Compagnia Aerea Italiana

Area dedicata alla discussione sulle compagnie aeree. Si parla di Alitalia, Air One, Air Dolomiti, Meridiana e tutte le altre compagnie aeree italiane e straniere

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i_disa
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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da i_disa » 28 agosto 2008, 16:16

Alitalia, il cdm approva il salvataggio. Air France: "Trattiamo per un'alleanza
da ilgiornale.it

Roma - Via libera del consiglio dei ministri al decreto legge e al disegno di legge delega su Alitalia. Il primo provvedimento vara una riforma delle procedure previste dalla legge Marzano per il commissariamento come strumento per il salvataggio delle grandi aziende in crisi. Il secondo pone le basi per una riforma più ampia delle norme che regolano l’amministrazione straordinaria.

Cessione asset Il commissario straordinario di un ’azienda in crisi potrà anche procedere a "un’immediata vendita di asset ancora fruttuosi, garantendo così maggior elasticità al modello procedimentale". È quanto prevede la bozza del disegno di legge delega all’esame del consiglio dei ministri per la riforma della disciplina delle procedure di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi.

Fusione con Air One Una sospensione delle norme antitrust per quello che riguarda il mercato domestico del trasporto aereo. Lo prevede il decreto legge approdato sul tavolo del consiglio dei ministri, propedeutico al piano di salvataggio e rilancio di Alitalia. Lo si apprende da fonti governative. Il progetto messo a punto da Intesa Sanpaolo prevede infatti l’integrazione tra i due principali operatori aerei nazionali: Alitalia e Air One.

Conti dormienti I risparmiatori che hanno azioni Alitalia sarebbero tutelati grazie all’accesso al fondo speciale alimentato dai "conti dormienti" che fu realizzato per gli azionisti di Parmalat. Lo prevederebbe la bozza del decreto su Alitalia all’esame del consiglio dei ministri.

Air France bussa Air France-Klm è pronta a prendere una partecipazione minoritaria nel capitale della nuova Alitalia. Lo rende noto Air France. Il cda del gruppo franco-olandese che si è riunito oggi, avrebbe dato il suo via libera ad approfondire le discussioni con Intesa Sanpaolo, l’advisor di Alitalia, per valutare la possibilità di rafforzare la partnership con la compagnia di bandiera italiana. In questa fase, rileva una fonte vicino al dossier, "non siamo ancora entrati in una fase di impegno vincolante". Quello di Air France-Klm "è una dimostrazione di interesse" per il dossier "in attesa di vedere l’evolversi della situazione" sia sul piano giuridico che amministrativo e in particolare per quanto riguarda la compatibilità del progetto con la normativa Ue.

Alemanno in difesa di Fiumicino Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha chiestoo al governo un incontro immediato che coinvolga tutti gli altri enti locali del nostro territorio per "valutare l’impatto che il nuovo piano di ristrutturazione di alitalia avrà sulla città di roma". "L’impegno del comune di Roma - spiega Alemanno - è quello di difendere il valore dell’hub di Fiumicino e i livelli occupazionali del nostro territorio senza creare polemiche preconcette e strumentali sulla pelle di ciò che rimane della compagnia di bandiera e sui lavoratori".

Proteste Pd Una soluzione "confusa che non fa gli interessi del Paese" e che trasforma l’Alitalia in una "compagnia di bandierina": questa l’opinione di Walter Veltroni. "La vicenda Alitalia - sostiene il segretario del Pd - è lo specchio fedele di come il governo Berlusconi sia vittima della sua demagogia e della sua inadeguatezza. Quella prescelta dal governo rappresenta una soluzione pasticciata, confusa, pericolosa e che non persegue affatto l’interesse del nostro Paese. Sono mesi che il Pd lancia l’allarme sull’inqualificabile prospettiva di scaricare le perdite della compagnia sui contribuenti italiani, sugli azionisti e obbligazionisti della società, sui lavoratori dell’azienda e sulle loro famiglie. Alla faccia della tanto decantata difesa dell’italianità, il piano presentato ci consegna una compagnia di bandiera che di fatto diventa di "bandierina", con un inaccettabile ridimensionamento della capacità di espansione internazionale. Non era davvero questa - sottolinea - la nuova Alitalia che si sarebbe dovuta far nascere".

@ bomber78: vedi che era in vantaggio Air France-KLM?!
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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da AZff » 28 agosto 2008, 16:30

.....ahahahah.....bella questa!!!!
mo ce se mette pure il PD a rompe le scatole ......già ce ne abbiamo tanti di problemi :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
:lol:
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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da i_disa » 28 agosto 2008, 17:20

++ ALITALIA: DL, NON SERVIRA' AUTORIZZAZIONE ANTITRUST ++
(ANSA) - Le operazioni di concentrazioni connesse ''connesse, contestuali o previste'' dal piano di salvataggio del commissario straordinario ''non sono soggette ad autorizzazione ai sensi della normativa antitrust''. Lo prevede il decreto legge approvato oggi dal Governo che in funzione del piano per Alitalia anticipa i passaggi piu' urgenti della riforma delle norme che regolano l'amministrazione straordinaria.(ANSA).
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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da 1stAirbus » 28 agosto 2008, 18:16

janmnastami ha scritto:al momento pagherai i debiti, 1,2 miliardi di euro, di alitalia

ap almeno ha ordinativi per aerei
:mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

Mi piace tanto quando si fanno le nuove ordinazioni...

:mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da VESCARALLY » 28 agosto 2008, 18:19

airbusfamilydriver ha scritto:
janmnastami ha scritto: ap almeno ha ordinativi per aerei
che finiranno in cai :mrgreen:
Veramente la nuova Alitalia, secondo il "Progetto Fenice", sarà una compagnia in scala ridotta, "focalizzata su breve e medio raggio" (il 36% di aerei e il 28% delle destinazioni in meno). La flotta operativa Alitalia al 31/3/2008 è composta di 173 a.m. quindi il piano prevede circa 60 aerei in meno.
Airone, esclusi gli executive, conta 51 a.m., di cui 18 sono 737 che voleva sostituire con A320.

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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da AZff » 28 agosto 2008, 19:53

che peccato però per alitalia!!
è davvero un peccato diminuire le rotte intercontinentali!!!
poi però non si lamentassero se uno prende ba o af !!!! :? :?
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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da F111-WIZZO » 28 agosto 2008, 20:29

AZff ha scritto: ...poi però non si lamentassero se uno prende ba o af !!!! :? :?
comperi solo prodotti italiani tu?
niente di made in china in casa?

il brutto di tutta la faccenda è:
il buono che funziona agli... amici, quello che non funziona ... a tutti gli altri.

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xchè Emirates fa utili e alitalia fa debiti? :nerd:
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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da i_disa » 28 agosto 2008, 20:53

Alitalia, sindacati e Pd 'No' a piano. Veltroni: 'Compagnia di bandierina'
da repubblica.it

ROMA - Il piano per salvare Alitalia non piace a sindacati e opposizione. E sul decreto e sul ddl delega per la modifica alla legge Marzano, approvati dal Consiglio dei ministri, si abbattono critiche e battute. Una per tutte quelle del leader del Pd Veltroni: "Il piano presentato ci consegna una compagnia di bandiera che di fatto diventa di 'bandierina'".

"Il piano Alitalia va bene", è stato il primo commento del ministro per le Riforme Umberto Bossi lasciando Palazzo Chigi. Di segno diverse la reazione dell'opposizione. "La vicenda Alitalia è lo specchio fedele di come il governo Berlusconi sia vittima della sua demagogia e della sua inadeguatezza", ha dichiarato in una nota Walter Veltroni. Secondo il segretario del Pd "il piano presentato ci consegna una compagnia di bandiera che di fatto diventa di bandierina', con un inaccettabile ridimensionamento della capacità di espansione internazionale".

"E' evidente che il saldo dell'operazione Alitalia messa in piedi dal governo è tutto a carico degli italiani e della fiscalità generale che dovrà pagare i debiti della società mentre gli eventuali profitti andranno ai privati. Cosa ancor più grave, con la revisione della legge Marzano, viene ufficializzato che nessuno paga per le responsabilità nell'amministrazione dell'azienda", afferma Marco Filippi, capogruppo Pd in commissione Lavori pubblici al Senato. "Il provvedimento che modifica la disciplina fallimentare - incalza - è infatti un vero e proprio salvacondotto per il management e commissari che non risponderanno di eventuali illeciti".

Maurizio Sacconi ha convocato i sindacati per lunedì 1 settembre, alle ore 18,30, presso la sede del ministero di Via Flavia, per avviare l'esame delle ipotesi di risanamento e di nuova organizzazione.

Ma intanto i rappresentanti de lavoratori hanno espresso un giudizio negativo. Il leader del Uil, Luigi Angeletti, riconosce le responsabilità sindacali: "Avremmo potuto accettare lo spezzatino dell'azienda proposto dal precedente governo Berlusconi". Ma una cosa è chiara: gli esuberi in Alitalia "sono al massimo duemila e devono essere tutti ricollocati".

L'Anpac è già pronta a dare battaglia. L'associazione dei piloti invita il governo "ad assumere immediatamente la gestione diretta della questione di Alitalia e ad aprire un confronto chiaro e costruttivo che consenta di evidenziare le enormi carenze del piano redatto in questi giorni ed eviti un conflitto sociale che potrebbe rivelarsi pesantissimo". Il sindacato Sdl preannuncia una "risposta durissima" nel caso in cui il piano contenesse le indiscrezioni uscite oggi sulla stampa. Mentre per l'Avia, l'associazione degli assistenti di volo, il progetto di ridurre la flotta "del quaranta per cento ed abbattere ulteriormente il numero e la qualità dei collegamenti intercontinentali è ben oltre i più rosei sogni di Air France o Lufthansa".

Preoccupati il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, il governatore del Lazio Piero Marrazzo e il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti. "Chiedo al governo un incontro immediato che coinvolga tutti gli altri Enti locali del nostro territorio per valutare l'impatto che il nuovo piano di ristrutturazione di Alitalia avrà sulla città di Roma", scrive Alemanno. Pronta la risposta dell'esecutivo per bocca del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli: "Sicuramente il governo, non appena su Alitalia avremo il quadro completo, si farà carico di incontrare il sindaco''.

Il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, ha deciso di convocare per la prossima settimana un tavolo con i rappresentanti delle parti sociali e degli enti locali. Dopo questa riunione, Marrazzo chiederà un incontro al governo "per manifestare in quella sede la propria contrarietà a misure che minacciano gravi conseguenze per Roma e per l'intero territorio laziale.
(28 agosto 2008)

Alitalia: Berlusconi, Indispensabile compagnia italiana solida

ROMA - "Avere una compagnia di bandiera italiana solida era indispensabile". Silvio Berlusconi parla di Alitalia dopo il Consiglio dei ministri che ha dato l'ok alla modifica della legge Marzano. "Un grande paese deve avere una grande, solida ed efficiente compagnia di bandiera - ha proseguito il premier - ma se qualche compagnia straniera vorrà entrare nel capitale, lo potrà fare, ma solo con una quota minoritaria". Il presidente del Consiglio ha confermato che quella individuata era per Alitalia "l'unica scelta possibile": "Sarebbe stata una svendita ad Air France, di un paese in diretta concorrenza con noi nell'importantissimo settore del turismo. Avevamo il dovere di intervenire, ci siamo riusciti". (Agr)

Alitalia: Caronia (Uilt), 6000 Esuberi Inaccettabili

ROMA - "A questo punto abbiamo bisogno di vedere le carte ma una cosa sia chiara, 6. 000 esuberi sono inaccettabili". Il segretario generale della Uilt, Giuseppe Caronia, torna a parlare all'Agi del piano di salvataggio Alitalia. "Lunedì - afferma - speriamo che si sciolga finalmente la cabala sui numeri che ha tenuto banco tutta l'estate, compresa quella sugli esuberi". Caronia si dice certo che non c'erano alternative al commissariamento: "Sono state scelte tecniche obbligate. Se non l'avessero fatto nessuno avrebbe speso un centesimo". Per la Uilt ci sono state responsabilità "in 50 anni di cattiva gestione" da parte di tutti, compreso il sindacato soprattutto per la proliferazione delle differenti sigle. Il sindacalista giudica la partecipazione di Air France positiva nella logica di alleanze internazionali. Infine sugli ammortizzatori sociali per sette anni annunciati dal ministero del Welfare commenta: "Bisognerà vedere la modalità di utilizzo, in modo da non dover espellere il personale qualificato e quello giovane e da creare una distribuzione equa dei sacrifici all'interno delle qualifiche". Un sorta di rotazione tra il personale e di "contratto di solidarietà".

Alitalia: il numero uno della Fit-Cisl Claudiani, Per niente tranquilli

ROMA - Claudio Claudiani, segretario generale della Fit-Cisl, dice con chiarezza che non sarà facile l'incontro di lunedì al ministero del Welfare, per esaminare le ipotesi di risanamento di Alitalia. "Non siamo affatto tranquilli", afferma, aggiungendo che è necessario che il piano comprenda un "progetto di protezione sociale". (Agr)

Brunetta: "Escluso il riassorbimento degli esuberi di Alitalia in p.a. e Poste"
da rainews24.it

Dipendenti AlitaliaIl commissario di Alitalia sarà Augusto Fantozzi. Lo ha detto a Radio Radicale il ministro Renato Brunetta al termine del consiglio dei ministri. Il ministro ha smentito ogni ipotesi ventilata nei giorni scorsi di riassorbimento degli esuberi nella pubblica amministrazione o nelle Poste.

Escluso assorbimento in p.a. e poste
"E' assolutamente esclusa ogni forma di riassorbimento degli esuberi Alitalia nella pubblica amministrazione o nelle Poste". "Non esiste alcuna forma di ammortizzazione sociale attraverso passaggi nella pubblica amministrazione o in aziende assimilabili come le Poste - spiega Brunetta interpellato sulla vicenda Alitalia al termine del consiglio dei ministri -. Queste sono storie del passato che hanno riguardato guarda caso Olivetti, guarda caso altri imprenditori e altri governi. Ne abbiamo parlato oggi, è escluso dal presidente del Consiglio, dai decreti e dai testi, da tutti i ministri. Ho chiesto addirittura che il presidente del Consiglio nella sua comunicazione precisi con molta chiarezza tutto questo che è stata un invenzione giornalistica. Ho parlato con Matteoli due ore fa, lui ha detto solo che nessuno deve essere lasciato a piedi e questo è corretto. C'è un insieme di strumenti legislativi, ammortizzatori sociali in gestione al ministero del lavoro dal ministro Sacconi che sono più che sufficienti a risolvere il problema".

"Parliamo di personale qualificato ad alta scolarizzazione che ha mercato. Chi non ha mercato per ragioni di età o volontarie avrà ammortizzatori sociali, cioè cassa integrazione, prepensionamenti od altro, particolarmente generosi ed efficaci. In Lombardia per esempio le aziende non trovano lavoro, penso che qualche migliaio di addetti Alitalia ad alta scolarizzazione, ad alta formazione e qualità linguistica possa tranquillamente trovare sul mercato una propria corretta e onorevole ricollocazione anche attraverso gli strumenti disponibili che si chiamano ammortizzatori sociali".



Alitalia: Berlusconi, sacrifici per evitare il fallimento
da ilsole24ore.com

«La nuova Alitalia era l'unica scelta, l'alternativa era il fallimento»: lo ha affermato il premier Silvio Berlusconi nel corso di una dichiarazione alla stampa a Palazzo Chigi. «Il personale in eccedenza, così come i piccoli risparmiatori - ha promesso Berlusconi - non saranno abbandonati, perchè non è giusto che siano i singoli a pagare per gli errori del passato». Il presidente del Consiglio, tuttavia, ha affermato che gli esuberi saranno «inevitabili» ma ha assicurato che con il salvataggio la compagnia «non peserà più sulle spalle dei contribuenti. Ci saranno sacrifici perchè la passata gestione di Alitalia non può essere cancellata con la bacchetta magica ma il personale in eccedenza non sarà abbandonato». Secondo il premier, «il governo Prodi aveva tentato una svendita ad Air France. Noi avevamo il dovere di intervenire. Lo abbiamo fatto con rapidità e concretezza, aiutati da una grande banca italiana. Ci siamo riusciti: ora Alitalia è una nuova compagnia aerea - ha aggiunto il presidente del Consiglio - efficiente, finanziariamente in equilibrio, tecnologicamente avanzata, al servizio dell'Italia e degli italiani che non peserà più sulle spalle dei contribuenti». Berlusconi ha poi insistito sull'italianità della soluzione trovata per salvare le attività in bonis di Alitalia, precisando che un eventuale partner straniero «potrà entrare solo come socio di minoranza». A proposito del tentativo di cessione ad AF-Klm negli ultimi mesi del governo Prodi, Berlusconi ha affermato che quell'operazione era saltata non per colpa del Centrodestra ma per l'opposizione dei sindacati. E comunque, ha sostenuto ancora il premier, con il piano 'Fenice', gli esuberi saranno inferiori a quelli previsti con la «svendita» ad Air France.

Alitalia: Berlusconi, Colpa dei sindacati precedente fallimento trattativa con Air France

ROMA - Silvio Berlusconi incolpa i sindacati di aver fatto fallire la precedente trattativa con Air France. Il premier lo ha detto parlando della vicenda Alitalia nella conferenza stampa di Palazzo Chigi. "È colpa dei sindacati e non nostra", ha detto sostenendo che il "ridimensionamento" deciso attualmente della compagnia di bandiera "sarà comunque inferiore" a quello che ci sarebbe stato"se si fosse andati avanti con la svendita ad Air France". (Agr)

In fondo la soluzione per uscire dalla crisi non poteva che essere questa
da loccidentale.it

La soluzione per Alitalia sul tavolo del Governo non è la soluzione ottimale e sul piano teorico fanno bene i liberisti a criticarla (Milton su L’Occidentale), ma se scendiamo nel regno del possibile occorre rilevare che si tratta di una soluzione che presenta anche diversi aspetti positivi.

Innanzitutto é meglio della soluzione Prodi, Padoa – Schioppa perché lascia l'azienda in mano a una cordata italiana. Questa potrà rilanciare la compagnia in un’ottica di sistema Italia, meglio di quanto avrebbe potuto farlo la cordata francese. L’azionista italiano infatti potrà tenere da conto nelle scelte aziendali anche delle esternalità positive che vanno a beneficio del paese e che gli imprenditori italiani possono quindi “internalizzare”. Mi spiego meglio. Dovendo scegliere ipoteticamente tra aprire una rotta Pechino-Parigi e una rotta Pechino-Roma di pari redditività, l’azionista francese sceglie correttamente la prima e l’azionista italiano la seconda, perché in grado di catturare anche i benefici indiretti derivanti dall’aumento del traffico sul proprio territorio. Per noi italiani quindi non è irrilevante se una tale decisione si prende a Roma o a Parigi.

In secondo luogo, pur con tutte le riserve che si possono formulare, con l’uscita dello Stato dalla proprietà dell’azienda si è messo in moto un processo di privatizzazione, di liberalizzazione, di efficientamento pressoché irreversibile. Certo è solo un primo passo; certo i nuovi padroni privati scaricano molti costi su pubblico; certo, la nuova proprietà privata cercherà di ritagliarsi posizioni monopolistiche. Ma l’alternativa quale sarebbe stata?

I costi sociali di lasciare fallire la compagnia sarebbero comunque ricaduti sul pubblico e ai costi sociali si sarebbe aggiunto il danno politico a livello nazionale e internazionale per il Governo e per il Presidente Berlusconi.

Quanto al monopolio dei privati esso è certamente dannoso quanto quello del pubblico, ma almeno ha il vantaggio di essere più instabile e contendibile; si tenga presente al riguardo che la pressione concorrenziale nel comparto aereo è destinata a crescere anche per la concorrenza di forme alternative di trasporto quali ad esempio il treno ad alta velocità.

Resta infine il fatto positivo che a fronte di una operazione comunque rischiosa, come osservato da Francesco Giavazzi sul Corriere della Sera, un gruppo di imprenditori ampio e variegato quanto a settore di competenza, origine e posizionamento politico, abbia voluto raccogliere la sfida, indice di una non sopita capacità di intrapresa e di fiducia nel futuro del nostro paese. Certo non tutti lo avranno fatto per semplice altruismo e spirito di servizio, ma citando Adam Smith in The Wealth of Nations, non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del panettiere che dobbiamo attenderci il nostro pasto, ma dalla ricerca del loro personale interesse.

Nonostante questi apprezzamenti per la proposta messa a punto dal Governo resta un punto su cui non mi capacito. Possibile che per la nomina a Commissario liquidatore non si potesse individuare un professionista competente e autorevole che non fosse stato ministro del centrosinistra? Ma forse questa scelta attiene alla dimensione del dialogo tra maggioranza e opposizione, di cui i benefici per ora mi sfuggono.
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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da i_disa » 28 agosto 2008, 20:56

La cronistoria della cessione di Alitalia
da rainews24.it

Oggi il Consiglio dei Ministri ha varato i provvedimenti per la modifica della legge Marzano e il ricorso al commissariamento della vecchia Alitalia. E' nata intanto la newco, guidata da Roberto Colaninno, per il rilancio della compagnia dando vita alla Compagnia aerea italiana. Queste le tappe principali degli ultimi 20 mesi:

- 1 dicembre 2006 - Il Consiglio dei Ministri, con il Governo Prodi, decide la cessione del controllo della compagnia.
- 29 dicembre - Il Tesoro invita a presentare manifestazioni di interesse.
- 17 gennaio 2007 - Decade Cda. L'ad Cimoli resta per l'ordinaria amministrazione.
- 9 febbraio - Berardino Libonati e' il nuovo presidente.
- 13 febbraio - Cinque le cordate in gara per le offerte non vincolanti: AirOne di Carlo Toto col supporto di Intesa-Sanpaolo; il fondo salva-imprese di Carlo De Benedetti Management & Capitali; Matlin Patterson Global Advisers; Texas Pacific Europe; Unicredit Banca Mobiliare
- 17 luglio - AirOne e' l'ultimo concorrente ancora in corsa: lascia la gara, che fallisce.
- 31 luglio - Libonati lascia, Maurizio Prato presidente.
- 30 agosto - Il cda vara un "piano di sopravvivenza" con esuberi tagli di voli e ridimensionamento di Malpensa.
- 25 settembre - Prato avvia un nuovo tentativo di privatizzazione, con una trattativa diretta con i potenziali partner su mandato del Tesoro.
- 21 dicembre - Il cda sceglie Air France-Klm per la trattativa in esclusiva per la cessione del 49,9% del Tesoro.
- 31 gennaio 2008 - AirOne ricorre al Tar del Lazio. I giudici amministrativi, anche in secondo grado, giudicheranno legittima la trattativa esclusiva con Airfrance
- 10 marzo - Il cda di Air France-Klm autorizza la presentazione di una offerta soggetta a condizioni sospensive, tra cui l'accordo con i sindacati ed il si' del governo.
- 14 marzo - Air France-Klm presenta l'offerta. Dopo il si' di Alitalia e del Tesoro si va avanti nella messa a punto dell'operazione, aprendo anche il tavolo con i sindacati.
- 18 marzo - Comincia tutta in salita la trattativa con i sindacati. In borsa il titolo perde quasi il 50% in due sedute.
- 19 marzo - Spinetta annuncia che gli esuberi sono 2.100. Intanto la vicenda Alitalia entra nella campagna elettorale.
- 20 marzo - Il leader del Pdl Silvio Berlusconi rilancia la cordata italiana con Air One e Intesa, ma la banca smentisce.
- 24 marzo - Air France e' pronta a trattare ad oltranza con i sindacati, anche oltre il termine stabilito del 31 marzo.
- 31 marzo - Alitalia proroga al 2 aprile il confronto con i sindacati. La Uil lascia il tavolo.
- 2 aprile - Non c'e' accordo con i sindacati. Il numero uno Jean-Cyril Spinetta torna a Parigi: Air France si ritira
- 4 aprile - Berlusconi chiede che Alitalia resti italiana e promuove il progetto di una cordata italiana.
- 14 aprile - Pdl e Lega vincono le elezioni.
- 18 aprile - Berlusconi incontra l'ex presidente russo Putin in Sardegna e rispunta l'ipotesi Aeroflot.
- 21 aprile - Air France-Klm comunica che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo per lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono piu' validi.
- 22 aprile - Il governo uscente concede un prestito ponte da 300 milioni di euro per mantenere in vita la compagnia.
- 24 aprile - Per l'Ue il prestito potrebbe rappresentare un aiuto di Stato. Berlusconi: la Ue aiuti, non crei difficolta'.
- 29 aprile - Berlusconi afferma provocatoriamente: 'Alitalia potrebbe essere comprata dallo Stato, dalle Fs'. Si lavora alla cordata italiana.
- 9 maggio - Il superconsulente Bruno Ermolli, che studia il progetto di cordata italiana su mandato di Berlusconi, chiede di poter accedere ad informazioni aggiornate sulla compagnia. Il Cda risponde di no: non c'e' un'offerta, ed in attesa delle decisioni del Tesoro il dossier privatizzazione e' chiuso
- 30 maggio - decreto Cdm: il governo assume direttamente il compito di individuare un nuovo azionista di controllo. Advisor viene nominata Intesa Sanpaolo.
- 4 giugno - il titolo viene sospeso a piazza Affari.
- 11 giugno - La Commissione Ue apre un'indagine sui 300 milioni del prestito-ponte ma non ne blocca l'utilizzo.
- 30 luglio - a cena con i senatori Pdl Silvio Berlusconi parla 4-5 mila esuberi per Alitalia; insorge l'opposizione. Si attende intanto il piano messo a punto da Intesa.
- 26 agosto - nasce la newco con i primi 16 soci, per dare vita alla Compagnia Aerea Italiana. Rocco Sabelli e' nominato amministratore unico.
- 28 agosto - Cdm vara modifica legge Marzano e commissariamento, Augusto Fantozzi indicato commissario della bad company.
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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da winter71 » 28 agosto 2008, 23:15

Federiko ha scritto:Qualcuno mi saprebbe dire come si fanno a proteggere i piccoli azionisti/risparmiatori che hanno azioni alitalia, se in pratica tutto quello che di buono ha alitalia adesso lo vendono a CAI e alitalia attuale rimane solo "bad company"? Cosa sono i conti dormienti?

Thx, Ciaoooo.
Ottima domanda Federiko.
Probabilmente nel decreto e nel disegno di legge delega ci sarà scritto che gli obbligazionisti e/o gli azionisti con meno di un tot di euro (fai conto 20.000) avranno diritto ad azioni della nuova C.A.I.
Dal punto di vista giuridico mi sembra una cosa un po' strana. Ma tutto nella vicenda CAI è strano.
Ci sono, poi, altre domande secondo me molto interessanti.
Poniamo che domani AZ venga commissariata ed arrivi Fantozzi.
Ora mi chiedo, e vi chiedo, ma a partire da sabato chi è che venderà anche un solo sacchetto di salatini alla AZ commissariata se si sa sin da ora che tanto questa AZ commissariata non potrà pagare se non con i soldi che riceverà da CAI ?
E poi. Con quali codici volerà CAI ?
A partire da quando CAI operereà con gli assets venduti dalla AZ commissariata ?
La AZ commissariata può continuare a volare con la attuale licenza o serve una deroga in attesa di cedere le attività a CAI ?
Oggi si sentiva dire che Fantozzi venderà a prezzi di mercato dopo una perizia.
Non mi sembra una cosa che si possa fare dall'oggi al domani.
Quindi ci sarà necessariamente un arco di tempo in cui la AZ commissariata dovrebbe continuare a volare (su quali rotte non si sa)
Se c'è qualcuno che ne sa di più sarei interessato ad una risposta a queste domande.
Saluti Daniel

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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da winter71 » 28 agosto 2008, 23:22

i_disa ha scritto:la parte sana di Alitalia ed Air One confluiranno in questa nuova società, mentre la parte 'marcia' di entrambe finirà nella bad company e verrà portata al commissariamento.
secondo le ultime notizie Air France-KLM dovrebbe essere il partner internazionale. visto che Luthansa ha fatto un offerta per Austrian Airlines..
Non penso che sia così.
Da quello che ho capito prima AZ verrà commissariata e poi Fantozzi venderà la parte buona di AZ a CAI che riceverà (come capitale sociale da parte di Toto) alcuni assets AIR ONE (mi sembra di avere letto che gli attuali aerei verranno affittati a CAI da AP HOLDING...quindi quali assets AIR ONE verranno conferiti non si sa).
Un saluto
Daniel

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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da Fabio27 » 29 agosto 2008, 0:09

Libidine libidine. A Linate solo il Milano-Roma. Così i milanesi impareranno cosa vuol dire avere a che fare con Malpensa.

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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da air.surfer » 29 agosto 2008, 0:11

Fabio27 ha scritto:Libidine libidine. A Linate solo il Milano-Roma. Così i milanesi impareranno cosa vuol dire avere a che fare con Malpensa.
Aia.... su questo tuo post prevedo tempesta.

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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da gattovolante » 29 agosto 2008, 0:23

Fabio27 ha scritto:Libidine libidine. A Linate solo il Milano-Roma. Così i milanesi impareranno cosa vuol dire avere a che fare con Malpensa.
:shock: Ed ora.... tuoni, fulmini e saette!!!
"Avviso per chi crea le pubblicita' degli alberghi: Io odio sentirmi a casa quando sono via!" (George Bernard Shaw)

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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da airbusfamilydriver » 29 agosto 2008, 1:13

janmnastami ha scritto:
janmnastami ha scritto:
ti posso dire anche io cosa diranno nel cda: che sono interessati ad az-ap, disponibili sia come partner industriale sia ad entrare direttamente in cai come azionisti... il punto è se lo faranno pervenire ad intesa per vie confidenziali o se rilasceranno un comunicato stampa pubblico
"Air France è pronta a trattare con Alitalia. Il gruppo franco-olandese ha fatto sapere di essere disponibile a prendere una partecipazione minoritaria nel capitale della nuova compagnia italiana. La decisione del gruppo di Spinetta arriva dopo il via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge e al disegno di legge delega su Alitalia."

AFD, che ti avevo detto?
guarda non mi devi dimostrare nulla io sono sempre stato convinto che air france non aveva chiuso il dossier su az,ma lo aveva semplicemente accantonato momentaneamente
quei molti che credevano il contrario avranno avuto una bella sopresa a leggere il nome AIR FRANCE nelle ultime ore,e se AF entra nel capitale,con un mxp bloccato a 10 intercont max,con linate chiuso,e con la possibilità che i tedeschi non entrino nella cai,vista la presenza dei francesi,c'è il serio rischio che lh rimanga fuori dalla partita
grossi interessi in ballo,posizioni dominanti,il gioco della parti è appena iniziato,e lh e af si daranno battaglia su questo fronte a mio avviso :mrgreen:

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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da airbusfamilydriver » 29 agosto 2008, 1:16

VESCARALLY ha scritto:
airbusfamilydriver ha scritto:
janmnastami ha scritto: ap almeno ha ordinativi per aerei
che finiranno in cai :mrgreen:
Veramente la nuova Alitalia, secondo il "Progetto Fenice", sarà una compagnia in scala ridotta, "focalizzata su breve e medio raggio" (il 36% di aerei e il 28% delle destinazioni in meno). La flotta operativa Alitalia al 31/3/2008 è composta di 173 a.m. quindi il piano prevede circa 60 aerei in meno.
Airone, esclusi gli executive, conta 51 a.m., di cui 18 sono 737 che voleva sostituire con A320.
ti sfugge un fatto airone e alitalia saranno una cosa sola,la CAI
le macchine az non sono più 173 visto che il piano prato ha messo a terra circa 30 md80
le macchine az al momento sono circa 140
140+51 airone fa 191
191-136 fa 55
55-18 737(che usciranno) fa 37

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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da airbusfamilydriver » 29 agosto 2008, 1:18

winter71 ha scritto:
i_disa ha scritto:la parte sana di Alitalia ed Air One confluiranno in questa nuova società, mentre la parte 'marcia' di entrambe finirà nella bad company e verrà portata al commissariamento.
secondo le ultime notizie Air France-KLM dovrebbe essere il partner internazionale. visto che Luthansa ha fatto un offerta per Austrian Airlines..
Non penso che sia così.
Da quello che ho capito prima AZ verrà commissariata e poi Fantozzi venderà la parte buona di AZ a CAI che riceverà (come capitale sociale da parte di Toto) alcuni assets AIR ONE (mi sembra di avere letto che gli attuali aerei verranno affittati a CAI da AP HOLDING...quindi quali assets AIR ONE verranno conferiti non si sa).
Un saluto
Daniel
scusa la franchezza ma sveglia!!!!
sta scritto pure sui muri cosa toto vende alla cai....AIRONE in cambio otterrà 300 milioni,100 dei quali li reinvestirà nella nuova società,acquistando quote della cai per sedere tra i soci,anche se non avrà un ruolo operativo :mrgreen:

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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da airbusfamilydriver » 29 agosto 2008, 1:18

Fabio27 ha scritto:Libidine libidine. A Linate solo il Milano-Roma. Così i milanesi impareranno cosa vuol dire avere a che fare con Malpensa.
straquoto....

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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da janmnastami » 29 agosto 2008, 1:38

airbusfamilydriver ha scritto:il gioco della parti è appena iniziato,e lh e af si daranno battaglia su questo fronte a mio avviso :mrgreen:
Tanto meglio se ci sono due potenziali "alleati", si può scegliere quello che offre di più, no? Io spero comunque che la spunti LH...

Vedremo lunedì pomeriggio che succede con i sindacati.

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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da =Casio= » 29 agosto 2008, 1:49

Salve a tutti è un po che non scrivo ma l'Alitalia mi sta a cuore e intendo dire la mia e sentire i pareri degli altri...
Queste informazioni le ho lette, da piu parti, ma non sulla bibbia, bensi sui giornali, per cui correggetemi se sbaglio...
Prodi voleva vendere AZ ad AF che alla fine l'avrebbe salvata ma sarebbe diventata un vettore regionale o quasi; Berlusconi si è opposto e ha iniziato a dire che si sarebbe messo in mezzo lui, che avrebbe trovato lui gli acquirenti, ecc ecc, fatto sta che dopo 2 settimane non ne ha parlato piu nessuno perchè Berlusconi ha approfondito il tema e si è reso conto di qnt la compagnia sia nella m***a per cui se ne è defilato. Ora è nata qst cosa..Da piu parti si dice che molti di coloro che ci mettono i soldi non sono affatto convinti dell'operazione, ma Silvio li ha rassicurati, perchè qual'è l'idea?Mettere 1 miliardo nella nuova CAI, fare utili (e tanti) in 1 anno, e ripeto 1 anno, e poi rivenderla magari avendoci fatto anche qlc soldino ad AF o a Lufthansa (che vuole Austrian e quindi nn prenderà AZ) che ne faranno lo stesso una compagnia molto ridimensionata..
Cosa cambia quindi?Cambia che AF comprerà una società sana e nn avrà i debiti mentre la m***a rimarrà in Italia. La Bad Company ha 2 miliardi di debiti..la CAI si prende gli a/m che una volta valevano 2 miliardi pagandoli 1 (perchè nn sono scemi, col carburante alto e l'invecchiamento della flotta piu di uno non ce lo mettono) quindi alla bad company resta 1 miliardo di debito, e chi lo paga?Lo Stato, ovvero gli Italiani...E se lo Stato paga il debito l'UE apre l'infrazione e dopo 1 anno quel miliardo di debiti torna indietro e li poi che si fa?In piu la CAI prende AP ma prende solo il buono, cioè gli a/m e gli slot (sperando in una sospensione dell'autority riguardo alla norma sulla concorrenza perchè se no ne avrebbero troppi) ma il debito di AP, se nn sbaglio 450 milioni di euro, chi lo paga?Lo Stato appunto.
Sicuramente qualcuno è piu informato di me per cui sono curioso di essere corretto, fatto sta che questi coraggiosi e soprattutto emergenti imprenditori (colaninno, tronchetti, ecc , sn sempre gli stessi) sono interessati solo fare qst favore a Silvio (non ci è dato sapere per cosa in cambio) a non perder soldi, anzi magari farne un po, e poi scappare il prima possibile..Può una compagnia sopravvirere con questi presupposti?Io dico di no...

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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da Fabio27 » 29 agosto 2008, 2:53

=Casio= ha scritto:Salve a tutti è un po che non scrivo ma l'Alitalia mi sta a cuore e intendo dire la mia e sentire i pareri degli altri...
Queste informazioni le ho lette, da piu parti, ma non sulla bibbia, bensi sui giornali, per cui correggetemi se sbaglio...
Prodi voleva vendere AZ ad AF che alla fine l'avrebbe salvata ma sarebbe diventata un vettore regionale o quasi; Berlusconi si è opposto e ha iniziato a dire che si sarebbe messo in mezzo lui, che avrebbe trovato lui gli acquirenti, ecc ecc, fatto sta che dopo 2 settimane non ne ha parlato piu nessuno perchè Berlusconi ha approfondito il tema e si è reso conto di qnt la compagnia sia nella m***a per cui se ne è defilato. Ora è nata qst cosa..Da piu parti si dice che molti di coloro che ci mettono i soldi non sono affatto convinti dell'operazione, ma Silvio li ha rassicurati, perchè qual'è l'idea?Mettere 1 miliardo nella nuova CAI, fare utili (e tanti) in 1 anno, e ripeto 1 anno, e poi rivenderla magari avendoci fatto anche qlc soldino ad AF o a Lufthansa (che vuole Austrian e quindi nn prenderà AZ) che ne faranno lo stesso una compagnia molto ridimensionata..
Cosa cambia quindi?Cambia che AF comprerà una società sana e non avrà i debiti mentre la m***a rimarrà in Italia. La Bad Company ha 2 miliardi di debiti..la CAI si prende gli a/m che una volta valevano 2 miliardi pagandoli 1 (perchè nn sono scemi, col carburante alto e l'invecchiamento della flotta piu di uno non ce lo mettono) quindi alla bad company resta 1 miliardo di debito, e chi lo paga?Lo Stato, ovvero gli Italiani...E se lo Stato paga il debito l'UE apre l'infrazione e dopo 1 anno quel miliardo di debiti torna indietro e li poi che si fa?In piu la CAI prende AP ma prende solo il buono, cioè gli a/m e gli slot (sperando in una sospensione dell'autority riguardo alla norma sulla concorrenza perchè se no ne avrebbero troppi) ma il debito di AP, se nn sbaglio 450 milioni di euro, chi lo paga?Lo Stato appunto.
Sicuramente qualcuno è piu informato di me per cui sono curioso di essere corretto, fatto sta che questi coraggiosi e soprattutto emergenti imprenditori (colaninno, tronchetti, ecc , sono sempre gli stessi) sono interessati solo fare qst favore a Silvio (non ci è dato sapere per cosa in cambio) a non perder soldi, anzi magari farne un po, e poi scappare il prima possibile..Può una compagnia sopravvirere con questi presupposti?Io dico di no...
Non so se qualcuno farà mai i conti veri, ma il paradosso di Alitalia è che è una società che ha distrutto capitale a causa delle perdite dovute a successivi management di cattiva qualità, ma che non sta poi tanto male sul piano patrimoniale. Ad esempio ha un buon patrimonio immobiliare, incluse aree che diventeranno strategiche se Fiumicino vorrà espandersi, come pare (e se i lavori andranno al gruppo Benetton almeno uno dei coraggiosi si è capito perché partecipa). Poi ha pezzi di flotta che tanto vecchi non sono. Poi ha gli slot di cui nessuno parla, ma che negli aeroporti affollati quando si comprano o vendono valgono un casino.
E poi c'è un aspetto che nessun piano Fenice, Air France, vattelapesca, ha mai contemplato, e che mi fa pensare che l'economia sia governata da leggi scritte da delinquenti. Il vero patrimonio di Alitalia è fatto da ingente numero di persone che sanno fare il loro lavoro, dai piloti al personale della manutenzione, dagli equipaggi al personale a terra che ha imparato come si rabboniscono i viaggiatori isterici. Queste sono persone che hanno acquisito conoscenze ed esperienze perché l'azienda ha investito su di loro; cacchio, un comandante mica lo si trova gratis o in saldo dal tabaccaio. Perché l'Alitalia, o la bad company che ci sarà, non deve far pagare questo investimento sugli uomini a chiunque voglia subentrare? Perché la newco deve prendersi chi vuole, tu sì, tu no, senza cacciare un cent per tutte le conoscenze consolidate che va ad acquisire? Perché l'enorme investimento costituito da un comandante con qualche migliaio di ore alle spalle non compare in nessun bilancio, mentre ci sono le scrivanie, i bulloni dei motori, la carta igienica?
C'è poi un altro aspetto, che mi fa pensare che tutto il piano non stia in piedi da nessuna parte. I nuovi arrivati prevedono di far lavorare di più meno gente, ad esempio aumentando le ore volate dagli equipaggi. Al mio paese questo si chiama aumento di produttività pro capite, e in parte va all'azienda, come ritorno sull'investimento effettuato, e in parte ai dipendenti, sotto forma di aumenti salariali. È da mesi che tutti diciamo che il problema dell'Italia è che la produttività delle imprese è stagnante, il che non genera aumenti, il che tiene basso il tenore di vita della popolazione, il che ingenera stagnazione (i soldi che non ci sono non si possono spendere). Invece la nuova società, per perdere soldi nel 2009, un po' di meno nel 2010 e guadagnare qualcosa nel 2011 (questa l'aveva già raccontata Cimoli) prevede di aumentare la produttività e contemporaneamente di diminuire il costo unitario del lavoro. Se poi andiamo a leggere il piano, si capisce perché: prevede di volare un casino sul breve e medio raggio, dove pochi guadagnano, e il meno possibile sul lungo raggio, dove c'è ancora un po' di sugo da raccogliere. Il perché è lo stesso del piano Prato/AirFrance: il lungo raggio lo lasciamo al socio straniero (sia LH o AF) che speriamo si prenda in carico il prima possibile l'intera patata bollente. Francamente mi pare una progetto sinistro, e mi chiedo a questo punto se non sarebbe stato meglio, in prospettiva anche per i dipendenti, oltre che per i contribuenti, chiudere Alitalia con una procedura di liquidazione e far nascere una nuova società (meglio ancora due, una con base di armamento a Fiumicino, una a Malpensa).

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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da madeline » 29 agosto 2008, 7:33

una cosa positiva della nuova AZ è che si abbandona il concetto di HUB una cosa negativa è che andrà in diretta concorrenza con le low cost sulla tratte a medio raggio e lì la moneta si fa sentire, un ultima cosa fonte:
Ilmessaggero.it

Fiumicino ridimensionato: da 120 destinazioni a 44

ROMA (28 agosto) - Sostanzioso gioco al ribasso per lo scalo di Fiumicino. Dopo aver beneficiato, appena pochi mesi fa, del taglio dei voli attivi su Malpensa, riversati in gran parte a Roma, con la nascita della nuova Alitalia l'aeroporto Leonardo Da Vinci vedrà ridotto il numero complessivo di voli AZ e AP in partenza e in arrivo. Considerando gli operativi sia di Alitalia che di Air one, al netto delle destinazioni che si sovrappongono (come è il caso ad esempio della Roma-Milano effettuata da entrambi i vettori), le tratte coperte dalle due compagnie in partenza da Roma sono ad oggi in tutto 120. Ma il piano Fenice prevede che le destinazioni raggiungibili dalla capitale diventino 44, praticamente quante quelle volate fino ad oggi da e per Fiumicino dalla sola Air one (45).

Va però considerato comunque che i 120 aeroporti raggiunti da Roma comprendono anche quelli dove le due compagnie arrivano grazie alle rispettive alleanze: Sky Team, con tra le altre Air France, Delta, Aeroflot e China Airlines per Alitalia, e Star Alliance nell'orbita Lufthansa-United Airlines per Air one. Ad esempio il volo Roma-Pechino che figura nelle destinazioni Alitalia è in realtà operato da China Airlines. Non tenendo conto di questi voli le destinazioni complessive scendono a circa un centinaio. Per capire quali saranno le tratte privilegiate, molto dipenderà quindi dal prossimo posizionamento internazionale e dalle alleanze che verranno siglate dalla newco.



per me è un grosso errore,
un ultima cosa ho letto che nelle bad compagnu rimarrà il servizio manuntezione pesante, e mi domandavo a chi venisse affidato questo.grazie

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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da 1stAirbus » 29 agosto 2008, 7:59

air.surfer ha scritto:
Fabio27 ha scritto:Libidine libidine. A Linate solo il Milano-Roma. Così i milanesi impareranno cosa vuol dire avere a che fare con Malpensa.
Aia.... su questo tuo post prevedo tempesta.
:roll:
Forse hai ragione, ma come si fa a non quotare???
Non so se qualcuno farà mai i conti veri, ma il paradosso di Alitalia è che è una società che ha distrutto capitale a causa delle perdite dovute a successivi management di cattiva qualità, ma che non sta poi tanto male sul piano patrimoniale. Ad esempio ha un buon patrimonio immobiliare, incluse aree che diventeranno strategiche se Fiumicino vorrà espandersi, come pare (e se i lavori andranno al gruppo Benetton almeno uno dei coraggiosi si è capito perché partecipa). Poi ha pezzi di flotta che tanto vecchi non sono. Poi ha gli slot di cui nessuno parla, ma che negli aeroporti affollati quando si comprano o vendono valgono un casino.
Questo lo quoto di qua a Saturno!

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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da Cicciopasticcio » 29 agosto 2008, 8:12

Non vorrei andare OT ma da Milanese trapiantato nel Varesotto, non mi sono fatto mai fatto grossi problemi ad andare a MXP...quando ero a Milano e a maggior ragione da quando sto in provincia di Varese...MXP Express, macchina o pullmann dalla Stazione centrale; rispettivi costi: Treno: A/R €. 18, macchina: Benzina ed eventuale parcheggio, pullmann €. 6,5 a tratta...tempistica circa 30/40 minuti (e arrivo comunque in centro città)...non credo sia poi tanto male rispetto a Fiumicino o ad altri APT più blasonati (vedi LHR o LGW)...certo, si potrebbe fare di meglio...ma tutto sommato mi accontento...fine OT...
Per tornare in tema: spero ci rimettano meno persone possibili...spero anche che la nuova compagnia, con tutti questi magheggi, non ci rimetta in immagine (che è già abbastanza compromessa...)...
Rispondo a chi chiedeva chi si occuperà della manutenzione pesante, è ovvio: il famoso partner internazionale...AF o LH...
Saluti!
Marco

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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da charlieuniform » 29 agosto 2008, 8:21

Scusate, una domanda idiota.

Tecnicamente cosa impediva di vendere (svendere?) Alitalia ai francesi e poi ripartire con una nuova compagnia di bandiera da zero?

I vari Colaninno e Co. non potevano investire questi soldi in una nuova compagnia di bandiera piuttosto che rilevare la parte buona di Alitalia lasciando enormi debiti agli Italiani?

Mica è una squadra di calcio che deve rimanere legata alla sua storia sportiva per avere un valore (vedi Fiorentina).

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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da i_disa » 29 agosto 2008, 8:52

Alitalia, resta solo la bandiera
da repubblica.it

IL povero Ludwig Erhardt si starà rivoltando nella tomba. Se il sedicente "salvataggio" di Alitalia è davvero il primo esperimento di "economia sociale di mercato" che la premiata ditta Berlusconi-Tremonti azzarda nel nostro Paese, allora c'è davvero da dormire preoccupati. Il Cavaliere non mente, quando dice "abbiamo salvaguardato l'italianità della compagnia aerea".

Ma purtroppo, per simulare la strenua difesa di un presunto "interesse nazionale", il governo ha compiuto un vero e proprio "suicidio industriale". Il nuovo piano messo a punto da Banca Intesa e avviato dai provvedimenti varati ieri dal Consiglio dei ministri non serve a salvare il futuro di Alitalia, ma è utile solo a salvare la faccia al leader di Forza Italia.

Ancora una volta (e come nella migliore tradizione, dai tempi di Nordio e Andreotti in poi) quello che accade alla nostra compagnia aerea non ha niente a che spartire con la logica economica, ma ha tutto a che vedere con la logica politica. Berlusconi in campagna elettorale aveva giocato tutta la sua credibilità sul caso Alitalia, usando il possibile accordo con Air France come una clava per bastonare Prodi, noto affamatore di popoli e famigerato svenditore di gioielli (dalla Sme alla Stet).

Dopo aver scientificamente fatto fallire l'operazione con i francesi, con il colpevole contributo di un sindacato miope e irresponsabile, il premier neo-eletto non poteva fallire a sua volta, esponendosi alla gogna popolare. Serviva, anche su Alitalia, un'operazione di facciata, improntata allo stesso decisionismo con il quale è stata "risolta" l'altra tragedia nazionale, quella dei rifiuti di Napoli. Un'operazione di patente torsione giuridica, che realizzasse comunque un'apparente innovazione pratica.

Sulla mondezza campana, per toglierla dalla strada e nasconderla sotto il tappeto, si trasformano ope legis tutte le discariche in terreni militari, sottraendone la giurisdizione alla magistratura ordinaria. Sulla compagnia aerea, per evitare la bancarotta congiunta di Alitalia e Air One, si alterano ope legis le norme sulla concorrenza, sottraendo la valutazione sulle deroghe temporali dei regimi semi-monopolistici all'autorità Antitrust.

Poco importa che non si sia affatto risolto il ciclo perverso dei rifiuti. Poco importa che non si sia affatto sciolto il nodo del posizionamento italiano nel grande network del trasporto aereo globale. Quello che importa è che il premier possa accreditarsi ancora una volta, agli occhi dell'opinione pubblica, come il Grande Facilitatore. Quello che, come ha detto il ministro del Tesoro, aveva ereditato due disastri, e in due mesi ha fatto il miracolo di risolverli entrambi. La verità è un'altra, ed è molto più amara. In un Paese normale, un premier così non sarebbe sicuramente acclamato dalle folle come il salvatore della patria, ma probabilmente verrebbe inquisito dalla Corte dei conti per danno erariale.

Quella scelta su Alitalia non è una soluzione. È solo un imbroglio, come ha scritto Eugenio Scalfari, che finirà per penalizzare tutti: i dipendenti, gli utenti e i risparmiatori. Lo dicono i numeri, nudi e crudi, non la trita demagogia anti-berlusconiana. Secondo il piano Air France, il salvataggio di Alitalia sarebbe passato attraverso la difesa dell'unitarietà del gruppo, del suo marchio e dei suoi asset (a parte il cargo). Gli esuberi diretti sarebbero stati 2.150, la flotta si sarebbe ridotta da 174 a 137 aerei, ma con un evidente rafforzamento delle grandi destinazioni e delle rotte a medio e lungo raggio (24 destinazioni nazionali, 45 internazionali e 14 intercontinentali). Si sarebbe potenziato Fiumicino come grande hub tra Europa e Mediterraneo, e si sarebbe incentivata la "riorganizzazione di Malpensa come importante gateway" del Nord Italia. Air France avrebbe investito 850 milioni di euro entro il 2010, e soprattutto, per comprare Alitalia, avrebbe messo sul piatto 1,7 miliardi di euro, tra la doppia Opa su azioni e obbligazioni (a tutela quindi di tutti i risparmiatori) e il successivo aumento di capitale.

Questo è il lucro cessante, imputabile al veto berlusconiano ai francesi. Ma c'è un danno emergente, che si può ugualmente imputare al premier in virtù della geniale "Fenice" che ha cavalcato insieme all'advisor. Con il nuovo piano, il gruppo viene scisso in "best" e "bad" company: un controsenso industriale rispetto a quello che vanno facendo i grandi vettori mondiali, che contano proprio sulla dimensione e sull'integrazione per reggere la competizione globale, e un corto circuito gestionale perché sarà difficile stabilire quali sono gli asset buoni e quali quelli cattivi senza impoverire drasticamente l'assetto del gruppo.

Le rotte internazionali vengono ridimensionate, e si salvano solo quelle a breve-medio raggio. E soprattutto si eliminano gli "hub", con il seguente, felice paradosso: non si riqualifica Malpensa (tra lo scorno e il disdoro di Formigoni e Moratti) e per di più si squalifica Fiumicino (con l'ira funesta di Alemanno e Zingaretti).

Gli esuberi diventano 6 mila, e non si capisce dove andranno a finire, se non in qualche carrozzone del parastato. E poi il capolavoro finale: i sedici "capitani coraggiosi", tutti "partner naturali" del governo obbligati a versare l'obolo per Berlusconi come l'oro per Mussolini, sganciano due soldi (in qualche caso magari finanziati dallo stesso circuito bancario che ha organizzato il salvataggio) lucrando in cambio prebende di vario genere, legate ai loro core business, dalle concessioni pubbliche autostradali (vedi Benetton e Gavio) alle commesse pubbliche infrastrutturali (vedi Ligresti, Tronchetti, Caltagirone).

E gli azionisti, e soprattutto gli obbligazionisti della compagnia? Saranno tutelati, promette Tremonti, perché "il risparmio è sacro". Da profani, vorremmo capire come si articolerà questa tutela. Al momento non se ne sa nulla.

Cosa resta, alla fine del giro? Una piccola Alitalia, drasticamente ridimensionata nelle ambizioni industriali e nelle relazioni internazionali. È vero, la cloche resta in mano al governo italiano, e i francesi potrebbero rientrare con una quota di minoranza. Ma forse è proprio questo il problema: l'Italietta si tiene la sua Alitalietta. Detto altrimenti: resta la bandiera, ma della compagnia rimane poco. Ora i sindacati hanno poco da protestare: hanno avuto quello che si meritano. E le opposizioni non hanno granché da criticare: hanno pagato i loro demeriti.

E oggi il Pd, nonostante le assennate parole di Veltroni e Bersani, è sostanzialmente privo di voce perché politicamente privo di identità: il suo ministro ombra delle Attività Produttive, il giovane Matteo Colaninno, dovrebbe attaccare il pasticcio Alitalia ma non può farlo perché porta lo stesso cognome del presidente in pectore della "Nuova Alitalia", il padre Roberto Colaninno.

Chi paga, per questa magnifica "bicamerale dei cieli" (come l'ha definita Europa) tentata grazie alla banca più vicina al centrosinistra e alla nomina di un commissario ex-ulivista? Lo Stato, che non incasserà nulla dall'operazione ma si accollerà gli oneri sociali per la gestione degli esuberi. L'operazione "non pesa sui cittadini", assicura il Cavaliere. Ha ragione, ancora una volta: non pesa, li schianta. Guardavamo a questo centrodestra di "nuovo conio", uscito straordinariamente forte e volitivo dalle urne del 13 aprile, come a una squadra di chiara marca conservatrice e liberista. E invece sembrano usciti dal solito, vecchio album di famiglia delle PpSs della Prima Repubblica. Gli eredi, malriusciti, dell'Efim e della Gepi.
(29 agosto 2008)

"Non ci regalano Alitalia. un dovere accettare questa sfida"
da repubblica.it

"COME sto? Glielo dico subito. Sto studiando le carte giorno e notte e l'ultima cosa che vorrei fare è mettermi a chiacchierare perché qui prima di pensare a volare - in tutti i sensi - bisogna chinare la testa e lavorare sodo. Ma sento girare un po' di cose che non capisco o che magari capisco anche, ma che non mi convincono. E allora, se vuole, le spiego perché sto allacciando le cinture e mi imbarco con l'Alitalia".

Roberto Colaninno è il numero uno della cordata che prenderà in mano ciò che resta di Alitalia e appoggiandosi ad un grande vettore europeo (Air France o Lufthansa), la traghetterà in una nuova compagnia aerea libera dai debiti e dagli esuberi, scaricati sullo Stato e sul contribuente. Un'operazione che molti giudicano spericolata dal punto di vista finanziario, spregiudicata davanti alle norme europee e anche semplicemente alle regole capitalistiche di mercato: voluta e benedetta da Berlusconi, che ha chiuso la porta in faccia all'ipotesi di acquisto da parte di Air France, parlando di "svendita" e "colonizzazione". Che ci fa qui Colaninno, che vota a sinistra e crede nel mercato, al punto da scalare un gigante come Telecom fino alla vetta, risanare Piaggio quand'era in mezzo ai guai, puntare addirittura alla Fiat quando tutti la davano per fallita? Si è convertito anche lui, non dal punto di vista politico ma da quello capitalistico, passando dal mercato libero e selvaggio al recinto protetto e garantito del potere berlusconiano? Ecco le sue risposte.

Dunque, Colaninno, che ci fa lei sull'aereo Alitalia? Un'operazione di potere?
"Mi dica lei: davanti a una sfida imprenditoriale coi controfiocchi, dovevo starmene a casa solo perché l'ha proposta Berlusconi e io non la penso come lui? E poi? La sera andiamo tutti insieme al bar, sospiriamo, lanciamo qualche maledizione per la sorte del Paese, e ce ne torniamo a casa, senza fare niente? Mani pulite, ma immobili, anzi inutili. E io dovrei fare l'imprenditore in questo modo, in pratica autosospendendomi? Grazie, ma questo ragionamento non mi convince, e non ci sto".

E qual è invece il ragionamento che l'ha convinta a muoversi?
"Provo a dirlo in modo semplice: la responsabilità. Se fai l'imprenditore, una sfida come questa ti chiama, come un dovere. La proposta è di Berlusconi? Ma lui è il capo del governo, e al governo l'hanno mandato gli italiani. Delle due l'una: o vado via da questo Paese, o ci rimango e provo a fare la mia parte, quel che so fare e che mi piace anche. Naturalmente la responsabilità non si ferma qui, ma mi impone di fare le cose secondo la mia etica e i miei ideali. Ha capito? Miei, non di altri. Vorrei essere giudicato su questo, anche negli errori che farò. Non lo so, magari mi sbaglio, ma sono convinto che se tutti ragionassimo così il Paese si tirerebbe fuori dai pasticci".

E perché la responsabilità dell'imprenditore scatta proprio per Alitalia?
"Perché si chiama come il mio Paese, è un servizio pubblico, ha ventimila dipendenti, è una rete della modernità. Santo Dio, è una partita che non possiamo permetterci di perdere, tutti insieme".

Ma è una partita che si gioca con strane regole costruite su misura per voi, non le pare?
"Senta, spero che a nessuno venga in mente che qui ci stanno regalando qualcosa, prima di tutto perché nessuno mi ha mai regalato niente, e poi perché il rischio è grosso così...".

Ma lei può dimenticare che c'era un'altra opzione in campo, quella di Air France, con costi minori per il contribuente e più rispetto per il mercato?
"Lo so benissimo. Ma chi è stato eletto al governo ha deciso diversamente, per una sua strategia a cui certo io non ho contribuito, e che tra l'altro gli sta portando consensi. Non è affar mio il consenso, non dovrei neanche parlarne. Diciamo che ci siamo trovati con questo quadro davanti, e nient'altro. Mi capisce bene? Nient'altro. Alitalia, così com'è, non se la compra nessuno".

Attento, perché così lei sembra dar ragione a quelli che parlano del vostro piano come di una "bufala". Cosa risponde?
"Ho detto che nessuno compra Alitalia così com'è. E ho detto la verità. Ma a certe condizioni il signor Spinetta, che mi descrivono come un manager molto avveduto e molto capace, l'avrebbe comprata, eccome. Trovava conveniente prenderla a condizioni meno facili di quelle odierne. Allora vuol dire che la bufala fa il latte".

Ma lei, come imprenditore e come cittadino, giudica più serio il piano Spinetta o il progetto Berlusconi?
"Come imprenditore, ma anche come cittadino, rispetto il ruolo della politica, che deve definire il campo di gioco. Io posso decidere se mi conviene giocare o no, e se mi interessa. Ho detto di sì. Altrimenti, davanti ad una sfida che mi attirava, se avessi detto di no per ragioni che stanno tutte fuori dal mio mestiere mi sarei sentito un fariseo. Ma insomma, posso fare l'imprenditore come un semaforo, guardando il colore, se è rosso mi fermo e se è verde passo? No, se la cosa mi convince, appena è giallo io passo. E ripeto: ho un mio modo (una deontologia, un'etica, la chiami come vuole) di intendere l'impresa e il mio ruolo, giudicatemi da questo".

Va bene, ma la sua etica da imprenditore non ha niente da dire sul fatto che tutto il rosso di Alitalia - uomini e debiti - si scarichi sullo Stato, come ai bei tempi democristiani dell'Efim?
"Mi scusi, ma lei sa dirmi come possiamo salvare questa azienda se non si fa così? Io, con tutta la buona volontà, non sono mica mago Merlino. Qui l'azienda è cotta, non c'è più, non c'è più niente. Con il kerosene a 200 dollari a barile, come li fa volare gli aerei? Provi lei a fare un giornale senza carta e senza inchiostro. Alitalia è finita, e non è colpa mia, e per la verità nemmeno di Berlusconi o di Prodi".

Ma mi spiega perché bisogna concedere un'eccezione clamorosa a tutte le regole per voi e non per altri imprenditori e altre imprese?
"C'è un'altra strada. Dire "me ne frego". Vede, l'ho sentito dire tante volte, e solo in questo Paese, stranamente. Me ne frego che i telefoni italiani diventino spagnoli, che l'auto finisca in mani americane, che non ci sia più una compagnia di bandiera. Ma chi se ne frega, in realtà, non è capace a fare quello che dovrebbe fare, è uno sconfitto. Possibile che dobbiamo sempre fare il contrario di quel che fa il mondo? Io dico, proviamoci, a ogni costo. Il caso Fiat dimostra che si può fare. E lei sa che io ne ero convinto, quando tutti, appunto, se ne fregavano".

Tra i costi, c'è lo scarico del rosso sullo Stato: perché il cittadino dovrebbe pagare?
"Perché avrebbe qualcosa che gli serve in cambio, e che serve a rendere il Paese più moderno. Una compagnia aerea efficiente, in un sistema aeroportuale funzionale, in una rete di trasporti razionale. L'Italia può forse farne a meno? E poi, il problema è riprendere Alitalia per i capelli dall'abisso, e riportarla nel mercato. Una volta arrivata lì, coi piedi all'asciutto, lavoreremo secondo le leggi di mercato, com'è evidente. Ma per arrivarci, non c'è altra strada, perché non ci sono risorse. E gli aeroplani a pedali non li hanno ancora inventati".

E lei, perché si affaccia su quell'abisso, e non si tiene stretto il successo della Piaggio?
"Perché ho ottima salute, finché Dio me la mantiene, e allora posso fare quel che mi piace, seguire la mia vocazione. In barca non vado, al casinò nemmeno. Cos'altro dovrei fare? La natura imprenditoriale, ridotta all'osso, è tutta qui: costruire qualcosa, o ricostruire qualcos'altro".

Ma quello spirito imprenditoriale non si ribella almeno un po' nel vedere che nel piano di rilancio c'è di fatto la sospensione dell'Antitrust per i voli Milano-Roma della nuova compagnia che in sostanza assorbirà AirOne con Alitalia e cioè abolirà la concorrenza?
"Antitrust vuol dire concorrenza per servizi migliori a prezzi più bassi. Ma non contiamoci balle: la concorrenza vera nei voli aerei la fai solo se hai certe dimensioni, se no scompari. Dunque, sarò sfacciato, ma le dico che non credo ad un cielo concorrenziale solcato da tante piccole compagnie, ma ad una robusta concorrenza tra pochi vettori grandi e solidi".

Ma così dicendo autorizza di fatto lo Stato a rendere la nuova Alitalia concorrenziale con la sospensione delle regole, mentre le altre compagnie hanno raggiunto la loro dimensione attraverso le regole e il mercato: non le pare un'altra anomalia pesante?
"Senta, Air France ha l'80 per cento dei voli nazionali in Francia, Lufthansa il 90 per cento in Germania, Iberia l'80 in Spagna. E quando lei atterra a Francoforte, sullo schermo le indicano tutte le coincidenze e tutte le connessioni possibili. Cioè si occupano dei passeggeri sia quando sono in volo, sia quando tornano a terra. Voglio dire che la concorrenza si fa a livello di sistema: aerei, certo, ma anche aeroporti, infrastrutture per arrivarci e per tornare a casa. Con l'alta velocità sui treni, ci accorgeremo presto che il concetto di concorrenza è un po' più largo della vecchia coppia Alitalia-AirOne".

Ma tutto questo, non poteva essere garantito quattro mesi fa (e con meno costi per lo Stato e meno anomalie per il mercato) da Air France?
"Non tocca a me rispondere. Ma lei è proprio sicuro che un campione nazionale nel sistema aereo non serva? Io le dico che se non ci fosse, il cittadino italiano non avrebbe certi servizi. Noi, con la nuova compagnia aerea nazionale, possiamo interagire con altri sistemi, e anzi possiamo diventare un soggetto di razionalizzazione di tutto l'insieme".

A che cosa sta pensando?
"Alle vere anomalie che nessuno vede, come la mappa degli aeroporti italiani. Lasci stare se sono grandi o piccoli, guardi dove sono: partendo da Ovest, ecco Cuneo, Torino, Genova, Milano, Bergamo, Vicenza, Trieste, Treviso, e dimentico sicuramente qualcosa. Sul versante tirrenico, Genova, Pisa, Roma, Napoli, Reggio, Latina, Palermo, dall'altra Linate, Bergamo, Bologna, Forlì, Pescara, Bari, Brindisi, Lecce... Come si può soddisfare un numero di aeroporti così diffusi e concentrati? E intanto io per partire da Milano quando arrivo da Mantova ci metto quattro ore, parcheggio e attesa compresi"?

E lei pensa di poter razionalizzare questa Italia del campanile aeroportuale?
"Bisogna arrivarci per forza. Per far partire un aereo, bisogna prima avere una base-clienti più larga e più costante, e bisogna rivolgersi ai gestori degli aeroporti, delle autostrade, delle ferrovie per coordinare una gestione che ottimizzi il sistema. E c'è poco da fare, con un campione nazionale, è più facile fare sistema. Mi dica lei: di questo il Paese ha bisogno oppure no? Con tutto il rispetto, non è come vendere caramelle: stiamo parlando del futuro dell'Italia. E se la sfida è questa, un vero imprenditore come fa a starne fuori? E il colore politico di chi comanda, come fa a bloccarti? Sarebbe come se un avvocato non difendesse un imputato che ha idee politiche diverse dalle sue".

Ma la sfida imprenditoriale è ancora tale quando deve piegarsi al protettorato della destra su Malpensa, invece di puntare su un solo hub italiano, come avviene negli altri Paesi?
"Potrei dirle che è politico o ideologico anche chiudere Malpensa per concentrare tutto a Fiumicino. Ma in realtà le dico che è superficiale. Si faccia un'analisi geofisica del Paese, con tutte quelle montagne. Guardi le città, capirà subito che dietro Milano e Roma non c'è il bacino di Parigi o di Londra. Bisogna lavorare sui due poli, con un bacino strategico molto più largo, uno per tutto il Nord, l'altro per il Centro e il Sud".

Non dipenderà anche dall'alleato? Lei è per Air France o Lufthansa?
"Ho le mie idee, ma almeno su questo sto zitto. Stiamo trattando con entrambi, e vanno alla stessa velocità. Uno dei due ci serve, è indispensabile".

E se uno dei due dicesse vengo, ma solo per comandare?
"Non se ne parla nemmeno. Questo è chiaro a tutti".

Vuol dire che comanderà lei?
"Se comandare vuol dire guidare, sì. Guiderò io. Poi certo avrò un amministratore delegato".

Tratta lei anche con i partner stranieri?
"Non direttamente. Ma ancora una volta mi trovo a negoziare con società non italiane in condizioni di inferiorità. Siamo sempre i più piccoli, sempre svantaggiati. Questo mi fa girare le scatole. Certo, oggi siamo a zero, e sto zitto. Ma tra cinque anni non sarà più così, vedrà".

Cosa glielo fa dire?
"Il mercato che abbiamo alle spalle. E' straordinario: il quarto in Europa e il settimo o ottavo nel mondo. Ecco un modello perfetto per chiudere il nostro discorso: quel mercato, unito alla nostra vocazione imprenditoriale, spiega la sfida capitalistica moderna più di tante parole".

C'è ancora una cosa da spiegare: quella vocazione imprenditoriale, non è in contraddizione aperta con l'idea di scaricare gli esuberi alle Poste?
"E va bene, se vuole proprio saperlo dentro di me la contraddizione la sento. E non mi piace. Ma mi dica lei, è sicuro che saremmo tutti più tranquilli e contenti se in Italia ci fossero cinquemila disoccupati? Potremmo farci carico a cuor leggero della loro frustrazione? O siamo davvero tutti pronti a pagare più tasse per mantenerli? Se il sistema non soddisfa in termini economici questa richiesta di lavoro, cosa diciamo? Dovete morire di fame"?

Ma non le viene in mente che a queste condizioni d'eccezione tutti sarebbero capaci di vincere la sfida?
"E che lo facciano allora, che vengano. Non è che qui ci sia una cosca che si divide protezioni e benefici. Diciamola tutta una buona volta: non ho avuto benefici nemmeno a Telecom, non ho partecipato alle privatizzazioni, ho fatto un'opa pagando le azioni alle vedove irlandesi e ai professori dei fondi di Los Angeles. E non ho pagato tangenti, lo ripeterò fino alla morte. Come qua: nessun privilegio, solo responsabilità".

Con l'utile garantito della vendita tra qualche anno dell'azienda risanata, utile per voi privati, debiti per lo Stato: non è un privilegio?
"Dello Stato abbiamo già parlato. Quanto ai privati, che vendano secondo convenienza fa parte della logica di mercato. Non sfruttiamo il pubblico, cogliamo un'opportunità di mercato, ma attenzione: il risultato sarà dato da quell'opportunità più le nostre capacità e il nostro impegno. Colgo una sfida, mi metto in gioco, seguo la mia etica e pago le tasse. Se a un certo punto vendo perché mi conviene, mi dica, perché no"?

E cosa risponde a chi dice che Berlusconi ha convertito Colaninno?
"Che non è vero. Resto delle mie idee, mi riconosco nella sinistra riformista. Ma so separare il cittadino che giudica e l'imprenditore che agisce. Li ricongiungo nell'etica della responsabilità e dormo tranquillo".

Un'ultima domanda: cosa le ha detto dell'operazione Alitalia suo figlio Matteo, ministro ombra dell'Industria del Pd, che sta all'opposizione di Berlusconi?
"Lui critica le idee di Berlusconi, e io lo rispetto. Lui rispetta me come imprenditore. Andiamo avanti così, e ci vogliamo bene".
(29 agosto 2008)
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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da fastfreddy » 29 agosto 2008, 9:01

=Casio= ha scritto:Può una compagnia sopravvirere con questi presupposti? Io dico di no...
...guarda, ormai credo sia chiaro a tutti (anche ai non addetti come me) che la situazione dell'azienda era ampiamente compromessa già tempo fa...prima di questo piano, prima del piano del Governo Prodi...facendo un paragone direi che da diverso tempo ormai la compagnia di bandiera é come un aereo che ha già staccato dalla pista ma con un motore in failure e l'altro a mezzo servizio: adesso bisogna solo cercare di fargli fare un atterraggio di emergenza salvando il salvabile (negli ultimi 2 anni circa, nonostante suonassero tutti gli allarmi del caso, nessuno si é preso la briga di arrestare la corsa...i piloti sono stati degli sciagurati - gli amministratori - , il peso al decollo é stato calcolato male - i sindacati - , gli spotters a terra non credono ai loro occhi e subiscono passivamente la scena - gli italiani - , i passeggeri sono quelli che ci rimetteranno più di tutti - i dipendenti - mentre la proprietà - la politica - se ne stava tranquillamente al mare, come la solito).

Ormai, benché sia io il primo scettico, bisogna prendere quel che viene sperando che si faccia male meno gente possibile...l'esito dell'atterraggio non lo conosce nessuno ma di certo, qualsiasi cosa accada, non sarà indolore.

(AF e i nuovi soci sono gli sciacalli, pronti a raccogliere i cocci...solo quelli riutilizzabili beninteso :( visto che nessuno ha voglia di recitare il ruolo dei VVF prestando i soccorsi del caso)

IMHO

NB ...e vengo alla tua domanda: faccio presente a chi non lo sapesse che tutta la vicenda é praticamente sovrapponibile a quanto già accaduto all'Alfa Romeo, azienda di Stato portata praticamente sull'orlo del fallimento prima di essere "svenduta" a Fiat...certo, oggi esiste ancora, ma é un nanetto messo a confronto con chi una volta non sapeva nemmeno da che parte girarsi per costruire macchine come le Alfa...e il suo futuro é perennemente in bilico da ormai 22 anni...

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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da bomber78 » 29 agosto 2008, 9:54

charlieuniform ha scritto:Scusate, una domanda idiota.

Tecnicamente cosa impediva di vendere (svendere?) Alitalia ai francesi e poi ripartire con una nuova compagnia di bandiera da zero?
air france non voleva solo alitalia, ma anche i diritti di traffico, in pratica tappava le ali a chiunque voleva entrare a prendere il suo posto

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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da Maxlanz » 29 agosto 2008, 10:05

airbusfamilydriver ha scritto: quei molti che credevano il contrario avranno avuto una bella sopresa a leggere il nome AIR FRANCE nelle ultime ore,e se AF entra nel capitale...
Mutatis mutandis ci può anche stare, ma non diamo nulla per scontato.
airbusfamilydriver ha scritto: un mxp bloccato a 10 intercont max,con linate chiuso
Secondo me questi sono sogni. :wink:

Ciao
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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da Maximilian91 » 29 agosto 2008, 10:22

i_disa ha scritto:Alitalia, resta solo la bandiera
da repubblica.it


E oggi il Pd, nonostante le assennate parole di Veltroni e Bersani, è sostanzialmente privo di voce perché politicamente privo di identità: il suo ministro ombra delle Attività Produttive, il giovane Matteo Colaninno, dovrebbe attaccare il pasticcio Alitalia ma non può farlo perché porta lo stesso cognome del presidente in pectore della "Nuova Alitalia", il padre Roberto Colaninno.
...
Chi paga, per questa magnifica "bicamerale dei cieli" (come l'ha definita Europa) tentata grazie alla banca più vicina al centrosinistra e alla nomina di un commissario ex-ulivista? Lo Stato, che non incasserà nulla dall'operazione ma si accollerà gli oneri sociali per la gestione degli esuberi. L'operazione "non pesa sui cittadini", assicura il Cavaliere. Ha ragione, ancora una volta: non pesa, li schianta. Guardavamo a questo centrodestra di "nuovo conio", uscito straordinariamente forte e volitivo dalle urne del 13 aprile, come a una squadra di chiara marca conservatrice e liberista. E invece sembrano usciti dal solito, vecchio album di famiglia delle PpSs della Prima Repubblica. Gli eredi, malriusciti, dell'Efim e della Gepi.
(29 agosto 2008)
...

"COME sto? Glielo dico subito. Sto studiando le carte giorno e notte e l'ultima cosa che vorrei fare è mettermi a chiacchierare perché qui prima di pensare a volare - in tutti i sensi - bisogna chinare la testa e lavorare sodo. Ma sento girare un po' di cose che non capisco o che magari capisco anche, ma che non mi convincono. E allora, se vuole, le spiego perché sto allacciando le cinture e mi imbarco con l'Alitalia".
...
Roberto Colaninno è il numero uno della cordata che prenderà in mano ciò che resta di Alitalia e appoggiandosi ad un grande vettore europeo (Air France o Lufthansa), la traghetterà in una nuova compagnia aerea libera dai debiti e dagli esuberi, scaricati sullo Stato e sul contribuente. Un'operazione che molti giudicano spericolata dal punto di vista finanziario, spregiudicata davanti alle norme europee e anche semplicemente alle regole capitalistiche di mercato: voluta e benedetta da Berlusconi, che ha chiuso la porta in faccia all'ipotesi di acquisto da parte di Air France, parlando di "svendita" e "colonizzazione". Che ci fa qui Colaninno, che vota a sinistra e crede nel mercato, al punto da scalare un gigante come Telecom fino alla vetta, risanare Piaggio quand'era in mezzo ai guai, puntare addirittura alla Fiat quando tutti la davano per fallita? Si è convertito anche lui, non dal punto di vista politico ma da quello capitalistico, passando dal mercato libero e selvaggio al recinto protetto e garantito del potere berlusconiano? Ecco le sue risposte.
...
Dunque, Colaninno, che ci fa lei sull'aereo Alitalia? Un'operazione di potere?
"Mi dica lei: davanti a una sfida imprenditoriale coi controfiocchi, dovevo starmene a casa solo perché l'ha proposta Berlusconi e io non la penso come lui? E poi? La sera andiamo tutti insieme al bar, sospiriamo, lanciamo qualche maledizione per la sorte del Paese, e ce ne torniamo a casa, senza fare niente? Mani pulite, ma immobili, anzi inutili. E io dovrei fare l'imprenditore in questo modo, in pratica autosospendendomi? Grazie, ma questo ragionamento non mi convince, e non ci sto".
...
E qual è invece il ragionamento che l'ha convinta a muoversi?
"Provo a dirlo in modo semplice: la responsabilità. Se fai l'imprenditore, una sfida come questa ti chiama, come un dovere. La proposta è di Berlusconi? Ma lui è il capo del governo, e al governo l'hanno mandato gli italiani. Delle due l'una: o vado via da questo Paese, o ci rimango e provo a fare la mia parte, quel che so fare e che mi piace anche. Naturalmente la responsabilità non si ferma qui, ma mi impone di fare le cose secondo la mia etica e i miei ideali. Ha capito? Miei, non di altri. Vorrei essere giudicato su questo, anche negli errori che farò. Non lo so, magari mi sbaglio, ma sono convinto che se tutti ragionassimo così il Paese si tirerebbe fuori dai pasticci".
...
Ma lei, come imprenditore e come cittadino, giudica più serio il piano Spinetta o il progetto Berlusconi?
"Come imprenditore, ma anche come cittadino, rispetto il ruolo della politica, che deve definire il campo di gioco. Io posso decidere se mi conviene giocare o no, e se mi interessa. Ho detto di sì. Altrimenti, davanti ad una sfida che mi attirava, se avessi detto di no per ragioni che stanno tutte fuori dal mio mestiere mi sarei sentito un fariseo. Ma insomma, posso fare l'imprenditore come un semaforo, guardando il colore, se è rosso mi fermo e se è verde passo? No, se la cosa mi convince, appena è giallo io passo. E ripeto: ho un mio modo (una deontologia, un'etica, la chiami come vuole) di intendere l'impresa e il mio ruolo, giudicatemi da questo"
...
E cosa risponde a chi dice che Berlusconi ha convertito Colaninno?
"Che non è vero. Resto delle mie idee, mi riconosco nella sinistra riformista. Ma so separare il cittadino che giudica e l'imprenditore che agisce. Li ricongiungo nell'etica della responsabilità e dormo tranquillo".
...
Un'ultima domanda: cosa le ha detto dell'operazione Alitalia suo figlio Matteo, ministro ombra dell'Industria del Pd, che sta all'opposizione di Berlusconi?
"Lui critica le idee di Berlusconi, e io lo rispetto. Lui rispetta me come imprenditore. Andiamo avanti così, e ci vogliamo bene".
(29 agosto 2008)
forse adesso si capisce ancora di piu' chi non ha piu' pallida idea di cosa significa questa operazione "OLTRE-POLITICA" x Alitalia (o meglio ALI"TAGLIA"...)
Ah, gli "amici"....quando hai bisogno d'aiuto ci sono gli "amici",no?

@MaxLanza: tanto basta parlare, vero.....? :roll: :roll:

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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da Maxlanz » 29 agosto 2008, 10:29

Maximilian91 ha scritto: @MaxLanza: tanto basta parlare, vero.....? :roll: :roll:
Tu leggi male sia i nick che i contenuti dei post e poi rispondi peggio. :)

Prova con un monitor più grande :mrgreen:

Massimo

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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da airbusfamilydriver » 29 agosto 2008, 10:40

Maxlanz ha scritto:
airbusfamilydriver ha scritto: quei molti che credevano il contrario avranno avuto una bella sopresa a leggere il nome AIR FRANCE nelle ultime ore,e se AF entra nel capitale...
Mutatis mutandis ci può anche stare, ma non diamo nulla per scontato.
airbusfamilydriver ha scritto: un mxp bloccato a 10 intercont max,con linate chiuso
Secondo me questi sono sogni. :wink:

Ciao
Massimo
è quello che potrebbe interessare ad af
chi ci dice che magari af non snobbasse mxp per via di linate,e ora con linate chiusa,cominci a farci un pensierino?

sogni? io faccio il tifo per alitalia non per fco o mxp...

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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da Maxlanz » 29 agosto 2008, 10:43

airbusfamilydriver ha scritto: è quello che potrebbe interessare ad af
chi ci dice che magari af non snobbasse mxp per via di linate,e ora con linate chiusa,cominci a farci un pensierino?
In linea di pensiero certo, e giunti a questo punto niente mi meraviglierebbe, ma resto molto perplesso su questa ipotesi (chiusura LIN) anche se ho sempre concordato con quelli che lo vedevano come uno dei problemi per l'espansione di MXP.
airbusfamilydriver ha scritto: sogni? io faccio il tifo per alitalia non per fco o mxp
Voglio sperarlo. 8)

Ciao
Massimo

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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da airbusfamilydriver » 29 agosto 2008, 10:50

Il piano, il nodo della flotta e Air France

Benché parta con 650 milioni di debiti e senza contare i leasing, Cai sembra aver le gambe per camminare per qualche anno


Funzionerà la Cai-Compagnia aerea italiana, che somma la «polpa» di Alitalia e Air One? E quali saranno i benefici e i prezzi per il Paese? La cessione di Alitalia ad Air-France-Klm sarebbe costata meno ai lavoratori e alla sicurezza sociale (meno licenziamenti e minori trasferimenti esterni di attività), e anche ai soci (prendevano qualcosa invece di niente), ai detentori di obbligazioni Alitalia (che sarebbero stati rimborsati invece di diventare creditori di una società commissariata) e a banche e fornitori di merci e servizi (che ora si vedono congelare il pregresso). Ma questo maggior costo diffuso di Cai può anche essere considerato un investimento del Paese. Darà un ritorno? Intesa Sanpaolo, che dichiara crediti verso Alitalia e Air One di soli 100 milioni, poco per parlare di conflitti d'interesse, ha costruito Cai su incarico del governo. Il banchiere Corrado Passera ha impugnato le forbici. Alitalia e Air One hanno 239 aerei, molti dei quali obsoleti. Cai parte con 136 vettori, nel 2009 arriverà a 153 e nel 2013 a 158. La sola Alitalia «inglobata» in Air France ne avrebbe avuti pochi meno. E questo ci porta a dire che qui si sta salvando non solo Alitalia ma anche Carlo Toto.
La verità è che l'industria italiana del trasporto aereo ha perso tutti i treni. E' una cosa piccola. Il tricolore sventolerà, se va bene, nel cortile di casa. Né Fiumicino né Malpensa saranno mai degli hub. Di questo portano la responsabilità in molti, non gli attuali gerenti di Alitalia né l'advisor. Certo, un drastico taglio dei costi può fare molto. Il piano non precisa quali saranno i nuovi organici. Ma è probabile che i sindacati concedano alla nuova società quanto avevano negato ai francesi e anche di più. Per il 2009 si prevede una perdita di 310 milioni, che comprende 100 milioni di costi di ristrutturazione e potrebbe salire a 400 se tardasse la partnership internazionale. Nel 2010 il deficit scenderà a 57 milioni e poi si salirà verso un utile di 200 nel 2013 quando scadrà l'impegno dei soci a non vendere le azioni. I 16 azionisti di Cai, per i quali Intesa Sanpaolo nega di aver predisposto finanziamenti specifici, resteranno almeno per 5 anni. Poi è probabile che alcuni di loro vendano: i fondi di private equity, per esempio. Ma questo rientra nelle regole del gioco del capitalismo.


Benché parta con 650 milioni di debiti netti e senza contare i leasing, Cai sembra aver le gambe per camminare per qualche anno, specialmente se andrà in porto la trattativa con Air France sulle tratte intercontinentali magari suggellata dall'ingresso dei francesi in minoranza. A quel punto la stessa Mediobanca, fin qui scettica, potrebbe entrare. Ma nel medio termine? In Europa, oltre ad Alitalia, operavano 3 compagnie nazionali non globali: Austrian, Iberia e Sas. Le prime due, con conti in regola, hanno alzato bandiera bianca. Austrian sta per essere acquisita da Lufthansa e Iberia si sta fondendo con British Airways. Sas ha rinunciato all'intercontinentale. Il problema della scala di attività gioca contro Cai. Ed è una questione seria. Roberto Colaninno, il leader di Cai, conta sul fatto che il mercato italiano è l'ottavo del mondo. E che, tornando con Air One a una quota del 55% reale, i prezzi medi interni potranno essere aumentati con scarso entusiasmo per i clienti. Il piano dice dello 0,8% all'anno al netto dell'inflazione stimata ottimisticamente all'1,5%. Basterà ad evitare che al dunque, e dopo aver speso di più, tutto finisca comunque ad Air France?
Massimo Mucchetti
29 agosto 2008

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il messaggero riporta invece che la settimana prossima ci sarà un nuovo incontro a parigi tra la cordata per tramite di miccichè e air france

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Re: Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da =Casio= » 29 agosto 2008, 10:51

fastfreddy ha scritto:
=Casio= ha scritto:Può una compagnia sopravvirere con questi presupposti? Io dico di no...
...guarda, ormai credo sia chiaro a tutti (anche ai non addetti come me) che la situazione dell'azienda era ampiamente compromessa già tempo fa...prima di questo piano, prima del piano del Governo Prodi...facendo un paragone direi che da diverso tempo ormai la compagnia di bandiera é come un aereo che ha già staccato dalla pista ma con un motore in failure e l'altro a mezzo servizio: adesso bisogna solo cercare di fargli fare un atterraggio di emergenza salvando il salvabile (negli ultimi 2 anni circa, nonostante suonassero tutti gli allarmi del caso, nessuno si é preso la briga di arrestare la corsa...i piloti sono stati degli sciagurati - gli amministratori - , il peso al decollo é stato calcolato male - i sindacati - , gli spotters a terra non credono ai loro occhi e subiscono passivamente la scena - gli italiani - , i passeggeri sono quelli che ci rimetteranno più di tutti - i dipendenti - mentre la proprietà - la politica - se ne stava tranquillamente al mare, come la solito).

Ormai, benché sia io il primo scettico, bisogna prendere quel che viene sperando che si faccia male meno gente possibile...l'esito dell'atterraggio non lo conosce nessuno ma di certo, qualsiasi cosa accada, non sarà indolore.

(AF e i nuovi soci sono gli sciacalli, pronti a raccogliere i cocci...solo quelli riutilizzabili beninteso :( visto che nessuno ha voglia di recitare il ruolo dei VVF prestando i soccorsi del caso)

IMHO

NB ...e vengo alla tua domanda: faccio presente a chi non lo sapesse che tutta la vicenda é praticamente sovrapponibile a quanto già accaduto all'Alfa Romeo, azienda di Stato portata praticamente sull'orlo del fallimento prima di essere "svenduta" a Fiat...certo, oggi esiste ancora, ma é un nanetto messo a confronto con chi una volta non sapeva nemmeno da che parte girarsi per costruire macchine come le Alfa...e il suo futuro é perennemente in bilico da ormai 22 anni...
E' si purtroppo spaventosa la somiglianza con l'Alfa Romeo; nel mio post parlando di un'eventuale infrazione aperta dalla UE mi riferivo proprio a ciò che è successo con l'Alfa 20 anni fa, qnd l'I.R.I. se nn sbaglio tentò di salvarla mettendo i soldi del debito, il risultato è che quei soldi tornarono indietro dopo un anno (quando Alfa entrò nel gruppo Fiat) e quindi quel debito se l'è preso la Fiat.
Sono d'accordo sul fatto che vada salvato il salvabile e che va preso quel che viene e al volo (infatti ormai il piano c'è e così andrà) però a questo punto mi chiedo se nn fosse stato meglio vendere subito AZ ad AF coi debiti e non tentare di risanarla e poi venderle la parte buona tenendosi in Italia quella col debito..Uno può dire che almeno cosi non diventa un vettore regionale, ma questo non lo sappiamo perchè se AF la compra credo voglia attuare il piano che si era prefissata, FCO terzo hub del gruppo con destinazioni ancora da valutare.

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