La vicenda Alitalia

Area dedicata alla discussione sulle compagnie aeree. Si parla di Alitalia, Air One, Air Dolomiti, Meridiana e tutte le altre compagnie aeree italiane e straniere

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che farà berlusconi con AZ se vincerà le elezioni?

in caso di accordo tra af e sindacati dovrà avallare questa scelta per evitare che il fallimento porti più esuberi
24
12%
sceglierà il fallimento con esuberi 4 volte maggiori rispetto alla soluzione francese
31
15%
farà uscire fuori le annunciate cordate
57
28%
dirà che tutti lo hanno frainteso e che lui chiedeva ad AF solamente il mantenimento dell'identità nazionale di AZ e quindi consegnerà az ad af
94
46%
 
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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da 370 » 2 maggio 2008, 16:29

:oops: :oops: Ehm :oops: :oops: forse la mia potrà sembrare una domanda un pò ingenua...tuttavia...riguardo al rimborso entro il 31-12-2008...che si fa??

Personalmente sono un pò scettico che ce la si faccia a rimborsare tutto, cordate più o meno reali e/o inventate a parte!
Sono tanti bei soldini comunque! 8)

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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da air4you » 2 maggio 2008, 16:32

Udite Udite... signori ecco a che cosa serve in parte il prestito ponte......
A me questa cosa non mi va proprio giù perchè si tratta anche di soldi miei....

Edizione 84 del 01-05-2008

Alitalia senza pudore, vogliono pure l’aumento
I dipendenti potrebbero scioperare pur di mettersi in tasca buona parte del prestito-ponte


di Francesco Blasilli

Cordata o non cordata, Berlusconi deve risolvere la questione Alitalia. I suoi fedelissimi parlano di un dossier zeppo di nomi interessati alla decrepita compagnia di bandiera, ma nella sostanza non sarebbero poi tanti quelli che non hanno detto di “no” a priori (tra questi Intesa San Paolo), fermo restando che l’ipotesi Ferrovie dello Stato appare come una provocazione e niente più. Nel mentre, però, il Cavaliere è impegnato a pagare dazio ai sindacati che hanno sostanzialmente bloccato la cessione ad Air France; per fare questo deve convincere l’Unione Europea (che ha ribadito proprio ieri di essere molto dubbiosa) della legalità del prestito ponte di 300 milioni di euro, concesso dal governo Prodi. In questo momento Berlusconi è necessariamente impegnato su due tavoli: trovare un nuovo proprietario per Alitalia e al tempo stesso non scontentare i sindacati. Compito praticamente quasi impossibile, visto che chiunque prenda il comando della compagnia di bandiera dovrà operare dei tagli. Al momento, grazie al prestito ponte che lascia tutto come sta, godono i lavoratori.

Ed infatti si parla di festosi brindisi dalle parti della Magliana. Solo che dall’aeroporto di Fiumicino, dove si trova la sede di Alitalia e dove lavorano la maggior parte dei dipendenti che rappresentano il pomo della discordia, arrivano voci poco rassicuranti per Berlusconi e il nostro paese. I vertici sindacali dell’azienda avrebbero in mente di far avere ai lavoratori un nuovo aumento di stipendio. Ossia vorrebbero che buona parte del denaro arrivato dal prestito ponte finisse direttamente nelle loro tasche, senza passare per le squinternate casse di Alitalia. Una richiesta francamente assurda per un’azienda che assomiglia ad un morto che cammina: è come se un uomo che sta morendo dissanguato decidesse di rifarsi il naso invece di una trasfusione. Ma questo è quanto. E i dipendenti di Alitalia avrebbero in mente anche di fare uno sciopero per raggiungere il loro obiettivo.

E’ chiaro ed evidente che di aumento non se ne parla proprio ed una situazione del genere metterebbe in ulteriore difficoltà Berlusconi, anche se lo sciopero potrebbe anche diventare un boomerang per i sindacati che cadrebbero in totale disgrazia davanti all’opinione pubblica. A quel punto si potrebbero attuare i tagli di personale che eventuali acquirenti richiedono a furor di popolo oppure il Cavaliere potrebbe decidere (come suggerisce da anni la Lega) di far fallire la compagnia di bandiera. Fanta-economia, forse, anche perché stando ai bookmakers internazionali la cordata italiana di Berlusconi esiste: la compagnia Agipronews quota Alitalia ancora tricolore ad appena 1.85, mentre Air France e Aeroflot sono distanziate, rispettivamente a 2.50 e 3.00.

Fonte L'opinione.it

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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da airbusfamilydriver » 2 maggio 2008, 16:42

370 ha scritto::oops: :oops: Ehm :oops: :oops: forse la mia potrà sembrare una domanda un pò ingenua...tuttavia...riguardo al rimborso entro il 31-12-2008...che si fa??

Personalmente sono un pò scettico che ce la si faccia a rimborsare tutto, cordate più o meno reali e/o inventate a parte!
Sono tanti bei soldini comunque! 8)
l'altro giorno un esponente della ex forza italia ora pdl parlava proprio di questo,se az sarà privatizzata il prestito verrà rimborsato subito,chi si sta interessando a cordate sta pensando a investimenti di 5-6 miliardi di euro,sono un problema 300 milioni di fronte a tali cifre?

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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da airbusfamilydriver » 2 maggio 2008, 16:45

air4you ha scritto:Udite Udite... signori ecco a che cosa serve in parte il prestito ponte......
A me questa cosa non mi va proprio giù perchè si tratta anche di soldi miei....

Edizione 84 del 01-05-2008

Alitalia senza pudore, vogliono pure l’aumento
I dipendenti potrebbero scioperare pur di mettersi in tasca buona parte del prestito-ponte


di Francesco Blasilli

Cordata o non cordata, Berlusconi deve risolvere la questione Alitalia. I suoi fedelissimi parlano di un dossier zeppo di nomi interessati alla decrepita compagnia di bandiera, ma nella sostanza non sarebbero poi tanti quelli che non hanno detto di “no” a priori (tra questi Intesa San Paolo), fermo restando che l’ipotesi Ferrovie dello Stato appare come una provocazione e niente più. Nel mentre, però, il Cavaliere è impegnato a pagare dazio ai sindacati che hanno sostanzialmente bloccato la cessione ad Air France; per fare questo deve convincere l’Unione Europea (che ha ribadito proprio ieri di essere molto dubbiosa) della legalità del prestito ponte di 300 milioni di euro, concesso dal governo Prodi. In questo momento Berlusconi è necessariamente impegnato su due tavoli: trovare un nuovo proprietario per Alitalia e al tempo stesso non scontentare i sindacati. Compito praticamente quasi impossibile, visto che chiunque prenda il comando della compagnia di bandiera dovrà operare dei tagli. Al momento, grazie al prestito ponte che lascia tutto come sta, godono i lavoratori.

Ed infatti si parla di festosi brindisi dalle parti della Magliana. Solo che dall’aeroporto di Fiumicino, dove si trova la sede di Alitalia e dove lavorano la maggior parte dei dipendenti che rappresentano il pomo della discordia, arrivano voci poco rassicuranti per Berlusconi e il nostro paese. I vertici sindacali dell’azienda avrebbero in mente di far avere ai lavoratori un nuovo aumento di stipendio. Ossia vorrebbero che buona parte del denaro arrivato dal prestito ponte finisse direttamente nelle loro tasche, senza passare per le squinternate casse di Alitalia. Una richiesta francamente assurda per un’azienda che assomiglia ad un morto che cammina: è come se un uomo che sta morendo dissanguato decidesse di rifarsi il naso invece di una trasfusione. Ma questo è quanto. E i dipendenti di Alitalia avrebbero in mente anche di fare uno sciopero per raggiungere il loro obiettivo.

E’ chiaro ed evidente che di aumento non se ne parla proprio ed una situazione del genere metterebbe in ulteriore difficoltà Berlusconi, anche se lo sciopero potrebbe anche diventare un boomerang per i sindacati che cadrebbero in totale disgrazia davanti all’opinione pubblica. A quel punto si potrebbero attuare i tagli di personale che eventuali acquirenti richiedono a furor di popolo oppure il Cavaliere potrebbe decidere (come suggerisce da anni la Lega) di far fallire la compagnia di bandiera. Fanta-economia, forse, anche perché stando ai bookmakers internazionali la cordata italiana di Berlusconi esiste: la compagnia Agipronews quota Alitalia ancora tricolore ad appena 1.85, mentre Air France e Aeroflot sono distanziate, rispettivamente a 2.50 e 3.00.

Fonte L'opinione.it
da dipendente az,ti dico una cosa
non c'è assolutamente traccia di richieste in tal senso,da parte di nessun sindacato
come ovviamente potrai immaginare,da dipendente per sapere cosa vuol fare un sindacato,non mi serve leggere il giornale,mi è sufficiente fare qualche telefonata ai miei rappresentanti
non c'è ripeto,assolutamente nulla di vero in quanto scritto,tant'è che le agenzie non riportano di eventuali scioperi
questo non è altro che l'ennesimo attaccato pilotato della stampa verso i lavoratori

a quando uno sciopero contro le strumentalizzazioni della stampa nei nostri confronti?
io sciopererei per questo non per l'aumento...

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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da i_disa » 2 maggio 2008, 16:47

airbusfamilydriver ha scritto:chi si sta interessando a cordate sta pensando a investimenti di 5-6 miliardi di euro,sono un problema 300 milioni di fronte a tali cifre?
non credo proprio! :lol:
la hostess ideale? quella che vi chiede: caffè, the o me

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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da Maxlanz » 2 maggio 2008, 16:54

airbusfamilydriver ha scritto:
air4you ha scritto:Udite Udite... signori ecco a che cosa serve in parte il prestito ponte......
A me questa cosa non mi va proprio giù perchè si tratta anche di soldi miei....

Edizione 84 del 01-05-2008

Alitalia senza pudore, vogliono pure l’aumento
I dipendenti potrebbero scioperare pur di mettersi in tasca buona parte del prestito-ponte
...
non c'è assolutamente traccia di richieste in tal senso,da parte di nessun sindacato
...
Mi fa piacere che tu lo dica.
Ne prendiamo atto con piacere perchè una notizia simile lasciava piuttosto perplessi :roll: (eufemismo).

Ciao
Massimo

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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da air.surfer » 2 maggio 2008, 18:47

air4you ha scritto:I vertici sindacali dell’azienda avrebbero in mente di far avere ai lavoratori un nuovo aumento di stipendio. Ossia vorrebbero che buona parte del denaro arrivato dal prestito ponte finisse direttamente nelle loro tasche, senza passare per le squinternate casse di Alitalia. Una richiesta francamente assurda per un’azienda che assomiglia ad un morto che cammina: è come se un uomo che sta morendo dissanguato decidesse di rifarsi il naso invece di una trasfusione. Ma questo è quanto. E i dipendenti di Alitalia avrebbero in mente anche di fare uno sciopero per raggiungere il loro obiettivo.

A me non servono.
Livaidioti sul suo libro dice che guadagno 198 mila e 538 euro l'anno.
PS I 538 euro li ho devoluti per il nolo di una squillo di nome Porcahontas che ho invitato alla magliana in occasione del festino organizzato per l'aumento.
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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da i_disa » 2 maggio 2008, 21:25

ALITALIA: +9% IN BORSA DOPO RICHIESTA DANNI A SEA
(ANSA) - MILANO, 2 MAG - Acquisti su Alitalia (+9,49% a 0,6 euro) in Piazza Affari, dove il titolo della compagnia di bandiera continua ad essere scambiato in unica soluzione durante l'asta finale, dopo la raccolta di ordini che dura per l'intera seduta. Il mercato ha reagito con favore alla richiesta di danni nei confronti della Sea, colpevole secondo il vettore, di aver ''alimentato'' un ''notevole clamore di stampa e di media'', tanto da aver anche turbato il processo per la privatizzazione, mentre era in corso la trattativa con Air France. Il danno richiesto dalla compagnia di bandiera compensa quello precedentemente chiesto da Sea a causa dell'abbandono di Malpensa da parte di Alitalia. (ANSA). VE
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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da i_disa » 2 maggio 2008, 21:28

ALITALIA: CATTANEO, CONTROCAUSA A SEA SEGNO DI INCERTEZZA
(ANSA) - MALPENSA (VARESE), 2 MAG - La controcausa presentata dall'Alitalia nei confronti della Sea, la societa' di gestione dell'aeroporto di Malpensa, ''e' il segnale piu' evidente che la compagnia di bandiera non sta dormendo sonni tranquilli sulla richiesta danni da parte della Sea, la quale ha carte consistenti a suo vantaggio, ma non so quali abbia Alitalia...''. Cosi' l'assessore regionale alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo, ha risposto ad una domanda dei giornalisti a margine dell'inaugurazione del nuovo volo Malpensa New York dell'American Airlines. ''Se c'e' qualcuno che sta creando un danno d'immagine all'Alitalia e' il suo consiglio, e' il suo management - ha osservato Cattaneo -, per questo mi chiedo se qualcuno dei soci non valuti azioni di responsabilita' verso certe decisioni che provocano danni alla compagnia''. L'assessore regionale lombardo ha quindi inviato un ''appello al nuovo governo: dobbiamo lavorare tutti, quanto prima il mercato aereo venga liberalizzato'' anche davanti allo sbarco di American Airlines a Malpensa ''che puo' inaugurare questo volo perche' c'e' open skies''. Proprio al riguardo Cattaneo ha infine aggiunto: ''A chi si era affrettato a fare il funerale di Malpensa stanno rispondendo i fatti. Non solo Malpensa non e' morta ma da' segni straordinari di vitalita': c'e' solo un operatore che non capisce che stando lontano da Malpensa ci rimette solo, perche' il mercato e' qui e allontanandosi si puo' si' risparmiare sui costi ma si perde nei ricavi''. Detto questo l'assessore regionale invita ancora a tentare di recuperare il ruolo della compagnia di bandiera nell'aeroporto in provincia di Varese in quanto, sostiene, ''oggi l'unico vettore di riferimento puo' essere Alitalia, nessun altro lo puo' fare per almeno quattro-cinque anni''.(ANSA). YN9-MD/KO
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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da Killua_727 » 2 maggio 2008, 21:57

air.surfer ha scritto:
Livaidioti sul suo libro dice che guadagno 198 mila e 538 euro l'anno.
PS I 538 euro li ho devoluti per il nolo di una squillo di nome Porcahontas che ho invitato alla magliana in occasione del festino organizzato per l'aumento.
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Eh, ma cosa puoi pretendere da una persona con un cognome siimile, caro air.surfer? :mrgreen:
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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da Maxlanz » 3 maggio 2008, 10:03

Killua_727 ha scritto: Eh, ma cosa puoi pretendere da una persona con un cognome siimile
Si chiama Livadiotti e indipendentemente da quello che scrive, sul quale si può essere d'accordo o meno, egli si preenta col proprio nome firmandosi.
Quindi trovo che insultare le persone storpiandone il nome e oltretutto senza firmarsi col proprio, sia una cosa piuttosto miserevole.

Ciao
Massimo

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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da air.surfer » 3 maggio 2008, 10:26

Maxlanz ha scritto:
Killua_727 ha scritto: Eh, ma cosa puoi pretendere da una persona con un cognome siimile
Si chiama Livadiotti e indipendentemente da quello che scrive, sul quale si può essere d'accordo o meno, egli si preenta col proprio nome firmandosi.
Quindi trovo che insultare le persone storpiandone il nome e oltretutto senza firmarsi col proprio, sia una cosa piuttosto miserevole.
Ciao
Massimo
"Indipendentemente da quello che scrive" è un concetto molto ampio. Miserevole invece è scrivere menzogne mascherate da verità seduti comodamente al proprio computer insultando gratuitamente chi, in quell'esatto momento in qualche parte del mondo sta riportando a terra, magari con un motore in avaria, centinaia di passeggeri mettendo in pratica anni di addestramento e di sacrifici.
Anni durante i quali il massimo rischio che ha corso il tizio in questione e stato quello di provocarsi una slogatura inciampando nella propria lingua troppo lunga ed evidentemente multiuso.
Questo perchè al contrario di un pilota, per essere giornalista non bisogna dimostrare nulla se non l'appartenenza e la totale dedizione al politico di turno.
Per me, essere d'accordo con una menzogna è difficilmente comprensibile. Forse, Maxlanz, lo sarà per te visto che difendi i bugiardi e credo che l'aggettivo miserevole si addica piu' a tale comportamento.
Al signor Livaidioti ho già scritto personalmente due volte. La prima in occasione del suo articolo su un noto settimanale e la seconda in occasione dell'uscita del suo libro. Tutte e due le volte gli ho gentilmente fatto notare, allegando le prove, che quello che scrive è falso e ingannevole per chi legge e oltremodo offensivo per una categoria che fa il suo lavoro con onestà e professionalità.
Tutte e due le volte mi sono firmato con il mio nome e grado e tutte e due le volte non ho ricevuto risposta e certamente non ho trovato una errata corrige nelle edizioni del settimanale dove scrive.
Ah, come l'ho fatto io, lo hanno fatto decine di miei colleghi.
Curioso, inoltre, è notare come in entrambe i casi le sue menzogne arrivino in concomitanza con rinnovi contrattuali o privatizzazioni. Evidentemente l'audience non è l'unica cosa che interessa a questo signore.

Infine che Livaidioti sia Livadiotti, lo hai supposto tu... è chiaro che si tratta di due persone differenti. :mrgreen:

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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da airbusfamilydriver » 5 maggio 2008, 11:18

Alitalia, incontro segreto tra Lufthansa e Unicredit
La banca nega, la compagnia tedesca: no comment

ROMA (5 maggio) - Lufthansa e Unicredit-Hvb a colloquio per discutere di Alitalia. Lo rivela Il Messaggero secondo il quale Wolfgang Mayrhuber e Alessandro Profumo si sono incontrati in un vertice top secret a Monaco. Secondo il quotidiano, Lufthansa «non ha nessuna intenzione di svenarsi», semmai è pronta «ad avere una quota di minoranza partecipando alla cordata italiana». I tedeschi, però, chiedono chiarezza sui conti, rilancio e pax sindacale. Dopo un eventuale ingresso di Lufthansa come partner industriale, Unicredit potrebbe decidere come muoversi.

Lufthansa: no comment. Su Alitalia, «no comment, la nostra posizione non è cambiata»: risponde così la compagnia aerea tedesca a proposito delle indiscrezioni circa l'incontro tra il numero uno di Lufthansa, Wolfgang Mayrhuber, e l'a.d. di Unicredit, Alessandro Profumo. Secondo il direttore finanziario di Lufthansa il vettore tedesco «non ha in corso alcun contatto né con il governo italiano né con il management» e «i recenti sviluppi in Italia rafforzano le valutazioni» di Lufthansa secondo cui in un tale operazione gli svantaggi avrebbero la meglio.

Unicredit: nessun incontro. «Unicredit smentisce alcun contatto con Lufthansa»: lo afferma l'istituto di credito in risposta alle indiscrezioni di stampa relative all'incontro tra i massimi vertici di Lufthansa e quelli di Unicredit-Hvb guidati da Alessandro Profumo.

Il Messaggero

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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da i_disa » 5 maggio 2008, 12:14

ALITALIA: EX AD CEMPELLA, CORDATA ITALIANA E' POSSIBILE
(ANSA) - ROMA, 5 MAG - Per l' Alitalia ''in coma non bastano medici generici; occorrono degli specialisti''. L'ex amministratore delegato della societa' aerea (dal 1996 al 2000), Domenico Cempella, e' convinto che per salvare dal fallimento l'ex compagnia di bandiera, ''si possano trovare i capitali per una cordata italiana. Air France si e' ritirata - dice in un'intervista pubblicata dal 'Giornale' riferendosi al ritiro dell'offerta di acquisto da parte dei francesi - ma non escludo che sia tuttora alla finestra''. Cempella non nega la necessita' di ''un periodo di interventi massicci e pesanti'' che dovranno seguire alla boccata d'ossigeno del prestito-ponte di 300 milioni di euro, deciso dal governo. Ma, dice, ''e' necessario trovare una soluzione al massimo dopo l'estate. E' importante fare presto, da troppo tempo l'azienda e' priva di una guida, con aerei a terra e troppe incertezze sul futuro''. L'ex numero uno difende il principio dell'italianita', intesa come ''sviluppo, non solo turistico, che le compagnie aeree producono per il proprio territorio. Air France - afferma - non voleva acquistare Alitalia per farla crescere ma per evitare che la comprasse qualcun altro. Quello che occorre sono alleanze, integrazioni, non una svendita'', in quanto Alitalia ''non ha la forza ne' le dimensioni'' per stare da sola. E sul pretendente alternativo ai francesi, Air One di Carlo Toto, ''non ho strumenti di giudizio - premette Cempella - ma in linea di massima non credo al topo che mangia il gatto''. Su questa linea anzi Cempella rilancia l'integrazione con altri vettori nazionali perche' ha senso ''per massa critica e razionalizzare l'offerta. Anzi Alitalia dovrebbe valorizzare meglio la controllata Volare''. (ANSA). BRB
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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da airbusfamilydriver » 5 maggio 2008, 12:48

Az, a breve la decisione sugli slot invernali
Entro il 15 maggio

La decisione della Ue di legalizzare la compravendita degli slot (vedi Guida Viaggi no-stop del 2 maggio scorso) dà una mano alle disastrate casse dell'Alitalia, che potrebbe ricavare denaro liquido dalla vendita di alcuni slot.
In tema di slot da ricordare che Alitalia dovrà decidere il destino degli slot invernali del 2008-2009 entro il 15 maggio. (Guida Viaggi)

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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da raoul80 » 5 maggio 2008, 13:52

ALITALIA: UNICREDIT SMENTISCE CONTATTI CON LUFTHANSA

MILANO - Unicredit smentisce le indiscrezioni di stampa che parlano di contatti con Lufthansa per l'esame del dossier Alitalia. E' quanto afferma un portavoce dell'istituto di credito. Secondo tali indiscrezioni si sarebbe svolto nei giorni scorsi un incontro fra i vertici di Unicredit (molto presente in Germania attraverso la controllata Hvb) e Lufthansa nel quale la compagnia tedesca avrebbe espresso la disponibilita' a partecipare alla cordata italiana per Alitalia come partner industriale e con una quota di minoranza a patto pero' di precise condizioni. Secondo tale ricostruzione in particolare, Lufthansa vorrebbe poter contare su un quadro chiaro con responsabilita' e ruoli definiti oltre che sulla chiarezza dei conti di Alitalia e sul coinvolgimento delle parti sociali e del governo.

Secondo tali indiscrezioni si sarebbe svolto nei giorni scorsi un incontro fra i vertici di Unicredit (molto presente in Germania attraverso la controllata Hvb) e Lufthansa nel quale la compagnia tedesca avrebbe espresso la disponibilita' a partecipare alla cordata italiana per Alitalia come partner industriale e con una quota di minoranza a patto pero' di precise condizioni. Secondo tale ricostruzione in particolare, Lufthansa vorrebbe poter contare su un quadro chiaro con responsabilita' e ruoli definiti oltre che sulla chiarezza dei conti di Alitalia e sul coinvolgimento delle parti sociali e del governo.

http://www.ansa.it/infrastrutturetraspo ... 12426.html

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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da aurum » 5 maggio 2008, 14:05

Maxlanz ha scritto:
Killua_727 ha scritto: Eh, ma cosa puoi pretendere da una persona con un cognome siimile
Si chiama Livadiotti e indipendentemente da quello che scrive, sul quale si può essere d'accordo o meno, egli si preenta col proprio nome firmandosi.
Quindi trovo che insultare le persone storpiandone il nome e oltretutto senza firmarsi col proprio, sia una cosa piuttosto miserevole.

Ciao
Massimo
Se storpiare il nome puo' esser cosa riprovevole (sulla parola miserevole ti invito a fare una ricerca etimologica) altrettanto ma ancor di piu' e' lo storpiare la realta' dei fatti a detrimento di qualcuno.
Livadioti parla di privilegi; e come potresti chiamarlo il suo che in nome della liberta' di disinformazione ,cosi ben praticata in Italia dalla maggior parte dei suoi colleghi,si permette di riempire le pagine del suo giornale con menzogne e inesattezze , ahime' difficili da confutare pubblicamente da chi alle pagine di quei giornali non ha alcun accesso.(te lo dimostrano le lettere di protesta arrivate al suo giornale e rimaste nel cestino del vicedirettore).
La distonia e' proprio questa: lui pur mettendoci nome e cognome non va in galera(sarebbe facilmente attribuibile in questi casi il reato di diffamazione o calunnia ma un bravo magistrato ne troverebbe anche qualcun'altro) . Galera che invece aprirebbe le sue porte a chi ,come me, provasse a restituire alla sua categoria le stesse infamanti accuse che lui ,e certi suoi amici,hanno gentilmente indirizzato a quella dei piloti,non godendo delle sue stesse protezioni.
Facile poi sparare sui bersagli inerti,ben piu' difficile e' lo scoprire i target nascosti.Ma si sa che chi si nasconde e' in genere un dritto ,ed un dritto sa bene a chi rivolgere i suoi favori! :wink:
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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da Maxlanz » 5 maggio 2008, 15:14

aurum ha scritto:
Maxlanz ha scritto: Si chiama Livadiotti e indipendentemente da quello che scrive, sul quale si può essere d'accordo o meno, egli si preenta col proprio nome firmandosi.
Quindi trovo che insultare le persone storpiandone il nome e oltretutto senza firmarsi col proprio, sia una cosa piuttosto miserevole.

Ciao
Massimo
Se storpiare il nome puo' esser cosa riprovevole (sulla parola miserevole ti invito a fare una ricerca etimologica) altrettanto ma ancor di piu' e' lo storpiare la realta' dei fatti a detrimento di qualcuno.
Livadioti parla di privilegi; e come potresti chiamarlo il suo che in nome della liberta' di disinformazione ,cosi ben praticata in Italia dalla maggior parte dei suoi colleghi,si permette di riempire le pagine del suo giornale con menzogne e inesattezze , ahime' difficili da confutare pubblicamente da chi alle pagine di quei giornali non ha alcun accesso.(te lo dimostrano le lettere di protesta arrivate al suo giornale e rimaste nel cestino del vicedirettore).
La distonia e' proprio questa: lui pur mettendoci nome e cognome non va in galera(sarebbe facilmente attribuibile in questi casi il reato di diffamazione o calunnia ma un bravo magistrato ne troverebbe anche qualcun'altro) . Galera che invece aprirebbe le sue porte a chi ,come me, provasse a restituire alla sua categoria le stesse infamanti accuse che lui ,e certi suoi amici,hanno gentilmente indirizzato a quella dei piloti,non godendo delle sue stesse protezioni.
Facile poi sparare sui bersagli inerti,ben piu' difficile e' lo scoprire i target nascosti.Ma si sa che chi si nasconde e' in genere un dritto ,ed un dritto sa bene a chi rivolgere i suoi favori! :wink:
Miserevole: che desta compassione, miserando. (cfr. Garzanti).
Era proprio questo il senso che volevo dargli. Riprovevole ha un altro significato ma va bene lo stesso.

E guarda che non ho difficoltà a credere a quanto dici sulla veridicità o meno del contenuto dei suoi scritti: non ho letto il suo libro o gli articoli in oggetto perchè non mi interessano.

Non difendo il contenuto o l'autore, difendo un principio e come avevo già avuto modo di far notare trovo scorretto insultare le persone (idiota E' un insulto) storpiandone il nome.

Voi potete confutare quello che scrive e fate anche bene, ma ricordate che gli insulti sono un grave scorrettezza anche nei confronti dei gestori del forum che a causa di ciò potrebbero avere conseguenze.

Io penso che in un forum di persone civili gli insulti vadano banditi, se invece a voi piace così non so che dirvi.

Ciao
Massimo

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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da airbusfamilydriver » 5 maggio 2008, 18:58

da: http://dagospia.excite.it/articolo_index_40140.html

ALITALIA SENZA FONDO: 520MILA EURO PER UN PICCOLO RESTYLING DEL MARCHIO
LE PRESSIONI PER AVERE LA TESSERA DELLA FRECCIA ALATA SONO RISALITE A 1300
QUEL VOLO ROMA-ALBENGA PRO SCAJOLA, LE ROTTE “SU ORDINAZIONE” DEI POLITICI

Gianni Dragoni per “Il Sole 24 Ore”


A impensierire Maurizio Prato, mercoledì 2 aprile, non c'erano solo le pretese dei sindacati nella trattativa con Air France sulla privatizzazione. Un negoziato conclusosi con la rottura e le dimissioni di Prato la sera stessa. Quel giorno, il più triste da quando il primo agosto 2007 aveva assunto la presidenza della scricchiolante Alitalia, il dirigente pubblico era sottoposto a un altro, martellante assalto.

La Corte costituzionale da settimane chiedeva con insistenza per i 14 giudici in carica e una schiera di ex, attraverso il segretario generale, Giuseppe Troccoli, 33 tessere del Club Freccia Alata (Cfa), il privilegio più esclusivo concesso dalla compagnia. La Freccia Alata dà diritto all'uso delle salette per vip negli aeroporti, a una corsia preferenziale nelle prenotazioni, ai posti nelle prime file sugli aerei, a una procedura d'imbarco più rapida, evitando le file. Non dà diritto al biglietto gratuito: quello, salvo eccezioni, si paga.

È un trattamento per clienti di riguardo, lo fanno tutte le compagnie. Hanno diritto alla Freccia Alata i clienti più assidui, i «grandi volatori», che sono circa 50mila. Ma alla Magliana si è affermata l'abitudine di dispensare l'ambita tesserina color oro anche a clienti che non ne hanno diritto: politici, alte cariche dello Stato, magistrati, militari, manager, attori, cantanti, giornalisti, o anche solo "amici" di persone importanti. Li chiamano membri «onorari» del Cfa. Un modo di rafforzare le relazioni della compagnia o, forse, di coloro che decidono l'ammissione al Cfa, una funzione che spetta alla direzione relazioni esterne.

Giulio Tremonti era ministro dell'Economia quando, il 6 maggio 2004, il Governo Berlusconi nominò all'Alitalia Giancarlo Cimoli amministratore delegato, al posto di Giuseppe Bonomi (presidente) e Marco Zanichelli (amministratore delegato), diventato ad nell'emergenza creata dalle dimissioni di Francesco Mengozzi il 27 febbraio. Tremonti chiamava Zanichelli «Freccia Alata». Per rimarcare il potere che aveva amministrato, come direttore delle relazioni esterne per oltre 15 anni, nell'espandere i beneficiari del privilegio.

All'arrivo Cimoli trovò circa 5mila tessere «onorarie». Tra i meriti del suo mandato, che ha fallito l'obiettivo del risanamento dei conti, l'ex numero uno Fs si è vantato di essere riuscito a ridurre queste tessere, quasi fosse una fatica di Sisifo. E in effetti lo è. Nel 2006 le tessere «onorarie» erano ridotte a 3.300, quando in agosto alla direzione relazioni esterne e comunicazione è arrivata Ilaria Bramezza, ex city manager al Comune di Venezia. Nel 2007 le tessere «onorarie» sono state ridotte a 1.300, nonostante le forti pressioni degli esclusi. Eliminato il privilegio ai parlamentari, che possono comunque accedere alle salette (ma solo in Italia) grazie ai privilegi di Camera e Senato.

All'inizio di quest'anno la direzione relazioni esterne ha abbattuto a 250 le tessere Freccia Alata «onorarie», riservandole a un gruppo selezionato di vertici di grandi società, Fiat, banche, assicurazioni, giornali e tv. Il taglio è stato fatto anche per attenuare il previsto sovraffollamento delle salette vip a Fiumicino, in conseguenza dell'aumento dei voli nello scalo romano avvenuto dal 30 marzo, con il piano Prato. E la maggioranza degli «onorari» risiedono a Roma.

Il taglio delle tesserine magiche ha provocato la protesta in massa di molti vip. Alla Magliana, dove c'è il rischio di portare i libri in Tribunale, le pressioni e le richieste di tessere Cfa sono il pane quotidiano. Prato aveva cercato di difendere la linea della sobrietà, autorizzando la Freccia Alata solo per il presidente dell'Alta Corte Franco Bile e il vice Giovanni Maria Flick. Ma il bombardamento di richieste, culminato nelle ore disperate in cui stava saltando la trattativa con Jean-Cyril Spinetta, ha vinto anche la sua resistenza.

Così il privilegio è stato riconosciuto a 30 tra giudici in carica della Corte costituzionale e gli «emeriti», cioè gli ex presidenti e perfino il segretario generale Troccoli, che si era aggiunto alla lista. Tra i pochi esclusi dalla Cfa l'ex presidente Antonio Baldassarre, perché è finito nelle indagini della Procura di Roma, per l'offerta presentata nella privatizzazione a nome di un'improbabile cordata (tra i componenti un McDonald's dell'Eur).

In seguito a forti pressioni esterne e interne, fatte anche da altre direzioni dell'Alitalia che hanno interferito con la funzione responsabile delle relazioni esterne, le tessere «onorarie» sono ora risalite a 1.300. Non c'è solo la Corte costituzionale a bussare alla porta dell'esclusivo club. Hanno la tessera «onoraria», tra i tanti, il primo presidente della Corte di Cassazione, Vincenzo Carbone o il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino.
Dalla Corte dei conti è arrivata una lista con 40 richieste, tra cui due medici. In campagna elettorale un ministro candidato con il Pd ha raccomandato un cantante, ex vincitore a Sanremo, richiesta respinta. Dall'entourage del ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, arrivano domande a raffica. Anelano alla tesserina molti ufficiali della polizia, della Finanza, soprattutto quelli distaccati a Fiumicino, vertici delle forze armate.

La gestione di questo privilegio è un buon esempio che, oltre al malcostume, spiega il cattivo funzionamento dell'azienda e la commistione con pressioni esterne, dalla politica alle istituzioni a vari "poteri" trasversali. Molte immagini di distorsioni scorrono nel passato anche recente, in una sorta di "blob" Alitalia. Nel giugno 2002 Alitalia ha inaugurato il volo da Fiumicino ad Albenga (Savona), città con 24mila abitanti, con un turboelica Atr42.

«Proviamo questa nuova rotta. Badate però che questa è un'operazione di scouting», avvertì l'amministratore delegato, Francesco Mengozzi, al taglio del nastro. «Ma che vuol dire scouting?», chiese Claudio Scajola, che era ministro dell'Interno, per il quale il volo era molto comodo per rientrare nel collegio elettorale.

«Sperimentiamo. Se non c'è traffico si chiude», spiegò Mengozzi. Dopo due mesi il volo era già soppresso. C'erano stati anche contributi di lancio dell'aeroporto di Villanova d'Albenga: comunque soldi pubblici, perché quasi il 90%dei soci dell'aeroporto sono gli enti locali. Per diverso tempo il «volo Scajola» è stato poi fatto dall'Air One di Carlo Toto, ma ora non c'è più.

Casi di questo tipo sono innumerevoli. Un ex collaboratore di Giovanni Bisignani, oggi amministratore delegato della Iata, ricorda che quando era ad dell'Alitalia, all'inizio degli anni Novanta, un senatore calabrese, Francesco Covello della vecchia Dc, si battè con insistenza per avere il volo da Roma a Lamezia Terme (Catanzaro). «Prima i politici stanziavano i soldi pubblici per costruire aeroporti, anche nel nulla, poi facevano lobby per costringere Alitalia a mettere i voli», ricorda un ex dirigente.

Le consulenze sono un altro capitolo difficile da decifrare. Talvolta costose, affidate anche a società di prestigio, ma dai risultati spesso oscuri. All'assemblea degli azionisti dell'11 luglio 2007, il presidente Berardino Libonati ha rivelato che «Alitalia ha corrisposto a McKinsey negli anni 2004, 2005 e 2006 42 milioni di euro, oltre ad Iva». Sono gli anni di Cimoli. Poi c'è «il rapporto contrattuale con Accenture avviato nel 2005, finalizzato al progetto di ristrutturazione del sistema amministrativo-contabile, per circa 30 milioni di euro complessivi», ha aggiunto Libonati.

Controverso il nuovo logo introdotto nel 2005, il «restyling del marchio», con la scritta Alitalia che ora è leggermente inclinata verso destra, una differenza quasi impercettibile rispetto alla precedente. All'assemblea del 2007 Libonati ha cercato di difendere la scelta, avvenuta nella precedente gestione.

«Alitalia nella strategia di riposizionamento della compagnia e della marca aveva deciso di rinnovare il servizio offerto ai clienti accompagnandolo con il restyling del marchio», che risaliva al 1969. Per il restyling, «svolto in collaborazione con la sola agenzia di comunicazione», Saatchi & Saatchi, la compagnia – ha detto Libonati – ha sostenuto «per disegni e realizzazione dei nuovi materiali», il costo complessivo di 520mila euro tra il 2005 e il 2006.

«Il nuovo logo è stato introdotto nel 2005 sulle macchine per il check-in veloce di Fiumicino ed è risultato più apprezzato dai clienti Alitalia; è stata effettuata un'analisi, con un gradimento complessivo che è passato da 56,9 al 61% degli intervistati dalla ricerca Gpf e associati», ha detto Libonati. Non sembra un grande miglioramento. Ma soprattutto non si comprende come mai una compagnia in crisi abbia affrontato spese di questo genere. Un costo ulteriore e più consistente, non reso noto, è stato sostenuto per ridipingere il marchio sugli aerei.

E poi c'è la pubblicità. «La comunicazione pubblicitaria è stata svolta nel 2006 con la collaborazione dell'agenzia internazionale Saatchi & Saatchi e del centro media Mindshare», ha detto Libonati. «La società per il 2006 ha sostenuto costi pubblicitari complessivi pari a circa 22 milioni».


Dagospia 05 Maggio 2008

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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da airbusfamilydriver » 5 maggio 2008, 19:00

airbusfamilydriver ha scritto:da: http://dagospia.excite.it/articolo_index_40140.html

ALITALIA SENZA FONDO: 520MILA EURO PER UN PICCOLO RESTYLING DEL MARCHIO
LE PRESSIONI PER AVERE LA TESSERA DELLA FRECCIA ALATA SONO RISALITE A 1300
QUEL VOLO ROMA-ALBENGA PRO SCAJOLA, LE ROTTE “SU ORDINAZIONE” DEI POLITICI

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A impensierire Maurizio Prato, mercoledì 2 aprile, non c'erano solo le pretese dei sindacati nella trattativa con Air France sulla privatizzazione. Un negoziato conclusosi con la rottura e le dimissioni di Prato la sera stessa. Quel giorno, il più triste da quando il primo agosto 2007 aveva assunto la presidenza della scricchiolante Alitalia, il dirigente pubblico era sottoposto a un altro, martellante assalto.

La Corte costituzionale da settimane chiedeva con insistenza per i 14 giudici in carica e una schiera di ex, attraverso il segretario generale, Giuseppe Troccoli, 33 tessere del Club Freccia Alata (Cfa), il privilegio più esclusivo concesso dalla compagnia. La Freccia Alata dà diritto all'uso delle salette per vip negli aeroporti, a una corsia preferenziale nelle prenotazioni, ai posti nelle prime file sugli aerei, a una procedura d'imbarco più rapida, evitando le file. Non dà diritto al biglietto gratuito: quello, salvo eccezioni, si paga.

È un trattamento per clienti di riguardo, lo fanno tutte le compagnie. Hanno diritto alla Freccia Alata i clienti più assidui, i «grandi volatori», che sono circa 50mila. Ma alla Magliana si è affermata l'abitudine di dispensare l'ambita tesserina color oro anche a clienti che non ne hanno diritto: politici, alte cariche dello Stato, magistrati, militari, manager, attori, cantanti, giornalisti, o anche solo "amici" di persone importanti. Li chiamano membri «onorari» del Cfa. Un modo di rafforzare le relazioni della compagnia o, forse, di coloro che decidono l'ammissione al Cfa, una funzione che spetta alla direzione relazioni esterne.

Giulio Tremonti era ministro dell'Economia quando, il 6 maggio 2004, il Governo Berlusconi nominò all'Alitalia Giancarlo Cimoli amministratore delegato, al posto di Giuseppe Bonomi (presidente) e Marco Zanichelli (amministratore delegato), diventato ad nell'emergenza creata dalle dimissioni di Francesco Mengozzi il 27 febbraio. Tremonti chiamava Zanichelli «Freccia Alata». Per rimarcare il potere che aveva amministrato, come direttore delle relazioni esterne per oltre 15 anni, nell'espandere i beneficiari del privilegio.

All'arrivo Cimoli trovò circa 5mila tessere «onorarie». Tra i meriti del suo mandato, che ha fallito l'obiettivo del risanamento dei conti, l'ex numero uno Fs si è vantato di essere riuscito a ridurre queste tessere, quasi fosse una fatica di Sisifo. E in effetti lo è. Nel 2006 le tessere «onorarie» erano ridotte a 3.300, quando in agosto alla direzione relazioni esterne e comunicazione è arrivata Ilaria Bramezza, ex city manager al Comune di Venezia. Nel 2007 le tessere «onorarie» sono state ridotte a 1.300, nonostante le forti pressioni degli esclusi. Eliminato il privilegio ai parlamentari, che possono comunque accedere alle salette (ma solo in Italia) grazie ai privilegi di Camera e Senato.

All'inizio di quest'anno la direzione relazioni esterne ha abbattuto a 250 le tessere Freccia Alata «onorarie», riservandole a un gruppo selezionato di vertici di grandi società, Fiat, banche, assicurazioni, giornali e tv. Il taglio è stato fatto anche per attenuare il previsto sovraffollamento delle salette vip a Fiumicino, in conseguenza dell'aumento dei voli nello scalo romano avvenuto dal 30 marzo, con il piano Prato. E la maggioranza degli «onorari» risiedono a Roma.

Il taglio delle tesserine magiche ha provocato la protesta in massa di molti vip. Alla Magliana, dove c'è il rischio di portare i libri in Tribunale, le pressioni e le richieste di tessere Cfa sono il pane quotidiano. Prato aveva cercato di difendere la linea della sobrietà, autorizzando la Freccia Alata solo per il presidente dell'Alta Corte Franco Bile e il vice Giovanni Maria Flick. Ma il bombardamento di richieste, culminato nelle ore disperate in cui stava saltando la trattativa con Jean-Cyril Spinetta, ha vinto anche la sua resistenza.

Così il privilegio è stato riconosciuto a 30 tra giudici in carica della Corte costituzionale e gli «emeriti», cioè gli ex presidenti e perfino il segretario generale Troccoli, che si era aggiunto alla lista. Tra i pochi esclusi dalla Cfa l'ex presidente Antonio Baldassarre, perché è finito nelle indagini della Procura di Roma, per l'offerta presentata nella privatizzazione a nome di un'improbabile cordata (tra i componenti un McDonald's dell'Eur).

In seguito a forti pressioni esterne e interne, fatte anche da altre direzioni dell'Alitalia che hanno interferito con la funzione responsabile delle relazioni esterne, le tessere «onorarie» sono ora risalite a 1.300. Non c'è solo la Corte costituzionale a bussare alla porta dell'esclusivo club. Hanno la tessera «onoraria», tra i tanti, il primo presidente della Corte di Cassazione, Vincenzo Carbone o il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino.
Dalla Corte dei conti è arrivata una lista con 40 richieste, tra cui due medici. In campagna elettorale un ministro candidato con il Pd ha raccomandato un cantante, ex vincitore a Sanremo, richiesta respinta. Dall'entourage del ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, arrivano domande a raffica. Anelano alla tesserina molti ufficiali della polizia, della Finanza, soprattutto quelli distaccati a Fiumicino, vertici delle forze armate.

La gestione di questo privilegio è un buon esempio che, oltre al malcostume, spiega il cattivo funzionamento dell'azienda e la commistione con pressioni esterne, dalla politica alle istituzioni a vari "poteri" trasversali. Molte immagini di distorsioni scorrono nel passato anche recente, in una sorta di "blob" Alitalia. Nel giugno 2002 Alitalia ha inaugurato il volo da Fiumicino ad Albenga (Savona), città con 24mila abitanti, con un turboelica Atr42.

«Proviamo questa nuova rotta. Badate però che questa è un'operazione di scouting», avvertì l'amministratore delegato, Francesco Mengozzi, al taglio del nastro. «Ma che vuol dire scouting?», chiese Claudio Scajola, che era ministro dell'Interno, per il quale il volo era molto comodo per rientrare nel collegio elettorale.

«Sperimentiamo. Se non c'è traffico si chiude», spiegò Mengozzi. Dopo due mesi il volo era già soppresso. C'erano stati anche contributi di lancio dell'aeroporto di Villanova d'Albenga: comunque soldi pubblici, perché quasi il 90%dei soci dell'aeroporto sono gli enti locali. Per diverso tempo il «volo Scajola» è stato poi fatto dall'Air One di Carlo Toto, ma ora non c'è più.

Casi di questo tipo sono innumerevoli. Un ex collaboratore di Giovanni Bisignani, oggi amministratore delegato della Iata, ricorda che quando era ad dell'Alitalia, all'inizio degli anni Novanta, un senatore calabrese, Francesco Covello della vecchia Dc, si battè con insistenza per avere il volo da Roma a Lamezia Terme (Catanzaro). «Prima i politici stanziavano i soldi pubblici per costruire aeroporti, anche nel nulla, poi facevano lobby per costringere Alitalia a mettere i voli», ricorda un ex dirigente.

Le consulenze sono un altro capitolo difficile da decifrare. Talvolta costose, affidate anche a società di prestigio, ma dai risultati spesso oscuri. All'assemblea degli azionisti dell'11 luglio 2007, il presidente Berardino Libonati ha rivelato che «Alitalia ha corrisposto a McKinsey negli anni 2004, 2005 e 2006 42 milioni di euro, oltre ad Iva». Sono gli anni di Cimoli. Poi c'è «il rapporto contrattuale con Accenture avviato nel 2005, finalizzato al progetto di ristrutturazione del sistema amministrativo-contabile, per circa 30 milioni di euro complessivi», ha aggiunto Libonati.

Controverso il nuovo logo introdotto nel 2005, il «restyling del marchio», con la scritta Alitalia che ora è leggermente inclinata verso destra, una differenza quasi impercettibile rispetto alla precedente. All'assemblea del 2007 Libonati ha cercato di difendere la scelta, avvenuta nella precedente gestione.

«Alitalia nella strategia di riposizionamento della compagnia e della marca aveva deciso di rinnovare il servizio offerto ai clienti accompagnandolo con il restyling del marchio», che risaliva al 1969. Per il restyling, «svolto in collaborazione con la sola agenzia di comunicazione», Saatchi & Saatchi, la compagnia – ha detto Libonati – ha sostenuto «per disegni e realizzazione dei nuovi materiali», il costo complessivo di 520mila euro tra il 2005 e il 2006.

«Il nuovo logo è stato introdotto nel 2005 sulle macchine per il check-in veloce di Fiumicino ed è risultato più apprezzato dai clienti Alitalia; è stata effettuata un'analisi, con un gradimento complessivo che è passato da 56,9 al 61% degli intervistati dalla ricerca Gpf e associati», ha detto Libonati. Non sembra un grande miglioramento. Ma soprattutto non si comprende come mai una compagnia in crisi abbia affrontato spese di questo genere. Un costo ulteriore e più consistente, non reso noto, è stato sostenuto per ridipingere il marchio sugli aerei.

E poi c'è la pubblicità. «La comunicazione pubblicitaria è stata svolta nel 2006 con la collaborazione dell'agenzia internazionale Saatchi & Saatchi e del centro media Mindshare», ha detto Libonati. «La società per il 2006 ha sostenuto costi pubblicitari complessivi pari a circa 22 milioni».


Dagospia 05 Maggio 2008
capito dove vanno a finire i soldi?

capito dove sono gli sprechi?

capito cosa intendo quando dico che la colpa è tutta della politica e delle sue marchette?

capito quando dico che la missione di AZ non è industriale ma politica?


però la colpa è dei piloti che pendolano,pure quelli che pendolano senza must go e col cfs,oppure dei naviganti che dormono a milano....

ma andate a ......

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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da aeb » 5 maggio 2008, 19:17

E io che per diventare/rimanere Freccia Alata mi sbatto pure tra code in tangenziale, code in aeroporto etc. etc..... Non ho proprio capito nulla :? (Amari) scherzi a parte, ancora una volta tutta la mia solidarietà al personale AZ, che quello che portano a casa se lo guadagnano, poco o tanto che sia. Non come chi scrocca membership CFA....
Andrea

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Nanni Moretti (in Palombella rossa)

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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da airbusfamilydriver » 5 maggio 2008, 21:14

sono arrivati i soldi :D


ALITALIA: UE, NO COMMENT SU ACCREDITO PRESTITO

Bruxelles, 5 Mag. - La Commissione europea non commenta l'accredito del prestito ponte da 300 milioni di euro ricevuto da Alitalia. "No comment", ha detto Michele Cercone, portavoce del commissario Ue ai Trasporti Jacques Barrot, interpellato sulla questione. Il portavoce si e' limitato a ricordare che Bruxelles aspetta "entro il 19 maggio" i chiarimenti chiesti all'Italia sui dubbi relativi alla natura del prestito e l'eventuale presenza o meno di aiuti di stato incompatibili con le norme Ue.
(Cim/Zn/Adnkronos)

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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da i_disa » 5 maggio 2008, 22:57

airbusfamilydriver ha scritto:capito dove vanno a finire i soldi?

capito dove sono gli sprechi?

capito cosa intendo quando dico che la colpa è tutta della politica e delle sue marchette?

capito quando dico che la missione di AZ non è industriale ma politica?


però la colpa è dei piloti che pendolano,pure quelli che pendolano senza must go e col cfs,oppure dei naviganti che dormono a milano....

ma andate a ......
una vaga idea di dove vanno a finire i soldi già l avevo ma, con l articolo da te postato, ho avuto la certezza!
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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da i_disa » 5 maggio 2008, 22:58

ALITALIA: BARROT, RISPOSTA ITALIA DOVRA' ARRIVARE ENTRO 19/5
(ANSA) - BRUXELLES, 5 MAG - L'Italia ha tempo fino al 19 maggio prossimo per rispondere alla lettera di osservazioni che la Commissione ha inviato al governo italiano dopo aver esaminato la prima documentazione sul decreto salva-Alitalia. Lo ha riferito il commissario Ue ai Trasporti Jacques Barrot conversando con alcuni giornalisti. Barrot, in partenza per Brdo, in Slovenia, per un consiglio informale dei ministri dei Trasporti Ue, ha ribadito di nutrire ''dubbi'' sul fatto che il prestito ponte ad Alitalia non sia aiuto di Stato. ''Se non avessimo avuto dubbi - ha rilevato - non avremmo chiesto maggiori informazioni'', di cui Bruxelles e' ora in attesa. Il commissario francese, come gia' annunciato ufficialmente, e' in procinto di lasciare il portafoglio dei Trasporti per andare a ricoprire quello alla Giustizia, liberta' e sicurezza che sara' lasciato libero da Franco Frattini. (ANSA). PUC
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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da i_disa » 5 maggio 2008, 23:00

ALITALIA: BERLUSCONI AD ARCORE HA INCONTRATO ERMOLLI
(ANSA) - ARCORE (MILANO), 5 MAG - Silvio Berlusconi e' arrivato nel pomeriggio a Roma dove e' impegnato nel lavoro per la definizione della squadra di governo. Il leader del Pdl ha trascorso la prima parte della giornata a Villa San Martino ad Arcore, dove ha incontrato molte persone ma nessun esponente politico. A pranzo ha incontrato Bruno Ermolli, il professionista incaricato di studiare la possibilita' di una cordata italiana per Alitalia.(ANSA). BAB
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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da i_disa » 5 maggio 2008, 23:01

ALITALIA: COMPAGNIA HA RICEVUTO 300 MILIONI 'PRESTITO PONTE'
(ANSA) - ROMA, 5 MAG - Alitalia ha ricevuto l'accredito di 300 milioni di euro del 'prestito ponte'. Lo comunica la compagnia in una nota ricordando che il prestito era stato ''disposto dal Decreto Legge 23 aprile 2008, n. 80 (art.1, comma 1), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n.97 del 24 aprile scorso''.(ANSA). DR

ALITALIA: PRESTITO PONTE; BRUXELLES NON COMMENTA EROGAZIONE
(ANSA) - BRUXELLES, 5 MAG - Nessun commento della Commissione europea alla notizia dell'accredito di 300 milioni di euro del prestito ponte annunciato da Alitalia. ''Nessun commento'', ha detto Michele Cercone, portavoce del commissario Ue ai Trasporti Jacques Barrot, interrogato sull'argomento. La Commissione continua ad attendere, ha aggiunto, i chiarimenti richiesti al governo italiano. (ANSA). PUC
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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da i_disa » 5 maggio 2008, 23:02

ALITALIA: SETTIMANA CLOU, AL LAVORO SU PARTNER FORTE /ANSA
(ANSA) - ROMA, 5 MAG - Settimana di transizione ma cruciale per decidere sul futuro di Alitalia. Oggi Silvio Berlusconi ha incontrato a pranzo Bruno Ermolli, il professionista da lui incaricato di mettere a punto una cordata italiana per salvare la compagnia. In attesa dell'insediamento del nuovo governo, che molto probabilmente indichera' il nuovo amministratore delegato di Alitalia con pieni poteri, si lavora al coinvolgimento di un partner industriale forte, che molti indicano in Lufthansa. Alitalia, per andare avanti puo' intanto contare anche sull'accredito di 300 milioni del prestito ponte. Notizia che Bruxelles non ha voluto commentare, restando in attesa di chiarimenti, entro il 19 maggio, alle osservazioni che la Commissione ha inviato al governo italiano dopo aver esaminato la prima documentazione sul decreto salva-Alitalia. Intanto Lufthansa, secondo indiscrezioni di stampa, avrebbe avuto contatti con Unicredit - che ha pero' smentito la circostanza - ed espresso la disponibilita' a partecipare alla cordata italiana per Alitalia come partner industriale e con una quota intorno al 20% (forse con uno scambio azionario), ma a precise condizioni. Anche Aeroflot potrebbe entrare nel capitale, sempre con una quota di minoranza a due cifre. Il reclutamento di investitori italiani, come auspicato da Silvio Berlusconi, non sarebbe un problema, come peraltro la disponibilita' di capitali che potrebbero essere assicurati da banche e fondi di investimento: di questo si dice convinto anche l'ex a.d. di Alitalia Domenico Cempella, aggiungendo che e' vero che Air France si e' ritirata (ha detto in un'intervista al 'Giornale'), ''ma non escludo che sia tuttora alla finestra''. La messa a punto del progetto per Alitalia sarebbe, a questo punto, a un bivio: o per una soluzione transitoria volta al risanamento per poi andare a nozze con un partner straniero in una posizione piu' forte, o per una soluzione definitiva realizzando subito un'alleanza con un vettore internazionale. Nel primo caso e' possibile l'ingresso di AirOne (gia' partner commerciale di Lufthansa), che porterebbe in dote le prenotazioni di una novantina di aerei. Una soluzione transitoria in cui alcuni vorrebbero il consolidamento dei vettori italiani. Nel secondo caso c'e' chi - come l'Unione Piloti - vede la compatibilita' di Alitalia con Lufthansa, Air France-Klm (se decidesse di tornare a trattare senza aut aut), ma anche un vettore orientale o medio-orientale. Secondo indiscrezioni di stampa, Lufthansa vorrebbe poter contare su un quadro chiaro con responsabilita' e ruoli definiti, oltre che sulla chiarezza dei conti di Alitalia e sul coinvolgimento delle parti sociali e del governo. Tocca a Berlusconi scegliere la strategia per Alitalia. Appena insediatosi, il nuovo governo potrebbe incaricare il nuovo amministratore delegato di verificare le manifestazioni di interesse e quindi si potrebbe consentire l'accesso ai conti della compagnia. (ANSA). DR
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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da i_disa » 5 maggio 2008, 23:06

dal portale
PER ALITALIA SI FA AVANTI MULTI-LONG CORPORATION
Il fondo d’investimento brasiliano Multi-Long Corporation punterebbe ad Alitalia. Lo ha riferito Michael Breslow, direttore generale della finanziaria specializzata in ristrutturazioni di aziende in difficoltà. Secondo fonti brasiliane una domanda d’acquisto sarebbe già stata presentata al governo italiano e all’Unione europea. Secondo le stesse fonti, la finanziaria, che nel 2006 la tentò di comprare la Varig, sarebbe disposta ad investire nell’operazione un miliardo di euro.

Intanto, il consigliere di amministrazione di AirOne , Giovanni Malagò, ha confermato che la compagnia aerea ha avuto contatti con Bruno Ermolli, l’incaricato dal futuro presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di formare la cordata italiana per Alitalia. «Per i prossimi passi bisogna aspettare l’insediamento del nuovo governo» ha aggiunto Malagò. Smentita, invece, da Unicredit circa le indiscrezioni di stampa che parlano di contatti con Lufthansa in vista di una possibile partecipazione alla cordata. La smentita viene da un portavoce dell’istituto di credito e da quello della compagnia tedesca, contattato dall’ agenzia Radiocor, che ha ricordato le affermazioni del direttore finanziario Lufthansa, Stephan Gemkow, secondo il quale il vettore tedesco «non ha in corso alcun contatto nè con il governo italiano nè con il management». Il portavoce ha poi evidenziato l’attuale situazione di Alitalia che rafforza le «valutazioni» negative di Lufthansa su un’operazione del genere.


Da Bruxelles il commissario UE ai Trasporti Jacques Barrot ha sottolineato che l’Italia ha tempo fino al 19 maggio prossimo per rispondere alla lettera di osservazioni che la Commissione ha inviato al governo italiano dopo aver esaminato la prima documentazione sul decreto salva-Alitalia. Barrot ha anche ribadito i dubbi sull’ operazione: «Se non avessimo avuto dubbi non avremmo chiesto maggiori informazioni».

Infine, nella giornata è da registrare l’intervento di Domenico Cempella, AD di alitalia tra il 1996 ed il 2000. In un’intervista pubblicata da il Giornale dice: «E’ importante fare presto, da troppo tempo l’azienda è priva di una guida, con aerei a terra e troppe incertezze sul futuro». L’ex dirigente difende il principio dell’italianità, intesa come «sviluppo, non solo turistico, che le compagnie aeree producono per il proprio territorio. Air France - afferma - non voleva acquistare Alitalia per farla crescere ma per evitare che la comprasse qualcun altro. Quello che occorre sono alleanze, integrazioni, non una svendita».

(M. Landi, dedalonews.it)

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SVILUPPO ITALIA IN SOCCORSO DELLA COMPAGNIA ITALIANA

Sviluppo Italia potrebbe andare in aiuto ad Alitalia. E’ l’ipotesi della stampa italiana.

L’agenzia non ha come suo scopo il profitto, ma la promozione degli investimenti nei settori del turismo integrato, della logistica e dei beni culturali.

Considerando quanto serve ad Alitalia per uscire dalla difficile situazione in cui versa, Sviluppo Italia rischierebbe di impiegare in un’unica operazione gran parte della propria liquidità, che ammonta a 900 milioni di Euro, ma la sua partecipazione potrebbe limitarsi a un centinaio di milioni.
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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da mcgyver79 » 6 maggio 2008, 7:42

Draklor ha scritto:E intanto checchè ne dica o ne pensi la commissione europea il prestito ponte è stato già erogato e incassato,e in tempi brevissimi.
Per una volta non ci siamo fatti mettere i piedi in testa dagli altri.
Ben fatto.
E' vero, ce li metteranno in testa tra un po ' con gli interessi!

Peggio che i bambini: basta dire "non si fa" che subito si fiondano a fare ciò che sarebbe proibito.

Ciaooooo.
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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da airbusfamilydriver » 6 maggio 2008, 8:31

Draklor ha scritto:E intanto checchè ne dica o ne pensi la commissione europea il prestito ponte è stato già erogato e incassato,e in tempi brevissimi.
Per una volta non ci siamo fatti mettere i piedi in testa dagli altri.
Ben fatto.
era ora

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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da airbusfamilydriver » 6 maggio 2008, 8:33

Draklor ha scritto: Tanto si sa che chi se la prende in quel posto ogni volta dall'UE siamo noi e la Grecia(vedi vicenda Olympic).
era ora finalmente che qualcuno alzasse la voce e che l'italia debba sempre pagare per tutti gli altri
con gli altri nessuno dice niente,a noi e ai greci ci massacrano,ovvio siamo i più deboli in europa

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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da airbusfamilydriver » 6 maggio 2008, 8:34

mcgyver79 ha scritto: Peggio che i bambini: basta dire "non si fa" che subito si fiondano a fare ciò che sarebbe proibito.

Ciaooooo.
non mi sembra che la UE abbia già stabilito che si tratta di aiuto di stato e quindi proibito
tu condanni prima del processo,classica consuetudine italiana....

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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da mcgyver79 » 6 maggio 2008, 8:45

airbusfamilydriver ha scritto:non mi sembra che la UE abbia già stabilito che si tratta di aiuto di stato e quindi proibito
tu condanni prima del processo,classica consuetudine italiana....
La consuetudine italiana in realtà è di non condannare mai!

Posso solo notare l'altrettanta classica consuetudine italiana a veicolare soldi di corsa a taluni soggetti prima che i rubinetti vengano chiusi. Fa niente se l'acqua puzza di marcio, no? Male che vada la manutenzione la paghiamo tutti noi.

Dichiarazione di Barrot rispresa dall'Ansa: "'Se non avessimo avuto dubbi non avremmo chiesto maggiori informazioni', di cui Bruxelles e' ora in attesa."

Ciaooooo.
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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da 1stAirbus » 6 maggio 2008, 9:51

airbusfamilydriver ha scritto:
Draklor ha scritto: Tanto si sa che chi se la prende in quel posto ogni volta dall'UE siamo noi e la Grecia(vedi vicenda Olympic).
era ora finalmente che qualcuno alzasse la voce e che l'italia debba sempre pagare per tutti gli altri
con gli altri nessuno dice niente,a noi e ai greci ci massacrano,ovvio siamo i più deboli in europa
Ma che bel teatrino vittimista!

Italia: luogo di opportunisti e irrispettosi della Legge (e del prossimo).

Mi auguro che finalmente l'Europa decida di sbatterci fuori, noi e gli inglesi! :twisted: :twisted: :twisted: :twisted:

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Re: Che farà Berlusconi con Alitalia?

Messaggio da i_disa » 6 maggio 2008, 10:58

da ilGiornale.it
Alitalia, Ermolli fiducioso per una soluzione italiana
di Paolo Stefanato

«Qualche possibilità di successo la vedo» ha detto testualmente al Tg3 Bruno Ermolli, incaricato da Silvio Berlusconi di verificare la possibilità di una cordata italiana interessata all’acquisto di Alitalia, dopo aver incontrato lo stesso Berlusconi ad Arcore. Ermolli sta definendo, in particolare, lo schema dell’operazione, non facile da far quadrare. Il problema non è solo, o non tanto, il reperimento di capitali italiani da mettere a disposizione della compagnia: gli imprenditori che risponderanno al richiamo del collega imprenditore, prossimo presidente del Consiglio, non mancheranno. I nodi da sciogliere sono altri; per esempio come compiere la «due diligence», ovvero la verifica dei conti, base per un piano industriale. «Prima un piano, poi i soldi» ha raccomandato ieri in un’intervista al Giornale l’ex ad di Alitalia (l’unico che l’abbia riportata all’utile), Domenico Cempella. Il rischio è quello di buttar via i soldi.
Improbabile che la due diligence possa essere compiuta dalla stessa cordata: perché alcuni partecipanti potrebbero voler uscire allo scoperto solo «dopo» la verifica dei conti. Si sta ragionando allora su altre due possibilità: che a consultare i libri contabili sia lo stesso Ermolli, oppure un nuovo presidente di Alitalia, la cui nomina è attesa tra i primissimi atti del nuovo governo. Non si tratterà di verificare soltanto l’andamento economico e lo stato patrimoniale; si dovrà anche indagare sulle reali potenzialità industriali ancora a disposizione della compagnia. Per un’analisi di questo tipo sono necessarie elevate competenze tecniche: il trasporto aereo è un’industria particolarmente complessa.
Questo richiama il problema del management. Personaggi con la competenza adatta a prendere in mano la compagnia in crisi non ce ne sono molti sul mercato; alcuni tecnici di ottimo livello non hanno nomi di sufficiente risonanza, e potrebbero quindi entrare in tandem con un presidente di maggior immagine pubblica.
Quanto alla cordata, sembra assodato che vi farà parte Air One, secondo vettore italiano e da sempre esplicitamente interessata ad Alitalia. Ma continua a serpeggiare il disegno di affiancare ai soggetti italiani una grande compagnia straniera. Lufthansa, Air France, Aeroflot o un vettore asiatico potrebbero acquisire una quota di minoranza. Ma un’operazione così concepita, che avrebbe il forte sapore del portage, sarebbe difficilmente spendibile come realmente «italiana». Più probabile un’alleanza in un secondo tempo.
Ieri sia Lufthansa (con un no comment) sia Unicredit hanno smentito colloqui su Alitalia. Quest’ultima (invariata in Borsa) ha comunicato l’accredito dei 300 milioni messi a disposizione dal ministero dello Sviluppo economico, prestito sul quale la Ue si è astenuta da commenti, in attesa dei chiarimenti che dovranno pervenire «entro il 19 maggio».
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