Iniziare a 32 anni, una scemenza?

In quest’area si discute di Aeroclub, di brevetti commerciali / ATPL integrato, di ultraleggeri, di scuole e corsi relativi all'aviazione civile

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da flyingbrandon » 2 febbraio 2013, 7:31

Luke3 ha scritto: [.....CUT.....]
Ed e' per questo che il consiglio che darei e': iniziate a volare, poi decidete. Al massimo avrete in mano una licenza per divertirvi (e per imparare)!

Perfettamente d'accordo....per questo ho sempre consigliato il percorso modulare.
Ciao!
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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da Maffa » 2 febbraio 2013, 10:56

flyingbrandon ha scritto:
Maffa ha scritto:

Perchè lo si vede come investimento? Questo perchè da una parte chi ci spera ha la mente del giocatore che non si può più alzare dal tavolo da gioco perchè ha speso quasi tutto e spera nel colpaccio che lo rimandi in pari e non si è ancora accorto che invece è morto da un pezzo, e dall'altra perchè ha più cuore che cervello.
Il tuo post non fa una piega...ma spesso è dalle pieghe che qualcosa si trasforma e non rimane scontato come razionalmente ci si aspetterebbe. Tantissime professioni passano da percorsi che appaiono "ciechi"...ma qualcuno ce la fa. Non credo al c**o e alla sfiga...fare un ATPL non è come giocare una schedina al Superenalotto e le probabilità di riuscire non sono le medesime. Quando giochi la schedina è un qualcosa che non richiede nessuna particolare capacità...razionale, emotiva, personale, attitudinale....quando ti butti ad intraprendere una professione invece entra in gioco tutto....soprattutto entri in gioco tu. Acquisire competenze è sempre un investimento...non c'è una professione che non dipenda dagli altri e il tuo modo di interagire con gli altri e con ciò che ti circonda è personale. Io non sono in grado di dire a qualcuno se il suo puntare all'obbiettivo sia più o meno folle o se ne sia più o meno capace. Il lavoro occupa gran parte del tuo tempo...se riesci a fare della tua passione il tuo lavoro...hai fatto bingo. Il giocatore non ha cuore...ha paura e speranza...intendo quello che ha perso tutto e punta al colpaccio...dipende che molla ti spinge a fare quella professione....dipende da te. Purtroppo hai cancellato dove parlavi del fatto che il pilota non è artefice della propria vita...non è così...lo è come lo è in tutto quello che fa...se qualcuno ti deve pagare per fare qualcosa...beh....dipenderai sempre da quel qualcuno...a me non viene in mente niente che possa non passare dall'approvazione di qualcuno...il punto è ricordarsi che...il lavoro non è la tua vita...e la tua felicità non passa attraverso l'approvazione di qualcuno...quindi ad ognuno decidere quale sia il suo percorso...quanto di quello che cerchi è nelle tue corde...e rendersi conto che, si può aver sbagliato, e cambiare è comunque possibile. Non si ha in mano il risultato della propria vita e si vuole dire ad altri quale sarà il loro...a mio avviso non funziona così.
Ciao!

Ciao :)
Prima ti spiego perchè ho cancellato la parte relativa al lavoratore dipendente. L'ho cancellata perchè è una mia idiosincrasia che non riesco neanche a spiegare molto bene. Se mio figlio mi dicesse che vuole spendere 150mila euro per tentare di lavorare come lavoratore dipendente (con un lavoro che ammesso di trovarlo non ti consente il pareggio se non dopo decenni) la vedrei come se mia figlia dedicasse tutta la sua al matrimonio. Tanti soldi, zero ambizioni, una scelta davvero immatura. Ma è una cosa mia, totalmente mia, non è un dato oggettivo (o una interpretazione di un dato oggettivo), cosa che ho sempre tentato di dare nei miei interventi qui.

Dici che la differenza tra due giocatori è zero, perchè entrambi hanno abilità uguali (cioè, uguali a zero). Allora, ti rigiro la domanda.

Tra 10 candidati, qual è il criterio per sceglierne uno?

Sono i titoli? L'ATPL ce l'hanno tutti. Le ore si comprano al mercato. Evidentemente ci saranno le esperienze pregresse, ma a quel punto uno non è che ci può fare molto, se non lo assumono non avrà mai un curriculum.

E' l'abilità, o come lo vogliamo chiamare, il manico? No, non è il manico, non più da diversi anni. Una volta ci voleva il manico pe far volare un bestione di metallo e con i motori capricciosi senza GPS, ora non serve più. Anzi, forse, il manico è controproduttivo. Le SOP esistono proprio per questo, per evitare che due piloti affrontino in due maniere diverse la stessa situazione. Ci sono SOP che esplicitamente vietano ai piloti di pilotare a mano il velivolo se i sistemi automatici sono funzionanti e attivi. Si sente spesso questo mantra, no? Non più piloti, ma operatori di sistemi.

E allora se non è l'abilità, e i titoli si possono comprare e tutti possono avere gli stesi titoli, che differenza c'è tra un pilota e l'altro? Forse nessuna. Non esiste un'eccellenza nel pilotaggio di un aereo, devi decollare e atterrare in orario, possibilmente senza cangurare in arrivo, ma è tutto lì. E direi che tutti sono in grado di farlo. Gestione delle emergenze e delle situazioni anomale? E come fai a saperlo, a prevederlo e/o a misurarlo? Gli psychological assessment? Ti ci prepari? Puoi farci qualcosa?

E' come decidere il criterio per assumere un autista di autobus tra dieci. Hanno tutti la patente C, non so neanche se esiste una prova su strada, ma ammesso che non uccidano nessuno e che la prova non richieda di guidare il pullman su due ruote o di passare attraverso un cerchio di fuoco, chi scegli?

Forse i cadetti sono tutti uguali tra loro più di quanto non sembri. E allora si torna alla lotteria, mettendo a disposizione, dopo un po', un'arma nuova a pagamento che consente un minimo vantaggio sugli altri fermi al palo che però poi recupererranno e via di nuovo ai nastri spalla contro spalla. E scegli chi è disposto a cedere di più dal punto di vista dell'autostima, dei contratti sfavorevoli, degli orari. "Perchè non mi assumono in FR!!!! Sono due anni che aspetto!!! " 50 euro l'ora circa 1400 euro al mese, type pernotti e divise a spese tue, nessuna malattia o previdenza o pensione o sindacato.

E' una via di mezzo tra il giocatore sfigato e l'amante che ama troppo. Stiamo sempre -lo ripeto ossessivamente- parlando di lavoro.

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da bulldog89 » 2 febbraio 2013, 12:04

Secondo me ti stai allargando un po' troppo...
zero ambizioni
Zero ambizioni un par di ciufoli.
150mila euro per tentare di lavorare come lavoratore dipendente (con un lavoro che ammesso di trovarlo non ti consente il pareggio se non dopo decenni)
I 150mila euro non mi spiego da dove escano, anche se andassi nella più costosa delle scuole e ti pagassi un type rimarresti comunque sotto quella cifra.
Il "pareggio" dopo decenni? E se dovessi fare un mutuo per una casa quando finirei di pagarlo, dopo secoli?

E non vedo dove sia lo scandalo nell'investire 60000 euro (fai anche 80k, 100k, 200k, il principio è lo stesso) quando è pieno di gente che ne spende 30mila o più per una macchina...

Se uno ha la disponibilità economica e la voglia di farlo non vedo perché non dovrebbe tentare...si presume che si sia fatto per bene i suoi conti e le sue considerazioni prima di iniziare il training...

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da flyingbrandon » 2 febbraio 2013, 12:30

Maffa ha scritto:

Ciao :)
Prima ti spiego perchè ho cancellato la parte relativa al lavoratore dipendente. L'ho cancellata perchè è una mia idiosincrasia che non riesco neanche a spiegare molto bene. Se mio figlio mi dicesse che vuole spendere 150mila euro per tentare di lavorare come lavoratore dipendente (con un lavoro che ammesso di trovarlo non ti consente il pareggio se non dopo decenni) la vedrei come se mia figlia dedicasse tutta la sua al matrimonio. Tanti soldi, zero ambizioni, una scelta davvero immatura. Ma è una cosa mia, totalmente mia, non è un dato oggettivo (o una interpretazione di un dato oggettivo), cosa che ho sempre tentato di dare nei miei interventi qui.
Come ti ho scritto sopra...che tu sia lavoratore dipendente o libero professionista dipendi sempre da qualcuno...che sia il datore o il pubblico. Puoi avere l'idea più geniale del secolo che, se non condivisa, rimane lì...come quella più scema del secolo e se piace...diventi miliardario. Posso capire che tu faccia un discorso pratico di quanto poter investire in una possibile carriera...non lo condivido ma lo capisco. Pianificare quanto guadagnerai lo trovo assurdo...non puoi saperlo. Fare un lavoro dipendente non ti permette di avere ambizioni? Non penso. Catalogare immatura una scelta non strettamente legata a quello che ti sembrano i conti nel momento mi pare affrettato. Non puoi avere la minima idea di chi tu possa incontrare in quel percorso e dove questo ti possa portare in futuro. Non esistono scelte mature...quello che ti sembra maturo ora...domani chissà...magari sarà una cagata pazzesca. Ovviamente si devono fare i conti per capire se si arriva a concludere quello che si inizia...altrimenti sarebbero solo soldi buttati...ma per il resto penso si tratti solo di scelte.
Maffa ha scritto: Tra 10 candidati, qual è il criterio per sceglierne uno?
Sono i titoli? L'ATPL ce l'hanno tutti. Le ore si comprano al mercato. Evidentemente ci saranno le esperienze pregresse, ma a quel punto uno non è che ci può fare molto, se non lo assumono non avrà mai un curriculum.
E' l'abilità, o come lo vogliamo chiamare, il manico? No, non è il manico, non più da diversi anni. Una volta ci voleva il manico pe far volare un bestione di metallo e con i motori capricciosi senza GPS, ora non serve più. Anzi, forse, il manico è controproduttivo. Le SOP esistono proprio per questo, per evitare che due piloti affrontino in due maniere diverse la stessa situazione. Ci sono SOP che esplicitamente vietano ai piloti di pilotare a mano il velivolo se i sistemi automatici sono funzionanti e attivi. Si sente spesso questo mantra, no? Non più piloti, ma operatori di sistemi.
E allora se non è l'abilità, e i titoli si possono comprare e tutti possono avere gli stesi titoli, che differenza c'è tra un pilota e l'altro? Forse nessuna. Non esiste un'eccellenza nel pilotaggio di un aereo, devi decollare e atterrare in orario, possibilmente senza cangurare in arrivo, ma è tutto lì. E direi che tutti sono in grado di farlo. Gestione delle emergenze e delle situazioni anomale? E come fai a saperlo, a prevederlo e/o a misurarlo? Gli psychological assessment? Ti ci prepari? Puoi farci qualcosa?
I titoli...come in ogni professione che io conosca...ti permettono di accedere ad un mondo, quello del lavoro, dove cerchi di entrare. E' ovvio che se vuoi fare il medico devi laurearti in medicina...l'avvocato legge, il pilota le licenze. Non mi pare che nelle altre professioni ti sembrino tutti uguali perché hanno la stessa laurea. Sono requisiti minimi ed è ovvio che chiunque debba avere quei requisiti per provare ad entrare in quel mondo. Il discorso del manico e delle SOP sono proprio scorretti. Le SOP non servono ad appiattire i livelli ma a permettere una maggiore comprensione all'interno del cockpit. Io posso volare con un comandante che non conosco e so esattamente cosa aspettarmi che faccia e il modo in cui lo faccia. Sono delle linee guida che ti permettono di non avere sorprese sul come si debba fare il lavoro in quella compagnia. Il manico è necessario quando ti porti al limite di una macchina...che non è il lavoro del pilota di linea. Ti serve per fare una acrobazia bella e pulita. Ciò non significa che non sia utile e apprezzato. Ti trovi a lavorare in condizioni meteo che ti possono richiedere quella risorsa in più...non riesci? Riattacchi. Riesci? Atterri. Il fatto che ci siano gli automatismi permettono alle compagnie di farti lavorare di più...ma gli automatismi in molti frangenti ti lasciano da solo quando non rientra tutto nella norma. Lì fai la differenza....come testa...come manico...come persona. Quando fai le selezioni...quando fai i check...ovviamente non sei con l'AP...sei a mano...gestisci una emergenza e porti l'aereo a mano. Devi prendere decisioni....devi valutare....devi calcolare...ma l'aereo lo devi sempre portare in giro in sicurezza. Il fatto che durante il lavoro di linea non ti capita spesso di avere scenari catastrofici non significa che la compagnia non cerchi persone che sappiano farlo all'occorrenza. I simulatori vengono usati per addestrare e controllare che tu sappia fare il tuo lavoro...quando molte cose non funzionano. L'essere per la maggior parte un operatore di sistema piuttosto che un manicone non significa appiattire un lavoro, significa cambiare le attitudini che si ricercano. Ti ricordo che grandi maniconi sono al cimitero...non era quindi la strada su cui le compagnie puntavano. E' anche difficile fare una classifica di manico...in base a cosa la fai? Se copri tutti i limiti della macchina, a mano, cosa cerchi di più? Devo saper fare una tonneau in 4 tempi perfettamente per fare il pilota di linea? Le esperienze precedenti possono esulare dall'ambito aeronautico. Formano la persona. Due persone, pur con pari potenzialità, sono DIVERSE...quindi due piloti uguali non li troverai mai...così come due medici uguali e tutte le altre professioni. La differenza nell'atteggiamento, la capacità di adattamento, il proprio equilibrio, la capacità di interagire con gli altri...il tuo essere una persona viene valutato...consapevolmente e con delle parti inconsapevoli anche da parte di chi ti giudica. E' così su tutto...e tu, come persona, puoi fare la differenza sempre. Purtoppo spesso si è concentrati a controllare i requisiti minimi di una persona...ma non puoi ridurre una persona, così come una professione, a due righe. Tanti pensano di avere fatto un ottimo check al simulatore...perchè la holding era perfetta...pero' hanno preso quello che ha fatto un errore....come mai? Perchè sono tutti paraculi e raccomandati...non mettono mai in dubbio che dietro al gesto tecnico c'è una persona e, forse, quella persona ha messo in mostra qualità superiori. Non tutto è perfettamente misurabile....e per fortuna non è tutto oggettivo.
In ogni lavoro troverai l'eccellenza così come persone che ti faranno sorgere la domanda...." ma che c***o ci fa questo qua?"...il mondo non è perfetto...e io sono contento...perchè se lo fosse forse io non esisterei. Oppure la perfezione prevede anche l'imperfezione...allora va bene che ci sia anche io.
Ribadisco che tu, come me, non puoi decidere chi arriverà e chi no e sarebbe presuntuoso dire ad una persona quale sia la "cosa giusta da fare". Per il resto...se vedi il lavoro del pilota come un andare da A a B senza cangurare in B...beh...è uno spaccato abbastanza limitato...e forse per questo non cogli le differenze che possono intercorrere tra un pilota e l'altro. Io le vedo.
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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da Maffa » 2 febbraio 2013, 15:38

bulldog89 ha scritto:Secondo me ti stai allargando un po' troppo...
zero ambizioni
Zero ambizioni un par di ciufoli.
secondo me non sai cosa vuol dire idiosincrasia. il che spiegherebbe perchè abbia scritto e poi cancellato un pezzo che non reputo adatto.
bulldog89 ha scritto:
150mila euro per tentare di lavorare come lavoratore dipendente (con un lavoro che ammesso di trovarlo non ti consente il pareggio se non dopo decenni)
I 150mila euro non mi spiego da dove escano, anche se andassi nella più costosa delle scuole e ti pagassi un type rimarresti comunque sotto quella cifra.
Il "pareggio" dopo decenni? E se dovessi fare un mutuo per una casa quando finirei di pagarlo, dopo secoli?
non capisco come ragioni.

una casa come fonte di reddito ce l'hai se affitti. parametri normali vogliono un rendimento del 5% annuo su quanto l'hai pagata. Se invece ci abiti potresti calcolarla solo in termini di affitto risparmiato. ma se non sai come è un ROI è un problema se maneggi cifre grandi.

150mila euro? i conti si fanno presto: atpl fatto all'estero + vitto e alloggio + assicurazioni sanitarie + spostamenti da e per l'italia + type + line + spese in attesa di primo impiego.
bulldog89 ha scritto:E non vedo dove sia lo scandalo nell'investire 60000 euro (fai anche 80k, 100k, 200k, il principio è lo stesso) quando è pieno di gente che ne spende 30mila o più per una macchina...

Se uno ha la disponibilità economica e la voglia di farlo non vedo perché non dovrebbe tentare...si presume che si sia fatto per bene i suoi conti e le sue considerazioni prima di iniziare il training...
se i conti se li fanno come li ho visti fare, no, non se li sanno fare. e siamo sempre lì, allo spendi prima e tenta poi. l'ATPL paragonato all'acquisto di un BMW. Riduci riduci, si arriva a quello.

Guarda, non sono parente di nessuno che vuol fare il pilota di linea, non posso impedire a nessuno di spendere i propri denari come meglio creda, nè alle slot nè a tentare di fare il pilota (ma come si fa a parlarne in questo modo?). Però non posso fare a meno di notare che chi gioca a questo gioco e punta i propri soldi, una montagna di soldi, lo fa perchè spinto dalla pancia o dal cuore. Il cervello lo vedo poco coinvolto. e continuo a non vedere dati.
flyingbrandon ha scritto:

Come ti ho scritto sopra...che tu sia lavoratore dipendente o libero professionista dipendi sempre da qualcuno...che sia il datore o il pubblico. Puoi avere l'idea più geniale del secolo che, se non condivisa, rimane lì...come quella più scema del secolo e se piace...diventi miliardario. Posso capire che tu faccia un discorso pratico di quanto poter investire in una possibile carriera...non lo condivido ma lo capisco. Pianificare quanto guadagnerai lo trovo assurdo...non puoi saperlo.
tu ovviamente non sai cos'è un business plan. te lo dico senza acrimonia, è evidente che non lo sai sennò sapresti che la proiezione del ritorno degli investimenti è la prima cosa che si fa in previsione di una grossa spesa. E' la differenza che passa tra investimento e scommessa. come si fa, in tutta coscienza, a spendere una cifra di denaro importante quando sai già, nero su bianco, in che modo il maggiore player del mercato europeo tratta i FO?
flyingbrandon ha scritto: Fare un lavoro dipendente non ti permette di avere ambizioni? Non penso. Catalogare immatura una scelta non strettamente legata a quello che ti sembrano i conti nel momento mi pare affrettato. Non puoi avere la minima idea di chi tu possa incontrare in quel percorso e dove questo ti possa portare in futuro. Non esistono scelte mature...quello che ti sembra maturo ora...domani chissà...magari sarà una cagata pazzesca. Ovviamente si devono fare i conti per capire se si arriva a concludere quello che si inizia...altrimenti sarebbero solo soldi buttati...ma per il resto penso si tratti solo di scelte.
bisognerebbe anche avere la coscienza a posto nell'aver preso con il miglior giudizio e con i dati a propria disposizione la scelta migliore. qui invece c'è una rimozione selettiva di tutti i dati negativi e le ole per gli sporadici positivi. il fatalismo è qualità tipica della psicologia del giocatore, sennò non si porterebbero dietro i calzini fortunati e il libro della smorfia. Ci sono dati che al momento fanno credere che da qui a due tre anni si preveda la nascita di future compagnie aeree? io non ne vedo, a parte i proclami disperati di airbus che sono il canto di battaglia di ogni scuola di volo. Ci sono segnali che al contrario fanno credere in un restringimento del mercato e conseguentemente in un ulteriore peggioramento delle condizioni lavorative dei piloti di linea? Si, a pacchi.

Ora come si fa con la coscienza a posto a dire che intraprendere una strada come questa è il miglior giudizio? chiamiamolo capriccio. lo voglio fare perchè lo voglio fare e ho trovato i soldi per farlo. Finita lì.


Tra 10 candidati, qual è il criterio per sceglierne uno?
flyingbrandon ha scritto:I titoli...come in ogni professione che io conosca...ti permettono di accedere ad un mondo, quello del lavoro, dove cerchi di entrare. E' ovvio che se vuoi fare il medico devi laurearti in medicina...l'avvocato legge, il pilota le licenze. Non mi pare che nelle altre professioni ti sembrino tutti uguali perché hanno la stessa laurea. Sono requisiti minimi ed è ovvio che chiunque debba avere quei requisiti per provare ad entrare in quel mondo. Il discorso del manico e delle SOP sono proprio scorretti. Le SOP non servono ad appiattire i livelli ma a permettere una maggiore comprensione all'interno del cockpit. Io posso volare con un comandante che non conosco e so esattamente cosa aspettarmi che faccia e il modo in cui lo faccia. Sono delle linee guida che ti permettono di non avere sorprese sul come si debba fare il lavoro in quella compagnia. [snip]
Ribadisco che tu, come me, non puoi decidere chi arriverà e chi no e sarebbe presuntuoso dire ad una persona quale sia la "cosa giusta da fare". Per il resto...se vedi il lavoro del pilota come un andare da A a B senza cangurare in B...beh...è uno spaccato abbastanza limitato...e forse per questo non cogli le differenze che possono intercorrere tra un pilota e l'altro. Io le vedo.
Ciao!
perchè non posso decidere chi arriverà e chi no? tra due pizzaioli, due chirurghi, due architetti, due muratori due ingegneri la differenza si riesce a vedere. puoi stilare una classifica di bravuta o di doti desiderabili che alla fine danno due risultati apprezzabilmente differenti. Tu te le vedi lufthansa e british airways prendersi a pugni per un pilota? li vedi gli headhunter nel mercato dei piloti di linea?

e poi il manico serve o no? l'urlo di dolore della FAA per la mancanza di skill manuali me lo sono inventato io? il disastro dell'air france a cosa è dovuto? il mantra "stiamo passando da piloti ad operatori" esiste o no? Esistono SOP di determinate categorie che impediscono di portare a mano l'apparecchio se gli automatismi sono in efficienza? Le SOP servono ad appiattire questo vuol dire la S di SOP, a standardizzare le procedure.



Alla fin fine, stringi stringi, quello che non mi va giù di questo mestiere è che antieconomico intraprenderlo. Non si parlasse di un lavoro mi starebbe bene tutto, anche spesi in coca e signorine di facili costumi: li vuoi bruciare? vai con dio! Ma E' un lavoro, e non può essere antieconomico, e sopratutto non si può saperlo prima di iniziare e volerlo fare lo stesso perchè chissà magari domani è un altro giorno.

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da bulldog89 » 2 febbraio 2013, 16:02

Maffa ha scritto:secondo me non sai cosa vuol dire idiosincrasia. il che spiegherebbe perchè abbia scritto e poi cancellato un pezzo che non reputo adatto.
Assolutamente, era la prima volta che lo sentivo. Grazie al tuo brillante intervento ora conosco il significato di una parola che sconvolgerà il mio modo di vivere, grazie ancora!

non capisco come ragioni.

una casa come fonte di reddito ce l'hai se affitti. parametri normali vogliono un rendimento del 5% annuo su quanto l'hai pagata. Se invece ci abiti potresti calcolarla solo in termini di affitto risparmiato. ma se non sai come è un ROI è un problema se maneggi cifre grandi.
Ma che caspiterina c'azzecca? Per una casa devo farmi un mutuo pari al triplo di un ATPL. Se per ripagare un ATPL ci metti "decenni" per una casa ci metterai "secoli". Sto contestando la tua stima temporale del rientro...
150mila euro? i conti si fanno presto: atpl fatto all'estero + vitto e alloggio + assicurazioni sanitarie + spostamenti da e per l'italia + type + line + spese in attesa di primo impiego.
FTE Jerez, seconda (o terza) più costosa d'Europa. ATPL integrato+vitto+alloggio 104mila euro. Stimiamo il TR a 30mila (che è anche altino come prezzo)? Dove finiscono gli altri 20mila?
E stiamo parlando del massimo, volendo andare al risparmio si resta sotto i 100...
se i conti se li fanno come li ho visti fare, no, non se li sanno fare. e siamo sempre lì, allo spendi prima e tenta poi. l'ATPL paragonato all'acquisto di un BMW. Riduci riduci, si arriva a quello.
Si arriva quello perché TU l'hai paragonato alla lotteria! E comunque non hai spiegato perché la BMW sì e l'ATPL no...
Però non posso fare a meno di notare che chi gioca a questo gioco e punta i propri soldi, una montagna di soldi, lo fa perchè spinto dalla pancia o dal cuore. Il cervello lo vedo poco coinvolto. e continuo a non vedere dati.
Che dati vuoi? Sulle percentuali di neobrevettati assunti? O preferisci quelle dei neolaureati in Ingegneria Aeronautica che trovano lavoro in campo aeronautico? Secondo me sono più alte le prime...
tu ovviamente non sai cos'è un business plan. te lo dico senza acrimonia, è evidente che non lo sai sennò sapresti che la proiezione del ritorno degli investimenti è la prima cosa che si fa in previsione di una grossa spesa. E' la differenza che passa tra investimento e scommessa. come si fa, in tutta coscienza, a spendere una cifra di denaro importante quando sai già, nero su bianco, in che modo il maggiore player del mercato europeo tratta i FO?
Eh sì, brandon è così stupido e ignorante che è appunto uno di quelli che ce l'ha fatta...
bisognerebbe anche avere la coscienza a posto nell'aver preso con il miglior giudizio e con i dati a propria disposizione la scelta migliore. qui invece c'è una rimozione selettiva di tutti i dati negativi e le ole per gli sporadici positivi. il fatalismo è qualità tipica della psicologia del giocatore, sennò non si porterebbero dietro i calzini fortunati e il libro della smorfia. Ci sono dati che al momento fanno credere che da qui a due tre anni si preveda la nascita di future compagnie aeree? io non ne vedo, a parte i proclami disperati di airbus che sono il canto di battaglia di ogni scuola di volo. Ci sono segnali che al contrario fanno credere in un restringimento del mercato e conseguentemente in un ulteriore peggioramento delle condizioni lavorative dei piloti di linea? Si, a pacchi.
http://www.md80.it/bbforum/viewtopic.php?f=52&t=41927
Tu te le vedi lufthansa e british airways prendersi a pugni per un pilota? li vedi gli headhunter nel mercato dei piloti di linea?
Io vedo ad esempio il secondo anno consecutivo di cadet BA...
e poi il manico serve o no? l'urlo di dolore della FAA per la mancanza di skill manuali me lo sono inventato io? il disastro dell'air france a cosa è dovuto? il mantra "stiamo passando da piloti ad operatori" esiste o no? Esistono SOP di determinate categorie che impediscono di portare a mano l'apparecchio se gli automatismi sono in efficienza? Le SOP servono ad appiattire questo vuol dire la S di SOP, a standardizzare le procedure.
Per quanto mi riguarda la tua credibilità crolla qui. Mi stai raccontando che l'Air France è caduto per mancanza di skill manuali? Non c'è nien'altro da aggiungere?
Alla fin fine, stringi stringi, quello che non mi va giù di questo mestiere è che antieconomico intraprenderlo. Non si parlasse di un lavoro mi starebbe bene tutto, anche spesi in coca e signorine di facili costumi: li vuoi bruciare? vai con dio! Ma E' un lavoro, e non può essere antieconomico, e sopratutto non si può saperlo prima di iniziare e volerlo fare lo stesso perchè chissà magari domani è un altro giorno.
Continuo a non capire...se io volessi fare un master post-laurea dovrei sborsare 10mila euro...dov'è la differenza? Lo zero in più che ti da fastidio?
E smettila di dire che sia antieconomico, perché una volta che cominci gli stipendi non sono poi così male...
Poi mi sto perdendo nella complessità del tuo ragionamento, spenderli in donnine->OK spenderli per un ATPL->NO? Allora ti dico che voglio prendere un ATPL per interesse personale e la chiudiamo qui...poi quando alla fine magari troverò anche un posto come pilota professionista magari accetterò...

edit: Opinione personale: secondo me tu senti la fortissima necessità di spalare letame sull'aviazione commerciale, non ne conosco i motivi ma ne sono convinto...

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da flyingbrandon » 2 febbraio 2013, 16:35

Maffa ha scritto:
tu ovviamente non sai cos'è un business plan. te lo dico senza acrimonia, è evidente che non lo sai sennò sapresti che la proiezione del ritorno degli investimenti è la prima cosa che si fa in previsione di una grossa spesa. E' la differenza che passa tra investimento e scommessa. come si fa, in tutta coscienza, a spendere una cifra di denaro importante quando sai già, nero su bianco, in che modo il maggiore player del mercato europeo tratta i FO?
Tu parli della vita e della professione come un qualcosa che necessitino di un business plan...a me proprio non interessa. Tu progetti e pianifichi...e guardi se sulla carta ti conviene...io no e come me molti altri! Il tuo è un metodo infallibile? No...perché le tue pianificazioni, per quanto precise, si possono perdere per molte persone. Tanti possono dimostrare che è stato un buon investimento....altri no...come, ripeto, in tutti i settori. Non ti voglio convincere del contrario...si fa per parlare. Io sostengo che non si può sapere...tu sostieni che si può sapere tutto del proprio futuro attraverso un business plan. A mio modo di vedere la pianificazione a lungo termine, per le persone e non per gli affari, porta spesso solo rammarico, frustrazione, insoddisfazione perché la vita ha spesso andamenti stocastici e se ne sbatte delle probabilità. Tanti , per spendere meno, tirano fuori risorse, lavoro, fatiche che completano la persona...pur di inseguire un sogno. Questo sulla carta non c'è...come non c'è chi incontrerai sl tuo percorso...come non c'è quanto aspetterai per il tuo impiego. Tu prendi decisioni "certe" sull'unica cosa certa che sei riuscito a pianificare...il tuo business plan. Io no. Il tuo business plan non prevede differenze personali...la vita sì. Ripeto...ci sono qualità che ti fanno emergere che sulla carta non ci sono. Tu sei soddisfatto del tuo business plan? Perfetto. Io delle mie scelte.
Maffa ha scritto: bisognerebbe anche avere la coscienza a posto nell'aver preso con il miglior giudizio e con i dati a propria disposizione la scelta migliore. qui invece c'è una rimozione selettiva di tutti i dati negativi e le ole per gli sporadici positivi. il fatalismo è qualità tipica della psicologia del giocatore, sennò non si porterebbero dietro i calzini fortunati e il libro della smorfia. Ci sono dati che al momento fanno credere che da qui a due tre anni si preveda la nascita di future compagnie aeree? io non ne vedo, a parte i proclami disperati di airbus che sono il canto di battaglia di ogni scuola di volo. Ci sono segnali che al contrario fanno credere in un restringimento del mercato e conseguentemente in un ulteriore peggioramento delle condizioni lavorative dei piloti di linea? Si, a pacchi.

Ora come si fa con la coscienza a posto a dire che intraprendere una strada come questa è il miglior giudizio? chiamiamolo capriccio. lo voglio fare perchè lo voglio fare e ho trovato i soldi per farlo. Finita lì.
Io parlo per me ovviamente...non ho mai tralasciato gli aspetti negativi e fatto alcuna "Ola" per qualche piccolo dato positivo. Non penso che tu sia l'unica autorità in materia per stabilire il corretto svolgimento del futuro altrui quindi permettimi di dirti che...sebbene il nostro pensiero sia diverso ho la coscienza a posto ora...e l'avevo quando ho deciso di intraprendere questa carriera andando controcorrente...quello che per te è fatalismo per me non lo è. Secondo te ho assecondato un capriccio ed è andata bene. Per me ho seguito quella che ho sentito, nella mia vita, come una forte propensione a fare ciò che volevo fare. Ho cercato di proteggermi dall'insuccesso e ho provato a soddisfare un desiderio così forte che assumeva i contorni di una necessità per me. Ciò mi ha reso felice e lo sono tutt'ora.

Maffa ha scritto:
perchè non posso decidere chi arriverà e chi no? tra due pizzaioli, due chirurghi, due architetti, due muratori due ingegneri la differenza si riesce a vedere. puoi stilare una classifica di bravuta o di doti desiderabili che alla fine danno due risultati apprezzabilmente differenti. Tu te le vedi lufthansa e british airways prendersi a pugni per un pilota? li vedi gli headhunter nel mercato dei piloti di linea?
e poi il manico serve o no? l'urlo di dolore della FAA per la mancanza di skill manuali me lo sono inventato io? il disastro dell'air france a cosa è dovuto? il mantra "stiamo passando da piloti ad operatori" esiste o no? Esistono SOP di determinate categorie che impediscono di portare a mano l'apparecchio se gli automatismi sono in efficienza? Le SOP servono ad appiattire questo vuol dire la S di SOP, a standardizzare le procedure.
Ripeto...se non la vedi tra due piloti , probabilmente, non sei sufficientemente competente per notarla. Io la vedo eccome. Per nessun lavoro, a parte sport e rare eccezioni, vedo scannarsi per avere una persona. Ma che venga scelto uno piuttosto che un altro sì....dappertutto. La perdita di skill e di pressioni lavorative e altre 250 mila cosa che ruotano intorno a questo mondo non significano "non avere il manico" oppure...che si è tutti uguali...sono discorsi più complessi. Io non parlo di SOP che non conosco ma dove sono stato io non solo è previsto andare a mano ma è capitato che fosse d'obbligo ogni 10 tratte, tempo permettendo. Ribadisco che non conosci la filosofia delle SOP...non è quella di appiattire ma di migliorare il lavoro,determinare dei ruoli e permettere che le persone operino in modo sincrono aumentando la situation awarness. Credimi che senza SOP ci sarebbero parecchi casini in più. Gli "scienziati" portatori di grande verità esistono in tutti i campi...le SOP permettono di adeguare comunque alcuni personaggi ad operare in maniera standard. Come ben saprai...esistono i manici, ma esistono anche quelli che pensano di esserlo. Esistono "non manici" che conoscono i propri limiti e sono totalmente affidabili ed esistono manici che pensano di essere divini che possono diventare poco affidabili. Esistono, ovviamente, manici che conoscono i propri limiti e che ti insegnano tanto di questo mestiere. Le SOP ti permettono di lavorare bene con chiunque.
Maffa ha scritto: Alla fin fine, stringi stringi, quello che non mi va giù di questo mestiere è che antieconomico intraprenderlo. Non si parlasse di un lavoro mi starebbe bene tutto, anche spesi in coca e signorine di facili costumi: li vuoi bruciare? vai con dio! Ma E' un lavoro, e non può essere antieconomico, e sopratutto non si può saperlo prima di iniziare e volerlo fare lo stesso perchè chissà magari domani è un altro giorno.
Non è antieconomico o, se vogliamo, non più di tanti altri mestieri. Quello che per me fa la differenza è che il lavoro occupa gran parte della tua vita...se non ti soddisfa...la tua vita rischia di non appagarti a pieno. Vivere appagato è un gran risultato...incredibile eh? Contro ogni previsione di business plan...
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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da SaturnV » 2 febbraio 2013, 17:48

Io concordo con cio' che dice brandon, ma i discorsi di maffa dovrebbero, secondo me, essere presi come monito, specialmente quelli economici. Come dati per una possibilmente piu' completa valutazione. Non come uno scoraggiamento.
Io personalmente mi rispecchio in cio' che brandon scrive quando parla del proprio percorso e delle proprie motivazioni, ma non vedo eresie nei disocrsi di maffa.
Io, faccio presente per chi non lo sapesse, mi son fatto 4 anni di America prima di trovare un lavoro in Italia, tutti nell'ambito del training, e devo dire che ho visto gente di tutti i tipi, e troppa gente spendere e spandere per poi trovarsi con un pugno di mosche a tempo indeterminato. Allo stesso tempo ho visto assunzioni scandalose, o gente che entrava tramite conoscenze. Ho visto gente con passione e impegno (e brillanti risultati scolastici quando si parlava di licenze) essere stata scartata a selezioni quando mai me lo sarei aspettato. Insomma ho qualche dubbio, parlando per mia esperienza, pure della meritocrazia, quando si parla di new entry.
Alla luce di questo, oggi, se qualcuno mi chiedesse qualche opinione sul diventare pilota, beh, comincerei un discorso estremamente lungo che on porterebbe a nulla, semplicemente perche' quasi la totalita' di chi vuol fare il pilota lo vuole fare per il fascino che, sia il volo che la figura del pilota, esercitano sulla loro psiche.
Io il pareggio di bilancio posso dire di averlo raggiunto, e tra fare l'istruttore e lavoro aereo non ho mai smesso di lavorare, ma non faccio certo parte della maggioranza dei piloti italiani della meta' del primo decennio di questo secolo. Di quelli che fecero le licenze con me, e direi anche quelli che son venuti dopo, mi sa che sono l'unico.
In base a tutto questo, faccio fatica a contraddire maffa. Al massimo posso cercare di mitigare l'impeto dei suoi discorsi.
Una cosa per buldog89. Quando si parla del fatto che poi quando inizi a volare in qualche compagnia gli stipendi non sono poi cosi' male, bisogna distinguere compagnia da compagnia. Uno che inizia non potra' fare il conto che poi per ripagarsi le licenza contera' su di uno stipendio tipo compagnia di bandiera. Piu' verosimilmente sara' uno stipendio da ryanair (anche perche' senno' da chi si va ?), al quale dovra' sottrarre i soldi spesi per campare fuori, e le spese accessorie. Se lo stipendio sara' di 40000 euro l'anno (non ho mai capito quanto prendano quelli di ryan) a fronte di 10000 di spese "logistiche", piu' quelle personali, allora non c'e' male. Si potra' andare in pari in un 5/6 anni. Questo pero' se ti va bene. Ma si prendono 40000 puliti ?
Piloti gente strana:
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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da bulldog89 » 2 febbraio 2013, 18:03

SaturnV ha scritto:Una cosa per buldog89. Quando si parla del fatto che poi quando inizi a volare in qualche compagnia gli stipendi non sono poi cosi' male, bisogna distinguere compagnia da compagnia. Uno che inizia non potra' fare il conto che poi per ripagarsi le licenza contera' su di uno stipendio tipo compagnia di bandiera. Piu' verosimilmente sara' uno stipendio da ryanair (anche perche' senno' da chi si va ?), al quale dovra' sottrarre i soldi spesi per campare fuori, e le spese accessorie. Se lo stipendio sara' di 40000 euro l'anno (non ho mai capito quanto prendano quelli di ryan) a fronte di 10000 di spese "logistiche", piu' quelle personali, allora non c'e' male. Si potra' andare in pari in un 5/6 anni. Questo pero' se ti va bene. Ma si prendono 40000 puliti ?
40mila puliti appena entrati non penso proprio...credo sia più sui 20mila netti, ad esempio nel link di EasyJet del mio post sopra si parla di 40mila (sterline) ma credo sia il lordo.

Io personalmente mi accontenterei di andare in pari in un periodo intorno ai 10 anni, ma di sicuro non preventivo "decenni"...

Comunque AirGek ogni tanto posta un sito con millemila contratti di millemila compagnie aeree, al momento non riesco a trovarlo ma mi sembra di ricordare che ci fossero anche gli stipendi Ryan.

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da Marco92 » 2 febbraio 2013, 18:36

Latestpilotjob? O forse Pilot Jobs Network?

http://www.pilotjobsnetwork.com/jobs/Ryanair

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da 77W » 2 febbraio 2013, 18:42

Non esiste un'eccellenza nel pilotaggio di un aereo, devi decollare e atterrare in orario, possibilmente senza cangurare in arrivo, ma è tutto lì. E direi che tutti sono in grado di farlo.
Questa affermazione è veramente infamante nei confronti di chi si fa in quattro per fare bene quel lavoro, con tutte le responsabilità e i rischi che comporta. E sono tanti, visto che sei tanto informato sulle SOP dovresti saperlo...diciamo che non tutti entrano in linea per indossare l'uniforme, farsi le AV e vantarsi al bar con gli amici, come ha scritto qualche veterano su Pprune.
Poi è strano notare come i difetti che spesso si addebitano ad altri sono quelli che si vogliono nascondere del proprio carattere..
No, non è il manico, non più da diversi anni. Una volta ci voleva il manico pe far volare un bestione di metallo e con i motori capricciosi senza GPS, ora non serve più. Anzi, forse, il manico è controproduttivo
e poi il manico serve o no? l'urlo di dolore della FAA per la mancanza di skill manuali me lo sono inventato io?
Delle due, l'una. Serve o non serve, in conclusione?

Ri-quoto:
Non esiste un'eccellenza nel pilotaggio di un aereo, devi decollare e atterrare in orario, possibilmente senza cangurare in arrivo, ma è tutto lì. E direi che tutti sono in grado di farlo.
il disastro dell'air france a cosa è dovuto?
Ecco, appunto, a cosa è dovuto? Forse al fatto che non siamo tutti uguali, che non forniamo tutti gli stessi output in risposta a determinati input, in poche parole che era destino che vi fosse quel determinato equipaggio in quella determinata situazione e con quelle particolari variabili e che il mosaico completo ha causato l'incidente.
Tu vuoi avere il controllo su tutto, Maffa, la pianificazione, la sicurezza del lavoro e anche quella di poter attraversare la strada senza alcun rischio, ma la vita non funziona così.
Magari uno dei passeggeri morti su quel 330 aveva preso le peggiori compagnie fra Nigeria e Pakistan negli ultimi vent'anni e ne era uscito indenne, e poi non ha trovato scampo proprio dove probabilmente si sentiva più sicuro. Con buona pace di qualunque pianificazione (per quel che concerne la casistica degli incidenti).
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Gli uomini sono incredibilmente lenti, inaccurati e intelligenti.
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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da flyingbrandon » 2 febbraio 2013, 18:58

77W ha scritto:
Non esiste un'eccellenza nel pilotaggio di un aereo, devi decollare e atterrare in orario, possibilmente senza cangurare in arrivo, ma è tutto lì. E direi che tutti sono in grado di farlo.
Questa affermazione è veramente infamante nei confronti di chi si fa in quattro per fare bene quel lavoro, con tutte le responsabilità e i rischi che comporta. E sono tanti, visto che sei tanto informato sulle SOP dovresti saperlo...diciamo che non tutti entrano in linea per indossare l'uniforme, farsi le AV e vantarsi al bar con gli amici, come ha scritto qualche veterano su Pprune.
Poi è strano notare come i difetti che spesso si addebitano ad altri sono quelli che si vogliono nascondere del proprio carattere..
Mi permetto di correggerti....è infamante per chi la scrive e non per chi fa questo mestiere...
Ciao!
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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da bulldog89 » 2 febbraio 2013, 19:08

Marco92 ha scritto:Latestpilotjob? O forse Pilot Jobs Network?

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da SaturnV » 2 febbraio 2013, 19:21

Ma qui si parla di professionalita' o del fatto se convenga o meno investire X denari per un mestiere che, in primis offre poche possibilita' di impiego al giorno d'oggi, e in aggiuta a questo alla fine non e' nemmeno retribuito a dovere quando si considerano tutti gli aspetti di contorno ?
Mi sembra che qui, si stia divagando un po'.
Poi, com'e' che si dice ? dove c'e' gusto non c'e' perdenza ?
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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da Pinguino30 » 2 febbraio 2013, 21:06

Vorrei dare tre piccoli contributi alla discussione:

a) nella vita non c'è nessuna certezza;
b) chi non risica non rosica;
c) non esistono carri funebri con il rimorchio.

8)

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da 77W » 2 febbraio 2013, 21:10

flyingbrandon ha scritto:
Mi permetto di correggerti....è infamante per chi la scrive e non per chi fa questo mestiere...
Ciao!
Hai proprio ragione.

Ciao!
SaturnV ha scritto:Ma qui si parla di professionalita' o del fatto se convenga o meno investire X denari per un mestiere che, in primis offre poche possibilita' di impiego al giorno d'oggi, e in aggiuta a questo alla fine non e' nemmeno retribuito a dovere quando si considerano tutti gli aspetti di contorno ?
Mi sembra che qui, si stia divagando un po'.


Maffa per primo è passato a parlare di professionalità tramite selezioni, SOP e quant'altro..
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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da SaturnV » 2 febbraio 2013, 21:58

77W, non stavo incolpando nessuno, stavo puntualizzando che tutti sti argomenti non definiscono i pro e i contro che possano aiutare in una decisione.
Chi non risica ?
E' come il vecchio di Gold Rush che ogni due per tre dice "nooo guts no glooory !"
Probabile che chi si appresta ad affrontare questa avventura non abbia bene in mente quanto bisogna darsi da fare ed anche cercare di restare sulla buona strada, che prendere le licenze e poi applicare in ryanair (o simili) non deve essere l'unica strada che ci si prefigge, e nemmeno la principale. Se va male quella si resta impantanati fino a data da destinarsi. E le alternative per un neobrevettato sono poche e poco allettanti, e molte volte bisogna conoscere. Senza contare che poi molti di questi lavori non sono granche' pagati.
Poi non ho capito quella dei carri senza rimorchio :roll:
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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da G3nd4rM3 » 4 febbraio 2013, 10:16

SaturnV ha scritto: ..Poi non ho capito quella dei carri senza rimorchio :roll:

Manco io ahahahah
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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da noone » 4 febbraio 2013, 11:04

Penso sia una alternativa a "le bare non hanno le tasche" ovvero coi soldi non ci fai nulka da morto. L' uni aspetto che mi lascia perplesso riguardo cio che scrive il Maffa e che si millanta imprenditore: con l'economia di o oggi non mi sembra una attivita' m
olto piu' sicura del pilota...
(Ma soprattutto qual'e' il fine? Cosa sei un pilota? Un imprenditore? Un frustrato?)

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da thebdct » 4 febbraio 2013, 18:08

Ma di cosa stiamo parlando? Premesso che non sempre quello che riporta internet è il vero, date uno sguardo alle survey sulle assunzioni presenti sulla parte destra di questo sito:

http://www.pilotjobsnetwork.com/

Ora possiamo raccontarci tutte le storie che vogliamo, sulla imminente ripresa economica, sul famoso "pilots shortage", sul fatto di rincorrere il sogno per non vivere con il rimorso etc ma alla domanda se AD OGGI, dati alla mano, intraprendere questo tipo di carriera con tutte le questioni affrontate nei post di cui sopra (in primis quella economica), valga la pena, la risposta mi sembra ovvia. Ultimo pensiero personale: concordiamo tutti (mi sembra) sul fatto che si tratti di spendere dai 70 ai 100 mila euro. Ora, se siete miliardari, buon per voi, ma spendere magari i risparmi della vostra famiglia (o fare un mutuo di 10/20 anni) a fronte della situazione attuale e dei prossimi "n" anni dato che "non ho intenzione di vivere con il rimorso di non averci provato", mi sembra veramente immaturo. Cambierei idea se fossimo in pieno sviluppo economico con ampie assunzioni di piloti freschi di fATPL. Anche su questo punto: i piloti usciti dalle scuole si ritrovano con 250 ore. D'accordo, magari uno fa l'istruttore per un anno. Mettiamo 900/1000 ore di volo sugli aeromobili che tutti conosciamo. Pensate a questo punto di avere oggi qualche possibilità considerato il numero di piloti con "vera" esperienza di linea attualmente rimasti "a piedi"?

Quello che voglio dire è: ditemi un motivo (che non sia il "sogno" o il "volerci provare") per cui oggi sia consigliabile la carriera del pilota. E ve lo chiede uno che ha iniziato a volare a 16 anni quindi, posso dire, con il volo "nel dna"! 8)

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da paky » 4 febbraio 2013, 20:40

thebdct ha scritto:Ma di cosa stiamo parlando? Premesso che non sempre quello che riporta internet è il vero, date uno sguardo alle survey sulle assunzioni presenti sulla parte destra di questo sito:

http://www.pilotjobsnetwork.com/

Ora possiamo raccontarci tutte le storie che vogliamo, sulla imminente ripresa economica, sul famoso "pilots shortage", sul fatto di rincorrere il sogno per non vivere con il rimorso etc ma alla domanda se AD OGGI, dati alla mano, intraprendere questo tipo di carriera con tutte le questioni affrontate nei post di cui sopra (in primis quella economica), valga la pena, la risposta mi sembra ovvia. Ultimo pensiero personale: concordiamo tutti (mi sembra) sul fatto che si tratti di spendere dai 70 ai 100 mila euro. Ora, se siete miliardari, buon per voi, ma spendere magari i risparmi della vostra famiglia (o fare un mutuo di 10/20 anni) a fronte della situazione attuale e dei prossimi "n" anni dato che "non ho intenzione di vivere con il rimorso di non averci provato", mi sembra veramente immaturo. Cambierei idea se fossimo in pieno sviluppo economico con ampie assunzioni di piloti freschi di fATPL. Anche su questo punto: i piloti usciti dalle scuole si ritrovano con 250 ore. D'accordo, magari uno fa l'istruttore per un anno. Mettiamo 900/1000 ore di volo sugli aeromobili che tutti conosciamo. Pensate a questo punto di avere oggi qualche possibilità considerato il numero di piloti con "vera" esperienza di linea attualmente rimasti "a piedi"?

Quello che voglio dire è: ditemi un motivo (che non sia il "sogno" o il "volerci provare") per cui oggi sia consigliabile la carriera del pilota. E ve lo chiede uno che ha iniziato a volare a 16 anni quindi, posso dire, con il volo "nel dna"! 8)
Al mondo d'oggi e nella situazione economica in cui versiamo, credimi che un qualsiasi investimento economico su una qualsiasi carriera, è insito di rischi. Ma allora che facciamo non rischiamo? non facciamo carriera? rimaniamo a casa a fare i sostenuti? ci accontentiamo? Certo il vostro discorso per quanto riguarda il rischio non fa una piega, ma quali sono al di fuori dell'ambiente aeronautico, altri ambienti professionali che ti danno una vera sicurezza di investimento oggi, cioè che appena freschi di titolo, il giorno dopo si è già a lavorare....nessuno. Poi si parla sempre di cifre come 70.000 euro o 100.000 euro per pagarsi le licenze, e qui vi invito calorosamente, se non trovate il post dove ha già spiegato il tutto in modo dettagliato, di chiedere a SaturnV quanto ha speso per prendere tutte le varie licenze e ratings, e se ce l'ha fatta lui perchè non dovrei farcela anche io. (Nulla da togliere a SaturnV :mrgreen:) Più che star qui a dirci è giusto o non è giusto, facciamoci delle domande sul perchè siamo arrivati a questo punto.
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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da Michele » 4 febbraio 2013, 20:45

Luke3 ha scritto:Quello che pero' viene fuori in molti di questi post sono persone che si svegliano la mattina e decidono che fare il pilota e' l'unica cosa che conta e che potra' renderli felici. Magari senza neanche aver fatto un volo su un aeroplano di AG. Questo potrebbe essere vero per qualcuno, ma non necessariamente per tutti. Quello che dico io e': fare prima il PPL e vedere, ad una spesa piu' contenuta. Magari decidiamo poi che quello a noi basterebbe e cerchiamo un lavoro che non ci fa schifo e che ci permette di sfruttare la licenza acquisita. Oppure decidiamo che e' proprio quello che vogliamo fare e non vorremmo stare da nessuna altra parte al mondo, e allora tutti questi discorsi sul "giocare al lotto" per avere un ATPL iniziano ad avere senso, anche perche' sono il primo a dire che se c'e' determinazione, gli obiettivi prima o poi in qualche modo si raggiungono (o almeno cosi' voglio pensare).
Faccio un paio di esempi personali, al rischio di sembrare autoreferenziale.

Ho preso il PPL perche' volevo iniziare il percorso di linea, ma poi ho capito che mi sarebbe bastato quello per soddisfare la mia grande passione per il volo. Ho continuato con l'IR per aumentare le mie competenze e poter volare in modo "professionale" senza dover essere necessariamente professionista, e per aumentare la sicurezza delle mie operazioni. Certo, tutti i giorni penso a quanto mi piacerebbe pilotare un G-V, un Global Express, un 747 o anche un semplice King Air. Cavolo sto a pensare a come sarebbe bello se potessi permettermi un'ora di volo su un Baron. Ma poi salgo sul 172 dell'aeroclub a $99/ora e tutto quello non ha piu' senso, mi sento a casa, ho tutto quello di cui ho bisogno fra le mani. Se lo voglio fare in IFR c'e' un 172 ben equipaggiato a una ventina di dollari in piu' a cui non manca niente, per sentirsi come un pilota di linea quando, da sopra uno strato di overcast, ti autorizzano alla STAR dicendoti di aspettarti l'ILS per la 20R (anche se lo fai a 10,000 piedi e non 37,000)

Un parallelo piu' ovvio e' questo:
Ho sempre voluto imparare a ballare, ma quando mi sono iscritto al corso non e' che pensavo immediatamente a fare il professionista. Ho scoperto che mi piace, che volevo di piu', mi sono buttato nella danza sportiva agonistica, ho iniziato a competere e ad Aprile andro ai campionati nazionali degli Stati Uniti. Mi hanno anche offerto un paio di lavori da insegnante, ma non ho accettato, perche' per quanto mi piaccia fare le gare, non ne voglio fare una carriera. Perche' voglio fare l'ingegnere.

E sta qui' il punto: quando decidiamo di intraprendere una nuova attivita', non pensiamo subito al professionismo. Vale per il calcetto, il tennis, le corse su pista, la pittura, il ballo o la cucina. Allora perche' il volo dovrebbe essere diverso? In tutte queste categorie che ho elencato si potrebbe intraprendere una carriera professionale, ed e' difficile per tutte arrivarci, ma alla fine il risultato sarebbe ottimo. Ma tutti iniziamo piano, poi dall'interno scopriamo che e' quello che vogliamo veramente fare. Ed e' per questo che il consiglio che darei e': iniziate a volare, poi decidete. Al massimo avrete in mano una licenza per divertirvi (e per imparare)!
Perfettamente d'accordo,anzi sarà stupido ma penso che il PPL dovrebbe sempre essere obbligatorio...
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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da flyingbrandon » 5 febbraio 2013, 1:36

thebdct ha scritto:
Quello che voglio dire è: ditemi un motivo (che non sia il "sogno" o il "volerci provare") per cui oggi sia consigliabile la carriera del pilota. E ve lo chiede uno che ha iniziato a volare a 16 anni quindi, posso dire, con il volo "nel dna"! 8)
Non c'è niente di consigliabile se non di vivere meglio che puoi la tua vita. Sai già in partenza di morire...e quello non è statistico...è certo...perché allora non aspettarla a letto tutta la vita?
Ciao!
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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da Maffa » 5 febbraio 2013, 8:40

bello, un ragionamento "no future" da uno che dovrà avere la responsabilità di centinaia di vite. da uno così dovrei poi aspettarmi che sappia anche fare delle valutazioni fredde e oggettive sui rischi e che riesca a calcolare le alternative.

sono senza parole.

vi lascio il thread perchè di fronte a dichiarazioni del genere non so cosa rispondere.

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da thebdct » 5 febbraio 2013, 9:01

[/quote]

Non c'è niente di consigliabile se non di vivere meglio che puoi la tua vita. Sai già in partenza di morire...e quello non è statistico...è certo...perché allora non aspettarla a letto tutta la vita?
Ciao![/quote]

Si, a fronte di argomentazioni del genere, lascio anche io la discussione......

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da flyingbrandon » 5 febbraio 2013, 9:24

Maffa ha scritto:bello, un ragionamento "no future" da uno che dovrà avere la responsabilità di centinaia di vite. da uno così dovrei poi aspettarmi che sappia anche fare delle valutazioni fredde e oggettive sui rischi e che riesca a calcolare le alternative.

sono senza parole.

vi lascio il thread perchè di fronte a dichiarazioni del genere non so cosa rispondere.
Non ho colto bene il senso del tuo post...e forse tu non hai colto il mio...ma questo non è un problema. Per il resto, invece, il mio modo di percepire o di dare un senso alla mia vita attraverso le mie scelte personali non ha niente a che vedere con le scelte operative del mio lavoro e nemmeno con la mia capacità logico matematica di valutare le alternative. Comunque, stai tranquillo, da me non dovresti aspettarti niente...ci sono persone che valutano il mio lavoro e queste mie capacità e, soprattutto, vista la tua logica fredda, analitica e coerente, dovresti essere ancora più tranquillo perché, per questo lavoro, dicevi poco sopra che uno vale l'altro.
Il fatto che tu fossi senza parole poteva essere una buona cosa....forse ti sei sforzato troppo nel cercare di mettere giù lo stesso qualcosa e ti è uscito questo post. Per la seconda volta in questa discussione tiri in ballo la professionalità, prima di una categoria, ora di me stesso senza avere elementi per farlo...quindi sì...lasciaci pure il thread e non ti sforzare di rispondere se non hai da rispondere.
Ciao!
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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da flyingbrandon » 5 febbraio 2013, 9:26

thebdct ha scritto:
Si, a fronte di argomentazioni del genere, lascio anche io la discussione......
Scusa la domanda...tu sei diventato pilota attraverso la tua scelta matura?
Ciao!
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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da bulldog89 » 5 febbraio 2013, 10:03

Maffa ha scritto:bello, un ragionamento "no future" da uno che dovrà avere la responsabilità di centinaia di vite. da uno così dovrei poi aspettarmi che sappia anche fare delle valutazioni fredde e oggettive sui rischi e che riesca a calcolare le alternative.

sono senza parole.

vi lascio il thread perchè di fronte a dichiarazioni del genere non so cosa rispondere.
Per onor di cronaca HA GIA' la responsabilità di centinaia di vite, ma mi piacerebbe sapere chi c***o sei tu per sputare sentenze su professionisti che non conosci minimamente...
E dai suoi post in tutto il forum non mi sembra il classico "inaffidabile", anzi...sarei ben contento di sapere che c'è lui nel cockpit del mio aereo.

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da air.surfer » 5 febbraio 2013, 10:12

Folgorato196 ha scritto:vorrei avere un consiglio sincero da altri per valutare seriamente la cosa. Secondo voi è un salto nel vuoto inutile e butterei via solo soldi? Grazie
Sì.

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da paky » 5 febbraio 2013, 11:02

flyingbrandon ha scritto:
Maffa ha scritto:bello, un ragionamento "no future" da uno che dovrà avere la responsabilità di centinaia di vite. da uno così dovrei poi aspettarmi che sappia anche fare delle valutazioni fredde e oggettive sui rischi e che riesca a calcolare le alternative.

sono senza parole.

vi lascio il thread perchè di fronte a dichiarazioni del genere non so cosa rispondere.
Non ho colto bene il senso del tuo post...e forse tu non hai colto il mio...ma questo non è un problema. Per il resto, invece, il mio modo di percepire o di dare un senso alla mia vita attraverso le mie scelte personali non ha niente a che vedere con le scelte operative del mio lavoro e nemmeno con la mia capacità logico matematica di valutare le alternative. Comunque, stai tranquillo, da me non dovresti aspettarti niente...ci sono persone che valutano il mio lavoro e queste mie capacità e, soprattutto, vista la tua logica fredda, analitica e coerente, dovresti essere ancora più tranquillo perché, per questo lavoro, dicevi poco sopra che uno vale l'altro.
Il fatto che tu fossi senza parole poteva essere una buona cosa....forse ti sei sforzato troppo nel cercare di mettere giù lo stesso qualcosa e ti è uscito questo post. Per la seconda volta in questa discussione tiri in ballo la professionalità, prima di una categoria, ora di me stesso senza avere elementi per farlo...quindi sì...lasciaci pure il thread e non ti sforzare di rispondere se non hai da rispondere.
Ciao!
Io invece non capisco perchè ti stai dannando l'anima per convincere gente che a quanto sembra è frustata. Mi chiedo se voi state cercando di convincerci o invece cercate un consenso universale per convincervi e dare un senso al peso che sentite dentro? Ognuno è libero di far quello che vuole nella vita, allora se vogliamo continuare a discutere in maniera seria e costruttiva, senza allusioni personali che ben venga, ma non mi sembra giusto che si cominci a giudicare persone che hanno un idea diversa dalla vostra, tra l'altro senza conoscerle.
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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da G3nd4rM3 » 5 febbraio 2013, 12:32

air.surfer ha scritto:
Folgorato196 ha scritto:vorrei avere un consiglio sincero da altri per valutare seriamente la cosa. Secondo voi è un salto nel vuoto inutile e butterei via solo soldi? Grazie
Sì.
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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da thebdct » 5 febbraio 2013, 12:38

flyingbrandon ha scritto:
thebdct ha scritto:
Si, a fronte di argomentazioni del genere, lascio anche io la discussione......
Scusa la domanda...tu sei diventato pilota attraverso la tua scelta matura?
Ciao!
Ciao, se ho capito bene la domanda, a mio avviso bisogna distinguere tra fare il pilota per passione/hobby e farlo per professione. Io quando ho deciso di prendermi il PPL ho solamente ragionato in termini di passione e "sogno". Quando poi ho dovuto decidere se continuare per diventare pilota professionista allora ho necessariamente preso in considerazione tutti i fattori sopra esposti, a mio avviso imprescindibili. Comunque, flyingbrandon, da come puoi leggere nei miei interventi sulla discussione, non ho mai messo in dubbio la tua professionalità nè ho l'obiettivo di convincere nessuno. All'inizio è stata posta una domanda e io ho espresso la mia opinione. Quello che mi lascia perplesso è quando ai fatti oggettivi riportati si replica con "romanticismi" sulla vita e sulla morte (!). Vi prego, allegate altrettati dati positivi che possano compensare quelli negativi altrimenti parliamo di aria fritta. Ripeto, comunque, come già detto, che alla fine giustamente ognuno fa quello che vuole nella propria vita. Ci mancherebbe altro!! :wink:

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da AirGek » 5 febbraio 2013, 12:48

Per quel poco (pochissimo) che ne posso sapere io secondo me la rovina di questa professione è proprio la passione.
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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da G3nd4rM3 » 5 febbraio 2013, 13:20

AirGek ha scritto:Per quel poco (pochissimo) che ne posso sapere io secondo me la rovina di questa professione è proprio la passione.
Touché...
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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da flyingbrandon » 5 febbraio 2013, 13:39

thebdct ha scritto: . Io quando ho deciso di prendermi il PPL ho solamente ragionato in termini di passione e "sogno". Quando poi ho dovuto decidere se continuare per diventare pilota professionista allora ho necessariamente preso in considerazione tutti i fattori sopra esposti, a mio avviso imprescindibili. Comunque, flyingbrandon, da come puoi leggere nei miei interventi sulla discussione, non ho mai messo in dubbio la tua professionalità nè ho l'obiettivo di convincere nessuno. All'inizio è stata posta una domanda e io ho espresso la mia opinione. Quello che mi lascia perplesso è quando ai fatti oggettivi riportati si replica con "romanticismi" sulla vita e sulla morte (!). Vi prego, allegate altrettati dati positivi che possano compensare quelli negativi altrimenti parliamo di aria fritta. Ripeto, comunque, come già detto, che alla fine giustamente ognuno fa quello che vuole nella propria vita. Ci mancherebbe altro!! :wink:
Inizio con il dirti che la risposta sulla mia professionalità non l'ho data a te...
Ho espresso anche io, come te, l'opinione se fare o meno il pilota in modo più espanso ma mi preme evidenziare una cosa. A te lascia perplesso un incrocio tra dati obbiettivi e discorsi "romantici"....bene...sono d'accordo con te. Il problema che il discorso sulla vita e sulla morte è l'unico dato obbiettivo e reale che hai. Puoi trovare il discorso "romantico" e mi auguro che per te lo sia ma è l'unico dato certo. Vivi in un sistema che muta, tutto quello che ora calcoli con i dati odierni perde totalmente di senso quando lo guardi dopodomani...può essere che lo scenario sia simile o può essere totalmente stravolto. Se aspetti di avere i dati certi oggi per fare qualcosa , magari domani arrivi tardi perché altri sono arrivati prima di te. Proprio partendo dal presupposto che ho la mia vita da vivere scelgo in base a quello che voglio per me. Anche io pianifico se sono in grado di portare a termine qualcosa per non ritrovarmi nella m***a se lo scenario è diverso e poi mi butto. Tu hai iniziato a volare a 16 anni e hai preso quella scelta, io ho iniziato a 31/32 e ho preso la mia. Io non penso di essere speciale....e sono riuscito. I nostri periodi, guardando le età, sono paragonabili quindi, se avessi scelto esclusivamente secondo i numeri che a te hanno portato ad optare per altro io non farei questo mestiere...e a pensarci mi dispiacerebbe. I business plan, i conti, per carità...servono per farti una idea e avere la consapevolezza di ciò che stai facendo ma non sono la REALTÀ ...lo sono meno ancora dei romanticismi perché...in quei numeri non ci sono le persone intese come individui. Io punto sempre sulle persone, sulle motivazioni, sulla consapevolezza di ciò che stanno facendo. Non consiglio mai questa carriera come non la sconsiglio. Troppe variabili non mi permettono di dire "tranquillo...ce la farai"...e mi aspetto che anche altri abbiano l'onestà di dire "guarda...è dura in questo momento...ma vedi tu"...spesso invece trovo persone con numeri o business plan ti dicono "impossibile". Io cerco di portare tutto a galla poi la scelta è individuale. Quando tu hai chiesto di darti un buon motivo per farlo....il motivo più che valido è che ho valutato tutto e ho deciso che nella vita voglio provare a fare quello. La mia domanda...ovviamente, tranne per Maffa, ironica è proprio che quello che tu senti di poter, dover fare della tua vita è un importante spunto per vivere una vita soddisfacente. La possibilità di errore la devi trovare altrettanto soddisfacente per provare in serenità. Una volta che sei soddisfatto...beh la vita è proprio romantica in effetti..
Ciao!
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