Enac: 305 milioni di passeggeri entro il 2035, obiettivo possibile con investimenti e con un sistema Paese più efficace e agile

Enac: 305 milioni di passeggeri entro il 2035, obiettivo possibile con investimenti e con un sistema Paese più efficace e agileSi è svolto oggi, 4 giugno 2026, il convegno “Tra un’epoca e un’altra: verso quale trasporto aereo?” organizzato da Enac in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo, in occasione della presentazione del Fact Book 2026, il rapporto annuale del Centro ITSM – ICCSAI Transport and Sustainable Mobility, giunto quest’anno alla sua ventesima edizione.

Un evento, ospitato a Roma presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in cui i rappresentanti delle Istituzioni, dell’industria e del mondo accademico sono stati riuniti da Enac per confrontarsi, dati alla mano, sul presente e sul futuro del trasporto aereo che si trova ad affrontare una fase di profonda trasformazione. Dalla sostenibilità ambientale all’utilizzo di carburanti alternativi, dall’innovazione tecnologica ai nuovi scenari della mobilità aerea avanzata, il comparto è chiamato a cogliere le opportunità e a governare le sfide che ne determineranno l’evoluzione nei prossimi anni.

Il Presidente Enac Pierluigi Di Palma: “Da vent’anni lo studio Fact Book del Centro ITSM – ICCSAI si conferma uno strumento essenziale per comprendere l’evoluzione del trasporto aereo europeo, offrendo una fotografia aggiornata della competitività del settore, delle dinamiche di mercato e dell’andamento di domanda e offerta.

Come delineato anche dal Piano Nazionale degli Aeroporti finalizzato di recente dal Ministro Salvini sulla base delle proposte di Enac, gli investimenti sono ritenuti imprescindibili per garantire la crescita prevista del traffico passeggeri: da 230 di oggi a 305 milioni di passeggeri entro il 2035, sono un obiettivo possibile con un sistema Paese più efficace e agile che renda fluidi i farraginosi passaggi burocratici che, evidentemente, frenano le realizzazioni infrastrutturali. Gli investimenti sono una linfa vitale necessaria per sostenere uno sviluppo innovativo e sostenibile, con al centro il passeggero, vero cuore del sistema. Il trasporto aereo non è solo un motore economico per business e turismo: è un servizio primario, essenziale per rispondere alle nuove esigenze della società e promuovere il benessere collettivo”.

L’apertura dei lavori è stata affidata a Edoardo Rixi, Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: “Il Fact Book 2026 conferma come il sistema aeroportuale e il trasporto aereo italiano stiano vivendo una fase di crescita solida e strutturale. I dati evidenziano performance superiori alla media europea e risultati positivi per molti scali del nostro Paese. Questi numeri dimostrano che gli investimenti in infrastrutture, connettività e sviluppo degli aeroporti stanno producendo effetti concreti sulla competitività dell’Italia. In un contesto internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche e nuove sfide economiche, diventa ancora più importante continuare a investire sulla resilienza delle infrastrutture, sul rafforzamento dei collegamenti intercontinentali e sulla sostenibilità del settore. Il Governo è impegnato a sostenere questa crescita con una visione pragmatica, che coniughi sviluppo, innovazione e tutela dell’ambiente”.

La XX edizione del Fact Book, in particolare, mette in evidenza il consolidamento del traffico passeggeri europeo, cresciuto del 4% nel 2025. L’Italia si conferma tra i mercati più dinamici, con una crescita superiore alla media europea (+5%). Gli aeroporti italiani superano i 230 milioni di passeggeri, con otto scali oltre i 10 milioni e Roma Fiumicino che, superata la soglia dei 50 milioni, si colloca al 7° posto nella graduatoria europea. La crescita del mercato italiano prosegue anche nei primi mesi del 2026, +4,2% fino ad aprile.

Il rapporto segnala inoltre un miglioramento dei collegamenti intercontinentali diretti dall’Italia, pur in presenza di un divario ancora aperto rispetto ai maggiori mercati europei.

Più fragile appare il comparto cargo, che in Italia cresce meno della media europea (+1,7% contro +3,6%), trainato da Milano Malpensa (+4,3%), e mostra segnali di rallentamento nei primi mesi del 2026. Sul settore merci incidono le tensioni geopolitiche, il costo dell’energia, i possibili impatti sugli spazi aerei e i ritardi nella consegna di nuovi aeromobili.

Il Fact Book richiama anche il cambiamento del ruolo degli hub, con una progressiva riduzione del traffico mondiale in connessione, che penalizza soprattutto i grandi hub europei, e con una connettività del network europeo ancora inferiore ai livelli pre-Covid.

Ryanair si conferma il principale vettore europeo, con oltre 200 milioni di passeggeri. La quota di mercato delle compagnie low-cost, in termini di capacità offerta, resta elevata in tutta Europa, ma soprattutto nel mercato italiano, dove incide in modo rilevante sul domestico (57,2%) e sui collegamenti europei (60,1%).

ITA Airways riorienta la propria strategia verso il medio e lungo raggio, nel quadro dell’integrazione con Lufthansa e dell’ingresso in Star Alliance.

Il professore Stefano Paleari, del Centro ICCSAI-ITSM: “Il quadro descritto dal Fact Book quest’anno rivela la continua dinamica del trasporto aereo. Gli scorsi venti anni ci hanno regalato una nuova forma di mobilità di massa che ha ampliato le possibilità per tutti e cancellato l’isolamento di interi territori, non solo le isole. Si sono aperte nuove dinamiche sociali che solo il mezzo aereo ha consentito divenendo in molti casi insostituibile. Le merci, inoltre, hanno fatto crescere il mondo. È nata quindi una nuova forma di mobilità che si configura come un bene primario per la società. Il traffico aereo non è inoltre solo un bisogno per tanti, ma è anche sinonimo di pace e di rapporti positivi tra gli Stati e i Continenti. Le prospettive italiane per i prossimi 10 anni, con 100 milioni di passeggeri in più dai 230 di oggi, richiedono immediati investimenti: occorre accorciare i tempi e trovare le condizioni per una loro bancabilità, visto che non gravano sui contribuenti ma sono pagati dagli utenti. Si può agire sulla durata delle concessioni sotto la regia di Enac e del Governo perché si tratta di un bene strategico per il futuro del nostro Paese. L’Italia si è caratterizzata nel trasporto aereo per una crescita diffusa, “democratica”, che ha beneficiato interi territori dando linfa al nostro sistema produttivo ed economico come i livelli record di export testimoniano. Gli aeroporti e tutto il settore sono poi ripetute start-up tecnologiche, capaci di assorbire le innovazioni a beneficio del servizio. La crescita futura dovrà coniugare anche il tema della sostenibilità con un approccio fondato sui dati e non su narrative che, anche se ripetute, non corrispondono alla realtà”.

L’incontro odierno è stato aperto dai saluti istituzionali di Edoardo Rixi, Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, seguito dalle relazioni di presentazione del Fact Book 2026 a cura di Renato Redondi, Centro ICCSAI-ITSM e di Costantino Pandolfi, Vice Direttore Centrale Enac.

I lavori sono proseguiti con la tavola rotonda a cui hanno partecipato Stefano Paleari, Centro ICCSAI-ITSM; Valentina Lener, Direttore Generale Aeroporti 2030; Carlo Borgomeo, Presidente Assaeroporti; Gaetano Intrieri, Amministratore Delegato Aeroitalia; Joerg Eberhart, Amministratore Delegato ITA Airways.

Le conclusioni sono affidate a Pierluigi Di Palma, Presidente Enac. Ha moderato l’evento Flavia Giacobbe, Direttore Formiche e Airpress.

Ha partecipato alla presentazione anche il Rettore dell’Università degli studi di Bergamo prof. Sergio Cavalieri.

(Ufficio Stampa Enac)

2026-06-04