Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Area dedicata alla discussione sulle compagnie aeree. Si parla di Alitalia, Air One, Air Dolomiti, Meridiana e tutte le altre compagnie aeree italiane e straniere

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air.surfer
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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da air.surfer » 15 ottobre 2011, 22:34

pasubio ha scritto: il che, se capisco ancora qualcosa, significa che la "riqualificazione" (parola orribile, specie se rivolta a personale già altamente qualificato) sarà a spese di un fondo alimentato da finanziamenti pubblici. Evviva l'efficienza del privato
Il fondo speciale è alimentato dai famosi 3 euro a passeggero in partenza dal suolo italiano con ogni compagnia.
Pero' io mi chiedo, quanto costa un passaggio macchina all'alitalia?
Moltiplicato per 237, si arriva ai 5,45 mln di euro?

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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da tommy92 » 16 ottobre 2011, 1:18

pasubio ha scritto: Ah, si? C'è (se c'è) un risultato trimestrale positivo (uno) su almeno 10 negativi, e sulla base di questo fai investimenti?
Di male in peggio....
Mi auguro che le faccine abbiano il senso dello sberleffo
Il tuo è un discorso che non fa una piega,ma son sicuro che anche te sai bene che di risultati trimestrali positivi ne hanno fatto più di uno,non diciamo falsità!
Resta il fatto che piuttosto di pagare la cassa integrazione a 250 piloti,preferisco pagargli il reintegro e vederli pilotare un aereo

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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da sigmet » 16 ottobre 2011, 1:50

Hanno solo messo un po di numeri a casaccio.
I piloti che hanno già' raggiunto i requisiti per la pensione sono ad oggi 192.
Non mi risulta che i piloti che si sono ricollocati siano 208.Alla fine i piloti esclusi sarebbero circa 350 e non 150 come dicono.
Peccato poi che CAI abbia chiesto altre 200 CIGS per i piloti già' assunti (oltre ad altre 600 per personale non di volo).
CAI in compenso farà' pagare i passaggi macchina al Fondo (che e' un altra truffa poiché' i soldi che escono da una parte rientrano da un altra) e tra un po sono attesi i dipendenti di Meridianafly.
E' solo l'ennesimo magheggio cui ormai in pochi sono disposti a credere...
Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.

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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da air.surfer » 16 ottobre 2011, 13:21

tommy92 ha scritto: Resta il fatto che piuttosto di pagare la cassa integrazione a 250 piloti,preferisco pagargli il reintegro e vederli pilotare un aereo
Non é come pensi tu.

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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da worf359 » 16 ottobre 2011, 14:32

Senza contare chè è stato omesso un piccolo particolare i piloti richiamati,vengono assunti non con il contratto Cai ma quello City Liner,decisamente inferiore a quello in questi mesi hanno fatto un Job posting interno trà i Fo,per comandanti in City-liner quasi nessuno ha risposto per via di quel piccolo particolare ecco perchè ne hanno richiamati così tanti e quelli richiamati si trovano costretti ad accettere pena la perdita dell'ammortizzatore della Cigs.

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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da tommy92 » 16 ottobre 2011, 17:00

air.surfer ha scritto:
tommy92 ha scritto: Resta il fatto che piuttosto di pagare la cassa integrazione a 250 piloti,preferisco pagargli il reintegro e vederli pilotare un aereo
Non é come pensi tu.
Dove sbaglio?

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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da Burb » 16 ottobre 2011, 21:03

In Alitalia la cassa integrazione
è un benefit. Che paghiamo noi


Nell’ex compagnia di bandiera i dipendenti, sia quelli che lavorano a terra sia quelli che prestano servizio sugli aerei, fanno la fila per andare in cassa. Rispetto a 700 'posti disponibili' su base volontaria, si sono fiondati in 900. Un successone alla rovescia
Se qualcuno si era illuso che l’Alitalia dei «patrioti berlusconiani» avrebbe volato davvero in alto, deve ricredersi in fretta. La notizia che nell’ex compagnia di bandiera i dipendenti, sia quelli che lavorano a terra sia quelli che prestano servizio sugli aerei, fanno la fila per andare in cassa integrazione gela qualsiasi entusiasmo. Avete letto bene: non si nascondono sperando di passare inosservati per risparmiarsi la cassa e conservare il lavoro. No: rispetto a 700 «posti disponibili» di cassa su base volontaria, si sono fiondati in 900 su quella che evidentemente considerano un’opportunità.

Le fonti ufficiali Alitalia ci tengono a precisare che le richieste effettive sarebbero 800 o poco più. Ma non cambia molto, la sostanza è che siamo in presenza di un successone alla rovescia. In tempi recenti non si era mai visto che i dipendenti di un’azienda sgomitassero per lasciare il lavoro preferendo mettersi al riparo della cassa integrazione. La faccenda è ancora più sorprendente se si pensa che tra gli aspiranti cassintegrati probabilmente ci sono molti che durante i mesi caldi dell’Alitalia nell’estate del 2008 si batterono a spada tratta per non perdere il posto.

Insomma, come un tempo si diceva che il voto più duro contro la politica dei governi era quello espresso con le gambe dagli emigranti che non trovando lavoro preparavano la valigia e varcavano la frontiera, così oggi i dipendenti dell’Alitalia mandano indirettamente un segnale di sfiducia per le sorti dell’azienda preferendo la cassa integrazione al proseguimento di un’attività lavorativa ritenuta incerta. A differenza degli emigranti che mettevano in gioco tutto, dalla famiglia al futuro, i dipendenti Alitalia per loro fortuna rischiano molto meno.

La cassa integrazione che li riguarda è una supercassa a zero ore, cioè consente loro di restare a casa anche per periodi lunghi, da un anno a 4 anni, ed è anche «molto generosa», come riconoscono i portavoce della compagnia, arrivando a coprire in media l’80 per cento della retribuzione originaria. Fu introdotta prima con un decreto apposito varato dal governo Berlusconi subito dopo le elezioni vinte nella primavera del 2008 e poi applicato nel 2009 per rendere la vita facile ai «patrioti» che avevano preso il posto dello Stato alla guida della compagnia. Come spiegano all’Inps, la supercassa Alitalia è in deroga alla normativa solita, riguarda la bellezza di 6 mila persone e dura 7 anni (4 di cassa in senso stretto e 3 di mobilità) rispetto ai 2 anni previsti per le casse integrazione normali. Essendo di tipo speciale non è neppure in parte coperta dalla contribuzione aziendale, ma ricade quasi per intero sulla fiscalità generale, cioè è pagata dai cittadini con le tasse.

Fino ad allora l’Alitalia pubblica non era mai stata coperta da alcun tipo di sostegno al lavoro, cioè non esisteva la cassa integrazione. Non era mai stata prevista dal legislatore in omaggio al presupposto, poi rivelatosi abbondantemente sbagliato, che la compagnia di bandiera fosse così solida e forte che era impensabile avesse mai bisogno di uno strumento di sostegno del genere. All’inizio degli anni Duemila, quando l’Alitalia cominciò a sbandare vistosamente, molti tentativi di salvataggio e di ristrutturazione aziendale andarono a sbattere proprio contro la dura realtà dell’assenza della cassa integrazione.

Le fonti ufficiali della compagnia negano che la corsa alla cassa integrazione sia un’implicita manifestazione di sfiducia da parte dei dipendenti nei confronti del futuro dell’azienda. Sottolineano che l’Alitalia dei «patrioti» privati in tre anni è passata dal passivo al pareggio di bilancio. Anche se ovviamente omettono di ricordare che nel frattempo la ex compagnia di bandiera è diventata una cosa diversa e molto più piccola rispetto al passato avendo di fatto messo da parte ogni velleità di ruolo internazionale. E preferiscono pensare che anche questa storia della cassa integrazione possa essere inserita nel capitolo «Sfaccendati Alitalia». I dipendenti che si stanno precipitando per ottenere il contributo Inps sarebbero la zavorra, i «lavativi» figli dell’Alitalia pubblica, entrati magari per «meriti politici», gente abituata alla dolce vita aziendale e quindi oggi allergica alle regole dei nuovi proprietari. I quali, per la verità, anche loro devono ringraziare molto la politica e Berlusconi che ha steso tappeti rossi ai loro piedi scaricando il conto sulla collettività.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09 ... li/160547/

___________________________________________________________________________________________....

ALITALIA: AMMAINA-BANDIERA?

Alitalia rinnova la flotta acquistando velivoli a corto raggio. D'altra parte, le sue destinazioni intercontinentali sono ormai soltanto sedici. Due le ipotesi: la compagnia vuole fare una difficile concorrenza alle low-cost. Oppure punta a diventare sempre più un operatore regionale e aumentare così la sua complementarietà con Air France–Klm. Un vantaggio per gli azionisti in caso di cessione ai francesi. Certo, non sembra proprio che Alitalia possa tornare a essere una grande compagnia di bandiera. Nonostante le promesse e i sacrifici chiesti nel 2008.

Se mai ci fossero stati dubbi, adesso è più difficile averne. Dalle notizie di questi giorni sembra si possa evincere che Alitalia potrà o meno rimanere italiana, ma non sarà più una “compagnia di bandiera”, nel senso di una compagnia area che connette il paese che rappresenta con il mondo. Alitalia ha infatti deciso, mediante l’acquisizione in leasing di venti nuovi velivoli a corto raggio, di rinnovare la flotta concentrando la sua capacità di trasporto in questo segmento di mercato. (1) La scorsa estate le sue destinazioni complessive erano 92 su 163 rotte, con 2600 frequenze settimanali (code-sharing esclusi). Di queste, solo sedici erano le destinazioni intercontinentali, su diciotto rotte e con 112 frequenze settimanali: appena il 4,3 per cento delle frequenze totali. Tanto per fare un confronto, le destinazioni di lungo raggio di Air France-Klm, nello stesso periodo, erano 130 (il 51 per cento del totale).

DUE IPOTESI SU UNA STRATEGIA

Da queste notizie e da questi numeri si possono costruire due ipotesi interpretative della strategia di Alitalia. La prima è che si accinga a fare concorrenza alle low-cost nei collegamenti point-to-point di corto e medio raggio (essenzialmente i voli europei e verso il Nord Africa), avendo il vantaggio di atterrare in aeroporti pregiati, perché comodamente raggiungibili. Si tratta però di un’opzione di dubbia profittabilità: Alitalia rimane per struttura di costi e organizzazione una compagnia aerea tradizionale e difficilmente potrà essere in grado di competere con le tariffe delle low cost.
Altre notizie suggeriscono però una seconda ipotesi.
Di recente, Air France-Klm ha annunciato di voler acquistare venticinque Boeing 787 Dreamliners e venticinque Airbus A350, per complessivi 12 miliardi di dollari. (2) Si tratta di velivoli destinati al lungo raggio, che andranno in parte a sostituire e in parte a rinforzare la già ampia flotta del gruppo destinata ai voli intercontinentali (104 aerei su 380). Sembra così di intravedere una strategia del maggiore vettore aereo europeo volta a specializzarsi ancora di più sul long haul, che già oggi rappresenta il 65 per cento dei ricavi a fronte del 32,3 per cento dei passeggeri trasportati. Alla luce di questi fatti, è ragionevole interpretare le mosse di Alitalia come il tentativo di configurarsi sempre più come un operatore “regionale” e, quindi, di aumentare il più possibile la sua complementarietà con Air France–Klm. E far crescere di conseguenza il ricavo per i soci Cai in caso di cessione ad Air France-Klm. In questo senso si può leggere anche la sparizione, da ottobre, di quattro collegamenti Air France da Malpensa e la comparsa di quattro da Linate. Dato che gli slot a Linate non sono aumentati, questi quattro voli in più non possono che provenire da quelli di Alitalia, bloccati dalla deroga antitrust generosamente elargita dal governo nell’autunno 2008 per invogliare i “capitani coraggiosi” guidati da Colaninno, e non utilizzati. Per evitare che gli slot sbloccati finiscano a chissà chi, Air France cerca di prendere ora quello che è possibile prendere e Alitalia volentieri acconsente, rinunciando a richiedere un prolungamento della deroga, in vista di prossimi legami ancora più stringenti con la compagnia transalpina.
Certo, le nostre sono solo ipotesi di lettura delle notizie, ma ci sembra abbiano una qualche coerenza coi fatti finora noti. Se le nostre ipotesi si rivelassero corrette, qualsiasi delle due sia la strategia effettivamente perseguita da Alitalia, non sembra proprio che questa possa tornare a essere una grande compagnia di bandiera, al contrario di quanto aveva voluto far credere ai cittadini italiani l’onorevole Silvio Berlusconi nella campagna elettorale del 2008. Naturalmente, bandiera o non bandiera, ad Alitalia e ai suoi azionisti non possiamo che fare i migliori auguri di tornare a essere profittevole in breve tempo. Ma si ricordino, gli azionisti, che un po’ di sacrifici per quel tricolore sulle ali i cittadini italiani li hanno fatti, volenti o nolenti.

(1) Pietro Pallini, direttore editoriale di http://www.manualedivolo.it, ci ha fornito alcune utili notazioni nella stesura di questo articolo. La notizia sui nuovi velivoli a corto raggio si trova su http://www.ilsole24ore.com/art/economia ... fromSearch.

(2) http://mobile.bloomberg.com/news/2011-0 ... tegory=%2F; http://www.newsdaily.com/stories/tre78f ... et-orders/.

http://www.lavoce.info/articoli/-infras ... 02575.html
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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da albert » 16 ottobre 2011, 22:52

Burb ha scritto:
ALITALIA: AMMAINA-BANDIERA?
........
http://www.lavoce.info/articoli/-infras ... 02575.html
già postato.... :roll:
http://www.md80.it/bbforum/viewtopic.ph ... 60#p799440

e la mia idea resta sempre questa:
http://www.md80.it/bbforum/viewtopic.ph ... 60#p799830

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leggiamoli i messaggi presenti nei thread, prima di ripostare... :wink:
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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da pasubio » 17 ottobre 2011, 9:27

air.surfer ha scritto:
pasubio ha scritto: il che, se capisco ancora qualcosa, significa che la "riqualificazione" (parola orribile, specie se rivolta a personale già altamente qualificato) sarà a spese di un fondo alimentato da finanziamenti pubblici. Evviva l'efficienza del privato
Il fondo speciale è alimentato dai famosi 3 euro a passeggero in partenza dal suolo italiano con ogni compagnia.
Neanche un euruccio messo nel fondo da trasferimenti statali?
Mi fido della tua opinione, ma se ne avrò la possibilità , vedrò di approfondire la questione che a me suonava leggermente diversa (ma probabilmente mi sbaglio).
Resterebbe il fatto che, se l'istituzione del "fondo" fosse avvenuta con norma legislativa o regolamentare, si tratterebbe di un contributo richiesto "indiferentemente" a tutti coloro che partono dall'Italia, a vantaggio solo delle compagnie italiane. Aiutino di Stato? Boh, ci capisco poco e non mi addentro.
tommy92 ha scritto: Il tuo è un discorso che non fa una piega,ma son sicuro che anche te sai bene che di risultati trimestrali positivi ne hanno fatto più di uno,non diciamo falsità!
Hai ragione. Ma vedi, per come me lo hanno insegnato, in una azienda che produce perdite strutturali, il risultato parziale positivo deve essere inserito nel consolidato annuale, e valutato in base a questo documento.
Un trimestre positivo su tre negativi, registrato ogni esercizio finanziario, non è sintomo di avvenuto risanamento. Neanche un po'.
E mi sembra che recentemente qualcuno che detiene azioni CAI abbia provveduto ad una svalutazione del relativo fondo. Chissà perchè... :roll:

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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da sigmet » 17 ottobre 2011, 18:41

"È la Rt srl di Riccardo Toto ad essere stata scelta dal comitato di sorveglianza dell'amministrazione straordinaria nella corsa per rilevare la compagnia fallita Livingston. Per la compagnia aerea di Cardano al campo in provincia di Varese, potrebbe essere questa la soluzione per il salvataggio dopo il voto di ieri con 4 membri su 5 favorevoli. La Rt srl insieme ad AirItaly erano state le uniche due società ad avere presentato un'offerta vincolante e cauzionata per l'acquisizione. La parola finale per il trasferimento della compagnia spetta adesso al Ministero dello Sviluppo Economico, Paolo Romani dopo aver preso visione dell'istanza del commissario e del parere favorevole del comitato di sorveglianza. (Ma.Mo)"

Uno dei padroni di Alitalia CAI diventa concorrente. Questa notizia secondo me apre nuove prospettive... :roll:
Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.

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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da tommy92 » 17 ottobre 2011, 18:59

pasubio ha scritto:
tommy92 ha scritto: Il tuo è un discorso che non fa una piega,ma son sicuro che anche te sai bene che di risultati trimestrali positivi ne hanno fatto più di uno,non diciamo falsità!
Hai ragione. Ma vedi, per come me lo hanno insegnato, in una azienda che produce perdite strutturali, il risultato parziale positivo deve essere inserito nel consolidato annuale, e valutato in base a questo documento.
Un trimestre positivo su tre negativi, registrato ogni esercizio finanziario, non è sintomo di avvenuto risanamento. Neanche un po'.
E mi sembra che recentemente qualcuno che detiene azioni CAI abbia provveduto ad una svalutazione del relativo fondo. Chissà perchè... :roll:
Vero anche questo MA:il primo anno son partiti con un LF del 50% a Gennaio,io trovo già buono che abbiano fatto un trimestre positivo.Il secondo anno hanno dimezzato le perdite.Il terzo speriamo sia quello buono per il pareggio.
PS:prima che qualcuno si innervosisca,ribadisco che non voglio fare l'avvocato difensore di Sabelli e co. :D

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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da pasubio » 18 ottobre 2011, 12:51

tommy92 ha scritto: Vero anche questo MA:il primo anno son partiti con un LF del 50% a Gennaio,io trovo già buono che abbiano fatto un trimestre positivo.Il secondo anno hanno dimezzato le perdite.Il terzo speriamo sia quello buono per il pareggio.
PS:prima che qualcuno si innervosisca,ribadisco che non voglio fare l'avvocato difensore di Sabelli e co. :D
Ciao tommy92. Anch'io voglio precisare che non ho nulla contro CAI e che, anzi , la utilizzo sempre per i miei spostamenti (quando la tratta è servita... :mrgreen: )
Però, purtroppo, ritengo che i successi fin qui ottenuti, non siano tali e ti spiego la mia sommessa opinione: Hanno ereditato la parte buona, quindi zero debiti sullo start-up. Hanno ereditato, a costo zero, un avviamento (il marchio) di altissimo valore.
Hanno tagliato i costi del personale in maniera orizzontale e violenta.
Hanno ottenuto l'esclusiva sulla tratta RO-MI, erroneamente ritenuta strategica.
Insomma, hanno avuto tutto ciò che volevano.
E, nonostante questo, hanno raccolto anni di debiti.
Il LF basso nella prima fase è normale ed era da mettere in preventivo.
Ciò che è mancata è una programmazione seria, univoca e sostenibile (ne vogliamo parlare del "puntiamo tutto sul breve raggio, no, facciamo la guerra alle LC di malpensa, no i ricavi si fanno solo sul LR, no aspetta facciamo i codesharing, no aspetta, arrivano i cityliner, no ......"
Secondo me, e davvero spero di essere smentito, i trimestri in positivo sono casuali (ogni tanto, succede.... :mrgreen: )
Così la vedo io.

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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da sardinian aviator » 18 ottobre 2011, 13:06

Ciò che è mancata è una programmazione seria, univoca e sostenibile (ne vogliamo parlare del "puntiamo tutto sul breve raggio, no, facciamo la guerra alle LC di malpensa, no i ricavi si fanno solo sul LR, no aspetta facciamo i codesharing, no aspetta, arrivano i cityliner, no ......"

Mi par di sentire storie vecchie, decisioni prese e subito cambiate come ai vecchi tempi.
Ma non è che comandano sempre i soliti quadri di sempre (definiteli voi) e l'AD è solo di facciata?
È meglio rimanere in silenzio ed essere considerati imbecilli piuttosto che aprire bocca e togliere ogni dubbio

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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da A320 Family Fan » 18 ottobre 2011, 14:53

Ragazzi sulla fan page di Facebook di AZ è stato attivato un servizio che "colma" le curiosità dei fan. A rispondere alle domande è Roberto Germano DOV di AZ.
Riporto qui la risposta del Comandante a un fan che ha chiesto info sul piano flotta poichè è molto interessante :D

Cari Edoardo e Gianluca,

il piano flotta è una delle pietre angolari di una compagnia aerea. La programmazione su ingressi, uscite e ammodernamenti degli aerei viene costantemente aggiornata ed è condizionata dalle strategie dell’azienda e dai mutevoli contesti di mercato. Uno degli aspetti più sfidanti sta proprio nella capacità di modulare il piano flotta – che ha un naturale scenario di medio-lungo termine, considerati i tempi di consegna degli aerei – con le improvvise opportunità di mercato.

Tutte le compagnie mantengono un contatto aperto con le aziende costruttrici e i principali lessor (le società che offrono aerei in leasing). In una prossima occasione tornerò sulle diverse modalità di acquisto di flotta. Tornando ad Alitalia, vengo a rispondere alle vostre domande, su quale modello di flotta ci stiamo indirizzando.


- Lungo raggio

Attualmente Alitalia dispone di 22 aerei: 10 Boeing 777-200, 7 Airbus 330-200 e 5 Boeing 767-300. Entro il 2015 prevediamo di crescere concentrandoci sulle tecnologie B777 e A330, che rappresentano la risposta più coerente con il profilo e la dimensione dei mercati serviti. Avvieremo quindi un progressivo phase-out del Boeing 767, aereo che entrò a far parte del nostro parco aeromobili nel 1994.

Per quanto riguarda la tua domanda, Gianluca, sull’Airbus 380, pur apprezzandone il progetto, non crediamo sia coerente con nostro disegno strategico. Ogni Compagnia Aerea tende a disegnare la propria Flotta in base ai diversi vantaggi competitivi che la specifica “macchina” può potenzialmente offrire rispetto ai concorrenti in funzione del “mercato” scelto a riferimento. L’Airbus 380, è un aereo di linea quadrireattore a doppio ponte, in grado di trasportare 853 persone in versione charter o 525 nella tipica configurazione volo di linea a tre classi. Le notevoli dimensioni necessitano di infrastrutture aeroportuali “particolari” (dalle vie di rullaggio, ai gates per l’imbarco e lo sbarco dei passeggeri), ed un “sistema” di collegamenti fissi in cui il numero di clienti trasportati sia costantemente in linea con i posti a disposizione. Ovviamente un aereo come l’Airbus 380 non si presta ad una flessibilità d’impiego proprio per le sue caratteristiche (pochi aeroporti al mondo possono ospitarlo). Viceversa, se si basa la propria strategia nella flessibilità, adeguando costantemente il network alla dinamicità del mercato, è naturale scegliere degli aerei con diverse caratteristiche. Nel nostro caso la scelta della flotta di lungo raggio l’abbiamo incentrata su :

Boeing 777
È la nostra ammiraglia. L’aereo più grande (quasi 64 metri di lunghezza), con il maggior numero di posti a bordo (291) e la più alta velocità di crociera (910 km/h). Le caratteristiche di questa macchina sono il grande comfort della cabina, molto spaziosa, e le ottime performance per quanto riguarda le lunghe distanze che può percorrere senza limitazioni sul piano di carico. Può volare ininterrottamente per 14.300 Km (7.725 nautical miles). Il 777 è l’aereo che impieghiamo per le rotte su Tokyo, Osaka, San Paolo, Buenos Aires, Miami, New York. Entro metà 2012 tutti i nostri aeromobili verranno rivisti nella configurazione interna per la divisione in tre classi di viaggio: Magnifica, Classica Plus e Economy, con un miglioramento sul sistema individuale di intrattenimento di bordo. Il B777 è un aereo estremamente flessibile che può operare sulla stragrande maggioranza degli aeroporti del mondo.

Airbus 330
Gli ultimi arrivati tra gli aerei di lungo raggio. Si tratta di macchine nuove, molto efficienti su quello che può sembrare un ossimoro: rotte brevi di lungo raggio. Tra le sue particolarità il profilo ambientale per le ridotte emissioni di co2 e la commonality Airbus, che permette un rapido passaggio dei piloti in addestramento dalla famiglia A320, tema su cui tornerò nel capitolo medio raggio. Il numero di passeggeri varia a seconda della configurazione, i nuovi aerei con la livrea Alitalia offrono 230 posti a bordo divisi in tre classi, quelli invece con livrea Air One hanno una disposizione su due classi per un totale di 283 posti. Può volare ininterrottamente per 12.500 Km (6750 nautical miles). La velocità di crociera è 493 knots, 913 km/h a 10.668 m di altitudine. Con l’A330 Alitalia serve principalmente sei destinazioni: Boston, Miami, Rio de Janeiro, Accra, Lagos e Pechino. Si distingue dal B777 per dimensioni e per la presenza delle “winglets” poste sulla estremità finale delle ali. Anch’esso è un Aereo estremamente flessibile e può operare su quasi tutti gli aeroporti al mondo. Le sue caratteristiche costruttive permettono, per i Piloti che già operano sulla famiglia Airbus (A318, A319, A320, A321) di effettuare un piccolissimo corso di abilitazione basato sulle “differenze” per poter operare su questa macchina. Questo, in scala numerica elevata, consente dei notevolissimi risparmi nei corsi di “transizione” ed una standardizzazione dei piloti che prescinde dal segmento d’impiego, con notevoli vantaggi sulle procedure e sulla sicurezza.



- Medio raggio

Le macchine di medio raggio – escludendo quelle in uso a Air One – sono poco più di un centinaio. I modelli in uso ad Alitalia sono quattro: Airbus 321, Airbus 320, Airbus 319 e MD80 (nella versione anche MD82). Tendenzialmente prevediamo di mantenere un quantitativo simile, rivedendo però il numero medio di posti offerti. Nella famiglia Airbus immaginiamo di crescere sul 319 rispetto al 321, mentre completeremo l’uscita dalla flotta degli MD80. Il “mad dog”, così è da sempre ribattezzato in ambiente aeronautico, ha contraddistinto una parte importante della storia Alitalia e per molti di noi sarà un toccante congedo. La nostra flotta di medio raggio sarà quindi incentrata interamente sugli Airbus.

A32X
La famiglia A32X, dove con la X si intende comprendere tutta la linea di produzione A318, A319, A320 e A321, è il prodotto di maggior successo della casa costruttrice europea. I suoi pregi sono rappresentati dalla possibilità di modulare, a seconda del taglio della rotta e della fascia oraria, quale macchina impiegare poiché la capacità varia da 138 a 200 posti. Da un punto di vista operativo la famiglia A32X si racchiude in un’unica linea di volo (i piloti possono volare indistintamente sulle tre macchine) e unica linea manutentiva. Da quando è partita la nuova Alitalia la flotta Airbus si sta notevolmente rinnovando, abbassando progressivamente l’età media, oggi di 7,5 anni. Anche in questo caso, come per il 330, gli ultimi aerei si caratterizzano per l’aspetto eco-friendly. Con gli Airbus copriamo interamente il network di medio raggio: Europa, Nord Africa e Medio Oriente. Una concentrazione così alta di velivoli della stessa “famiglia” ha consentito di “specializzare” il Centro Addestramento nella definizione di una metodologia specifica per l’addestramento di piloti e assistenti di volo su un’unica filosofia. I vantaggi principali si possono individuare nella standardizzazione delle procedure operative e nella possibilità di verificare costantemente la qualità delle prestazioni fornite che non sono influenzate dalle “diversità” intrinseche del tipo di aeromobile.



- Regional

Il settore delle macchine regional sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nell’industria dell’aviazione commerciale. Aerei di piccole dimensioni, con consumi ridotti che offrono la possibilità di servire rotte con densità di traffico non altissime, sia nella logica di voli point to point (dal punto A arrivare al punto B), sia nella logica di voli di alimentazione verso l’hub, portando passeggeri dagli scali periferici a fare transito Roma Fiumicino prima di imbarcarsi su voli di medio/lungo raggio. Le macchine che abbiamo in flotta sono Embraer 190, Embraer 170 e Bombardier CRJ900. Dopo un’attenta analisi, durata diversi mesi, abbiamo deciso di caratterizzare la flotta regional sul prodotto brasiliano, con una flotta basata esclusivamente su 5 Embraer 190 e 15 Embraer 175. Nei prossimi anni ci saluteranno quindi gli E170 e i CRJ900.

E190/175
Il prodotto Embraer ci offrirà un rilevante vantaggio competitivo: la qualità di un jet grande (simile Airbus) al costo ora volo di un regional di nuova generazione con la giusta capacità unitaria di posti per volare sulle cosiddette rotte sottili, ossia con una minore domanda. La macchina brasiliana ha, inoltre, tra le sue caratteristiche: alto livello di tecnologia, comfort di cabina, bassi consumi, ridotte emissioni di co2 e ampia autonomia di volo (3334 Km, 1.800 nautical miles). Da un punto di visto di capienza la versione 190 offre 100 posti, mentre quella più piccola del 175 ne ha 88. La tecnologia impiegata è simile a quella Airbus e B777, questo rende più semplice il processo di addestramento di piloti e assistenti di volo in quanto compatibile con processi e metodologie largamente conosciuti e usati dal Centro Addestramento della compagnia.


Questo a grandi linee lo scenario sulla flotta Alitalia nel prossimo futuro. Come detto in apertura, continuiamo a monitorare il mercato, seguire i lanci di nuovi prodotti, a incontrare i diversi operatori per valutare possibili rimodulazioni al piano.
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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da tommy92 » 18 ottobre 2011, 18:12

pasubio ha scritto: Ciao tommy92. Anch'io voglio precisare che non ho nulla contro CAI e che, anzi , la utilizzo sempre per i miei spostamenti (quando la tratta è servita... :mrgreen: )
Però, purtroppo, ritengo che i successi fin qui ottenuti, non siano tali e ti spiego la mia sommessa opinione: Hanno ereditato la parte buona, quindi zero debiti sullo start-up. Hanno ereditato, a costo zero, un avviamento (il marchio) di altissimo valore.
Hanno tagliato i costi del personale in maniera orizzontale e violenta.
Hanno ottenuto l'esclusiva sulla tratta RO-MI, erroneamente ritenuta strategica.
Insomma, hanno avuto tutto ciò che volevano.
E, nonostante questo, hanno raccolto anni di debiti.
Il LF basso nella prima fase è normale ed era da mettere in preventivo.
Ciò che è mancata è una programmazione seria, univoca e sostenibile (ne vogliamo parlare del "puntiamo tutto sul breve raggio, no, facciamo la guerra alle LC di malpensa, no i ricavi si fanno solo sul LR, no aspetta facciamo i codesharing, no aspetta, arrivano i cityliner, no ......"
Secondo me, e davvero spero di essere smentito, i trimestri in positivo sono casuali (ogni tanto, succede.... :mrgreen: )
Così la vedo io.
Ancora mi trovi perfettamente d'accordo!Soprattutto sull'IC trovo sia stato un errore da principiante non espandersi sin da subito su quel segmento,vista la concorrenza delle low cost sul corto-medio!
Però è vero o no che all'inizio,quando si stava mettendo insieme la cordata,la crisi doveva ancora esplodere(quindi non puoi metterlo in preventivo)?
Ed è vero o no che precedentemente non c'erano stati vulcani e terremoti a incasinare i conti di Alitalia?
Ed è vero o no che stanno rinnovando tutta la flotta?
Ciò che voglio dire è che mi sembra si prenda poco sul serio anche le varie cause che portano i conti in rosso!

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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da sigmet » 18 ottobre 2011, 19:25

tommy92 ha scritto: Vero anche questo MA:il primo anno son partiti con un LF del 50% a Gennaio,io trovo già buono che abbiano fatto un trimestre positivo.Il secondo anno hanno dimezzato le perdite.Il terzo speriamo sia quello buono per il pareggio.
PS:prima che qualcuno si innervosisca,ribadisco che non voglio fare l'avvocato difensore di Sabelli e co. :D
Alitalia CAI e' partita con un LF del 50 % ma Alitalia LAI quando era in concorrenza con AP cui aveva dovuto lasciare molti collegamenti per motivi politici aveva un LF di circa l'80 % (chiuse nel suo anno peggiore quando la sua sorte era gia' stata segnata dalla politica con il 73%) con piu' di 23 mio di pax trasportati in anni in cui la media delle major era intorno al 76% 78%.
Oggi libera dai vincoli dell'antitrust e in posizione dominante non riesce ad andare oltre il 70% con una proiezione per fine anno di circa 19 / 20 Mio di pax trasportati e con i competitors che viaggiano intorno all'80 di LF.
Pareggiare un bilancio se vuoi e' facile, riavere una compagnia di bandiera degna di questo nome e' quasi impossibile.
Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.

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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da sigmet » 18 ottobre 2011, 19:29

A320 Family Fan ha scritto:Ragazzi sulla fan page di Facebook di AZ è stato attivato un servizio che "colma" le curiosità dei fan. A rispondere alle domande è Roberto Germano DOV di AZ.
:puke:
Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.

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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da tommy92 » 18 ottobre 2011, 19:44

sigmet ha scritto: Alitalia CAI e' partita con un LF del 50 % ma Alitalia LAI quando era in concorrenza con AP cui aveva dovuto lasciare molti collegamenti per motivi politici aveva un LF di circa l'80 % (chiuse nel suo anno peggiore quando la sua sorte era gia' stata segnata dalla politica con il 73%) con piu' di 23 mio di pax trasportati in anni in cui la media delle major era intorno al 76% 78%.
Oggi libera dai vincoli dell'antitrust e in posizione dominante non riesce ad andare oltre il 70% con una proiezione per fine anno di circa 19 / 20 Mio di pax trasportati e con i competitors che viaggiano intorno all'80 di LF.
Pareggiare un bilancio se vuoi e' facile, riavere una compagnia di bandiera degna di questo nome e' quasi impossibile.
Pur con dati migliori nel LF,faceva molte più perdite.E per quel poco che so di economia,sono sicuro al 100% che se una azienda fa perdite per 10 anni di fila,allora chiude!Se CAI al terzo anno finisce in pareggio,ha molte probabilità di non fallire ma spero anzi che inizi pure a ingrandirsi!
Per quanto riguarda la compagnia di bandiera,ormai lo è diventata Ryanair,non penso ci sia altri da aggiungere :(

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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da sigmet » 18 ottobre 2011, 20:55

tommy92 ha scritto: [
Pur con dati migliori nel LF,faceva molte più perdite.E per quel poco che so di economia,sono sicuro al 100% che se una azienda fa perdite per 10 anni di fila,allora chiude!
E ti sei chiesto perche?
Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.

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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da tommy92 » 18 ottobre 2011, 22:52

sigmet ha scritto:
tommy92 ha scritto:
Pur con dati migliori nel LF,faceva molte più perdite.E per quel poco che so di economia,sono sicuro al 100% che se una azienda fa perdite per 10 anni di fila,allora chiude!
E ti sei chiesto perche?
No perchè non lo trovo rilevante ai fini di parlare di CAI...Siamo passati dal pubblico al privato(meglio precisare semi-privato),non mi sembra comunque un passo da poco

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Messaggio da air.surfer » 19 ottobre 2011, 0:38

tommy92 ha scritto: No perchè non lo trovo rilevante ai fini di parlare di CAI...Siamo passati dal pubblico al privato(meglio precisare semi-privato),non mi sembra comunque un passo da poco
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Messaggio da N176CM » 19 ottobre 2011, 11:11

air.surfer ha scritto:
tommy92 ha scritto: No perchè non lo trovo rilevante ai fini di parlare di CAI...Siamo passati dal pubblico al privato(meglio precisare semi-privato),non mi sembra comunque un passo da poco
8000 persone con relative famiglie per strada. Bell'affare.
... il che vuol dire, tommy92, dal punto di vista prettamente economico, al di là di ogni considerazione politica, etica, sociale etc, aver lasciato al pubblico quelle perdite di LAI, aver dato ai semi-privati un'azienda che chiude in pareggio con la prospettiva di realizzare un'interessante plusvalenza quando cederanno le proprie azioni ad un nuovo azionista (leggasi AF) e aver distrutto un volano dell'economia nazionale che probabilmente contribuiva a quella crescita tanto acclamata di questi tempi.... forse c'era un'altra ricetta per mettere in sesto LAI? immagino di sì... e, ripeto, tutto questo senza tenere minimamente in considerazione gli altri, fondamentali, aspetti sociali, etici, d'immagine del Paese e in nome della (allora) tanto sbandierata salvaguardia dell'italianità :(
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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da sigmet » 19 ottobre 2011, 11:20

tommy92 ha scritto:
No perchè non lo trovo rilevante ai fini di parlare di CAI...Siamo passati dal pubblico al privato(meglio precisare semi-privato),non mi sembra comunque un passo da poco
E nella pratica quale sarebbe questo passo in avanti?
Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.

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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da pasubio » 19 ottobre 2011, 12:22

N176CM ha scritto:aver dato ai semi-privati un'azienda che chiude in pareggio con la prospettiva di realizzare un'interessante plusvalenza quando cederanno le proprie azioni ad un nuovo azionista (leggasi AF)
Ho qualche dubbio sul raggiungimento del pareggio. E, comunque, la chiusura in pareggio non credo che possa portare ad una plusvalenza.
Ma, in ogni caso, ho la vaga sensazione che i patrioti il loro guadagno lo abbiano già realizzato (altrove) :roll:
sigmet ha scritto:
tommy92 ha scritto:
No perchè non lo trovo rilevante ai fini di parlare di CAI...Siamo passati dal pubblico al privato(meglio precisare semi-privato),non mi sembra comunque un passo da poco
E nella pratica quale sarebbe questo passo in avanti?
Ha detto "passo", ma non ha specificato la direzione :mrgreen:

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Messaggio da tommy92 » 19 ottobre 2011, 19:10

air.surfer ha scritto:
tommy92 ha scritto: No perchè non lo trovo rilevante ai fini di parlare di CAI...Siamo passati dal pubblico al privato(meglio precisare semi-privato),non mi sembra comunque un passo da poco
8000 persone con relative famiglie per strada. Bell'affare.
Vero!Ma davanti casa mia un azienda ha chiuso lasciando a casa 200 persone,nessuno escluso...qualcuno ha fatto qualcosa?Se un azienda perde,chiude!Già il fatto che più della metà dei lavoratori si siano salvati,non mi sembra male.
@ N176CM:Non è che chiusa Alitalia,non ci siano più passeggeri e turisti in Italia e il PIL sia calato del x%...solo che vengono con altre compagnie.E se adesso dovessimo pagare i costi della vecchia AZ,avremmo(anzi,tremonti avrebbe) una grana in più!
Sappiamo tutti che la colpa delle perdite era per la maggior parte dovuta all'incapacità dei direttori vari ma la cosa non ha importanza...sempre perdite erano.
Il passo in avanti è che adesso,se CAI fa un bilancio disastroso,sono affari di Sabelli e co,non dei contribuenti italiani!

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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da N176CM » 19 ottobre 2011, 19:23

tommy92 ha scritto: @ N176CM:Non è che chiusa Alitalia,non ci siano più passeggeri e turisti in Italia e il PIL sia calato del x%...solo che vengono con altre compagnie.
Le quali compagnie pagano le tasse/contributi altrove (leggasi Irlanda per FR, UK per U2, Germania per LH, Francia per AF e via dicendo), "utilizzano" dipendenti prevalentemente stranieri etc etc cioé, giustamente dal loro punto di vista, non contribuiscono alla crescita, in senso lato, dell'Italia ma, ovviamente, del loro Paese di origine.
tommy92 ha scritto: E se adesso dovessimo pagare i costi della vecchia AZ,avremmo(anzi,tremonti avrebbe) una grana in più!
Sappiamo tutti che la colpa delle perdite era per la maggior parte dovuta all'incapacità dei direttori vari ma la cosa non ha importanza...sempre perdite erano.
Il passo in avanti è che adesso,se CAI fa un bilancio disastroso,sono affari di Sabelli e co,non dei contribuenti italiani!
La somma delle inefficienze della vecchia AZ (cioé le sue perdite) continuiamo a pagarle noi in quanto rimaste nella bad company che è pubblica, mentre Sabelli dice di chiudere in pareggio e quindi i soci semi-privati non subiscono le inefficienze né passate, perchè rimaste pubbliche, né presenti, perché evidentemente risanate. Non era allora meglio risanarla lasciandola pubblica?
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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da N176CM » 19 ottobre 2011, 19:27

pasubio ha scritto:
N176CM ha scritto:aver dato ai semi-privati un'azienda che chiude in pareggio con la prospettiva di realizzare un'interessante plusvalenza quando cederanno le proprie azioni ad un nuovo azionista (leggasi AF)
Ho qualche dubbio sul raggiungimento del pareggio. E, comunque, la chiusura in pareggio non credo che possa portare ad una plusvalenza.
Ma, in ogni caso, ho la vaga sensazione che i patrioti il loro guadagno lo abbiano già realizzato (altrove) :roll:
Senza dubbio l'hanno già realizzato altrove, ma ne potranno realizzare ancora se dalla cessione otterrano una plusvalenza. La quale ovviamente non è automatica ma a naso, se è vero che si va verso il risanamento, la (nuova) AZ oggi dovrebbe valere di più di quando loro hanno comprato le azioni...
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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da tommy92 » 19 ottobre 2011, 19:42

Sono d'accordo che la privatizzazione di Alitalia dovesse essere fatta molto meglio,ma doveva essere fatta prima o poi!Comunque la bad company la paghiamo per pochi anni ancora,invece se AZ fosse rimasta pubblica avremmo continuato per chissà quanti anni a pagare il rosso in bilancio.
E parlare di risanamento di una azienda facendola rimanere pubblica è una cosa che,almeno in Italia,può essere concepita solo nel mondo delle favole!(La cosa mi mette molta tristezza,ma è così!)

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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da sigmet » 19 ottobre 2011, 22:26

tommy92 ha scritto:Sono d'accordo che la privatizzazione di Alitalia dovesse essere fatta molto meglio,ma doveva essere fatta prima o poi!Comunque la bad company la paghiamo per pochi anni ancora,invece se AZ fosse rimasta pubblica avremmo continuato per chissà quanti anni a pagare il rosso in bilancio.
E parlare di risanamento di una azienda facendola rimanere pubblica è una cosa che,almeno in Italia,può essere concepita solo nel mondo delle favole!(La cosa mi mette molta tristezza,ma è così!)

Per caso dopo la privatizzazione ti hanno diminuito le tasse? O forse e' diminuito il costo dei biglietti? O e' aumentato il numero delle frequenze?
NO.
E allora dove e' il vantaggio ? Se volevano eliminare il rosso di cui parli bastava dare un calcio in c**o a una manciata di dirigenti ed amministratori e il rosso in bilancio spariva dato che AZ viaggiava già' con 4 mio di pax in più'.. Stai tranquillo che non era lo stipendio di 850 piloti a rovinare le casse.Il costo del lavoro influiva solo in minima parte ed era già' tra i più bassi d'europa, ci sono ancora i dati . In compenso quei filibustieri sono rimasti tutti li, nessuno escluso. Certo il volo privato a Skyola glielo hanno tolto (ingrati…)così' come i finger all'aeroporto della SOGADA (società' di gestione amici degli amici) adesso li prendono a due lire dato che Cimoli non c'e' più'.
Air France e' di fatto una compagnia statale travestita da semipubblica ma nessun francese si e' mai lamentato eppure di rossi ne hanno fatti diversi.Non e' questione di grandeur ma di buon senso: la compagnia aerea e' un asset strategico per il paese,punto.Il giorno in cui la Regina ci volesse dichiarare guerra gli basterebbe chiudere Easyjet e ci paralizza mezzo paese senza bombardare neanche un autostrada…
Qua da noi si e' scelto il massacro sociale (che ha costi ben superiori) e la combine di stato . Ma se e' stato fatto e' perché' in questo paese il diritto non esiste (vedi ad esempio il fatto che gente con trenta anni di AZ sta in CIGS e non rientrerà' più' mentre il figlio di un ministro ultimo entrato con tre anni sta per fare il corso comando, così' come piloti stranieri entrati dalla finestra) complici politici e sindacati corrotti. Se volevano risanarla veramente avrebbero mantenuto una flotta degna di questo nome anzi avrebbero preso una ventina di aerei di L/R così' come stanno facendo già' da tempo i competitors. Invece hanno puntato subito e solo alla speculazione(taglio tutto e mi rivendo la parte buona, in più' mi faccio dare qualche agevolazione per le mie aziende qui e li e i debiti intouculo della comunità' come direbbe Cetto ) E non farmi per favore il solito stupido esempio dell'azienda vicino all'ufficio che hanno chiuso e tutti a casa senza CIG ; lo sappiamo, c'e' sempre chi sta peggio ma quello che oggi succede ad altri, me compreso, domani potrebbe capitare a te anche se indirettamente.
http://benny.meditazione.net/index.php?itemid=14832
Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.

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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da tommy92 » 19 ottobre 2011, 22:43

Ragazzi,ma ci mettiamo in mente che siamo in Italia?Avessero tolto Cimoli e incapaci vari,ne sarebbero arrivati di peggiori!Questo è lo schifo di paese al giorno d'oggi.
La cosa migliore sarebbe stata venderla direttamente ad AF ma la storia non si fa con i se e con i ma!
Mi dispiace sinceramente per quelle 8mila persone che sia andata così,ma la compagnia andava privatizzata in fretta sennò sarebbe fallita del tutto,e altro che 8 mila...sarebbero state 16 mila le persone a casa senza lavoro!
Non capisco tutto questo vostro astio nei confronti della 'nuova' CAI.I responsabili di quello che è successo prima del 2008 sappiamo chi sono,non di certo Sabelli e co!

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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da spiridione » 20 ottobre 2011, 8:06

sigmet ha scritto: Per caso dopo la privatizzazione ti hanno diminuito le tasse? O forse e' diminuito il costo dei biglietti? O e' aumentato il numero delle frequenze?
NO.
E allora dove e' il vantaggio ? Se volevano eliminare il rosso di cui parli bastava dare un calcio in c**o a una manciata di dirigenti ed amministratori e il rosso in bilancio spariva dato che AZ viaggiava già' con 4 mio di pax in più'.. Stai tranquillo che non era lo stipendio di 850 piloti a rovinare le casse.Il costo del lavoro influiva solo in minima parte ed era già' tra i più bassi d'europa, ci sono ancora i dati . In compenso quei filibustieri sono rimasti tutti li, nessuno escluso. Certo il volo privato a Skyola glielo hanno tolto (ingrati…)così' come i finger all'aeroporto della SOGADA (società' di gestione amici degli amici) adesso li prendono a due lire dato che Cimoli non c'e' più'.
Air France e' di fatto una compagnia statale travestita da semipubblica ma nessun francese si e' mai lamentato eppure di rossi ne hanno fatti diversi.Non e' questione di grandeur ma di buon senso: la compagnia aerea e' un asset strategico per il paese,punto.Il giorno in cui la Regina ci volesse dichiarare guerra gli basterebbe chiudere Easyjet e ci paralizza mezzo paese senza bombardare neanche un autostrada…
Qua da noi si e' scelto il massacro sociale (che ha costi ben superiori) e la combine di stato . Ma se e' stato fatto e' perché' in questo paese il diritto non esiste (vedi ad esempio il fatto che gente con trenta anni di AZ sta in CIGS e non rientrerà' più' mentre il figlio di un ministro ultimo entrato con tre anni sta per fare il corso comando, così' come piloti stranieri entrati dalla finestra) complici politici e sindacati corrotti. Se volevano risanarla veramente avrebbero mantenuto una flotta degna di questo nome anzi avrebbero preso una ventina di aerei di L/R così' come stanno facendo già' da tempo i competitors. Invece hanno puntato subito e solo alla speculazione(taglio tutto e mi rivendo la parte buona, in più' mi faccio dare qualche agevolazione per le mie aziende qui e li e i debiti intouculo della comunità' come direbbe Cetto ) E non farmi per favore il solito stupido esempio dell'azienda vicino all'ufficio che hanno chiuso e tutti a casa senza CIG ; lo sappiamo, c'e' sempre chi sta peggio ma quello che oggi succede ad altri, me compreso, domani potrebbe capitare a te anche se indirettamente.
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Come non essere d'accordo? :|
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Ho volato su un MD80 così vecchio, che sulla porta di una toilette c'era scritto ORVILLE
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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da pasubio » 20 ottobre 2011, 12:07

tommy92 ha scritto:Ragazzi,ma ci mettiamo in mente che siamo in Italia?Avessero tolto Cimoli e incapaci vari,ne sarebbero arrivati di peggiori!Questo è lo schifo di paese al giorno d'oggi.
Non credo. Almeno, non in questo periodo dove i politici e i responsabili della finanza pubblica sono "controllati" a livello europeo. Un'azienda controllata dal Tesoro che produce perdite, in questo momento, non sarebbe tollerata. E forse, s'andrebbe alla ricerca di manager "veri", con pieni poteri e non collusi col sindacato compiacente.
tommy92 ha scritto:Mi dispiace sinceramente per quelle 8mila persone che sia andata così,ma la compagnia andava privatizzata in fretta sennò sarebbe fallita del tutto,e altro che 8 mila...sarebbero state 16 mila le persone a casa senza lavoro!
La compagnia andava risanata. Questo non significa privatizzata. Il privato non funziona bene per definizione, come sosteneva qualcuno :roll: Se poi la privatizzazione è all'italiana, abbiamo la quadratura del cerchio :mrgreen:
tommy92 ha scritto:Non capisco tutto questo vostro astio nei confronti della 'nuova' CAI.I responsabili di quello che è successo prima del 2008 sappiamo chi sono,non di certo Sabelli e co!
Non ho percepito astio nei confronti di CAI, ma solo una critica per quello che si poteva fare e non si è fatto. La colpa, comunque, non è tutta del duo colaninno-sabelli. E' anche, a mio parere, di chi ha pensato la "cordata".

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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da tommy92 » 20 ottobre 2011, 12:56

Come si faceva a risanare l'azienda se non si poteva immettere capitali?Vi ricordate che l'UE aveva concesso l'ultimo prestito poco prima della privatizzazione?Se avesse continuato a perdere,chi metteva i soldi visto che lo stato non poteva farlo?
E poi qualcuno può spiegarmi cosa c'entrano Sabelli e co con la vecchia AZ?Niente!Loro hanno sfruttato l'occasione che un nano invasato ha dato loro,e adesso cercano di far soldi...

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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da AlitaliaMD-82 » 20 ottobre 2011, 14:36

Oggi dovrebbe essere consegnato un altro Airbus A319-100 EI-IMR


http://skyliner-aviation.de/regdb.main?LC=nav4



quindi dovrebbe essere il quindicesimo Airbus A319

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Re: Alitalia - Compagnia Aerea Italiana

Messaggio da pasubio » 21 ottobre 2011, 8:54

tommy92 ha scritto:Come si faceva a risanare l'azienda se non si poteva immettere capitali?Vi ricordate che l'UE aveva concesso l'ultimo prestito poco prima della privatizzazione?Se avesse continuato a perdere,chi metteva i soldi visto che lo stato non poteva farlo?
Secondo me c'è un po' di confusione.
Se l'azienda è di proprietà pubblica, lo Stato la finanzia come e quando gli pare.
L'unione europea vincola la finanza pubblica ai parametri di Maastricht. Altro non chiede riguardo ai conti (almeno fino ad ora: adesso, per agevolare il rientro di alcuni Stati, dovrebbe essere inserita la norma sul pareggio di bilancio).
Quindi, le perdite e i finanziamenti ad Alitalia andavano gestiti a livello di maggiori entrate strutturali (in bilancio dello Stato) per fronteggiarli, accompagnato da un credibile e condiviso piano di risanamento. L'Unione non avrebbe avuto nulla da dire.

Comunque, gli altri Stati europei finanziano le loro aziende pubbliche senza problemi.
Ciò che invece non si può fare è fornire aiuto di Stato ai privati.
tommy92 ha scritto:E poi qualcuno può spiegarmi cosa c'entrano Sabelli e co con la vecchia AZ?Niente!Loro hanno sfruttato l'occasione che un nano invasato ha dato loro,e adesso cercano di far soldi...
Perchè fai finta di non capire?
Se
pasubio ha scritto:Non ho percepito astio nei confronti di CAI, ma solo una critica per quello che si poteva fare e non si è fatto. La colpa, comunque, non è tutta del duo colaninno-sabe
mi pare chiaro.
Loro potevano fare di più. Invece, se ne sono fragati, tanto i loro affari sono altrove e garantiti. Tutto qui.
Ma se le cose dovessero piano piano andare meglio per CAI, sarebbe una buona notizia per tutti.

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