Aeronautica Militare, conclusa la Ramstein Flag 2026

Aeronautica Militare, conclusa la Ramstein Flag 2026Si è conclusa “Ramstein Flag 2026” (RAFL2026), l’esercitazione su larga scala e multi-dominio condotta dall’Allied Air Command della NATO tra l’8 e il 19 giugno 2026. L’evento “livex” ha visto operare oltre 200 velivoli e personale proveniente da 18 Nazioni alleate in più di 20 basi ospitanti, con una media di 150 sortite di volo giornaliere nell’ambito di scenari addestrativi a complessità crescente.

“L’esercitazione, ospitata principalmente da Danimarca, Spagna, Finlandia, Norvegia e Svezia, ha visto la partecipazione dell’Aeronautica Militare, che attraverso il Comando della Squadra Aerea e 1^ Regione Aerea ha curato l’organizzazione operativa ed addestrativa dell’evento, rendendo disponibili un rilevante pacchetto di assetti e personale: sono stati simultaneamente schierati velivoli F-35 del 6° stormo di Ghedi e del 32° Stormo di Amendola sulla base di Ørland, in Norvegia, e velivoli Tornado del 6° stormo di Ghedi sulla base aerea di Albacete, in Spagna, per quanto riguarda il quadrante dell’Europa Meridionale. Il contributo dell’Aeronautica Militare ha visto inoltre il supporto di velivoli KC-767 del 14° Stormo di Pratica di Mare, impiegati dalla base madre in attività di rifornimento in volo (AAR – Air-Air Refuelling) e di velivoli C-130J della 46a Brigata Aerea di Pisa per attività di trasporto in supporto ai reparti partecipanti.

Sviluppata sul concetto “train as we fight“, che caratterizza le esercitazioni alleate della serie “FLAG” sin dalle prime edizioni a partire da metà degli anni ‘70, la RAFL2026 ha avuto l’obiettivo principale di perfezionare tattiche e procedure tra le forze aeree alleate e rafforzare e sostenere l’impegno difensivo della NATO in materia di deterrenza, difesa collettiva e protezione del territorio e dello spazio aereo dell’Alleanza. Gli equipaggi hanno avuto modo di addestrarsi in scenari ad alta minaccia aerea e terrestre, testando procedure di contrasto all’interdizione d’area, alla difesa aerea e missilistica integrata. Le attività nei Paesi nordici hanno inoltre permesso di consolidare la prontezza dei reparti rispetto alla dottrina NATO Agile Combat Employment (ACE), focalizzata sulla dispersione rapida delle forze su piste austere. Nell’ambito di questa tipologia di attività addestrative, lo scorso maggio l’Aeronautica Militare ha partecipato in Finlandia all’esercitazione “Imminent Field 2026”, schierando velivoli F-35B – la versione del caccia di 5^ generazione a decollo corto e atterraggio verticale (STOVL) – che hanno effettuato con successo decolli e atterraggi su tratti autostradali (leggi anche qui)”, afferma l’Aeronautica Militare.

“Le attività di comando e controllo tattico sono state svolte da una componente del DACCC (Deployable Air Command and Control Centre) di Poggio Renatico, che ha schierato sistemi, mezzi e personale, tra cui una componente dell’Aeronautica Militare, in diverse località della Svezia e presso il neo-costituito CAOC (Combined Air Operation Centre) di Bodø, in Norvegia. La capacità, che ha riunito controllori di difesa aerea delle nazioni alleate, sistemi di collegamento radio e il Deployable Air Defence Radar (DADR), ha assicurato il controllo tattico dei velivoli, la sorveglianza dello spazio aereo e la diffusione della Recognized Air Picture (RAP) a supporto delle operazioni aeree. A supporto delle comunicazioni, la NATO ha inoltre schierato il 2nd NATO Signal Battalion di Grazzanise presso la base svedese di Kallax. Il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva, nell’ambito di una giornata dedicata alle autorità militari, ha incontrato il personale italiano del DACCC, guidato dal Gen. D.A. Luca Maineri. Nell’occasione, il Capo di SMA ha evidenziato l’impegno dell’Aeronautica Militare nel rafforzare la prontezza e le capacità difensive della NATO, sostenendo l’interoperabilità e l’impegno collettivo.

A termine esercitazione, il Comandante del rischieramento presso la base di Ørland, Tenente Colonnello Giuseppe Petragallo, ha evidenziato l’efficacia addestrativa dell’esercitazione e il consolidamento delle capacità d’impiego dei sistemi d’arma in dotazione sintetizzando in tre concetti chiave – prontezza, deterrenza e interoperabilità – il contributo fornito dall’Aeronautica Militare e dall’Italia all’ Allied Air Command NATO per il successo dell’intera Ramstein Flag 2026“, prosegue l’Aeronautica Militare.

“La proiezione di personale, mezzi ed assetti aerei ha richiesto un imponente sforzo logistico ed organizzativo. Grazie alla sinergia con la forza aerea norvegese, in qualità di Host Nation, e all’efficacia del comparto manutentivo, sono state effettuate oltre 130 ore di volo garantendo una prontezza operativa superiore al 90%. La componente CIS (Communication and Information System), assicurata dalla 3ª Divisione del Comando Logistico tramite la 4ª Brigata Telecomunicazioni Sistemi D.A./A.V. e il Reparto Sistemi Informativi Automatizzati (RESIA), in particolare, ha introdotto per la prima volta in esercitazione delle nuove piattaforme per il monitoraggio delle reti strategiche, all’interno delle quali sono stati anche integrati i sistemi dedicati alla gestione della manutenzione e della catena logistica dei ricambi”, conclude l’Aeronautica Militare.

(Ufficio Stampa Aeronautica Militare – Photo Credits: Aeronautica Militare)

2026-07-04