Thomas Cook lascia a terra oltre mezzo milione di clienti

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Bancarotta per Thomas Cook. Stavolta la caduta lascia un enorme cratere, poiché in questo caso non si parla di una compagnia aerea con alcune macchine lasciate a terra ma di un colosso del turismo nato nel 1841 e che oltremanica da sempre rappresentava il punto di riferimento per viaggi leisure e business.

Inutile è stato il tentativo fatto in extremis, coinvolgendo anche ciò che resta del Governo britannico, affinché venisse stanziata una somma pari a 200 milioni di sterline, il minimo indispensabile per mantenere in vita il gruppo.

La stima dei clienti coinvolti si aggira attorno alle 600.000 unità, dei quali 150.000 britannici bloccati all’estero e a cui dovrà pensare principalmente il Regno Unito organizzando una gigantesca operazione di rimpatrio; diversa e certamente più grave la situazione di oltre 22.000 lavoratori, più di un terzo dei quali provenienti dal Regno della Regina Elisabetta: persone che da oggi si ritrovano senza un’occupazione e con prospettive incerte anche derivanti dall’imminente Brexit.

I forti segnali di crisi si erano palesati già dall’inizio dell’anno, con la chiusura di 21 punti vendita a marzo e la conseguente perdita di 320 posti di lavoro; chiusure inizialmente giustificate con la necessità di riorganizzare e semplificare la rete di vendita, e per compensare il dominio dell’online che nel Regno Unito nel 2018 aveva raccolto il 64% delle transazioni totali.

Gli ultimi mesi e giorni, con la certificazione della perdita di £ 1,5 miliardi nella prima metà dell’anno e la già citata richiesta di £ 200 milioni, erano stati il culmine del calvario di un gruppo che, attraverso le sue compagnie aeree (Thomas Cook Airlines UK, le sue sussidiarie e Condor con quest’ultima che per ora prosegue le operazioni), aveva impiegato negli ultimi anni quasi 120 aeromobili di medio e lungo raggio.

Le televisioni UK hanno seguito l’ultimo atterraggio di un volo Thomas Cook, mentre sui social già si trovano video di tributo per il gruppo appena fallito.

Per il Regno Unito un altro duro colpo in un periodo già non facile.

(Fabrizio Ripamonti)