Linda ha scritto:-
Riguardo all’Airbus non ho detto che sia “normale”, non è all’ordine del giorno fallire questi test, anche se di poco. Evidentemente hanno sbagliato qualcosa nei “conti”, ma non dovranno riprogettare l’ala a tavolino. Non si arriva a questo punto dello sviluppo di un aereo con un’ala sola stecchita nel cassetto dei progetti. Volevo sottolineare che non è il caso di creare allarmismo o di gridare allo scandalo. Lo so che l'immagine è importante, ed è proprio per questo che sono dispiaciuta.
…
Questo nulla toglie al fatto che all’Airbus abbiano sbagliato, loro hanno progettato secondo la vigente normativa e quell’ala non si doveva rompere in quel test, però continuo a pensare che l’unico reale danno l’abbia subito l’immagine di quell’ala, non la sua sicurezza.
Nicolino ha scritto:Non sono molto daccordo con Te, Linda. Gli errori in fase progettuale è vero che possono esserci, però è auspicabile che si verifichino al di sopra dei limiti minimi richiesti alla struttura progettata, non al di sotto. E' vero che generalmente lo studio al calcolatore consente raffinati dettagli fluidodinamici e maggiore sicurezza sulla struttura. Proprio per questo non è giustificabile una rottura sotto i valori massimi. E' chiaro che riusciranno a risolverlo, è altrettanto vero che hanno subito un danno di immagine notevole. Hanno fatto la solita figura da francesi.....come dice un mio amico devono fare lo champagne, se riescono a farlo meglio di noi, s'intende....

Ho letto gli articoli riportati sul primo posto e, più che di errore qui si tratta di presunzione. Sembra, infatti, per stessa ammissione del vicepresidente di Airbus, che l’ala dell’A380 sia stata progettata ai limiti della normativa: praticamente un suicidio (progettuale e di immagine, si intende)! A questo punto meglio che quest’ala abbia dimostrato i propri limiti in questa fase, evitando, quindi, che quest’errore fosse rimasto nascondo con il rischio (gravissimo) di causare incidenti ad una aereo pienamente operativo. Magari non sarebbe mai successo niente, per via del parametro 1.5 difficile da raggiungere, e l’A380 avrebbe avuto una splendida carriera; come magari lo sforzo strutturale alla lunga avrebbe presentato il problema. Ricordate i Concorde? Sono stati messi a riposo non a seguito dell’incidente occorso ad uno di essi, bensì poiché in seguito ai controlli successivi proprio a quell’incidente, ci si rese conto che la fatica stava indebolendo irrimediabilmente la fusoliera. Altrimenti volerebbe ancora sui nostri (sigh! E chi l’ha mai visto?) cieli.
Gozer ha scritto:Non so, io non sarei così sicuro del contrario, se pensiamo che i criteri utilizzati dall'Istat, quindi un istituto estremamente autorevole, per il calcolo dell'inflazione, sono (erano fino a relativamente poco tempo fa, non so se sono stati poi effettivamente modificati in modo efficiente) del tutto obsoleti e tuttavia utilizzati per dati, analisi e provvedimenti ufficiali molto importanti di carattere economico.
Vogliamo parlare dei limiti di velocità? Per carità, è giusto rispettarli, ma sono completamente inadeguati in buona parte dei casi, in relazione agli standard attuali dei veicoli (e spesso non solo).
Sinceramente non mi sembrano esempi validi.
Innanzitutto perché ciò che sforma l’Istat quasi mai è verità assoluta, ma, appunto, statistiche. E come tali vengono considerate.
I limiti di velocità, poi, sono un esempio contrario al nostro discorso. Infatti, in questo caso, il non superamento dei limiti mantiene il veicolo entro limiti di sicurezza (assurdi, poiché esageratamente cautelativi); se invece vengono superati continuamo ad essere entro limiti di sicurezza che la tecnologia oggi garantisce. Quindi il mezzo è superiore alla normativa, anzi, il limite normativo non si avvicina neanche al limite tecnologico. Nel nostro caso è il limite normativo che deve garantire un limite minimo tecnologico, sotto il quale la tecnologia diventa pericolosa.
Comunque in ambito progettuale i limiti normativi sono sempre di gran lunga superiori agli sforzi che agiscono in maniera standard sul progettato. Nell’edilizia, ad esempio, la normativa prevede limiti di sicurezza tre volte superiori allo sforzo massimo che si possa verificare sulla struttura che viene progettata; se poi si tiene in considerazione che il carico di utilizzo in genere è di 1/3-1/4 di quel carico massimo, allora il limite è pari a 9-12 volte il carico standard.
reporter ha scritto:Non so nulla di ali, ma il 380 avrà vita dura. Non è impiegabile nel modo giusto ed è troppo grande. Per essere chiari: sulle rotte che coprirà dovranno riempirlo, tagliando le frequenze. Meno voli vogliono dire meno comodità. Ecco perchè, a mio, avviso il futuro è un Dream.... Anche perchè può atterrare dappertutto, anche a Caselle...
Così come avevo asserito nell’apposito topic, concordo parzialmente con questa asserzione, poiché reputo, invece, che le rotte che dovrà coprire, leggi Asia, siano oggi l’unico mercato in cui possa inserirsi come aereo passeggeri: non scordiamoci che la sola Cina ha un sesto della popolazione mondiale. O vedo un po’ meglio come cargo, di cui saranno costruiti 27 esemplari: questo sì sarà un mercato in espansione.