Alfred Worden racconta la missione Apollo 15

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Il 2 ottobre, presso il Cinema Teatro Grassi di Tradate, si è tenuta una conferenza storica. In occasione del 50° anniversario della conquista della Luna, il Gruppo Astronomico Tradatese e l’Associazione ASIMOF, con il contributo del Comune di Tradate, hanno invitato Alfred Worden, astronauta della Missione Lunare APOLLO 15.

Alfred Worden, figlio di una famiglia di allevatori del Michigan, ha capito fin da giovane che il futuro in una fattoria non faceva per lui. Sapeva che le sue passioni Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica (dall’acronimo inglese STEM) lo avrebbero portato lontano: “Ma non pensavo così lontano, fino alla Luna”, ha dichiarato simpaticamente Worden.

Infatti, dopo un lungo addestramento e una lunga carriera di Pilota Militare alle spalle, insieme agli Astronauti David Scott (comandante della missione) e James Irwin (pilota del modulo lunare), nel 1971 Worden ha preso parte alla Missione Lunare APOLLO 15 come pilota del modulo di comando.

Scott e Irwin scesero sulla luna (fu la prima missione con un rover lunare, che permise agli astronauti di operare a distanze più elevate dal modulo lunare sulla superficie della luna), mentre Worden attese il loro ritorno in orbita attorno alla luna sul modulo di comando.

Durante il viaggio di ritorno verso la terra, Worden operò una attività extraveicolare (Extra Vehicular Activity – EVA) per recuperare materiale fotografico dal modulo di comando.

“Siamo andati sulla luna con un computer da 76k: riuscite ad immaginarlo?”, ha ricordato Worden. “Senza gli ingegneri e senza la matematica tutto ciò non sarebbe stato possibile. Servono ingegneri per andare su Marte ed oltre, per scoprire altre galassie e trovare un nuovo pianeta abitabile, simile alla Terra. Non dimentichiamoci che la Terra ha miliardi di anni di vita, ma noi siamo la sua malattia: se continueremo a distruggerla come stiamo facendo ora, accorceremo la sua vita”.

Worden ha raccontato numerosi dettagli tecnici sulla missione e sulla strumentazione utilizzata, nonché sugli esperimenti e le operazioni effettuati durante i mesi nello Spazio: grazie a lui ed al prezioso contributo di Paolo Attivissimo, è stato possibile catturare l’attenzione di tutto il pubblico presente, suscitando notevole curiosità.

Durante la serata è stato esposto un campione di roccia lunare raccolto durante la missione Apollo 15.

(Paolo “JT8D” – Erika Brambilla – Md80.it)