IL TORTUOSO PERCORSO DI DARIO COSTA VERSO LE FINALI U.S.A. DELL’AIR RACE

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CostaLa Red Bull Air Race ha emesso, nel week-end appena trascorso, la quinta e sesta sentenza dell’anno per quanto concerne la Challenger Class: in entrambi i round il vincitore è stato Kenny Chiang, pilota di Hong Kong presente nel circus dallo scorso anno; Chiang ha saputo sfruttare un mix di abilità, performance del mezzo e buona sorte nella conquista di complessivi 20 punti che lo issano in cima alla classifica provvisoria quando mancano solo due gare alla fine della stagione.

In realtà non tutti avranno la possibilità di partecipare alla finale di Fort Worth: il regolamento della Challenger Cup prevede che, a fronte di un numero minimo di 4 gare svolte nei primi 7 appuntamenti (ed ogni pilota, a rotazione, ne salta comunque due), solo i primi sei piloti della classifica al termine della penultima gara – in programma ad Indianapolis, abbiano la chance di battagliare nell’ultimo appuntamento; inoltre valgono solo 4 risultati, ciò significa che i piloti reduci da 5 gare nella stagione avranno facoltà di scartare il risultato peggiore ottenuto fino a quel momento.

Si parte da questa classifica:

Ci sono almeno 4 piloti che, in teoria, risultati alla mano hanno già uno o addirittura due piedi a Fort Worth: Kenny Chiang, 26 punti totali pur con uno zero nella gara di Budapest; Luke Czepiela, stesso punteggio, con uno zero a Kazan; Baptiste Vignes, 22 in totale; Daniel Ryfa 20 punti e, non gareggiando a Indy, l’ansia per l’attesa e l’incertezza di aver incamerato un numero sufficiente di punti.

Scorrendo si arriva al bravo Florian Berger, quinto nella generale a 18 punti ma in difetto di gare (ne ha corse solo due, vincendone una e arrivando secondo nell’altra): numeri alla mano, anche partecipando a Indianapolis, non arriverebbe alle quattro gare previste e sarebbe quindi escluso dalla finale; seguono poi Coleman e Astles, appaiati a 16 punti (l’americano ha una gara in meno rispetto alla francese).

I rookies della stagione, Patrick Davidson e il nostro Dario Costa, seguono a 14 punti; e qui si apre il mondo delle possibilità: chi gareggerà a Indy tra coloro che li precedono? A seconda della risposta le possibilità di Dario – attualmente risicate perché dovrebbe ottenere un risultato prestigioso e nel contempo sperare in un rimescolamento dei valori in campo, con risultati conseguenti – potrebbero estendersi o contrarsi ulteriormente.

Quel che è certo, in questa fase discendente del campionato 2018, è ciò che ha saputo mostrare Costa nel primo anno di partecipazione alla Challenger Class: ha rischiato di finire sul podio nella gara d’esordio e l’ha ottenuto al secondo appuntamento, ma un proprio errore e soprattutto un problema al proprio Edge 540 V2 ne hanno compromesso i risultati nelle ultime due gare, terminate in entrambi i casi al quinto posto; quello che la classifica dipinge in chiaroscuro assume però una tinta più brillante andando ad analizzare le varie performances – anche delle prove – nei vari settori di gara, e il fatto che Dario abbia spesso ottenuto il cronologico più veloce nei rilevamenti gate-to-gate, sovente mettendosi dietro gente molto più esperta, dimostra come ci siano basi solide su cui costruire la stagione 2019; sperando in un pizzico di fortuna in più.

Per il nostro portacolori – che attualmente vive con la famiglia in Austria, e che sognava di ottenere un miglior risultato nella gara di casa – è il momento di volgere lo sguardo ad ovest e puntare tutto su se stesso, senza farsi condizionare troppo dall’aritmetica: comunque vada sarà stata un’annata buona, pur con un paio di parentesi negative. SMOKE ON!

(Fabrizio Ripamonti)

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