DAC: progetto TABASCO per materiali compositi a basso costo

I materiali compositi, dati i loro alti costi e complessità sono sempre stati appannaggio dei grandissimi produttori aerospaziali di velivoli commerciali, Airbus, Boeing. L’obiettivo del progetto TABASCO (Tecnologie e Processi di Produzione A BASso Costo per Strutture in COmposito per Velivoli Avanzati) è stato quello di ripensare tecnologie e processi di produzione per renderli disponibili anche ai produttori aeronautici dell’Aviazione Generale.

Partito con il velivolo certificato Tecnam P2010, il progetto ha potuto creare nuovi e certificati standard di produzione, portando il P2010 alla certificazione EASA e, in seguito, a quella statunitense FAA. Grazie a questa esperienza, non solo sperimentale, ma anche produttiva con l’utilizzo dei processi e delle tecnologie consolidate attraverso il programma di ricerca ed infine con l’attività commerciale, sono stati venduti in tutto il mondo 130 aerei P2010. Con la stessa tecnologia si può considerare il numero di oltre 500 velivoli se si includono anche i modelli P2008JC, P2008: tutti realizzati in materiale composito. Questi velivoli sono richiesti da scuole di pilotaggio, enti pubblici e utenti privati. I materiali compositi consentono forme più spaziose della cabina e linee accattivanti.

Una nuova conquista della tecnologia e della ricerca applicata made in Campania, realizzata attraverso i progetti di sviluppo attivati dal Distretto Aerospaziale della Campania, DAC, in collaborazione con Tecnam, tra i primi 3 produttori al mondo nella categoria Aviazione Generale, uno dei pochissimi produttori certificati ad usare sia il metallo che il composito.

Il progetto è stato cofinanziato dalla Regione Campania. La compagine di ricerca che lo ha sviluppato è tutta costituita da soci del DAC presieduto da Luigi Carrino. La competenza scientifica è stata contribuita dalle Università di Napoli Federico II, della Campania L. Vanvitelli, del Sannio e dall’Università Parthenope oltre che dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e dal Centro Italiano di Ricerca Aerospaziale (CIRA). Ha preso parte al progetto anche l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) attraverso l’osservatorio Astronomico di Capodimonte pure interessato a introdurre l’uso dei materiali compositi nelle applicazioni di astrofisica. Magnaghi, LAER, Protom, Leadtech, hanno portato il contributo industriale partecipando attraverso i consorzi soci diretti del DAC di cui fanno parte (rispettivamente SAM, Chain, ALI).

È ora in uscita il modello di velivolo Tecnam più piccolo che pure fa ampio uso di compositi: il P92 MkII. Si tratta di una riedizione del classico P92, velivolo entry-level della flotta Tecnam, esempio tangibile dell’applicazione a “basso costo” dei compositi nella produzione di velivoli per Aviazione Generale.

“Il progetto nasce con l’intenzione di proporre nuovi velivoli innovativi e con maggiore appeal per i clienti, passando dalle costruzioni in metallo a quelle in materiale composito”, spiega Michelangelo Giuliani di Tecnam. “Abbiamo realizzato elementi strutturali primari, in particolare fusoliere monoscocca, che vengono realizzate in materiale composito pre-impregnato, fibra di carbonio e resina epossidica, dando forme aerodinamiche che sono più vicine ai desiderata del progettista e anche più belle dal punto di vista estetico. Il confronto è con i grossi airliner che sono fatti con queste tecnologie. Il punto di partenza è stato il materiale: abbiamo razionalizzato i criteri di selezione del materiale portando alla definizione delle caratteristiche necessarie per soddisfare i requisiti generali di costruzione e, ovviamente, della reperibilità e della riparabilità dei materiali. Abbiamo così sviluppato un database proprietario di materiali e processi che possono essere impiegati allo scopo”.

Proprio con l’impiego di questi materiali è nata la prima macchina, P2010, un velivolo 4 posti, monomotore certificato. Il velivolo ha fatto da apripista rappresentando il top della complessità dal punto di vista operativo e tecnologico e, a valle di questo, sono stati realizzati ulteriori due velivoli: il P2008 (versione due posti certificata l’anno successivo al P2010, in tempi ristrettissimi avendo già sviluppato il know-how) e oggi viene lanciato il P92MkII, velivolo ultra leggero che adotta le stesse tecnologie costruttive.

“La tecnologia sviluppata e il know-how acquisto permette oggi alla Tecnam – spiega Giuliani – di approcciare nuove ed ulteriori sfide. In Italia, dopo il periodo di incubazione dell’ATR che è stato il primo programma civile con un impatto massivo della carboresina fatto da aziende italiane, ci sono stati altri esperimenti che si sono spinti con la categoria ultraleggera. Il P2010 ha ottenuto la certificazione con dei requisiti stringenti molto prossimi a quelli degli airliner, pur contenendo obiettivi e costi nell’ambito di quella che è l’aviazione generale”.

“TABASCO si colloca all’interno delle iniziative che il Distretto pone in essere per venire incontro alle esigenze dei soci industriali, in particolare delle piccole e medie aziende – ha detto Claudio Voto del DAC – La crescita in termini di competenza tecnologica delle PMI del settore, supportata dalla conoscenza dei soci scientifico-accademici è associata alla necessità di sostenere i costi che questo processo di crescita collettiva richiede. Proprio queste esigenze hanno spinto alla nascita del Distretto che ha partner scientifici e industriali. Il Distretto vuole realizzare delle sinergie che permettano una crescita complessiva dell’intero settore per essere maggiormente competitivi sul mercato globale. Di qui la necessità di dare supporto alle iniziative di ricerca e trasferimento tecnologico dei soci del Distretto Aerospaziale”.

Recentemente Tecnam è entrata nel mercato degli aerei passeggeri con il P2012 Traveller, bimotore pistoni 11 posti, già venduto in centinaia di esemplari in tutto il mondo. Il cliente di lancio è Cape Air, la più grande compagnia aerea regionale mondiale, con base a Boston, USA. Ne sono già stati consegnati 14 su un ordine complessivo di 100.

(Ufficio Stampa DAC – Distretto Aerospaziale Campania – Photo Credits: DAC – Tecnam)