Ala Italiana

Area dedicata all'Aviazione Storica. Aerei vintage, vecchie Compagnie e imprese del passato

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Ala Italiana

Messaggio da sardinian aviator » 20 febbraio 2014, 12:07

Ho rintracciato questa vecchia lettera redatta su carta intestata della soc. Ala Italiana nel Dicembre 1943.
Non avevo mai sentito parlare di questa compagnia aerea che riprendeva il logo dell'Ala Littoria senza però il fascio dietro la rondine.
Siamo tre mesi dopo l'armistizio e la guerra è ancora in corso, In Italia si combatte all'altezza dell'Abruzzo, sicuramente non c'era attività aerea civile. Gli aerei dell'ex Ala Littoria sono stati quasi tutti requisiti dai tedeschi.
Però questa compagnia formalmente esiste e scrive.
Qualcuno ne sa qualcosa di più?
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Re: Ala Italiana

Messaggio da fabrizio66 » 20 febbraio 2014, 16:17


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Re: Ala Italiana

Messaggio da sardinian aviator » 20 febbraio 2014, 19:41

fabrizio66 ha scritto:ho trovato questo in rete

http://www.veniceairportlido.com/offici ... avali.html
Perfetto, il cerchio si chiude.
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Re: Ala Italiana

Messaggio da fabrizio66 » 21 febbraio 2014, 14:41

la cosa strana è che cercando sulla rete c'è molto poco sull "ala italiana" mentre facendo le ricerche su ala littoria esce un mondo.

sembra come se fosse un qualcosa di dimenticato o mai esistito, anche nei vari libri che ho letto sulla storia dell'aviazione civile italiana non vien fatta menzione di tale compagnia aerea se non in modo molto marginale.

questo week end se riesco provo a fare ulteriori ricerche

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Re: Ala Italiana

Messaggio da sardinian aviator » 21 febbraio 2014, 15:30

fabrizio66 ha scritto:la cosa strana è che cercando sulla rete c'è molto poco sull "ala italiana" mentre facendo le ricerche su ala littoria esce un mondo.

sembra come se fosse un qualcosa di dimenticato o mai esistito, anche nei vari libri che ho letto sulla storia dell'aviazione civile italiana non vien fatta menzione di tale compagnia aerea se non in modo molto marginale.
questo week end se riesco provo a fare ulteriori ricerche
E' la stessa mia sensazione. Comunque dopo il 45 ci fu una sorta di ribellione (conscia ed inconscia) contro tutto quello che odorava di fascismo. Questo valse anche per la LATI che operava sul sud America. Tra l'altro non tutto il personale delle due compagnie era "fascista" o compromesso col regime. Tutti tiravano la carretta per il governo di allora (e che dovevavo fare?) ma solo alcuni erano anche politicamente impegnati. E comunque le nuove compagnie aeree non potevano fare a meno di loro, tecnici, piloti, impiegati di scalo ecc.... Così si eliminò il passato regime almeno formalmente: nomi, simboli, tutto nuovo.
Molti si riciclarono, altri semplicemente cambiarono divisa e continuarono a fare quello che avevano sempre fatto (e bene).
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Re: Ala Italiana

Messaggio da fabrizio66 » 21 febbraio 2014, 15:42

nella ricerca delle figure da inquadrare nelle compagnie aeree nascenti si cercavano persone non implicate con il regime fascista.

uno di questa fu velani (riusci a scappare da un attacco tedesco ad una colonna di camion che trasportavano materiale recuperato negli aeroporti nel tentativo di preservarlo).

l'alitalia potè aprire voli con il sud america perchè aveva incorporato la lati, questa era a tutti gli effetti una compagnia aerea civile ed aveva ante guerra contrattato tali diritti direttamente con il governo brasiliano e la validità giuridica era rimasta anche dopo il 45.

nel libro isola del sale vi è una fotografia molto sgranata ma splendida vi è un sm 83 (credo) mentre decolla dal sale verso il brasile

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Re: Ala Italiana

Messaggio da fabrizio66 » 21 febbraio 2014, 15:59

L’ala littoria si poteva considerare come la compagnia di bandiera italiana, con tutti i pregi e difetti di questa cosa, aveva accesso a buone sovvenzioni da parte del ministero dell aeronautica e poteva contare sull appoggio logistico di aeroporti ed infrastrutture.
Oltre all ala littoria esisteva le aviolinee italiane (ali) di proprietà fiat compagnia aera privata sicuramente più efficiente e snella dell ala littoria, sempre d’avanzo nel suo ultimo libro scrive che l ali volava anche di notte e con il mal tempo, potendo utilizzare aerei di fabbricazione tedesca junkers (adesso non ricordo il modello), a differenza dell ala littoria dove viveva la regola che quando piove ed è buio gli uccelli non volano.
Le aviolinee italiane avevano come target quello di incassare almeno 500 lire per ogni volo e vi era la ricerca spasmodica per ogni volo di trovare passeggeri almeno per quella cifra.
L ala littoria era inoltre perseguitata dalla sciagura dei free, per cui in molti voli il carico pagante era veramente esiguo.

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Re: Ala Italiana

Messaggio da sardinian aviator » 21 febbraio 2014, 16:43

Non tutto quello che ha scritto D'Avanzo corrisponde al vero. Molti autori hanno le proprie simpatie.
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Re: Ala Italiana

Messaggio da transadriatica » 23 febbraio 2014, 23:47

fabrizio66 ha scritto:sempre d’avanzo nel suo ultimo libro scrive che l ali volava anche di notte e con il mal tempo, potendo utilizzare aerei di fabbricazione tedesca junkers (adesso non ricordo il modello).
In verità gli Junkers 52 li usò l'Ala Littoria non la ALI (che introdusse in Italia il DC.2, sia pure in un solo esemplare): sicuramente un effetto della presenza in Ala Littoria di dirigenza proveniente dalla Transadriatica (di cui aveva ereditato anche la rondinella), compagnia nata e crsciuta volando con gli Junkers, prima gli F.13, poi i G.24, infine gli Ju.52 quando ormai era stata incorporata nell'Ala Littoria.
Michele

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Re: Ala Italiana

Messaggio da sardinian aviator » 24 febbraio 2014, 9:01

fabrizio66 ha scritto: L ala littoria era inoltre perseguitata dalla sciagura dei free, per cui in molti voli il carico pagante era veramente esiguo.
Mi ricorda qualcosa :mrgreen: Una volta feci un volo FCO-SIN-SYD in una first class piena come un uovo ma senza un pagante. I pax si conoscevano tutti e molti erano parenti fra loro :D
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