(CULTURE CORNER) – IL MIO CUORE A GRAVITA’ ZERO

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Il mio cuore a gravità zeroMD80.IT inaugura oggi un’area dedicata alla recensione di pubblicazioni di settore, con l’obiettivo di fornire spunti di lettura ed espandere per quanto possibile la cultura dell’aviazione in Italia.

Si inizia con un’autobiografia con le ali, recentemente pubblicata in formato e-book (dopo una prima uscita solo cartacea nel 2016): il libro di Carolina Dellonte “Il mio cuore a gravità zero”.

Un’opera che è insieme autobiografia e romanzo di formazione, con un unico filo conduttore: la passione per il volo. E il libro, dal primo capitolo all’ultima pagina, ne è una dichiarazione d’amore.

Quello di una bambina che si emozionava durante il decollo quando “il rumore, le vibrazioni e la spinta dei motori che mi schiacciavano contro lo schienale, mi trasmettevano una gioia e un’esaltazione che non mi capitava di provare in altre occasioni” fino alla realizzazione del sogno di diventare pilota, mai abbandonato anche quando sembrava una prospettiva lontana e irrealizzabile.

Il racconto inizia proprio dalla consapevolezza che il viaggio è uno stile di vita e la passione per esso a volte è frutto di esperienze, altre è un’eredità genetica a cui non si può sfuggire.

Sulla base di queste premesse il libro scorre veloce e piacevole attraverso i ricordi dell’autrice, entrata fin da giovanissima nel mondo aeronautico, a partire dal percorso formativo che l’ha portata a diventare pilota di voli executive sul P180 fino alla decisione di intraprendere la carriera di istruttore CRM. Tredici capitoli, a volte con specifiche tecniche ma comprensibili a chiunque, che raccontano episodi dell’addestramento, aneddoti lavorativi, disavventure a lieto fine ma anche difficoltà e discriminazioni. Una luce puntata sull’universo dell’aviazione civile dove però non trova posto solo l’attrazione verso queste macchine affascinanti ma vengono mostrate anche le inevitabili ombre, professionali e umane.

Piccole storie che appassionano e a cui si perdona anche qualche tratto un po’ troppo romanzato ma frutto del sentimento sincero dell’autrice verso il proprio lavoro. Che la passione sia autentica lo si intuisce dallo sguardo con cui sono viste e vissute le vicende narrate nel libro: anche dopo 10 anni e nonostante difficoltà e disillusioni, è sempre quello della bambina emozionata al momento del decollo. E rimane tale anche quando la bambina diventa donna, l’unica in un mondo di piloti uomini: le reazione nel vederla ai comandi nel Piaggio P180 sono di simpatia, curiosità ma anche di disappunto in qualche caso.

E’ attraverso questi racconti che la protagonista cresce, percorre nuove rotte, guarda ad altre destinazioni con la consapevolezza che “questa macchine fantastiche avrebbero sempre fatto parte della mia vita”.

Un libro vivo, in cui arriva il vibrare della passione per il volo e che potrà piacere sia a chi condivide questo sentimento sia a chi è intimorito dall’idea di staccarsi da terra.

La sensazione, scorrendo le pagine, è quella di sentirsi lassù e di vivere la meravigliosa emozione del volo.

(Alessia Biscuola)

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