Il grande Neil

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Valerio Ricciardi
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Re: R: Il grande Neil

Messaggio da Valerio Ricciardi » 4 gennaio 2013, 12:20

towerman ha scritto:Ho letto tutto e mi sono anche commosso. Quelli della mia generazione a 6 anni non avevano dubbi : " da grande voglio fare l 'astronauta"
E le bambine volevano diventare grandi medici per andare a vaccinare in Africa tutti i bimbi contro la polio...
Adesso sognano ruoli da calciatori, tronisti o veline
Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare.
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Re: Il grande Neil

Messaggio da Valerio Ricciardi » 4 gennaio 2013, 12:29

richelieu ha scritto:Per quanto possa sembrare paradossale ..... per me il più riuscito volo lunare è stato quello dell' Apollo 13. Essere riusciti infatti a riportare sulla Terra sani è salvi i tre astronauti venutisi a trovare in una situazione assai prossima alla tragedia (e che avrebbe potuto portare alla precoce chiusura del programma) fu la dimostrazione palese della padronanza che gli Americani erano riusciti ad acquisire allora nelle tecnologie del volo spaziale.
Mettiamoci pure una buona dose di fortuna ..... però .....
Forse più che padronanza, si dovrebbe parlare di indomita volontà di gruppo, e di immense capacità di organizzarsi di fronte ad un imprevisto. Né gli americani né i russi, IMHO, padroneggiavano poi molto in rapporto alle tecnologie del tempo e a quello che son riusciti a realizzare. Hanno rischiato tantissimo, si son spinti molto vicini al limite di ciò che sapevan fare più e più volte.

L'OTTIMO film Apollo 13 rende secondo me benissimo l'idea del misto magico di gioco di squadra, dilettantismo geniale (pensate alla parte col filtro anti CO2 ricostruito con quel che potevano trovare a bordo, come avremmo accroccato noi con quel che avevamo in cantina se i negozi erano chiusi) e metodica determinazione con corretto metodo scientifico (l'astronauta non partito per il rischio di aver contratto una malattia esantematica che passa ore ed ore a ripetere in simulazione le procedure essenziali e valutarne i consumi energetici in rapporto alla disponibilità delle batterie di bordo) che si configurò e che salvò la pellaccia a quei tre poveretti.

Son d'accordo con lei, cardinale, il trionfo è quando riesci a riprendere il controllo della situazione quando tutto, ma proprio tutto, va storto.

Comunque anche l'allunaggio di Neil a comando manuale bypassando il computer di navigazione che aveva preso fischi per fiaschi dopo essere andato in saturazione fu un pezzo di bravura da grande pilota, sulla Luna gli americani a bordo davvero non facevano le comparse. Hanno dimostrato tutti coraggio e capacità sopraffine di pilotaggio.
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Re: Il grande Neil

Messaggio da Maxx » 4 gennaio 2013, 12:53

Se proprio devo trovare una pecca al film Apollo 13, che ho visto centinaia di volte, è l'errata ricostruzione della figura di Jack Swigert, dipinto come un bambino donnaiolo alle prime armi, mal visto da Lovell. E invece, come lo stesso Lovell scrive nel libro da cui il film è stato tratto, lui si fidava molto di Swigert come pilota del modulo di comando, per quanto la sostituzione di Mattingly fosse stato un brutto colpo. Che poi a bordo ci siano state delle discussioni mi pare storicamente accertato, nonchè del tutto comprensibile.

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Re: Il grande Neil

Messaggio da Valerio Ricciardi » 4 gennaio 2013, 12:58

Maxx ha scritto: film Apollo 13, che ho visto centinaia di volte,
elamadòòòòna... :mrgreen:
Maxx ha scritto: Jack Swigert, dipinto come un bambino donnaiolo alle prime armi, mal visto da Lovell. E invece, come lo stesso Lovell scrive nel libro da cui il film è stato tratto, lui si fidava molto di Swigert come pilota del modulo di comando
Escluderei che alla NASA per una missione lunare scegliessero un pivello, era una faccenda ben lungi dall'esser routine...
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Re: Il grande Neil

Messaggio da Luke3 » 4 gennaio 2013, 14:13

A proposito di Apollo 13, e' interessante notare come la 11 e la 12 impostarono una traiettoria di "Free Return" verso la Luna. La "Free Return Trajectory" e' una traiettoria che prevedeva un "flyby" della Luna che sarebbe risultato in una traiettoria di rientro verso la terra simmetrica a quella di andata, permettendo di tornare sulla terra senza alterazioni di rotta. Questo perche' in caso di guasto al sistema di propulsione del modulo di comando, il rientro sarebbe gia' stato assicurato senza ulteriori manovre.

Immagine

Visto il successo delle due missioni precedenti, Apollo 13 esegui' la trans-lunar injection per una traiettoria di non free return (con una manovra proprio come nel disegno che ho postato sopra), per poter atterrare in una zona diversa della Luna. Paradossale che era proprio la missione in cui sarebbe servita una simile traiettoria, semplificando moltissimo le operazioni di recupero.

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Re: Il grande Neil

Messaggio da Maxx » 4 gennaio 2013, 14:20

Luca, ricordo male o la traiettoria di ritorno libero fu poi comunque seguita dal 13, con una correzione di rotta e accensione del motore del LEM (pazzesco, eroico) dopo la fiondata in orbita lunare?

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Re: Il grande Neil

Messaggio da Luke3 » 4 gennaio 2013, 14:23

Si immise in una corretta traiettoria di rientro grazie a quella manovra propulsiva, ma non so dirti senza dati alla mano se corrispondeva alla parte inbound della traiettoria di ritorno libero.

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Re: Il grande Neil

Messaggio da Fran65 » 4 gennaio 2013, 18:44

Valerio Ricciardi ha scritto: ..................

Comunque anche l'allunaggio di Neil a comando manuale bypassando il computer di navigazione che aveva preso fischi per fiaschi dopo essere andato in saturazione fu un pezzo di bravura da grande pilota, sulla Luna gli americani a bordo davvero non facevano le comparse. Hanno dimostrato tutti coraggio e capacità sopraffine di pilotaggio.
...infatti nel documentario della BBC viene detto chiaramente che Armstrong venne inserito nella lista dei papabili da spedire sulla luna proprio per il suo autocontrollo, dimostrato quando in occasione di una missione Gemini riuscì a stabilizzare la navicella "andata in rotazione" dopo il primo rendez-vous della storia, rilasciando il modulo a cui si erano appena agganciati e attivando i retrorazzi.
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"Ma un' altra grande forza spiegava allora le sue ali,
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Re: Il grande Neil

Messaggio da Valerio Ricciardi » 5 gennaio 2013, 9:13

I tempi comunque ora son cambiati: all'epoca al di là dei fattori di prestigio ideologico, c'era un retro-messaggio fra USA ed URSS del tipo "se son riuscito a mandare due uomini sulla Luna e riportarli indietro in quella baracca di Lem [che si sarebbe potuta perforare con una BIC data di punta con forza, tanto era leggero], pensa con quanta precisione volendo potrei piazzare un'atomica anche nella zuppa di fagioli di tua zia".

La supremazia nella corsa allo spazio sottintendeva la supremazia nella capacità di gestire ICBM a testate multiple, eccetera. Da lì, solo da lì e non per puro amore dell'avventura scientifica derivarono gli immani finanziamenti che furono messi in campo, ed anche una certa pericolosa fretta: l'inchiesta sull'Apollo 1 rivelo' una disposizione e qualità dei cablaggi all'interno del modulo di comando degni del quadro elettrico di un grosso capannone di periferia.
Molte cose erano, finché non hanno "pagato pegno", nella realtà assai raffazzonate.

Adesso si, sarebbe ora di tornarci; ma non solo per farsi una foto davanti a una bandiera e portare indietro qualche centinaio di kg di materiale, ci vorrebbe qualcosa di più a livello di espolorazione diretta. E quindi più tempo sul suolo lunare, maggiore autonomia, condizioni di permamenza più protette (cfr. rischi di flare protonici) etc.
Per me, se in un ciclo di missioni non punteranno a consuntivo al tentativo di lasciare una base riutilizzabile (non dico certo permanentemente abitata, costerebbe troppo) penso che il contribuente americano e non avrebbe ottime ragioni per mugugnare.

Anche una missione "manned" su Marte ha un fascino enorme, ma allo stato attuale il rischio di giocarsi l'equipaggio IMHO è ancora troppotroppotroppo alto. La Luna è là, i giuppersu' 384.000 km sono un numero perfettamente alla portata del motore della mia Mercedes 190E (e pure senza spomparsi ancora un granché), ma quando si parla di trasferimenti di un centinaio di milioni di km per intercettare l'altro pianeta... è tutto un altro paio di maniche, non si tratta solo di preparare un razzo un po' più grosso un po' più alto un po' più bello con maggiore carico utile.
Solo la parte "impostazione, decisione e calcolo delle traiettorie" grazie all'italiano Giuseppe ("Bepi") Colombo, un autentico genio leonardesco, un inarrivabile esempio di capacità di analisi dei problemi e di calcolo di algoritmi - di cui quasi tutti si son dimenticati, è davvero ben conosciuta e "dominata".
Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare.
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Re: Il grande Neil

Messaggio da Fabio Airbus » 7 gennaio 2013, 13:45

Io penso che oramai con lo sviluppo della tecnologia l'esplorazione dei pianeti debba essere affidata solamente alle sonde automatizzate; al giorno d'oggi calpestare il suolo marziano non avrebbe più senso. Perchè fare poi? E con quali rischi? e come prepararsi ad un viaggio che durerebbe circa 14 mesi tra andata e ritorno? Tanto vale mandarci una sonda, se va persa pazienza e se ne manda un'altra. Se si perde un equipaggio il programma viene definitivamente chiuso.
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Re: Il grande Neil

Messaggio da Maxx » 7 gennaio 2013, 14:11

Fabio Airbus ha scritto:Io penso che oramai con lo sviluppo della tecnologia l'esplorazione dei pianeti debba essere affidata solamente alle sonde automatizzate; al giorno d'oggi calpestare il suolo marziano non avrebbe più senso. Perchè fare poi? E con quali rischi? e come prepararsi ad un viaggio che durerebbe circa 14 mesi tra andata e ritorno? Tanto vale mandarci una sonda, se va persa pazienza e se ne manda un'altra. Se si perde un equipaggio il programma viene definitivamente chiuso.
14 mesi mi sembrano pochissimi, alle velocità attuali. Condivido, purtroppo, il tuo discorso: mandare una sonda su Marte, o più avanti, è una cosa già adesso quasi routinaria e soprattutto se al giorno d'oggi ci sarebbero i "Mercury Seven" pronti a partire per Marte.

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Re: Il grande Neil

Messaggio da Fabio Airbus » 7 gennaio 2013, 16:19

Il punto focale è su che cosa si deve fare: mandare degli uomini su Marte per prelevare solo chilogrammi di roccia è dispendioso ed inutilmente rischioso... Pensarci di fare una stazione anche se abitata temporaneamente, non ne vedo l'utilità, tutto si può automatizzare. Focalizzare l'attenzione dei media sul fatto che l'uomo può andare su Marte (o come anche dire andiamo su Marte per trovare l'acqua o traccie di vita) serve solamente a far ottenere fondi.
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Re: Il grande Neil

Messaggio da Maxx » 7 gennaio 2013, 16:50

Mi sono accorto di aver scritto male e riscrivo:

mandare una sonda su Marte, o più avanti, è una cosa già adesso quasi routinaria e soprattutto NON SONO AFFATTO SICURO CHE al giorno d'oggi ci sarebbero i "Mercury Seven" pronti a partire per Marte.

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Re: Il grande Neil

Messaggio da Luke3 » 7 gennaio 2013, 17:02

Risposta Pragmatica:
Serve perche' gli sviluppi tecnologici necessari per mandare un uomo su marte sono di gran lunga superiori a quelli necessari per mandare una sonda.

Risposta piu' Romantica:
Serve come precursore ad un possibile futuro di basi permanenti, che offrono possibilita' e flessibilita' nella ricerca scientifica ben superiori alle sonde. E perche' no un possibile avamposto umano permanente in un futuro remoto.

Siamo sempre al solito discorso: per progredire ci vuole un obiettivo e non si puo' misurare sempre un investimento sul ritorno economico immediato, altrimenti e' la fine della ricerca scientifica. Purtroppo gia' oggi si sta andando in quella direzione e la vedo come una cosa pericolosa perche' dall'applicarla ad un settore ad applicarla a come si gestisce un paese intero il passo e' breve, ma non mi dilunguo ulteriormente.

Pensate se lo stesso avessero detto delle esplorazioni marittime del '500, tanto la via della seta c'e' gia', che punto ha cercare strade alternative e buttare i soldi in spedizioni pericolose

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Re: Il grande Neil

Messaggio da Maxx » 7 gennaio 2013, 17:20

Forse, Luca, tra mille anni parleranno della nostra epoca come di un secondo medioevo, nel quale il progresso ha rallentato, le scoperte latitavano e gli uomini erano ripiegati su loro stessi. Dopo il primo medioevo ci fu il rinascimento e speriamo che, come quello produsse la basilica di San Pietro e Leonardo da Vinci, il prossimo rinascimento produrrà (anche) le esplorazioni umane dello spazio profondo.

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Re: Il grande Neil

Messaggio da Valerio Ricciardi » 7 gennaio 2013, 19:17

Al tempo. Fra avere una sonda automatizzata, raffinata quanto ti pare, e l'occhio di un paio di esperti geologi e biologi che se ne vanno a spasso a piedi dotati di strumenti per misurare quel che la loro mente ha notato e pre-selezionato, c'è una bella differenza.
Ho studiato Scienze geologiche all'Università, e vi garantisco che il telerilevamento integra, completa, dà una visione di insieme che sfugge a chi percorra sul terreno degli affioramenti, è assolutamente indispensabile e preziosissimo... ma tra quello e il geologo rilevatore che va a zonzo seguendo il filo dei suoi ragionamenti, campionando, rivoltando pietre, grattando superficialmente qui e là, decidendo forma e dimensioni del campione e financo cambiando punto esatto di distacco del campione sulla base di quel che vede su una roccia... ce ne corre.

Dal momento che si è dimostrato senza tema di smentita un passato più umido, con fiumi e ciclo sedimentario, trovo altamente plausibile che su Marte vi siano tracce fossili che sarebbero in grado di mettere la parola fine ad ogni residuo dubbio su forme di vita extraterrestri, e sulla tendenza della "natura" ad evolvere "ovviamente" in direzione della vita ogni qualvolta ve ne siano le condizioni; ma un fossile lo nota, intravede, scopre un occhio umano troppo meglio di quel che può fare qualsiasi algoritmo di analisi e riconoscimento visivo applicato ad una telecamera.

E' che è difficile, costa di più, è rischioso, gli astronauti devi metterli in condizione di respirare, mangiare, bere, smaltire o meglio riciclare cacca e pipì, restare bene in salute, guarire se si ammalano e non ultimo mantenere equilibrati e non depressi e/o claustrofobici... per molti molti mesi. E devi anche garantire (abbastanza) che se tornano sani e salvi non si ammalino di cancro in breve tempo per tutte le radiazioni che si saran beccati senza lo schermo atmosferico. Non è un problema da poco, ne converrete.

Già piloti e AAVV rischian statisticamente tanto di più di uno che circoli a livello delle galline... non è che la sottile "pelle" in alluminio di un aereo schermi poi molto, a parte UV, particelle alfa e beta...
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Re: Il grande Neil

Messaggio da Fabio Airbus » 8 gennaio 2013, 9:53

Maxx ha scritto:Mi sono accorto di aver scritto male e riscrivo:

mandare una sonda su Marte, o più avanti, è una cosa già adesso quasi routinaria e soprattutto NON SONO AFFATTO SICURO CHE al giorno d'oggi ci sarebbero i "Mercury Seven" pronti a partire per Marte.
Effettivamente la risposta non l'avevo tanto capita ed ho risposto a naso.
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Re: Il grande Neil

Messaggio da richelieu » 26 novembre 2018, 12:24

Intanto ... i Russi non credono allo sbarco Americano e, dopo quasi 50 anni, intendono verificare ...
Russia’s space agency plans to send a mission to the moon to check whether the American moon landings were real.
In a video posted to Twitter on Saturday, Dmitry Rogozin, the Director General of Roscosmos, said: "We have set this objective to fly and verify whether they've been there or not.”
Rogozin announced the project after he was asked whether he believed NASA landed on the moon in 1969.
The agency head shrugged as he answered, making it unclear whether or not he was joking.
Fonte: newsweek.com ... "WAS MOON LANDING REAL? RUSSIA PLANS NEW FLIGHT TO FIND OUT" ...

Però la NASA ... qualche anno fa ... "NASA Spacecraft Images Offer Sharper Views of Apollo Landing Sites" ...

Chissà che non vi trovino invece ... le scie chimiche ... o ... Elvis "The Pelvis" ...

:lol: :shock: :lol: :shock: :P

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Re: Il grande Neil

Messaggio da Luke3 » 27 novembre 2018, 2:11

Almeno cosi' zittiscono i complottisti una volta per tutte

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Re: Il grande Neil

Messaggio da Yavapai » 27 novembre 2018, 9:38

Ridicolo e assurdo, visto che se i Russi non ci credevano avrebbero avuto tutti gli interessi a dirlo nel 1969 quando persero la corsa alla Luna facendo la figura dei cioccolatai, non certo 50 anni dopo per mezzo di uno pseudo giornalista/politicante.

Comunque i complottisti non si convincerebbero ugualmente, ti direbbero che i LEM sono stati lanciati sulla Luna l'anno scorso per falsificare le prove. E' una razza fatta così...
richelieu ha scritto:Intanto ... i Russi non credono allo sbarco Americano e, dopo quasi 50 anni, intendono verificare ...
Russia’s space agency plans to send a mission to the moon to check whether the American moon landings were real.
In a video posted to Twitter on Saturday, Dmitry Rogozin, the Director General of Roscosmos, said: "We have set this objective to fly and verify whether they've been there or not.”
Rogozin announced the project after he was asked whether he believed NASA landed on the moon in 1969.
The agency head shrugged as he answered, making it unclear whether or not he was joking.
Fonte: newsweek.com ... "WAS MOON LANDING REAL? RUSSIA PLANS NEW FLIGHT TO FIND OUT" ...

Però la NASA ... qualche anno fa ... "NASA Spacecraft Images Offer Sharper Views of Apollo Landing Sites" ...

Chissà che non vi trovino invece ... le scie chimiche ... o ... Elvis "The Pelvis" ...

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Re: Il grande Neil

Messaggio da Maxx » 13 dicembre 2018, 11:58

A me la cosa che rode è che gente come lui o gli altri astronauti siano quasi dimenticati o sconosciuti, sicuramente ai più giovani, e che gente come Che Guevara sia un’icona immortale, mai fuori moda.

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Re: Il grande Neil

Messaggio da richelieu » 14 dicembre 2018, 0:54

A chi può interessare ...

E' stato appena pubblicato : "La Luna di Oriana" ..... una raccolta di articoli scritti a suo tempo dalla grande giornalista e dedicati all' impresa lunare e ai suoi protagonisti .....

..... https://libro.cafe/libro/84956/la-luna-di-oriana/ .....

Dagli archivi ..... https://www.corriere.it/europeo/scienze ... e/2009/07/ .....
.

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Re: Il grande Neil

Messaggio da sardinian aviator » 14 dicembre 2018, 12:45

Maxx ha scritto:A me la cosa che rode è che gente come lui o gli altri astronauti siano quasi dimenticati o sconosciuti, sicuramente ai più giovani, e che gente come Che Guevara sia un’icona immortale, mai fuori moda.
Io rispetto tutte le opinioni ma.... che m****a c'entra qui e adesso Che Guevara?
È meglio rimanere in silenzio ed essere considerati imbecilli piuttosto che aprire bocca e togliere ogni dubbio

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Re: Il grande Neil

Messaggio da Valerio Ricciardi » 15 dicembre 2018, 16:40

...perché dalla fortuna della foto di Alberto Dìez Gutierrez, meglio noto come Alberto Korda, in poi (foto che sfu usata da Feltrinelli per la copertina di un noto libro) è nato un merchandising impressionante.

L'immagine è stata tanto diffusa, e così azzeccato quello scatto, che il "Che" è divenuto nell'immaginario collettivo l'icona del modello di guerrigliero eroico, talmente tanto... da vedersi quella faccia stilizzata sotto forma di poster persino in ritrovi dell'estrema destra (sempre guerrigliero che combatte contro l'ordine costituito è...), nonostante il regìme cubano fosse "socialista" o "comunista" (dichiaratamente già socialista lo era, e poi il suo inevitabile posizionamento filorusso in quanto antiamericano lo avvicinava al Patto di Varsavia).

Il "Che" andava bene per tutte le stagioni... ciascuno che fosse in cuor suo antisistema lo poteva immaginare come voleva. E poi come canta Guccini ne La locomotiva "gli eroi son tutti giovani e belli..." giovane e belloccio senz'altro lo era (era innegabilmente un bel tipo latino di lineamenti decisi ma eleganti e sguardo intensissimo).
Fosse stato racchio come Mr Bean sulle magliette avrebbe funzionato tanto meno bene..

Neil Armstrong aveva un aspetto intelligente, accademico, sorridente ma freddino... e faceva parte di una genìa di persone fra le quali l'immaginario collettivo poteva identificarsi in eroi multipli.
E l'interesse del pubblico dopo le prime missioni Apollo, andò scemando, tanto che quando davvero diventavano "missioni" con un ritorno scientifico degno di nota, specie le 15, 16 e 17 l'opinione pubblica le seguiva ormai con interesse tanto rapidamente decrescente da rendere impossibile per i politici continuare a finanziare le ultime previste dal programma.
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Re: Il grande Neil

Messaggio da bruss » 29 dicembre 2018, 9:30

"First Man on the Moon: The Real Neil Armstrong"
Un bel documentario che descrive l' Uomo, prima che "l' Astronauta , Neil Armstrong.

Nessuno siamo perfeti , oniuno ci habiamo i suoi d'ifetti !

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Re: Il grande Neil

Messaggio da richelieu » 10 aprile 2019, 15:03

Di nuovo sulla Luna nel 2024 ?

... thespacereview.com ... http://www.thespacereview.com/article/3687/1 ...

... foxnews.com ... https://www.foxnews.com/opinion/vice-pr ... of-america ...

Parla il Vice Presidente ... whitehouse.gov ... https://www.whitehouse.gov/briefings-st ... sville-al/ ...

Ma c'è chi esprime dubbi ... :scratch:

... phys.org ... "U.S. wants a crewed mission to the moon in five years – but can and should that be done?" ...
.

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Re: Il grande Neil

Messaggio da Valerio Ricciardi » 11 aprile 2019, 10:02

richelieu ha scritto: Ma c'è chi esprime dubbi ... :scratch:
Cinque anni e mezzo al massimo (siamo a quasi metà 2019) per ritornare con tecnologie del tutto reimpostate e riprogettate - stante che se anche volessero per bandiera dire "dove eravamo rimasti...?" programmare Apollo 18 non sarebbe possibile non esistendo più nemmeno le linee di montaggio per i componenti del Saturno - mi paiono assolutamente irrealistici.

Diciamo che se ti poni l'obiettivo in realtà irrealistico forse con due-tre anni di ritardo impegnandoti bene ce la fai anche. Al massimo poco meno di un decennio, ecco, come l'altra volta.
Ma devono dividere la spesa con la Cina, casomai, invece di entrarci in competizione.
Questo implica l'accettazione e la legittimazione finale della Cina come partner paritario, alla fine, ed il significato geopolitico sarebbe grande.

La politica di dura concorrenza (almeno formale...) di Trump col dragone non la vedo tanto compatibile con una prospettiva del genere.

Dovrebbe essere chiaro a tutti, che considerato quanto venne "stirata al limite" la tecnologia del tempo, il fatto che l'unica catastrofe (preannunciata... fu una vera macchia per il sistema capitalistico industriale americano dell'epoca e del suo mito di efficientismo) di Apollo 1, in tutti i tre programmi Mercury-Gemini-Apollo ed il progetto "collaterale" Surveyor - tutti nella stessa filiera di progetto - fu una fortuna semplicemente inverosimile. Gli americani, come i russi, NON erano davvero pronti a tentare lo sbarco lunare.

Anche nel caso di Apollo 13, fu dimostrata un'intelligenza, efficienza (ed anche un poco di fantasia) ingegneristica senza precedenti nella corsa allo spazio, per tirarli fori dai guai, ma ebbero comunque tanta, ma tanta, ma tanta fortuna. Le probabilità di riportarli a casa vivi non erano pari a quelle di perderli, assolutamente.

Nel caso dei russi la cosa fu solo più evidente, perché l' N1 (per loro fortuna) gli saltava per aria leggiadramente al lancio. I russi come tecnologia dei propellenti e come capacità di calcolo orbitale, insomma gli aspetti chimico-matematici, erano abbastanza avanti agli americani, non v'è dubbio. Ma le loro competenze elettroniche specie per quanto attiene la miniaturizzazione e l'automazione erano ben più arretrate, infatti le loro sonde planetarie venivano guidate da calcoli di meccanica celeste ben più accurati e complessi, mentre gli statunitensi contavano su successive reiterate correzioni di traiettoria.
Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare.
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Re: Il grande Neil

Messaggio da richelieu » 11 aprile 2019, 11:36

Se ben ricordi ... i Sovietici erano indietro anche nel campo dei motori.
Non disponevano, infatti, di niente di simile a quelli, assai più potenti, degli Americani che, e non è poco, erano ormai in grado di padroneggiare la tecnologia dell'idrogeno liquido ... cosa che i Sovietici, a quel tempo, neanche sognavano.
Ma ... lo hai presente il primo stadio del loro N-1 ... con quell'impressionante grappolo di motori?
Le probabilità che una parte di essi malfunzionasse erano, ritengo, alquanto elevate.

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Re: Il grande Neil

Messaggio da Valerio Ricciardi » 11 aprile 2019, 14:58

Vero, ma con 30 motori il sistema era stato progettato per garantire il liftoff e l'arrivo ad una quota adeguata per poter accendere il secondo stadio senza inficiare la missione, con sino a cinque motori in meno... ma l'N1 er comunque troppo complesso e macchinoso, era nato sotto una cattiva stella. Il lanciatore (di gran successo) Antares utilizzava i motori degli N1 mai costruiti per la cancellazione del programma, nella loro ultima e (si fa per dire) più affidabile evoluzione, acquistati a ottimo prezzo dai russi... questi

https://it.wikipedia.org/wiki/NK-33

...uno dei lanci, però, fallì perché ancora una volta ci fu una esplosione originata di riffa o di raffa dai motori del primo stadio... e gli americani cambiarono fornitura dei motori e ne scelsero un altro, ma... sorpresa, sempre russo.

https://it.wikipedia.org/wiki/RD-191
Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare.
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Re: Il grande Neil

Messaggio da richelieu » 1 luglio 2019, 10:07

A proposito del motore Rocketdyne F-1 ...
Che ne è stato dopo la fine del programma Apollo ?
The Saturn V’s F-1 engine is probably the most legendary rocket engine ever built.
After a problematic early start that destroyed several test stands, the powerful engine went on to send 12 astronauts to the lunar surface.
Later, as NASA planned on retiring the Apollo hardware, astute leaders recognized that they might need it again.
This resulted in the F-1 Production Knowledge Retention Program.
This was a project at Rocketdyne, the company that built the F-1 engine, to preserve as much technical documentation and knowledge about the engine as possible.
According to an inventory of records, the Knowledge Retention Program produced 20 volumes of material on topics such as the engine’s injector ring set, valves, engine assembly, and checkout and thermal insulation and electrical cables, among others.
But the project went beyond simply preserving documentation.
Rocketdyne even sought to capture the knowledge inside the heads of the people who designed and manufactured the engines.
They conducted tape-recorded interviews with them, asking about parts that were difficult to produce and manufacturing tricks that they had learned in the process of building multiple engines.
In addition to all this material, NASA also had several F-1 engines in storage, plus the ones that ended up in museums that could be disassembled and examined.
After the Apollo program ended, five engines were in storage at NASA’s Michoud Assembly Facility, with ten others mounted on stages on external display.
Prosegue qui ... thespacereview.com ... "A mighty thunderous silence: The Saturn F-1 engine after Apollo" ...
.

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Re: Il grande Neil

Messaggio da richelieu » 1 luglio 2019, 10:35

Una proposta ... fuori del comune ... :crazyeyes:
... back in 1965 the company made a proposal so bold that it bordered on insane: a giant helicopter with a rotor diameter bigger than the length of a football field, capable not only of transporting a Saturn V S-1C first stage, but of actually catching it in midair as it fell on a parachute.
Strike that: it did not border on insane, it was insane.
But those were heady days in the mid-1960s, a time when NASA was getting nearly five percent of the federal budget- many times more than today - and when the agency was doling out study contracts for everything from nuclear rockets to ion engines to 100-man space stations.
The United States was kicking the Soviets’ asses in space.
There was nothing America couldn’t do.
According to Ken Spence, an aviation research and development engineer, Stan Hiller, who created and owned the company, had a wealth of creative passions and ideas.
What Hiller really wanted was “a helicopter in every garage.”
But why should a small helicopter company that had never gained a major contract, or built a helicopter capable of carrying more than six people, think small ?
Prosegue qui ... thespacereview.com ... "Going big: catching a Saturn V first stage with a helicopter" ...

:eeeeek:

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Re: Il grande Neil

Messaggio da richelieu » 7 luglio 2019, 9:05

Indietro nel tempo ...

... astronautinews.it ... https://www.astronautinews.it/2019/07/c ... apollo-11/ ...

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