto alterno per atterrare, mi dissero di virare con direzione 3-60 e di mantenere quota 5000 piedi. (i problemi cominciarono a 17 mila piedi). Quando accellero per mantenere l'altitudine cominciano a suonare gli allarmi che segnalano fuoco nei due motori. c***o. ho Detto. Si erano bruciati".
Sempre nell'intervista il comandante spiega che ha perso completamente l'occhio sinistro quando in un aeroporto in Salvador, durante la guerra civile ha ricevuto un proiettile in faccia e che nonostante la ferita riuscì a far decollare il piccolo aereo su cui trasportava due italiani e ad atterrare presso un altro aeroporto più sicuro. Altro dato messo in evidenza è che negli Stati Uniti è possibile volare anche con delle menomazioni fisiche che in altri paesi escluderebbero questa possibilità. Ciò è conseguenza diretta dei vari conflitti armati, uno per tutti Vietnam, in cui gli USA sono rimasti coinvolti negli ultimi anni. In poche parole, se un pilota militare rimane ferito e viene riportato in patria, gli si vuole assicurare la possibilità di lavorare, almeno nel privato, dopo aver superato alcune prove mediche della FAA.
Saluti e spero di aver risolto i vostri dubbi

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Re: Quando si dice un bravo pilota...

Messaggio da gianloria » 4 luglio 2008, 17:56

Kimera ha scritto: Altro dato messo in evidenza è che negli Stati Uniti è possibile volare anche con delle menomazioni fisiche che in altri paesi escluderebbero questa possibilità. Ciò è conseguenza diretta dei vari conflitti armati, uno per tutti Vietnam, in cui gli USA sono rimasti coinvolti negli ultimi anni. In poche parole, se un pilota militare rimane ferito e viene riportato in patria, gli si vuole assicurare la possibilità di lavorare, almeno nel privato, dopo aver superato alcune prove mediche della FAA.
Per esempio come i baroni rotti, che qui in Italia riescono a malapena a volare tra mille lotte, mentre negli USA fanno da istruttori.

Ciauz!
"la pace e la senerità del cuore derivano dal fare ciò che riteniamo giusto e doveroso,non dal fare quello che gli altri dicono e fanno"
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Re: Quando si dice un bravo pilota...

Messaggio da JT8D » 4 luglio 2008, 21:34

No, i motori non erano in fiamme. Mi raccomando, in particolare in quest'area, evitiamo imprecisioni e inesattezze :wink:
Il velivolo ha subito un doppio flame out (che non significa incendio, ma lo spegnimento del motore causa "heavy rain" ), seguito da un tentativo di riaccensione che però non è completamente riuscito, dato che i motori non hanno accelerato fino al regime corretto e uno dei motori ha subito un danneggiamento alla turbina per superamento di EGT (una specie di hot start). Quindi i motori sono stati definitivamente spenti e si è proceduto all'atterraggio di emergenza.

In seguito CFM International ha modificato in alcune parti il propulsore, per evitare problemi di "flame out" in caso di pioggia forte.

Paolo
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Re: Quando si dice un bravo pilota...

Messaggio da Kimera » 4 luglio 2008, 22:06

Scusa se insisto, ma c'è un differenza tra i documenti citati in inglese e l'intervista al comandante in spagnolo.
Non vorrei apparire polemico, ma nell'intervista al comandante si dice chiaramente che ad un certo punto suonano gli allarmi che indicano fuoco in entrambi i motori. Non si tratta di un'inesattezza, ma della traduzione esatta delle parole (se correttamente riportate dal giornalista) di chi in quei momenti pilotava l'aereo.

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Re: Quando si dice un bravo pilota...

Messaggio da alessandrogentili » 4 luglio 2008, 22:26

Ci sarà stato del fuoco ma non è atterrato con i motori in fiamme. Avranno iniettato l'estinguente e disconnesso il motore (http://www.md80.it/bbforum/viewtopic.ph ... re#p374067).

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Re: Quando si dice un bravo pilota...

Messaggio da Morghana » 14 agosto 2008, 11:13

Di sicuro c'è stato del fuoco o comunque un qualcosa che ha bruciato in tutto o in parte il motore o qualche suo componente.

Non sono esperta in materia e di questo incidente leggo adesso, ma "quemar" in spagnolo significa bruciare, sia letteralmente (per fiamme) che metaforicamente (un'ustione che "brucia", anche se non causata da fuoco ma da sostanze chimiche o scariche elettriche, per esempio).

"Se habìan quemado" = si sono incendiati oppure si sono bruciati (tipo qualcosa che è andato in corto circuito).

Quello che mi lascia interdetta è che un pilota con "sindrome da occhio pigro" possa continuare a prestare servizio, visto che di fatto un occhio pigro è un occhio che viene *ignorato* dal cervello o comunque tenuto in subordine rispetto all'altro... per cui il minimo che succede è che non si ha visione stereoscopica, mentre se viene totalmente ignorato si è DI FATTO ciechi da quell'occhio, a prescindere dalla causa (in questo caso il cervello scarta le immagini provenienti da quell'occhio, per cui è come non averlo).

Vabbè che nel volo strumentale la visione stereoscopica serve relativamente (devi controllare la strumentazione, non fare un volo a vista) ma metti che la strumentazione in tutto o in parte salti ?
Come fai a basarti su una vista priva del senso della profondità ?

Morghana (buon Ferragosto a tutti!) :P
Secondo alcuni studi il calabrone non può volare perché la sua larghezza alare non è proporzionale alla sua grandezza corporea. Ma il calabrone non lo sa, perciò lui continua a volare.

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Re: Quando si dice un bravo pilota...

Messaggio da vihai » 25 agosto 2008, 20:13

Morghana ha scritto: Vabbè che nel volo strumentale la visione stereoscopica serve relativamente (devi controllare la strumentazione, non fare un volo a vista) ma metti che la strumentazione in tutto o in parte salti ?
Come fai a basarti su una vista priva del senso della profondità ?
Anche nel volo a vista la visione stereoscopica non serve, visto che già a pochi metri di distanza il senso della profondità è affidato all'interpretazione di alto livello del cervello.

L'unico problema, semmai, è il ridotto campo visivo perifierico... ma anche qui, la vista periferica serve a poco, perché non è quella che ti permette di identificare traffici in rotta di collisione.

Ciao,

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Re: Quando si dice un bravo pilota...

Messaggio da I-SMEP » 26 agosto 2008, 0:13

è che il comandante del volo era da anni cieco di un occhio:
Sarei curioso di parlarne con un medico dell'IML! :D
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Re: Quando si dice un bravo pilota...

Messaggio da Outermarker » 29 agosto 2008, 15:51

vihai ha scritto:
Morghana ha scritto: Vabbè che nel volo strumentale la visione stereoscopica serve relativamente (devi controllare la strumentazione, non fare un volo a vista) ma metti che la strumentazione in tutto o in parte salti ?
Come fai a basarti su una vista priva del senso della profondità ?
Anche nel volo a vista la visione stereoscopica non serve, visto che già a pochi metri di distanza il senso della profondità è affidato all'interpretazione di alto livello del cervello.

L'unico problema, semmai, è il ridotto campo visivo perifierico... ma anche qui, la vista periferica serve a poco, perché non è quella che ti permette di identificare traffici in rotta di collisione.

Ciao,
Ciao, non sono d'accordo. La visione stereoscopica è fondamentale in qualsiasi situazione di volo a vista, in quanto l'interpretazione di alto livello non è sufficiente a calcolare la distanza relativa di due oggetti, se questi sono posti lungo la stessa linea di mira.
Ne è di esempio un incidente aereo di cui ho letto tempo fa in un inserto "volare piloti" a cura del Trebbi. Il pilota di un monomotore, facendo un basso passaggio su una casa, ha impattato con un albero che stava dietro l'edificio. Il pilota in questione aveva un occhio bendato a causa di una congiuntivite. L'NTSB ha concluso che il pilota, che vedeva con un occhio solo, abbia percepito in modo errato la distanza tra l'albero e la casa. Essendo l'albero esattamente dietro l'edificio, il pilota è stato ingannato dalla sua visione monoculare, credendo che tra la casa e l'albero ci fosse una distanza sufficiente per richiamare, mentre l'albero era in effetti a pochi metri dalla casa.
Se trovo il numero di Volare in cui ho letto dell'incidente, lo posto volentieri.

In quanto al volo strumentale, non so come siano le regole in America, ma credo che qualsiasi pilota abilitato al volo strumentale dabba anche avere tutti i requisiti, tecnici e fisici, per volare anche a vista: molte manovre, quali rullaggio, decollo, visual approach, circle to land, aterraggio senza autoland ecc, sono fatte guardando fuori, non gli strumenti.
ICAO TEA test Examiner and Center Administrator
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Re: Quando si dice un bravo pilota...

Messaggio da vihai » 1 settembre 2008, 10:23

Outermarker ha scritto: Ciao, non sono d'accordo. La visione stereoscopica è fondamentale in qualsiasi situazione di volo a vista, in quanto l'interpretazione di alto livello non è sufficiente a calcolare la distanza relativa di due oggetti, se questi sono posti lungo la stessa linea di mira.
Io continuo ad essere d'accordo con me :)

L'angolo parallasse di oggetti lontani decine o centinaia di metri di distanza è talmente piccolo che non apporta un'informazione significativa per la determinazione delle distanze.

Ci sono alcuni studi condotti in USA (non riesco a trovare quello più rilevante, in questo momento) che dimostrano che si può decollare, volare e atterrare anche senza visione stereoscopia. Non per nulla gli standard medici di altri paesi ammettono una simile deficienza.
Ne è di esempio un incidente aereo di cui ho letto tempo fa in un inserto "volare piloti" a cura del Trebbi. Il pilota di un monomotore, facendo un basso passaggio su una casa, ha impattato con un albero che stava dietro l'edificio. Il pilota in questione aveva un occhio bendato a causa di una congiuntivite. L'NTSB ha concluso che il pilota, che vedeva con un occhio solo, abbia percepito in modo errato la distanza tra l'albero e la casa. Essendo l'albero esattamente dietro l'edificio, il pilota è stato ingannato dalla sua visione monoculare, credendo che tra la casa e l'albero ci fosse una distanza sufficiente per richiamare, mentre l'albero era in effetti a pochi metri dalla casa.
Se trovo il numero di Volare in cui ho letto dell'incidente, lo posto volentieri.
Il punto chiave qui è che, da come lo descrivi, non c'è stato un adeguato periodo di adattamento alla nuova condizione visiva. Già solo cambiare occhiali richiede adattamento, figurarsi perdere un occhio!

Io conosco personalmente due piloti abilitati al volo senza la vista binoculare.

Ciao,

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Re: Quando si dice un bravo pilota...

Messaggio da Astrid » 1 settembre 2008, 12:37

Outermarker ha scritto:
vihai ha scritto:
Morghana ha scritto: Vabbè che nel volo strumentale la visione stereoscopica serve relativamente (devi controllare la strumentazione, non fare un volo a vista) ma metti che la strumentazione in tutto o in parte salti ?
Come fai a basarti su una vista priva del senso della profondità ?
Anche nel volo a vista la visione stereoscopica non serve, visto che già a pochi metri di distanza il senso della profondità è affidato all'interpretazione di alto livello del cervello.

L'unico problema, semmai, è il ridotto campo visivo perifierico... ma anche qui, la vista periferica serve a poco, perché non è quella che ti permette di identificare traffici in rotta di collisione.

Ciao,
Ciao, non sono d'accordo. La visione stereoscopica è fondamentale in qualsiasi situazione di volo a vista, in quanto l'interpretazione di alto livello non è sufficiente a calcolare la distanza relativa di due oggetti, se questi sono posti lungo la stessa linea di mira.
Ne è di esempio un incidente aereo di cui ho letto tempo fa in un inserto "volare piloti" a cura del Trebbi. Il pilota di un monomotore, facendo un basso passaggio su una casa, ha impattato con un albero che stava dietro l'edificio. Il pilota in questione aveva un occhio bendato a causa di una congiuntivite. L'NTSB ha concluso che il pilota, che vedeva con un occhio solo, abbia percepito in modo errato la distanza tra l'albero e la casa. Essendo l'albero esattamente dietro l'edificio, il pilota è stato ingannato dalla sua visione monoculare, credendo che tra la casa e l'albero ci fosse una distanza sufficiente per richiamare, mentre l'albero era in effetti a pochi metri dalla casa.
Se trovo il numero di Volare in cui ho letto dell'incidente, lo posto volentieri.

In quanto al volo strumentale, non so come siano le regole in America, ma credo che qualsiasi pilota abilitato al volo strumentale dabba anche avere tutti i requisiti, tecnici e fisici, per volare anche a vista: molte manovre, quali rullaggio, decollo, visual approach, circle to land, aterraggio senza autoland ecc, sono fatte guardando fuori, non gli strumenti.

Si pensa in maniera troppo restittiva e questo è il motivo per cui le regolamentazion italiane sfiorano i limiti dell'assurdo.


Comunque per la IIa classe è ammessa la visione monoculare; confermo che negli USA hanno confrontato pazienti con visione binoculare normale e altri che non la hanno e il risultato è stato che in entrambi i casi il livello di sicurezza non ne risente.

Idem per quanto riguarda l'operazione laser, tanto maledetta qui in italia; dopo se ho tempo vi cerco i report ufficiali.

Vihai: questi piloti che conosci sono italiani? Abilitati solo alla seconda classe, suppongo.
Ottico Abilitato. Specialista in Contattologia.
Appassionato di Medicina Aeronautica.
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Re: Quando si dice un bravo pilota...

Messaggio da vihai » 1 settembre 2008, 14:20

Astrid ha scritto: Vihai: questi piloti che conosci sono italiani? Abilitati solo alla seconda classe, suppongo.
Sono italiani, non so se hanno la prima classe (non credo, comunque), ma per quanto ne so hanno un medical non italiano proprio perché in Italia la visione monoculare non era tollerata o comunque era controversa e dipendeva da valutazioni soggettive.

Ciao,

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