La mia (sempre più) grande paura.

La fobia del volo: dubbi comuni, cause, soluzioni.
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La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da MVP » 6 gennaio 2018, 11:44

Un saluto a tutti, vi seguo da diverso tempo in quanto sono un grande appassionato di aviazione. Passione che mi porta ad aggiornarmi giornalmente e a compiere diverse ricerche personali su più aspetti dell’aviazione civile.

Dietro a questa facciata di appassionato si cela una grande paura, che con gli anni sembra acuirsi nonostante immani sforzi personali.

Ho 25 anni, e volo da quando sono bambino. Qualche volo all’anno che mi procurava così tanta emozione da dimenticarmi della meta del viaggio. La mia vacanza era l’aereo, assaporavo ogni momento del volo.

Crescendo, all'euforia si è avvicinata una forma lieve di timore che, più viaggiavo, più diventava insistente.

Per motivi di studio e di lavoro le mie ore in volo sono aumentate considerevolmente e con loro le mie ansie. Tornando da un viaggio in Thailandia (2016) dove ho trascorso l’intero viaggio in uno stato di agitazione mi sono reso conto di avere un problema e che avrei dovuto affrontarlo immediatamente.

Poche settimane dopo, rientrando dal Regno Unito, una forte turbolenza ha irrimediabilmente segnato la mia esperienza in volo. Ricordo ancora con terrore quei minuti di tensione. Ero consapevole che l’aereo non avrebbe subito alcun danno da quel tipo di sollecitazione, ma fermare il flusso di pensieri catastrofici dentro di me non fu possibile.

Ho così iniziato un percorso di terapia cognitivo comportamentale, seguendo poi il corso tenuto da Lufthansa: “Paura di Volare”. Ottimo il corso, ottimi gli strumenti che vengono messi a disposizione dei partecipanti. Ho partecipato al volo finale e - per un momento - pensavo di aver risanato la paura che vola con me.

Estate 2017: viaggio in canada prenotato dall’inizio dell’anno. La mattina della partenza, completamente attanagliato dall’ansia decido di non partire. Scelta infelice che porta con sé amarezza per “l’evitamento” e la consapevolezza di una sconfitta.

Da quel giorno (salvo un volo su Madrid: completato ma con grande ansia), sono a terra. Non è nella mia natura la resa, quindi per questo 2018 sono pronto a tornare a volare. Dopo questo lunghissimo panegirico sulla mia situazione vi espongo la chiave dei miei pensieri fobici:

Consapevole (forse solo apparentemente) della solidità e della sicurezza del mezzo aereo, il terrore si concentra nella possibilità di soffrire di un forte attacco di panico dovuto ad una turbolenza, oppure senza una giustificazione apparente. L’attacco di panico potrebbe generare complicanze mediche che, essendo su di un aereo, non potrebbero essere trattate tempestivamente come sulla terraferma.
Da questo pensiero disfunzionale sono bloccato, portandomi alla decisione di affrontare i prossimi voli che ho in programma con l’ausilio di un ansiolitico.

Chiedo a voi, che di matti come me ne sentirete a centinaia: credete che sia possibile per me tornare a volare serenamente? Quali sono le strategie che potrei attuare?

Vi ringrazio per l’immensa pazienza.

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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da Exence » 6 gennaio 2018, 12:15

Benvenuto ;)
Intanto ti rispondo brevemente perché mi ha colpita la parte finale del tuo racconto ... temi che ti venga un attacco di panico , e che a bordo non ci sia personale medico in grado di assisterti.. ma sai bene anche tu, soprattutto se ti e ‘ gia successo, che non si muore in seguito all’attacco di panico e anzi mentre ti succede non è utile alcuna assistenza medica: a parte una forte stanchezza nelle ore successive , esso non provoca danni fisici “irreparabili”... Detto questo, come mai hai iniziato improvvisamente a soffrire del volo? In quel periodo ti è successo qualcosa di particolare , nella tua vita, se ti va di rispondere?
Non vivere la cancellazione di quella vacanza come un fallimento personale : se in quel momento non sentivi di poter partire hai fatto bene a non fare violenza su te stesso, in quella circostanza; hai comunque operato una scelta; hai attacchi di ansia anche in altre situazioni ?
Ciao !
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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da MVP » 6 gennaio 2018, 12:47

Ciao Exence, grazie per il tuo tempo e per la risposta.

Credo di aver iniziato a soffrire del volo quando si è posta la necessità di volare di più. Sottintesa alla mia passione vi è sempre stato un pizzico di timore, acuito da una maggior esposizione all'esperienza di volo. Non credo di poter associare questi disturbi ad un avvenimento accorso nella mia vita.

Per la seconda domanda, si, ho sofferto di attacchi d'ansia in passato che recentemente si sono ripresentati, meno frequentemente anche nella vita quotidiana. Questo, naturalmente, mi porta ad avere il terrore dell'esposizione al volo perchè potrebbe scatenare un forte attacco d'ansia.

Sono razionalmente consapevole che l'attacco non abbia bisogno di un intervento medico, ma, ogni volta che si presenta, penso che il forte stress possa causare danni che necessitino di un intervento medico, cosa difficile durante il volo.

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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da Exence » 6 gennaio 2018, 13:23

Non credo che il problema sia il volare più frequentemente .. se ti piace o non hai paura di volare, non temi l’esperienza di volo che tu voli una o cento volte l’anno...
dici che manifesti ansia anche in altre situazioni e penso che il nocciolo della questione vada, se vuoi cercarlo, ricercato lì.. hai mai avuto bisogno di interventi medici nei tuoi attacchi di panico ? Ti sconsiglio vivamente di prendere farmaci o ansiolitici per gestire quelle situazioni , perché non farebbero altro che anestetizzare il tuo cervello impedendoti di vivere a 360gradi la tua vita .. finiresti per convincerti che è grazie a quelli che puoi affrontare certe situazioni e diventeresti loro “schiavo “.. per quando mi riguarda ho sempre cercato di evitare quelli che io chiamo “medicated peaceful moments”.. vivi le tue emozioni , positive o negative che siano, passandoci attraverso e non sedare quella che è la tua percezione delle cose.. Oltretutto gli ansiolitici presi in momenti di forte stress potrebbero anche causare l’effetto opposto e cioè aumentare ancora di più la tua ansia..
Prova a chiederti come mai affronti certe situazioni con affanno o timore.. hai paura di non farcela in qualcosa, o poca fiducia in te stesso? Non serve che tu risponda qui, l'importante è che tu risponda a te stesso ;)
Ciao : )
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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da Lampo 13 » 6 gennaio 2018, 13:25

MVP ha scritto:... penso che il forte stress possa causare danni che necessitino di un intervento medico, cosa difficile durante il volo.
Beh, io ho avuto anche edema polmonare, attacchi di pancreatite ed altre cosette del genere a passeggeri durante voli in mezzo all'oceano atlantico e ho sempre trovato medici a bordo che hanno prestato assistenza anche con endovene, fleboclisi, somministrazione di farmaci "potenti" ecc.
Non mi preoccuperei della mancanza di assistenza medica.

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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da flyingbrandon » 6 gennaio 2018, 14:44

MVP ha scritto:
Dietro a questa facciata di appassionato si cela una grande paura, che con gli anni sembra acuirsi nonostante immani sforzi personali.

Quali e che tipo di sforzi?
MVP ha scritto:
Poche settimane dopo, rientrando dal Regno Unito, una forte turbolenza ha irrimediabilmente segnato la mia esperienza in volo.
No...la tua esperienza di volo l’hai segnata tu attendendo il momento più propizio per scaricarla sul volo
MVP ha scritto: Ricordo ancora con terrore quei minuti di tensione. Ero consapevole che l’aereo non avrebbe subito alcun danno da quel tipo di sollecitazione, ma fermare il flusso di pensieri catastrofici dentro di me non fu possibile.
No...non eri consapevole di niente...neanche di te stesso. Tutti pensano a fermare il flusso di pensieri, catastrofici o no, pochi si soffermano sul generare i propri pensieri e lasciarli scorrere. Per fermare un flusso di pensieri devi necessariamente pensare a quello che non vuoi pensare...ma , di fatto, ci stai pensando. Se tu non avessi cercato di fermare alcunché ...sarebbe stato meglio. Se avessi pensato di produrre qualcosa di diverso...non ci avresti pensato affatto.
MVP ha scritto: Ho partecipato al volo finale e - per un momento - pensavo di aver risanato la paura che vola con me.
Il problema non è il volo...quindi se ti soffermi ad una soluzione che riguardi il volo non risolvi il tuo problema, cioè il tuo modo di pensare, ma solo una manifestazione. Ciò che cambia è che un attimo dopo ritorni al tuo stato di pensiero iniziale...
MVP ha scritto: Estate 2017: viaggio in canada prenotato dall’inizio dell’anno. La mattina della partenza, completamente attanagliato dall’ansia decido di non partire. Scelta infelice che porta con sé amarezza per “l’evitamento” e la consapevolezza di una sconfitta.
Si...hai fallito il tuo obbiettivo, volare ma ciò non significa che tu non abbia occasione di rivolare. Che problema c’è a subire una sconfitta?
MVP ha scritto: Consapevole (forse solo apparentemente) della solidità e della sicurezza del mezzo aereo, il terrore si concentra nella possibilità di soffrire di un forte attacco di panico dovuto ad una turbolenza, oppure senza una giustificazione apparente. L’attacco di panico potrebbe generare complicanze mediche che, essendo su di un aereo, non potrebbero essere trattate tempestivamente come sulla terraferma.
Da questo pensiero disfunzionale sono bloccato, portandomi alla decisione di affrontare i prossimi voli che ho in programma con l’ausilio di un ansiolitico.
Ecco...l’uso dell’ansiolitico è la scelta peggiore che tu possa fare per aggravare il tuo stato. In realtà è più facile che tu venga assistito a bordo che non a terra. L’attacco d’ansia NON è un pericolo e ciò che cerchi di oggettivare sono proprio le tue paure...in parole povere e schiette stai cercando una scusa plausibile per non volare...ma sono ca**ate. Tu sei lontano dalla consapevolezza...invece il primo passo deve essere proprio verso la consapevolezza...
MVP ha scritto: Chiedo a voi, che di matti come me ne sentirete a centinaia: credete che sia possibile per me tornare a volare serenamente? Quali sono le strategie che potrei attuare?

Vi ringrazio per l’immensa pazienza.
Certamente si. Il primo passo è renderti conto che il problema non è affatto l’aereo e il volo. Il secondo passo è che non puoi rincoglionirti per risolvere il tuo problema bensì acquisire fiducia e consapevolezza. Terzo...applicare un nuovo modo di pensare alla tua vita...e non all’aereo. Possiamo anche entrare in maggiori dettagli...ma se non cogli questi primi aspetti...parliamo per nulla....
Ciao!
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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da MVP » 6 gennaio 2018, 23:53

flyingbrandon ha scritto:
MVP ha scritto:
Certamente si. Il primo passo è renderti conto che il problema non è affatto l’aereo e il volo. Il secondo passo è che non puoi rincoglionirti per risolvere il tuo problema bensì acquisire fiducia e consapevolezza. Terzo...applicare un nuovo modo di pensare alla tua vita...e non all’aereo. Possiamo anche entrare in maggiori dettagli...ma se non cogli questi primi aspetti...parliamo per nulla....
Ciao!
Grazie a tutti per gli spunti che mi avete regalato. Sono pronto a farne tesoro, concentrandomi prima di tutto nel riorganizzare il mio modo di pensare. Avete ragione nel dire che la causa primaria non vada ricercata nella paura del volo che invece è solo una conseguenza.

Grazie di cuore!

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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da flyingbrandon » 7 gennaio 2018, 1:16

MVP ha scritto:
flyingbrandon ha scritto:
MVP ha scritto:
Certamente si. Il primo passo è renderti conto che il problema non è affatto l’aereo e il volo. Il secondo passo è che non puoi rincoglionirti per risolvere il tuo problema bensì acquisire fiducia e consapevolezza. Terzo...applicare un nuovo modo di pensare alla tua vita...e non all’aereo. Possiamo anche entrare in maggiori dettagli...ma se non cogli questi primi aspetti...parliamo per nulla....
Ciao!
Grazie a tutti per gli spunti che mi avete regalato. Sono pronto a farne tesoro, concentrandomi prima di tutto nel riorganizzare il mio modo di pensare. Avete ragione nel dire che la causa primaria non vada ricercata nella paura del volo che invece è solo una conseguenza.

Grazie di cuore!
Vai già?
Hai voglia di rispondere alla domanda sugli sforzi personali?
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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da MVP » 7 gennaio 2018, 11:46

Certamente! Per mia natura tendo sempre a mettermi in discussione cercando di trattare i problemi con ogni mezzo disponibile.
Per la paura di volare mi sono affidato prima ad uno psicoterapeuta per una terapia cognitivo-comportamentale e successivamente ho partecipato al corso Paura di Volare di Lufthansa.
Oggi posso dire che la metodologia del corso, ottima per molti dei partecipanti, a me non funziona a dovere. Vengono in sostanza forniti degli esercizi da praticare durante le fasi del volo per ridurre la tensione. Gli esercizi funzionano come previsto, ma cerco un approccio diverso, più profondo, per risanare la causa di questa paura senza dover ricorrere a degli esercizi durante ogni fase del volo.

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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da flyingbrandon » 7 gennaio 2018, 14:18

MVP ha scritto:Certamente! Per mia natura tendo sempre a mettermi in discussione cercando di trattare i problemi con ogni mezzo disponibile.
Per la paura di volare mi sono affidato prima ad uno psicoterapeuta per una terapia cognitivo-comportamentale e successivamente ho partecipato al corso Paura di Volare di Lufthansa.
Ok...ma questo non rappresenta un immane sforzo personale...come da te definito....o si?
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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da MVP » 7 gennaio 2018, 16:04

flyingbrandon ha scritto:
MVP ha scritto:Certamente! Per mia natura tendo sempre a mettermi in discussione cercando di trattare i problemi con ogni mezzo disponibile.
Per la paura di volare mi sono affidato prima ad uno psicoterapeuta per una terapia cognitivo-comportamentale e successivamente ho partecipato al corso Paura di Volare di Lufthansa.
Ok...ma questo non rappresenta un immane sforzo personale...come da te definito....o si?
Per me lo è stato. Avrei potuto vivere di evitamenti ma ho deciso di affrontare il problema. Alla luce del volo annullato mi sono rimesso subito a volare (procedendo con la terapia), facendo una fatica immane ma ho voluto non fermarmi. Quindi in sostanza si, per me è stato ed è tutt'ora una sforzo immane. Vorrei solo che non fosse più uno sforzo ma che fosse un normale segmento della vita affrontato a dovere.

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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da Exence » 7 gennaio 2018, 16:05

MVP ha scritto: Per la paura di volare mi sono affidato prima ad uno psicoterapeuta per una terapia cognitivo-comportamentale e successivamente ho partecipato al corso Paura di Volare di Lufthansa.
Oggi posso dire che la metodologia del corso, ottima per molti dei partecipanti, a me non funziona a dovere. Vengono in sostanza forniti degli esercizi da praticare durante le fasi del volo per ridurre la tensione. Gli esercizi funzionano come previsto, ma cerco un approccio diverso, più profondo, per risanare la causa di questa paura senza dover ricorrere a degli esercizi durante ogni fase del volo.
Forse non hai risolto proprio perché , in entrambi i casi, ti sei rivolto “all’esterno” per la paura di volare ... mentre i problemi di fondo sono certamente altri.. e se ti guardi dentro li vedrai con chiarezza .. ;)
Ciao!
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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da flyingbrandon » 7 gennaio 2018, 16:43

MVP ha scritto:
flyingbrandon ha scritto:
MVP ha scritto:Certamente! Per mia natura tendo sempre a mettermi in discussione cercando di trattare i problemi con ogni mezzo disponibile.
Per la paura di volare mi sono affidato prima ad uno psicoterapeuta per una terapia cognitivo-comportamentale e successivamente ho partecipato al corso Paura di Volare di Lufthansa.
Ok...ma questo non rappresenta un immane sforzo personale...come da te definito....o si?
Per me lo è stato. Avrei potuto vivere di evitamenti ma ho deciso di affrontare il problema. Alla luce del volo annullato mi sono rimesso subito a volare (procedendo con la terapia), facendo una fatica immane ma ho voluto non fermarmi. Quindi in sostanza si, per me è stato ed è tutt'ora una sforzo immane. Vorrei solo che non fosse più uno sforzo ma che fosse un normale segmento della vita affrontato a dovere.
Ok...allora avevo capito male. Lo sforzo immane è , per te, volare. Non che hai fatto sforzi immani per risolverlo...giusto?
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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da MVP » 7 gennaio 2018, 18:07

Exence ha scritto: Forse non hai risolto proprio perché , in entrambi i casi, ti sei rivolto “all’esterno” per la paura di volare ... mentre i problemi di fondo sono certamente altri.. e se ti guardi dentro li vedrai con chiarezza .. ;)
Ciao!
Credo a questo punto che si, l'impostazione che ho dato fino ad ora alla risoluzione del problema non sia quella corretto. L'approccio va cambiato e sono d'accordo che vada cercato "dall'interno". Grazie!!
flyingbrandon ha scritto: Ok...allora avevo capito male. Lo sforzo immane è , per te, volare. Non che hai fatto sforzi immani per risolverlo...giusto?
Ciao!
Tecnicamente è così. Direi che chiunque partecipi al corso lo faccia per volare, dire che annulli o attenui la paura è una forzatura scorretta.
Sono assolutamente disposto ad impegnarmi seriamente per risolvere questo problema, ho cercato/cerco ogni tipo di strategia. Sicuramente fino ad ora ho sbagliato approccio basandomi solamente sulla necessità di salire sull'aereo senza ore e ore di immane sofferenza.

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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da Exence » 7 gennaio 2018, 18:17

MVP ha scritto: Credo a questo punto che si, l'impostazione che ho dato fino ad ora alla risoluzione del problema non sia quella corretto. L'approccio va cambiato e sono d'accordo che vada cercato "dall'interno
Sono assolutamente disposto ad impegnarmi seriamente per risolvere questo problema, ho cercato/cerco ogni tipo di strategia. .
: ) non ci sono “strategie” o “trucchi” .. penso tu debba solo capire il motivo dell’ansia/panico che ti coglie nelle varie situazioni.. ci sono delle situazioni ricorrenti in cui ti sentì “soffocare” e ti prende il panico? Prova a pensarci ..
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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da MVP » 7 gennaio 2018, 18:24

Exence ha scritto:
: ) non ci sono “strategie” o “trucchi” .. penso tu debba solo capire il motivo dell’ansia/panico che ti coglie nelle varie situazioni.. ci sono delle situazioni ricorrenti in cui ti sentì “soffocare” e ti prende il panico? Prova a pensarci ..
Ti direi, senza voler semplificare, che ho un'ossessione per il controllo. Se la situazione non mi permette questo è probabile che scatti il trigger che sfocia nell'attacco d'ansia.

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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da Exence » 7 gennaio 2018, 19:50

MVP ha scritto:
Exence ha scritto:
: ) non ci sono “strategie” o “trucchi” .. penso tu debba solo capire il motivo dell’ansia/panico che ti coglie nelle varie situazioni.. ci sono delle situazioni ricorrenti in cui ti sentì “soffocare” e ti prende il panico? Prova a pensarci ..
Ti direi, senza voler semplificare, che ho un'ossessione per il controllo. Se la situazione non mi permette questo è probabile che scatti il trigger che sfocia nell'attacco d'ansia.
Sul controllo c’e ‘ moltissimo da dire ..
ti chiedo solo, cosa vuoi controllare esattamente?
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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da flyingbrandon » 7 gennaio 2018, 20:25

MVP ha scritto:
Exence ha scritto:
: ) non ci sono “strategie” o “trucchi” .. penso tu debba solo capire il motivo dell’ansia/panico che ti coglie nelle varie situazioni.. ci sono delle situazioni ricorrenti in cui ti sentì “soffocare” e ti prende il panico? Prova a pensarci ..
Ti direi, senza voler semplificare, che ho un'ossessione per il controllo. Se la situazione non mi permette questo è probabile che scatti il trigger che sfocia nell'attacco d'ansia.
Una curiosità. Se anche dovesse esistere la possibilità di controllare qualcosa....secondo te....come potrebbe essere possibile, per te, ottenerlo, se non hai il neanche il controllo di te stesso? Io penso che se esistesse questa possibilità, come minimo, dovrebbe partire proprio da te prima di estenderlo al resto...no?
Comunque la buona notizia, per te , è che il controllo è un’illusione...e nessuno ce l’ha....
Ciao!
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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da MVP » 7 gennaio 2018, 20:33

Ottenere il controllo di se stessi è un grande esercizio di consapevolezza. Vorrei solo sapere che andrà tutto bene, che il viaggio sarà ottimo e che il mio corpo non mi tradirà uccidendomi e se anche dovessi non stare bene sarei soccorso, senza tragedie.

Razionalmente sono tutti concetti che conosco, a cui credo, però c'è un piccolo e normale margine d'errore su cui pongo troppo l'attenzione. Finisco per essere soggiogato dalle mie emozioni fisiche, da pensieri nefasti e da una tachicardia debilitante.

È il mio modo di pensare che è sbagliato, su questo non ho dubbi.

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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da Exence » 7 gennaio 2018, 20:41

MVP ha scritto:Ottenere il controllo di se stessi è un grande esercizio di consapevolezza. Vorrei solo sapere che andrà tutto bene, che il viaggio sarà ottimo e che il mio corpo non mi tradirà uccidendomi e se anche dovessi non stare bene sarei soccorso,.
Stai parlando ancora del volo, però ;) .. e non è quello il problema ... Ad ogni modo ti garantisco che di attacco di panico non si muore ...
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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da MVP » 7 gennaio 2018, 23:44

Exence ha scritto:
MVP ha scritto:Ottenere il controllo di se stessi è un grande esercizio di consapevolezza. Vorrei solo sapere che andrà tutto bene, che il viaggio sarà ottimo e che il mio corpo non mi tradirà uccidendomi e se anche dovessi non stare bene sarei soccorso,.
Stai parlando ancora del volo, però ;) .. e non è quello il problema ... Ad ogni modo ti garantisco che di attacco di panico non si muore ...
Me lo ripeto ogni volta, spesso le sensazioni fisiologiche sono molto pesanti ed è difficile convincersi che non stia accadendo nulla... Devo trovare delle strategie...

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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da flyingbrandon » 8 gennaio 2018, 1:31

MVP ha scritto:Ottenere il controllo di se stessi è un grande esercizio di consapevolezza. Vorrei solo sapere che andrà tutto bene, che il viaggio sarà ottimo e che il mio corpo non mi tradirà uccidendomi e se anche dovessi non stare bene sarei soccorso, senza tragedie.
Ma questa non è consapevolezza. La vita va come deve andare...non sei tu a decidere o poter volere che vada come dici tu. Ma non per il volo...per tutto. Quando sei in macchina tu puoi essere attento, prudente, ma se all’ultimo il camionista che viene nella corsia opposta ti viene addosso sbandando puoi non farci nulla. Se domani il tuo cuore ti piantasse in asso non puoi farci nulla. Non puoi avere il controllo di NIENTE....e questo è il primo passo per essere consapevole. Il tuo punto di partenza, quindi, non potrà mai essere la certezza ...o, se vuoi, l’unica certezza che si ha nella vita è che prima o poi si muore. Non ce ne sono altre. Questo È il punto di partenza...ogni altro punto di partenza è sbagliato in partenza...soprattutto se NEGA ciò che è l’unica certezza che puoi avere. Ha senso vivere bene proprio perché non vivi in eterno....e il tuo modo di vivere è la cosa più lontana che ci sia dal vivere bene. La tua è una vita faticosa perchè si oppone al NATURALE flusso della vita.
MVP ha scritto: Razionalmente sono tutti concetti che conosco, a cui credo, però c'è un piccolo e normale margine d'errore su cui pongo troppo l'attenzione. Finisco per essere soggiogato dalle mie emozioni fisiche, da pensieri nefasti e da una tachicardia debilitante.

È il mio modo di pensare che è sbagliato, su questo non ho dubbi.

No ...razionalmente non significa nulla. Le tue emozioni e il loro risvolto fisico ti stanno urlando che, della vita, non hai capito un c***o....perché non esiste una parte razionale e un’altra no...neghi la vita...neghi i normali aspetti che seguono il flusso della vita...neghi le tue emozioni e, per questo , urlano. Se parli ad una persona è non ti sente cosa fai? Parli più forte! Continua a NON sentire ma deve necessariamente sentire...che fai? Urli! Ti pari davanti...costringi quella persona a recepire un messaggio. Bene...il tuo corpo e le tue emozioni stanno facendo esattamente questo. Non sono loro ad essere sbagliate ma l’idea che hai della vita e come debba essere. Dici di non avere dubbi ma continui a voler decidere come le emozioni debbano rispondere...ma il più piccolo passo verso la consapevolezza è accettare ciò che c’è...perché è lì ora. La certezza non puoi averla nel futuro. Tu la chiedi solo al futuro. Non esiste consapevolezza futura...ma solo presente.
Ciao!
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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da Exence » 8 gennaio 2018, 8:29

MVP ha scritto: Me lo ripeto ogni volta, spesso le sensazioni fisiologiche sono molto pesanti ed è difficile convincersi che non stia accadendo nulla... Devo trovare delle strategie...
Come già ti ha detto flyingbrandon, le sensazioni fisiologiche sono forti perché è il tuo corpo che ti urla che qualcosa non va...
Ripeto... non devi cercare "strategie" ...
E' la tua testa a generare quelle ansie... e sempre "lei" può, allo stesso modo, non generarle...
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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da flyingbrandon » 8 gennaio 2018, 9:35

MVP ha scritto: Me lo ripeto ogni volta, spesso le sensazioni fisiologiche sono molto pesanti ed è difficile convincersi che non stia accadendo nulla... Devo trovare delle strategie...
Non devi convincerti di nulla. Non devi trovare strategie che ti forzino ancora di più ad avere il controllo se, come hai visto negli anni, sono le stesse che ti portano a perderlo. È proprio quella ossessione di controllo che ti porta a perderlo...e lo perderai sempre perché non hai modo di controllare niente...ed è proprio questo conflitto che sfocia nel tuo attacco di panico. Conosci il senso biologico dell’attacco di panico? Sai perché, in natura accade ed esiste?
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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da MVP » 8 gennaio 2018, 10:30

Grazie per avermi aiutato ad intravedere la fonte del problema. Lavorerò molto su me stesso per non ostacolare il normale svolgimento della mia vita, ascoltando ed assecondando le sensazioni fisiche che evidentemente mi stanno parlando.

L'attacco di panico è un meccanismo insito nell'essere umano e in quello di qualunque altro essere vivente. La sensazione di pericolo imminente fa scattare tutta una serie di misure di sicurezza che si possono facilmente ritrovare in natura: il battito accelerato per irrorare i muscoli e scappare, le pupille dilatate per una maggiore prontezza di riflessi, ... Che questo pericolo sia all'interno o all'esterno poco importa, questo protocollo di sicurezza scatterà sempre. Anzi, devo dire che è molto confortante conoscere questo meccanismo e notare quanto in fondo sia meravigliosamente naturale. Se non finissi con lo spaventarmi potrei benissimo accettarlo senza respingerlo. Probabilmente smetterebbe di ripresentarsi!

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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da Exence » 8 gennaio 2018, 11:28

MVP ha scritto:Grazie per avermi aiutato ad intravedere la fonte del problema. Lavorerò molto su me stesso per non ostacolare il normale svolgimento della mia vita, ascoltando ed assecondando le sensazioni fisiche che evidentemente mi stanno parlando.

L'attacco di panico è un meccanismo insito nell'essere umano e in quello di qualunque altro essere vivente. La sensazione di pericolo imminente fa scattare tutta una serie di misure di sicurezza che si possono facilmente ritrovare in natura: il battito accelerato per irrorare i muscoli e scappare, le pupille dilatate per una maggiore prontezza di riflessi, ... Che questo pericolo sia all'interno o all'esterno poco importa, questo protocollo di sicurezza scatterà sempre. Anzi, devo dire che è molto confortante conoscere questo meccanismo e notare quanto in fondo sia meravigliosamente naturale. Se non finissi con lo spaventarmi potrei benissimo accettarlo senza respingerlo. Probabilmente smetterebbe di ripresentarsi!
Al di là della definizione scientifica di attacco di panico, prova a vedere le cose non come "pericoli", ma da un'altra prospettiva: la paura nasce solo se subisci le cose e non c'è quando tu vivi le varie situazioni come una sfida, affrontandole, che siano di studio, lavorative, o altro.
Prova a fare qualcosa che sia fuori dagli schemi, metti un pizzico di follia nelle tue giornate, un vestito eccentrico, andare a un concerto, fare colazione mangiando o bevendo qualcosa di nuovo...
Il panico nasce dalla preoccupazione di una cosa che non c'è ancora e che magari non ci sarà mai...
spero di esserti stata utile almeno un po'!
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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da MVP » 8 gennaio 2018, 11:56

Exence ha scritto:
Al di là della definizione scientifica di attacco di panico, prova a vedere le cose non come "pericoli", ma da un'altra prospettiva: la paura nasce solo se subisci le cose e non c'è quando tu vivi le varie situazioni come una sfida, affrontandole, che siano di studio, lavorative, o altro.
Prova a fare qualcosa che sia fuori dagli schemi, metti un pizzico di follia nelle tue giornate, un vestito eccentrico, andare a un concerto, fare colazione mangiando o bevendo qualcosa di nuovo...
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Mi hai dato ottimi consigli che prenderò al volo, ti ringrazio moltissimo!

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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da Exence » 8 gennaio 2018, 12:00

MVP ha scritto:
Exence ha scritto:
Al di là della definizione scientifica di attacco di panico, prova a vedere le cose non come "pericoli", ma da un'altra prospettiva: la paura nasce solo se subisci le cose e non c'è quando tu vivi le varie situazioni come una sfida, affrontandole, che siano di studio, lavorative, o altro.
Prova a fare qualcosa che sia fuori dagli schemi, metti un pizzico di follia nelle tue giornate, un vestito eccentrico, andare a un concerto, fare colazione mangiando o bevendo qualcosa di nuovo...
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"Prenderò al volo" ... vedi, lo dice anche il modo di dire che hai usato ;)! coraggio!
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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da flyingbrandon » 8 gennaio 2018, 12:33

MVP ha scritto:
L'attacco di panico è un meccanismo insito nell'essere umano e in quello di qualunque altro essere vivente. La sensazione di pericolo imminente fa scattare tutta una serie di misure di sicurezza che si possono facilmente ritrovare in natura: il battito accelerato per irrorare i muscoli e scappare, le pupille dilatate per una maggiore prontezza di riflessi, ... Che questo pericolo sia all'interno o all'esterno poco importa, questo protocollo di sicurezza scatterà sempre. Anzi, devo dire che è molto confortante conoscere questo meccanismo e notare quanto in fondo sia meravigliosamente naturale. Se non finissi con lo spaventarmi potrei benissimo accettarlo senza respingerlo. Probabilmente smetterebbe di ripresentarsi!
No...quello che hai descritto non è l’attacco di panico. È la normale reazione “fight o flight”...che ultimamente è diventata “fight flight o freeze”...dove hai un copioso rilascio di adrenalina bla bla bla...il sangue che si sposta verso la periferia, quindi agli arti, per permetterti di combattere al massimo della forza che puoi esprimere...o scappare altrettanto velocemente. Ma questo non è un attacco di panico!! Tu hai questa reazione o hai un attacco di panico?
L’attacco di panico è sì una reazione normale...ma non quando esiste un pericolo e basta ma quando hai decreatato che non c’e Più nulla da fare e sei morto...per farti un esempio...hai una tigre feroce davanti che sta per sbranarti...l’attacco di panico ti porta anche a perdere i sensi per evitare di sentire dolore mentre ti sbrana. Dici giusto..che il pericolo sia reale o immaginario ,a te e al tuo fisico, poco cambia perché arriva quel segnale. Ma non è tanto per la definizione scientifica che è importante saperlo...ma perché se è vero che questo meccanismo scatta sotto quelle condizioni il fatto che sia TU a determinare il segnale e non la tigre davanti a te fa la differenza....un’enorme differenza. La prima enorme differenza è che non è l’attacco di panico ad essere “sbagliato” ma il segnale che produci tu. Non hai risposto alle domande che ti avevo fatto sopra....cosa controlli nella tua vita? Perché mantenere uno schema dannoso di pensiero ....lo si fa perché ci pare ci siano dei vantaggi...ed è importante cogliere quali siano, per te, i vantaggi....proprio per mostrarti che, in realtà, non hai alcun vantaggio inseguendo questa sensazione di controllo. L’altro aspetto rilevante è che tu vivi confondendo il tuo pensiero con la realtà. Non è così. Tu la tigre davanti NON ce l’hai...e l’aereo NON sta precipitando. Purtroppo , spesso, si sviluppa questa “presunzione”...cioè di sapere....mentre, al contrario, non si sa una mazza. Nessuno può “sapere” cosa accadrà tra 10 minuti. Il tuo pensiero che ti permette di vivere come se sapessi....ti inganna....e tu , ahimè, ci credi. Siccome statisticamente è probabile che tu possa indovinare cosa accadrà tra 5 minuti hai sviluppato questa presunzione di “sapere”...ma la vita ti sta mostrando, quotidianamente, che non sai...e proprio il conflitto tra questi due aspetti....ciò che credi di sapere e cio che , IN REALTÀ SAI, si manifesta nei tuoi disagi esistenziali. La consapevolezza è quello strumento che ti permette di radicare la tua esistenza nel “qui e ora”....senza giudizio...ti mostra ciò che è...non ciò che vorresti che sia. Tra te e la vita vince la vita. Io faccio una netta distinzione tra essere a conoscenza e essere consapevole. La prima è semplice...è quella che usi tu “so che gli aerei non cascano per questa turbolenza che sto vivendo”....”so che sono io e devo lavorare su di me”....ma sono “dati”...che tu puoi c***re come il sapere il prefisso internazionale del Togo. La consapevolezza è un qualcosa che porta la tua conoscenza ad una piena comprensione...lo sai e ci credi....perché è così. È uno stato dell’anima...non riguarda l’intelletto. Ma se non fai pace tra il tuo intelletto e tutto il resto...non potrai mai giungere a questa consapevolezza. Dalla consapevolezza...sì...puoi cambiare gli aspetti della vita che non ti piacciono...o, per lo meno, lo fai e avrai nuove consapevolezza....anche quella di capire che certe cose non le puoi cambiare. Essere consapevoli ti permette di avere quella lucidità che ti fa operare delle scelte ,che al momento ritieni giuste, accogliendo il risultato....che potrebbe essere ben diverso da ciò che pensavi tu...in meglio o in peggio. Ma consapevole del risultato....riparti ad operare nuove scelte. DImentica il risultato....quella è una conseguenza...è nel futuro. Tu SOLO nel presente puoi e devi lavorare. Per fare questo....smetti di essere “presuntuoso”....ti si apre una nuova esistenza che non avresti immaginato neanche nei migliore dei tuoi sogni.
Ciao!
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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da MVP » 5 febbraio 2018, 11:59

Ciao a tutti!

Ritorno dopo una un'esperienza che vorrei condividere con voi.
Questo week end sono stato a Parigi, città che amo molto e che visito abbastanza spesso raggiungendola via aereo.
Era da ottobre che non salivo su di un volo, e come vi raccontavo nella mia lunga confessione, è in questi ultimi mesi che i miei stati di panico si sono acuiti sensibilmente compromettendo anche alcuni aspetti del mio quotidiano, al di là dell'esperienza in volo. (Prima, solitamente, si manifestava in forma acuta solamente in volo).

Ascoltando il vostro consiglio, mi sono reso conto che il volo sia solo una parte di una natura più complessa che va affrontata, per questo mi sto affidando a mani esperte per superare questo momento.

Qui però vorrei raccontarvi solo la situazione volo:

Il volo è un serale, che come già vi spiegavo, mi destabilizza molto di più ma, per questioni lavorative, non avrei potuto scegliere un'orario diverso da quello.

L'ansia si è fatta sentire già in aeroporto, sentivo la paura di innescare un attacco di panico esponendomi al volo. La mia paura - in fondo - è questa: stare male a bordo e non avere alcuna via d'uscita.
Saliamo a bordo (non viaggiavo solo) e decido di avvertire immediatamente un'assistente di volo del mio stato di panico, la quale, carinamente cerca di rassicurarmi sulle condizioni meteo stabili e sulla breve durata del volo.

Al momento della chiusura delle porte la mia mente si annebbia completamente, chiamo l'assistente di volo e chiedo di scendere.
Qui con prontezza e sensibilità, interviene il capo cabina (che comunque stava trattenendo la scaletta in modo da consentirmi di scendere) che mi propone di passare il viaggio accanto a lui nello strapuntino (ovviamente in accordo con il pilota). Ho quindi deciso di non scendere e di passare il volo accanto a lui. Il giovane capocabina è stato di una gentilezza e di un'umanità commovente, se non fosse stato per lui sarei certamernte sceso.
Il mio livello d'ansia, nonostante la curiosa sistemazione a borso non è calato fino all'atterraggio, causandomi tremori, iperventilazione e tachicardia.

Menomale, in qualche modo sono arrivato a Parigi. E' stato difficile poi godersi il week end avendo lo spauracchio del volo previsto per questa mattina (questa volta in solitaria). La paura di riprovare le sensazioni fisiche di un così forte attacco di panico mi hanno tormentato.

Alla fine abbiamo deciso di rientrare partendo ieri sera con un treno notturno, raggiungendo la destinazione all'alba.

Ho sempre creduto che l'esposizione ripetuta mi avrebbe fatto bene, invece mi rendo conto di avere un problema più radicato che ha bisogno di attenzioni e cure.

Credo che ora debba sospendere per un periodo la prenotazione di voli aerei, lavorando su me stesso troverò quella fiducia e quella forza che ora mi manca. Continuare a premere su quel tasto dolente forse non è la strada più intelligente.

So con certezza che ne uscirò. Mi rattrista terribilmente vedere questo continuo peggioramento della mia situazione a bordo di un aereo ma non sarà così per sempre. La volontà è forte, ma da sola non basta.

Grazie per i vostri consigli e per il vostro tempo.

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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da tartan » 5 febbraio 2018, 13:57

Non credo che farò molto per te, non sono bravo come Brandon, però io ho vissuto qualcosa di analogo a quello che hai raccontato anche se non riguardo all'aereo ma ad una situazione analoga dalla quale non potevo scappare.
Un giorno di tanti anni fa tornando a casa nella mia fiat 500 e percorrendo il muro torto di Roma (i romani sanno ma non è importante) ho sentito un dolore al petto ed ho pensato fosse un infarto. Il muro torto è un percorso dentro Roma un pò fuori e un pò sotto terra. L'ho percorso come in trance, tutto fino a casa. A casa ho telefonato al mio medico che mi ha risposto: se tu avessi avuto un infarto non saresti al telefono a raccontarmelo. Ciò nonostante, da quel giorno non ho potuto più guidare la macchina, non ho potuto più prendere il pulman dell'alitalia che mi portava al lavoro perchè non potevo stare al chiuso, non ho più potuto addormentarmi la sera perchè appena chiudevo gli occhi mi svegliavo con il cuore a mille.
Risultato ho cominciato a camminare in città fino a stancarmi, naturalmente ero a casa in malattia, non potendo prendere mezzi per andare a lavorare a FCO. Alla fine ho dovuto trovare una soluzione e così decisi di prendere il treno per FCO per il solo motivo che potevo alzarmi e camminare durante il tragitto. Però non era una situazione sostenibile, dovevo lavorare, dovevo spostarmi, non potevo farlo in macchina, non potevo farlo con il bus, non potevo andare a piedi e la stazione del treno era lontana da casa e il percorso me lo facevo tutto a piedi. Ero sposato ed avevo una figlia, quindi dovevo trovare una soluzione. All'epoca mi interessavo di psicologia e trovai fra i testi universitari un libro che parlava di training autogeno. Cominciai a leggerlo, e, da solo, mi misi a praticare alcuni esercizi. Tempo pochi mesi sono uscito dal buio e sono tornato alla massima libertà di azione, completa.
Non ti sto consigliando una via, cerco solo di dirti che l'aereo non centra niente e che devi trovare dentro di te il tuo giusto equilibrio, quale che sia il metodo che usi.
La mia vita è dove mi spendo, non dove mi ingrasso!
Prima o poi si muore, non c'è scampo, l'importante è morire da vivi.
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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da MVP » 5 febbraio 2018, 15:06

tartan ha scritto:Non credo che farò molto per te, non sono bravo come Brandon, però io ho vissuto qualcosa di analogo a quello che hai raccontato anche se non riguardo all'aereo ma ad una situazione analoga dalla quale non potevo scappare.
Un giorno di tanti anni fa tornando a casa nella mia fiat 500 e percorrendo il muro torto di Roma (i romani sanno ma non è importante) ho sentito un dolore al petto ed ho pensato fosse un infarto. Il muro torto è un percorso dentro Roma un pò fuori e un pò sotto terra. L'ho percorso come in trance, tutto fino a casa. A casa ho telefonato al mio medico che mi ha risposto: se tu avessi avuto un infarto non saresti al telefono a raccontarmelo. Ciò nonostante, da quel giorno non ho potuto più guidare la macchina, non ho potuto più prendere il pulman dell'alitalia che mi portava al lavoro perchè non potevo stare al chiuso, non ho più potuto addormentarmi la sera perchè appena chiudevo gli occhi mi svegliavo con il cuore a mille.
Risultato ho cominciato a camminare in città fino a stancarmi, naturalmente ero a casa in malattia, non potendo prendere mezzi per andare a lavorare a FCO. Alla fine ho dovuto trovare una soluzione e così decisi di prendere il treno per FCO per il solo motivo che potevo alzarmi e camminare durante il tragitto. Però non era una situazione sostenibile, dovevo lavorare, dovevo spostarmi, non potevo farlo in macchina, non potevo farlo con il bus, non potevo andare a piedi e la stazione del treno era lontana da casa e il percorso me lo facevo tutto a piedi. Ero sposato ed avevo una figlia, quindi dovevo trovare una soluzione. All'epoca mi interessavo di psicologia e trovai fra i testi universitari un libro che parlava di training autogeno. Cominciai a leggerlo, e, da solo, mi misi a praticare alcuni esercizi. Tempo pochi mesi sono uscito dal buio e sono tornato alla massima libertà di azione, completa.
Non ti sto consigliando una via, cerco solo di dirti che l'aereo non centra niente e che devi trovare dentro di te il tuo giusto equilibrio, quale che sia il metodo che usi.

Grazie per aver condiviso questa tua storia. Mi rincuora pensare che a seguito di uno shock come quello che hai vissuto, in un modo o nell'altro ne sei uscito riprendendo la tua vita normale. Questo mi rasserena un po'!

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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da flyingbrandon » 5 febbraio 2018, 17:42

MVP ha scritto:Ciao a tutti!

Ritorno dopo una un'esperienza che vorrei condividere con voi.
Questo week end sono stato a Parigi, città che amo molto e che visito abbastanza spesso raggiungendola via aereo.
Era da ottobre che non salivo su di un volo, e come vi raccontavo nella mia lunga confessione, è in questi ultimi mesi che i miei stati di panico si sono acuiti sensibilmente compromettendo anche alcuni aspetti del mio quotidiano, al di là dell'esperienza in volo. (Prima, solitamente, si manifestava in forma acuta solamente in volo).
Questo è normale...perché il volo è una manifestazione...non una causa...ma ciò che genera quella manifestazione, come hai potuto notare, si espande al resto...
MVP ha scritto: Il volo è un serale, che come già vi spiegavo, mi destabilizza molto di più ma, per questioni lavorative, non avrei potuto scegliere un'orario diverso da quello.
Curiosità...perché hai smesso di scrivere prima di prendere il Volo?

MVP ha scritto: Ho sempre creduto che l'esposizione ripetuta mi avrebbe fatto bene, invece mi rendo conto di avere un problema più radicato che ha bisogno di attenzioni e cure.
Non è una mera questione di radicalizzazione del problema...è che hai cercato una soluzione ad un problema che NON è il problema.
MVP ha scritto: Credo che ora debba sospendere per un periodo la prenotazione di voli aerei, lavorando su me stesso troverò quella fiducia e quella forza che ora mi manca. Continuare a premere su quel tasto dolente forse non è la strada più intelligente.
Premere su quello non è la strada più intelligente...ma è il tuo feedback migliore. Scegliere di non volare più per occuparti di te non è neanche quella una strada particolarmente intelligente. È più facile che tu possa passare del tempo a cercare delle soluzioni senza mai metterle in atto. Volare è la tua spia più evidente....usala. Non credere di dover fare chissà quale percorso...ti basta prendere la strada “giusta”. Ma per provare che lo sia dovresti provare a volare...
MVP ha scritto: So con certezza che ne uscirò. Mi rattrista terribilmente vedere questo continuo peggioramento della mia situazione a bordo di un aereo ma non sarà così per sempre. La volontà è forte, ma da sola non basta.

Grazie per i vostri consigli e per il vostro tempo.
Credimi...la volontà basta eccome. Non credere , però, che la tua volontà possa risiedere nel toccare determinati aspetti, quali il Volo , lasciando inalterati altri aspetti che riguardano il tuo pensiero e tutta la tua vita...
Ciao!
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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da Exence » 5 febbraio 2018, 20:07

Ciao MVP, innanzitutto mi spiace che tu ti sia sentito male; credo che tu sappia , dentro di te, quale sia la vera nota stonata della tua vita, quella che ti guasta dentro a prescindere dall’aereo... se ci si prende il tempo di parlare con noi stessi le risposte anche se scomode sono li’ , che ci parlano da sole, anche senza affidarsi “a mani esperte”...
L’unico consiglio che posso darti e ‘ proprio quello di accettare con te stesso la cosa che nella tua vita ti genera ansia o insoddisfazione o disagio e fare di tutto per liberartene... è brutto avere una “guerra dentro”, ma siccome siamo noi a generarla, sempre noi abbiamo il potere di farla finire : )
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Re: La mia (sempre più) grande paura.

Messaggio da 328gts » 5 febbraio 2018, 20:25

...la volontà basta eccome. Non credere , però, che la tua volontà possa risiedere nel toccare determinati aspetti, quali il Volo , lasciando inalterati altri aspetti che riguardano il tuo pensiero e tutta la tua vita...
Ciao!

Ho citato Brandon in questo modo perché nn riesco a farlo meglio.
Ma in queste poche parole c è la soluzione; scolpiscile nella testa.

Io sono entrato in questo forum da PDV, io sono sceso da un aereo che stava per prepararsi al rullaggio e un altro volo ho fatto come te, fermato L aereo e assistito da una hostess.
Quindi ti capisco benissimo
Ma ho fatto anche di peggio nella mia vita per colpa dell ansia e la soluzione , come ti hanno spiegato Tartan e Brandon c’è , sono diversi i punti che devi andare a toccare e la volontà fa tantissimo .
Riprenditi la vita, questo è stato il mio motore, volevo la mia bella,opulenta, smargiassa vita!!!! Lo dovevo alla mia famiglia ma, soprattutto, a me stesso.
E oggi mi sono goduto un panorama qui in Sudafrica che ricorderò sino a quando avrò la bavetta alla bocca e non vedo l’ora di imbarcarmi dopodomani per andare ad Abu Dhabi perché nn ci sono mai stato.

Vedrai che funziona !!!!

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