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Premessa: chi desiderasse scorrere esclusivamente le foto può andare direttamente nella seconda metà, l’inizio è solo testo discorsivo

INTRO

Charles Robert Darwin così scriveva nel libro intitolato Viaggio di un naturalista intorno al mondo: “Viaggiare insegnerà la diffidenza, ma al tempo stesso quante persone veramente di cuore ci sono, con le quali non si avranno mai più contatti, e che tuttavia sono pronte a offrire il più disinteressato aiuto”.

Sono passati circa 180 anni da quello scritto, il mondo è cambiato profondamente – e non sempre in meglio – ma questa citazione risulta ancora essere di stretta attualità.

E’ con questo spirito che inizia ogni mio viaggio, soprattutto all’estero, nella consapevolezza di poter unire la passione per l’aviazione (nel 95% dei casi) ad un’altrettanta fervente curiosità: la cultura degli altri popoli; in questa fase della mia esistenza, senza particolari sollecitazioni di vita privata, è quindi soprattutto un piacere dedicare giornate nel seguire ciò che amo.

Il 2018, più che nelle stagioni precedenti, è per me l’anno della Red Bull Air Race: lo è perché mi piace seguirla, semplicemente… come media o no; e mi piace per una serie di aspetti che probabilmente troveranno una menzione nel mio report, senza alcuna pretesa di condivisione

E’ così tempo di iniziare a pensare al viaggio: il mio consueto bisogno di unire, se possibile, l’economicità allo stacco dalla routine – che per me è rappresentato dalla possibilità di volare su una macchina di non massiva diffusione come possono esserlo l’A320 family e il B737 – mi fa inizialmente scremare le scelte mantenendo due vettori:
– il primo è Aeroflot, che avendo una frequenza abbondante da Malpensa a Mosca – ma anche da Mosca a Kazan – permette ogni possibile combinazione: opera con i plasticoni, con i “SetteTre” ma, e la cosa si fa interessante, ha un doppio operativo giornaliero sulla SVO-KZN con il Sukhoi Superjet 100;
– il secondo è un vettore low-cost, con un prezzo più basso al momento della prima ricerca, ma con un operativo molto più ridotto e le solite policies dalle compagnie low fares; lo tengo in piedi come alternativa solo perché usa il CS300 (ora Airbus A220-300, dopo l’acquisizione del progetto CSeries di Bombardier da parte del costruttore francese).


Deciderò per la scelta più logica: Aeroflot.

Ma odio volare come passeggero standard, a me piace interagire con il vettore e dimostrare il mio interesse: non voglio ricevere alcun trattamento di favore, ci mancherebbe, ma arricchire il viaggio sì; tutto ha origine al “Catullo” di Verona, alla conferenza stampa di presentazione del nuovo collegamento Verona-Mosca operativo dallo scorso 1 luglio: avvicino a fine evento il Rappresentante Aeroflot per l’Italia, A.D. (non so se posso menzionare per intero le persone, al momento utilizzo solo le iniziali) per sondare il terreno e capire se l’azienda normalmente è disponibile a valutare proposte di photo shooting oppure se le regole sono restrittive ed è meglio abbandonare ogni velleità. Noto apertura ed interesse, la cosa si fa interessante. Il giorno successivo formalizzo i miei desiderata via mail. Quella sera sono talmente carico che… viene registrato un addebito sulla mia carta di credito: ho il mio PNR, comprensivo di due tratte con l’SSJ100!

Subentra un altro giorno, e il contatto con Aeroflot diventa significativo: forte della mia prenotazione contatto l’ufficio stampa a Mosca e formulo le stesse domande rivolte ad A.D. Il primo pomeriggio è quello più elettrizzante: E.P., Sales Manager Aeroflot in Italia, mi risponde a nome di A.D. e mi propone persino di schedulare la partenza o il ritorno su Verona (ma ahimé, ho già prenotato); un’ora e 8 minuti dopo mi risponde anche l’ufficio stampa, anche lì massima disponibilità. (GRAZIE A TUTTI!)

Sono sincero: mi ero erroneamente convinto che con loro ci potessero essere policy un po’ più restrittive, e invece mi devo assolutamente ricredere… e lo faccio con enorme piacere.

Ciò che segue è lo sviluppo di un processo iniziato come scritto sopra, e proseguito con l’acquisto dei voli…

 

ANDATA: MXP-KZN via SVO – 23 agosto 2018

E’ circa l’alba quando la sveglia suona, ma io ho già gli occhi sgranati da un’ora; il bagaglio è pronto al 90% da 4 giorni, un ulteriore 5% è stato aggiunto a 36 ore dalla partenza e l’ultimo 5% – prevalentemente carta di diversa tipologia e “sporcata” da diverse stampe, tra cui “pizzini I.C.E.” anche in cirillico piazzati in ogni collo e nella cover del cellulare perché non si sa mai cosa può succedere e sono in giro da solo – viene aggiunto la sera della vigilia.

Il volo è schedulato alle 10.40, MXP-SVO con un A320 – il famoso e fin troppo comune “plasticone”, com’è chiamato nell’ambiente – cui seguirà uno SVO-KZN con il Sukhoi Superjet 100, dopo un transito ampio di circa 4 ore (me lo sono tenuto in fase di prenotazione proprio per avere tempo e modo di scattare qualche foto a Mosca, e così sarà anche al ritorno): sarà il primo volo con l’SSJ100 e non vedo l’ora di provare ‘sto regionale nato sotto i migliori auspici ma che subito aveva dovuto fare i conti con episodi avversi, in primis il crash indonesiano del terzo esemplare mai costruito per evidente errore umano (anno 2012, durante un volo dimostrativo). Ma so che è un’ottima macchina perché i riscontri sono tali.

La partenza da casa avviene con abbondante anticipo, ho scomodato parecchie persone e non posso lasciare che il caso rovini tutto:
– potrei avere un imprevisto in strada, quindi mi serve del margine;
– ci potrebbero essere problemi con il bagaglio a mano, anche se cerco sempre di rispettare la franchigia; e quindi vorrei avere il tempo di ridefinire il tutto.

Mezz’ora prima dell’apertura del check-in sono in loco, e ne approfitto per andare a fare due chiacchiere alla biglietteria di un vettore spagnolo, dove conosco persone per passati trascorsi.

Due ore prima dello sblocco teorico il check-in apre, mi metto in coda e alcuni minuti dopo ho le mie carte d’imbarco: non ero sicuro che l’hold baggage sarebbe stato taggato fino alla destinazione finale, ma così è e la cosa mi solleva parecchio; a questo punto non ho più motivo per restare in area landside, procedo in area sterile e termino la camminata nel satellite Bravo del terminal 1, fino al gate B03. La macchina è già attaccata al finger, il sole è esattamente dietro e un tentativo velleitario di foto in controluce e col cielo biancastro mi convince di lasciar perdere perché la qualità inficierebbe tutta la collezione.

Da qui, fortunatamente per il lettore, le parole caleranno e arriveranno un po’ di foto.

Gate B03 - SU - MXP-SVO 23-08-2018Nulla da fare per l’A320? Poco male, fotografo il gate, al plasticone penserò più tardi.

Il personale dell’handler che cura i servizi a terra per Aeroflot giunge al gate pochi minuti prima dell’imbarco; non sono autorizzato a fotografarlo e passo oltre. Ad una manciata di minuti dall’imbarco degli Sky Priority mi viene concesso di salire a bordo per una breve sessione fotografica.

Salvatore (Caronte per un giorno e traghettatore di fotografo), che aggiungo ai ringraziamenti così come la supervisor di MXP che mi aveva contattato la settimana precedente, è molto disponibile e – scopro poi – non osa neppure richiamarmi quando mi dilungo troppo. SALVATORE SANTO SUBITO!  :mrgreen:

A seguire tutte le foto a MXP:

Masochista fino in fondo – scherzo! – mi offre persino l’opportunità di andare in piazzale in modalità Fast&Furious e procedere con dei velocissimi scatti; il problema è che giù dalle scale del finger posso fare pochi passi, quindi mi allontano poco dalla macchina, e non c’è verso di farla stare dentro tutta. Poco male: opto per 4 foto parziali, penserò in postproduzione a metterle assieme e a farle diventare una foto panoramica (ma se anche una sola è venuta male per la fretta o per altro posso buttare tutto! Ho anche la fotocamera nuova e non l’ho ancora usata, quindi sbagliare è facile.). Questo è il risultato del merge:
A320 pano - SU - MXP-SVO 23-08-2018

Finisco e risalgo la scala del finger come un tarantolato, i pax meno fortunati di me hanno già iniziato ad imbarcarsi e capisco che la trippa per ora è terminata. Anche per gli assistenti di volo è finita la pacchia, dovranno sopportarmi per un po’… logbook MXP-SVO 23-08-2018 ad iniziare da SUBITO, quando consegno il mio logbook custom (a destra, una volta completato) e chiedo di consegnarlo all’equipaggio di condotta, sperando che me lo vogliano compilare. Le reazioni che ricevo ogni volta sono quasi standardizzate: mi guardano come fossi un marziano, sbirciano il foglio, mi rispondono che non possono promettermi nulla e che chiederanno. E’ tutto ciò che voglio sentire, VI AMO CABIN CREW! Infine raggiungo il mio posto; a fine imbarco quelli accanto a me sono liberi (in generale il load factor di quel volo non era elevatissimo), quindi cinturo la macchina fotografica e l’ottica con relative custodie al posto accanto, viaggeranno da pax; il resto del bagaglio finisce in cappelliera.

Si parte. Una volta in crociera inizia il più che gradevole servizio di bordo, veloce ed efficiente; l’IFE è fornito dai finestrini – talvolta lo show merita davvero – ma lo spettacolo migliore è rappresentato da sorrisi e gentilezza: protagonisti gli assistenti di volo. E’ una gradita sorpresa, anche perché è un comportamento messo in atto con tutti i pax e non solo con me, che ero salito a bordo un po’ da raccomandato con Salvatore.

Dopo circa 3 ore e mezza di volo è il momento di prepararsi all’atterraggio: si transita sostanzialmente sulla verticale di Sheremetyevo e si va in finale sulla 24R.

Di seguito tutte le foto in volo:

Arrivato a Mosca inizio a confrontarmi con quella che credo essere una dura realtà: sbarco, percorro mezzo finger e mi fermo: c’è un 737 accanto e ben in vista, per cui prendo la mia fotocamera pronto ad immortalarlo, ma una solerte dipendente aeroportuale frappone un “NIET” tra la fotocamera e l’aereo; e poco le interessa la stampa dell’autorizzazione a fotografare nei Terminal B e D (e lì in effetti mi sorge un dubbio: ma l’apron sarà incluso nell’autorizzazione oppure sono fregato e in piazzale non posso far nulla? Il dubbio permane ancora oggi, ma ormai quel che è fatto è fatto).


A proposito di “quel che è fatto è fatto”: senza esagerare scatto un po’ al Terminal B, quello da cui sarei ripartito, le aree Aeroflot e qualche single aisle in giro. Faccio anche un giro all’unica lounge di quel terminal (o comunque unica accessibile con il Priority Pass): fortunatamente le vetrate sono ampie e posso fare qualche foto anche da lì.

A seguire tutte le foto a SVO:

Japanese media/friends @Moscow Sheremetyevo - SU - 23-08-2018Un po’ prima dell’imbarco per KZN mi avvicino al gate e una gradita sorpresa mi attende: prenderà il mio stesso volo anche il gruppo di giornalisti giapponesi che seguono tutto il campionato della Red Bull Air Race; ormai ci conosciamo da un po’, sono persone garbate e simpatiche, una piacevole compagnia. Ma rappresenteranno – come concausa – anche le fine delle mie foto dell’andata (resta solo una pessima foto del loro gruppo, qui accanto).

Ci imbarchiamo tutti assieme quasi in chiusura di un nutrito flusso di persone, poi ognuno andrà al proprio posto: salgo a bordo e non ho una grande sensazione di nuovo, ma in quel preciso istante non ci bado troppo… consegno il nuovo logbook SVO-KZN (acft errato per cambio macchina troppo tarid) 23-08-2018logbook (qui accanto, sempre una volta compilato), stavolta con il superjet come sfondo, e inizio a percorrere il corridoio: “ma porca miseria, questo è un plasticone!!!!”. Il volo è pieno e due persone devono alzarsi per farmi raggiungere in finestrino, in cappelliera il posto scarseggia e faccio giusto in tempo a piazzare lo zaino; così com’è, senza prendere fotocamera o altro. Pazienza, è andata così, recupererò al ritorno; la cosa peggiore è che sia su un 320 e abbia lasciato per la compilazione un logbook con l’SSJ100 di sfondo (le altre copie erano in stiva per il ritorno).

Quando la carinissima assistente di volo viene da me a 2/3 di volo mi fa proprio notare l’errore, e non posso che ammettere che il cambio macchina mi ha fregato; lo ricompilerò io con i dati inseriti da Cpt o F/O. Diciamo che la “fregatura” peggiore l’hanno avuta loro, un intero equipaggio chiamato dallo stand-by per far fronte ad un cambio macchina di cui non si aveva sentore ancora la sera prima (il check-in online ancora riportava la mappa posti del Sukhoi, non ci sono dubbi).

Il breve volo verso Kazan conferma l’estrema gentilezza dei cabin crew di Aeroflot, con cui mi soffermo a parlare brevemente una volta a terra: sono già due indizi, vuoi vedere che sono tutti così? Al ritorno la sentenza definitiva.

Riassunto dell’andata: due voli ordinari, di quelli che un amante dell’aviazione un po’ pazzo commenta come “che noia, neanche una turbolenza, neanche un atterraggio duro… uff!!”.  🙄

Si conclude il volo, arriviamo al terminal e dopo un’attesa bagagli di nuovo assieme ai giapponesi è ora di dirigersi verso l’hotel.

Spasibo Aeroflot (ho provato ad usare il cirillico ma l’encoding non funziona:mrgreen: ) , ci rivediamo tra pochi giorni.

(End of part 1)

 

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