ALBASTAR CONSOLIDA, MA L’ATTENZIONE E’ AL FUEL IN FORTE RISALITA

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E’ il CCO della compagnia spagnola Giancarlo Celani (ripreso in alcune foto della gallery), ex Livingston, a fare gli onori di casa allo stand AlbaStar in fiera a Rimini; il vettore è ormai all’ottavo anno di attività, ha una flotta attualmente stabilizzata a 6 macchine (tre B737-400 e tre B737-800) e il mese in corso, che terminerà con la chiusura dell’anno fiscale della compagnie, è l’occasione giusta per discutere brevemente dei risultati degli ultimi 12 mesi.

Non vengono forniti dati di traffico puntuali ma le aspettative di fine anno sono allineate col budget e anzi è possibile che le performance siano leggermente migliori; le attenzioni sono quindi già rivolte alla summer 2019, con un anno fiscale già delineato e piani per un operativo stabile rispetto al 2018, lasciando alle basi di Orio al Serio e Palma di Mallorca il loro ruolo chiave (significativo è l’incremento dell’incoming su Palma di Mallorca, che quindi è ancora più una destinazione strategica).

La flotta, che come detto è composta da sei macchine, vedrà nei prossimi 24/36 mesi l’ingresso di ulteriori B737-800, tutti in leasing operativo, che andranno a rimpiazzare in toto i -400 (destinati al phase out) e automaticamente ad incrementare di un 5% circa l’offerta di posti attuale.

Nel network di AlbaStar risultati rimarchevoli vengono messi a segno sull’Egitto, che è in una fase di forte recupero e che ha dalla sua il grande vantaggio di essere una destinazione non soggetta agli alti e bassi del traffico legato alla stagionalità: Marsa Alam e Sharm El Sheikh sono destinazioni quasi completamente charterizzate (esiste solo un volo di linea domenicale da Bergamo) legate a prodotti con una redditività alta sia per il tour operator che per la compagnia.

In un periodo di consolidamento l’unica variabile che può scombinare le carte in tavola, e che rappresenta una tematica cui porre tutte le attenzioni possibili, è l’attuale fase di crescita del prezzo del carburante: se il trend non si fermasse potrebbe costringere a variare con una certa frequenza il pricing per rincorrere i rincari che sempre più influiscono sul business di tutte le compagnie.

(Fabrizio Ripamonti)