AIRBUS: LA REALTA’ VIRTUALE STA RIDEFINENDO IL PILOT TRAINING PER L’H125 – Airbus Helicopters informa: “La ricerca della massima sicurezza operativa inizia molto prima che un pilota prenda i comandi sul campo. Per gli operatori dell’H125, Airbus Helicopters sta aprendo la strada alla nuova generazione del pilot training con uno state-of-the-art virtual reality flight simulator, sviluppato in collaborazione con Loft Dynamics e ora in funzione presso la sede centrale di Airbus Helicopters in Francia. Questa high-fidelity training solution si basa su un design innovativo, che utilizza un visore con vista 3D a 360°, montato su una replica in scala reale del cockpit dell’elicottero, completo di motion and vibration system. Questo sistema avanzato è un componente fondamentale per la sicurezza, che offre un realismo senza precedenti che si traduce direttamente in una maggiore competenza e preparazione per le missioni nel mondo reale. Ciò che distingue l’H125 virtual reality simulator sono la sua accessibilità e il suo realismo. Grazie alla sua configurazione agile, questo strumento di addestramento è facilmente implementabile ovunque gli operatori lo richiedano. Ad esempio, il simulatore può essere trasportato e installato vicino a un sito di addestramento esistente o persino presso la sede di un operatore, offrendo un’esperienza di addestramento completamente adattabile. Questa rinnovata flessibilità si rivela un vantaggio importante, contribuendo a garantire che un numero sempre maggiore di piloti in tutto il mondo possa accedere a strumenti all’avanguardia durante la preparazione per le loro future missioni. Il virtual reality system replica accuratamente l’esperienza sensoriale di un cockpit reale, permettendo agli allievi di credere di essere a bordo di un elicottero in volo. L’esperienza è progettata per rispecchiare le esigenze fisiche e cognitive del volo reale, garantendo la massimizzazione dell’efficacia dell’addestramento attraverso un’immersione totale”. Matteo Tach, Operations Manager di Elifriulia, Italia, sottolinea questa transizione fluida, in particolare quando si concentra su operazioni aeree complesse: “Mentre pilotavo, non pensavo di essere in un simulatore, ma piuttosto a un vero elicottero”. Questo include non solo la fedeltà visiva, che consente al pilota di muovere la testa e vedere tutto, ma anche le esigenze fisiche del volo. “Il vero valore di questa hyper-realistic simulation risiede nella capacità del pilota di provare in sicurezza scenari che sarebbero pericolosi o impraticabili in volo. È qui che il virtual reality simulator offre il suo più importante vantaggio in termini di sicurezza. Esercitarsi sul simulatore virtuale aiuta il pilota a familiarizzare con le procedure di emergenza critiche fino a farle diventare istintive, riducendo così lo ‘startle effect’, un fenomeno durante il quale i piloti hanno difficoltà a reagire a un’emergenza a causa dello shock della situazione”, prosegue Airbus Helicopters. Zoltan Horvath, Swiss professional pilot che ha completato l’addestramento, ha sottolineato questo vantaggio cruciale: “Il simulator training aiuta i piloti a superare lo startle effect quando qualcosa va storto in cockpit. Hanno ripetuto la procedura cinque o sei volte, quindi ora sanno come gestirla”. Esponendo ripetutamente i piloti a malfunctions, system failures and high-demand environments, come un rapido deterioramento delle condizioni meteorologiche o difficili scenari di volo in montagna, il simulatore instilla reazioni tempestive e precise. La capacità di ampliare i limiti delle possibilità fisiche dell’H125 in un ambiente privo di rischi è, fondamentalmente, un investimento in sicurezza. “L’aumento della sicurezza è incredibile”, aggiunge Horvath. “I piloti possono ripetere tutte le procedure senza rischi. Possono addestrarsi al limite delle possibilità fisiche dell’elicottero, trovando e memorizzando la migliore soluzione operativa per le operazioni future”. “L’H125 virtual reality simulator si sta rivelando uno strumento essenziale per l’advanced training, dall’affinamento delle competenze in operazioni impegnative al rafforzamento del processo decisionale per i nuovi piloti. Gli istruttori possono contare sulla piattaforma per testare ulteriormente l’awareness in cockpit, anche con carichi di lavoro elevati e comunicazioni complesse. Per gli operatori dell’H125 attuali e futuri, questa soluzione è più di una novità tecnologica: rappresenta un passo importante verso un futuro operativo più sicuro. Con il miglioramento continuo al centro della loro offerta formativa, Airbus Helicopters e Loft Dynamics hanno ora compiuto un ulteriore passo avanti lavorando su nuovi H125 pilot recurrent training modules, per aggiornare e mettere alla prova le conoscenze e le capacità operative dei piloti. Sulla base di questa implementazione di successo, è attualmente in fase di sviluppo un virtual reality flight simulator per l’H145. I clienti possono accedere a questo training device presso la Marignane Training Academy in Francia, ora aggiornato con dual control e una demo mode, che mira a soddisfare gli Airbus Helicopters type rating training standards. Inoltre, un nuovo simulatore è stato installato nella training academy in Sudafrica, presso la Airbus Helicopters facilities in Midrand, Johannesburg”, conclude Airbus Helicopters.

DA CORTINA ’56 A MILANO-CORTINA 2026: 70 ANNI FA I DUE PILOTI DELL’AERONAUTICA MILITARE DALLA COSTA E CONTI CONQUISTARONO L’ORO NEL BOB – C’è un legame profondo, fatto di velocità e precisione, che unisce le vette dolomitiche del 1956 alle sfide di Milano-Cortina 2026. E’ il filo azzurro dell’Aeronautica Militare che ha da pochi giorni celebrato una coincidenza storica straordinaria: il settantesimo anniversario del primo oro olimpico invernale della Forza Armata, conquistato proprio a Cortina d’Ampezzo. Non solo un successo sportivo, ma una coincidenza che ha il sapore del destino. Alle Olimpiadi invernali di Cortina 1956 fu infatti una coppia di piloti dell’Aeronautica Militare, il Maresciallo Lamberto Dalla Costa e il Maggiore Giacomo Conti, a conquistare a sorpresa la medaglia d’oro nel bob a due (che sarebbe rimasta anche l’unica medaglia d’oro dell’Italia in quella occasione) battendo il favorito, il leggendario Eugenio Monti. Piloti di caccia e veterani della seconda guerra mondiale, Dalla Costa e Conti furono scelti perché la guida del bob richiedeva la stessa sensibilità e resistenza alle sollecitazioni del volo ad alta velocità. La loro fu una vera vittoria “tecnologica”: l’Aeronautica Militare trasformò infatti la competizione in un laboratorio, ottimizzando il design delle slitte e introducendo tecniche di allenamento derivate dall’atletica leggera (come la spinta “del salto e del lancio”). All’epoca, la Forza Armata mise in campo ricerca e sviluppo, studiando l’aerodinamica dei bob nella galleria del vento e dotando i piloti-atleti di caschi da jet. Fu una doppietta storica: l’unica medaglia d’oro vinta in quell’edizione olimpica dall’Italia e la prima in assoluto per l’Aeronautica Militare. Al termine della gara, appena appresa la notizia, alcuni velivoli a getto dell’Aeronautica si alzarono in volo dall’Aeroporto di Verona Villafranca per sorvolare Cortina in omaggio ai due piloti. La cosa ebbe un rapido seguito: già dalle Olimpiadi di Roma 1960, infatti, la Pattuglia Acrobatica dei “Getti Tonanti” iniziò la lunga serie di passaggi sui grandi eventi sportivi che si protrae ancora oggi grazie alle Frecce Tricolori. Nei giorni scorsi a Crespano del Grappa, paese natale del Maresciallo Pilota Lamberto Dalla Costa, si sono tenuti una serie di eventi per ricordare il 70° anniversario di quella vittoria, ai quali ha preso parte anche l’Aeronautica Militare che, con proprio personale, ha tenuto una serie di incontri e conferenze a carattere storico e scientifico. Con gli Ori di Francesca Lollobrigida – anche in questo caso il primo dell’Olimpiade per l’Italia – si chiude idealmente questo cerchio. Un perfetto passaggio di testimone tra i “pionieri del bob” e la campionessa del Centro Sportivo dell’Aeronautica Militare, uniti dallo stesso spirito di servizio e dalla naturale propensione alla velocità, sempre nel segno del Tricolore. L’attitudine all’innovazione e alla preparazione meticolosa che portò all’Oro Olimpico Dalla Costa e Conti continua a sostenere oggi i nostri atleti, garantendo sicurezza, dedizione e risultati di livello mondiale. La Difesa si conferma così un ponte ideale tra chi ha servito la Nazione in passato e chi oggi ne onora i valori nelle arene sportive internazionali (Ufficio Stampa Aeronautica Militare).

MILANO-CORTINA 2026: DOPPIO ORO OLIMPICO PER L’ATLETA DELL’AERONAUTICA MILITARE FRANCESCA LOLLOBRIGIDA – I Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 si vestono dei colori del Tricolore e del blu dell’Aeronautica Militare grazie alla straordinaria impresa di Francesca Lollobrigida. Il Primo Aviere Scelto ha incantato il pubblico e la nazione conquistando ben due medaglie d’oro, confermandosi un’eccellenza assoluta del pattinaggio di velocità mondiale. Il “volo trionfale” dell’atleta del Centro Sportivo Aeronautica Militare è iniziato con una vittoria dal sapore leggendario: il primo oro nei 3.000 metri è arrivato proprio nel giorno del suo compleanno, regalando all’Italia la prima indimenticabile emozione dei Giochi. Un successo suggellato dal nuovo record olimpico, a testimonianza di una preparazione atletica e di una disciplina che rispecchiano i valori fondanti dell’Arma Azzurra. Il Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto, ha salutato con entusiasmo questo primo traguardo: “Il primo oro per l’Italia è sempre un’emozione. Ancora di più quando arriva da un’atleta della Difesa. Complimenti a Francesca Lollobrigida che conquista un fantastico oro e firma il nuovo record olimpico. Orgoglio per la Difesa, orgoglio per l’Italia”. A pochi giorni dal primo successo, la campionessa ha concesso il bis anche nei 5.000 metri di pattinaggio di velocità. Una prova di resilienza, intelligenza tattica e tenacia che ha visto Francesca dominare la pista, ricambiando con il gradino più alto del podio tutto l’affetto e il tifo ricevuti in questi giorni dai colleghi e dai cittadini italiani. Un trionfo celebrato nuovamente con orgoglio dal Ministro Crosetto, che ha sottolineato la straordinarietà di questo “bis dorato” tributando all’atleta il plauso dell’intera Difesa. Alle parole del Ministro si sono unite, in entrambe le vittorie, quelle del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva, che insieme a tutto il personale della Forza Armata ha espresso il proprio profondo orgoglio e le più vive congratulazioni al Primo Aviere Scelto Lollobrigida per aver dato lustro, con questi successi storici, al Paese e alla Difesa. Il successo di Francesca Lollobrigida non è solo un traguardo sportivo, ma rappresenta l’essenza dell’impegno della Difesa a Milano-Cortina 2026. L’Aeronautica Militare e le altre Forze Armate sono in prima linea non solo nella sicurezza e nel supporto logistico, ma anche nella promozione dell’eccellenza umana. Gli atleti dei Gruppi Sportivi militari sono l’esempio tangibile di come sacrificio, dedizione e spirito di squadra siano i binari su cui corre il prestigio del Tricolore nel mondo (Ufficio Stampa Aeronautica Militare).

ARTEMIS II: TORNARE SULLA LUNA SARA’ IMPORTANTE PER TUTTI NOI – Airbus informa: “Tra poche settimane, il programma Artemis della NASA entrerà nella storia con il primo crewed flight verso la Luna in oltre mezzo secolo, con decollo dal Kennedy Space Center, in Florida. Quattro astronauti intraprenderanno una missione di 10 giorni attorno alla Luna a bordo dell’Orion spacecraft, alimentato dall’European Service Module (ESM), sviluppato e prodotto da Airbus per conto dell’European Space Agency (ESA). Artemis II rappresenta una pietra miliare fondamentale: la dimostrazione degli Orion vital life-support systems, nonché della navigazione e delle comunicazioni – questa volta con astronauti a bordo – aprendo la strada al ritorno dell’umanità sulla superficie lunare. Il programma Artemis ha un obiettivo ambizioso: stabilire una presenza umana duratura sulla Luna, utilizzandola come trampolino di lancio verso destinazioni ancora più lontane, come Marte. L’ambiente lunare è ostile: un vuoto senza atmosfera, radiazioni cosmiche, nessuna protezione dai meteoroidi, temperature estreme e una gravità molto bassa che mette a dura prova il corpo umano. Questi vincoli richiedono ricerche specifiche in campi come la medicina, la robotica, l’energia e la scienza dei materiali”. “La storia ci ha dimostrato che i grandi progetti spaziali sono un catalizzatore per il progresso tecnologico con benefici effetti sulla Terra. Ad esempio, le missioni Apollo hanno portato a significativi progressi in computing and mobile technology. La presenza permanente di astronauti sulla International Space Station (ISS) ha portato a innovazioni sulla Terra nel riciclaggio, nella purificazione dell’acqua, nella conservazione degli alimenti e nell’agricoltura verticale. Affinché gli esseri umani possano sopravvivere sulla Luna, devono poter respirare, bere, mangiare e avere una riserva di energia. Sulla Luna ogni risorsa conta. La presenza di water ice è fondamentale, ma la mancanza d’aria richiederà lo sviluppo di soluzioni specifiche. Oggi, sulla ISS, il 45% dell’ossigeno viene riciclato e oltre il 90% dell’acqua, ma ne servirà molto di più per gli habitat lunari, con l’obiettivo di essere il più autosufficienti possibile in situ. La lunar dust, nota come regolite, potrebbe essere utilizzata per costruire habitat, produrre ossigeno e combustibile e persino estrarre metalli (come alluminio, silicio e ferro) per le infrastrutture. Per quanto riguarda il cibo, la capacità di produrlo in situ sarà fondamentale per ridurre le spedizioni di merci. Sono in corso studi su piante resistenti in grado di crescere in condizioni lunari. I limiti estremi della Luna fungono da catalizzatore per l’innovazione terrestre. Sulla superficie lunare l’azzeramento dei rifiuti non è un obiettivo, ma un requisito di sopravvivenza. I sistemi che sviluppiamo per raggiungere questa autonomia potrebbero accelerare la nostra transizione verso un’economia circolare sulla Terra, dal riciclo dell’acqua domestica alla creazione di nuovi materiali a basso impatto che potrebbero trasformare il modo in cui costruiamo e alimentiamo le nostre case o gestiamo il riciclo”, prosegue Airbus. “La Luna è una “custode” della storia del nostro sistema solare. Nata da una gigantesca collisione con la Terra miliardi di anni fa, la sua superficie è rimasta immutata. Studiarla significa saperne di più sulla creazione del sistema solare e capire come è apparsa la vita sulla Terra, da dove proveniamo. Questa ricerca potrebbe persino aiutare a determinare se pianeti come Venere e Marte un tempo fossero abitabili. Artemis II porterà gli astronauti più vicini alla Luna di quanto qualsiasi essere umano sia mai stato negli ultimi cinquant’anni, e più lontani dalla Terra che mai. La ricerca scientifica condotta durante questa missione costituirà la base per i futuri crewed spaceflights, con informazioni raccolte sugli effetti dei viaggi spaziali sul corpo umano e sul suo comportamento, nonché sulle radiazioni. Mentre ci prepariamo al ritorno sulla superficie lunare con Artemis III, l’Europa non sta semplicemente seguendo un percorso, sta contribuendo ad aprire la strada alle generazioni future. Dimostrando che l’impossibile è alla nostra portata, accendiamo una scintilla di ispirazione che incoraggerà i pionieri di domani ad abbracciare sogni che trascendono l’individuo, spingendoci tutti insieme ad andare più lontano di quanto potremmo mai fare da soli”, conclude Airbus.

INNOVATION AWARD 2025: QUASI 1.000 CANDIDATURE – Leonardo informa: “La XIX edizione del Premio Innovazione, che valorizza e premia i progetti innovativi proposti dalle persone di Leonardo, ha visto il coinvolgimento di oltre 3.000 colleghe e colleghi e di 100 Research Fellow, con un incremento di 107 proposte e di circa 700 partecipanti rispetto al 2024. Favorire l’interconnessione tra le diverse aree di business attraverso l’adozione di tecnologie e piattaforme abilitanti, creando un ecosistema collaborativo integrato e rafforzando la condivisione di competenze, conoscenze e risorse a supporto dell’innovazione. È uno degli obiettivi dell’Innovation Award, parte della visione strategica del Piano Industriale di Leonardo, che individua nel digitale una leva chiave per la trasformazione e la competitività del Gruppo. A conferma del crescente interesse da parte della popolazione aziendale, l’edizione 2025 ha registrato 1.000 proposte raccolte, articolate in sei ambiti tematici, tra i quali spiccano le 380 “Idee innovative”. Un elemento distintivo è stato il focus su inclusione e partecipazione, grazie al coinvolgimento di Divisioni, Business Unit, controllate, joint venture e sussidiarie, che hanno istituito categorie dedicate, denominate “Division First”, non incluse nel premio di Gruppo. In uno scenario in costante evoluzione, caratterizzato da grande imprevedibilità, la sicurezza globale è una condizione necessaria, la bussola che orienta ogni scelta industriale”. Roberto Cingolani, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Leonardo, afferma: “Iniziative come l’Innovation Award sono un motore per trasformare ricerca, talento e competenze in tecnologie avanzate per la difesa e la deterrenza, capaci di proteggere cittadini e infrastrutture e di contribuire a prevenire i conflitti. Investire in innovazione significa sviluppare soluzioni sostenibili, costruite sull’integrazione di competenze interdisciplinari, oggi indispensabili, capaci di dialogare tra loro e di tradursi in una visione industriale di lungo periodo”. “Leonardo è un’azienda che deve portare le idee verso il mercato”, sottolinea Simone Ungaro, General Manager Strategy & Innovation. “In questa prospettiva, l’Innovation Award rappresenta uno strumento per trasformare la creatività delle nostre persone in valore industriale. Negli ultimi tre anni abbiamo impresso una forte accelerazione allo sviluppo di nuove tecnologie, affiancando ai nostri asset un layer digitale basato su Intelligenza Artificiale, High Performance Computing e Cyber Security. Un’evoluzione che abilita una piena integrazione multi-dominio e che trova nel progetto Michelangelo Dome la sua espressione più avanzata. I numeri dell’edizione 2025 dell’iniziativa confermano questo cambio di passo: crescono le proposte, aumenta il coinvolgimento dei colleghi e l’innovazione è sempre più orientata alla creazione di valore per il mercato”. L’Innovation Award, che mira a consolidare una cultura dell’innovazione diffusa, è stato assegnato a sei progetti, selezionati per l’elevato contenuto innovativo e l’impatto sul business, capaci di tradurre idee e competenze in soluzioni concrete a supporto della competitività e dello sviluppo dell’azienda.

EASA LANCIA IL NUOVO EASA SERVICE PORTAL – EASA informa: “EASA annuncia il lancio dell’EASA Service Portal, che segna il primo rilascio di un’iniziativa a lungo termine volta a modernizzare e semplificare le interazioni con gli stakeholder esterni. Il nuovo EASA Service Portal offre vantaggi chiave, tra cui una procedura di richiesta guidata che garantisce la completezza e l’accuratezza delle richieste, collegando ciascun utente alla propria organizzazione e ai relativi dati di approvazione. Ciò riduce i ritardi, minimizza gli errori e consente alle organizzazioni di monitorare lo stato delle proprie richieste con maggiore trasparenza e una migliore comunicazione. Il portale supporta le richieste di modifiche selezionate per le Organisation Approvals, tra cui l’invio di documenti e le modifiche all’ambito di Maintanance Organisation Approvals (MOA) and Maintenance Training Organisation Approvals (MTOA). Supporta inoltre le applicazioni relative all’implementazione della Part-IS (Information Security), come intordotto dalla Commission Implementing Regulation (EU) 2023/203. È prevista una futura integrazione con il portale attualmente utilizzato per le product certification applications e ulteriori tipologie di applicazioni saranno introdotte nelle versioni future. Istruzioni e materiali di formazione per il nuovo EASA Service Portal sono disponibili sull’EASA Service Portal”.

JAPAN AIRLINES E ANA HOLDINGS ANNUNCIANO LA NOMINA DEGLI ICAO AMBASSADORS IN GIAPPONE – ANA informa: “Japan Airlines Co., Ltd. (JAL) e ANA HOLDINGS INC. (ANA HD) annunciano la nomina di Kumiko Miyasaka e Tomoko Hoya come ICAO Global Ambassadors in Giappone per la International Civil Aviation Organization (ICAO). L’ICAO Global Ambassadors Programme, lanciato quest’anno, è un’iniziativa di sensibilizzazione a livello mondiale che si avvale dell’esperienza di importanti leader e modelli di riferimento dell’aviazione per ispirare la prossima generazione di professionisti dell’aviazione. Attraverso questo programma, strettamente allineato all’ICAO Strategic Plan 2026-2050, l’ICAO mira a promuovere un’ampia partecipazione al settore dell’aviazione. Il programma mira inoltre a coinvolgere giovani e donne, evidenziando i diversi e gratificanti percorsi di carriera disponibili nel settore. Su raccomandazione del Japan Civil Aviation Bureau, le due persone di seguito elencate sono state nominate ICAO Global Ambassadors in Japan: Tomoko Hoya (ANA HOLDINGS INC., Executive Vice President and Chief Sustainability Officer); Kumiko Miyasaka (Japan Airlines Co., Ltd., Managing Executive Officer and Senior Vice President). In futuro, entrambe ricopriranno il ruolo di ICAO Global Ambassadors, impegnandosi in ampie attività di sensibilizzazione e divulgazione attraverso istituti di formazione e conferenze internazionali. Attingendo alle proprie esperienze professionali, creeranno opportunità per ispirare la prossima generazione di giovani e donne a intraprendere una carriera nel settore dell’aviazione e promuovere l’importanza vitale del settore, che è alla base del trasporto globale e dello sviluppo economico, sia in Giappone che sulla scena internazionale. Attraverso la loro partecipazione a questo programma, entrambe promuoveranno la collaborazione tra le parti interessate e le organizzazioni pertinenti, sia in Giappone che all’estero, contribuendo allo sviluppo sostenibile del settore dell’aviazione e alla promozione della diversità”.

ROLLS-ROYCE ALIMENTA LA PROSSIMA FASE DEI COLLABORATIVE COMBAT AIRCRAFT – Rolls-Royce informa: “Mentre l’U.S. Air Force accelera lo sviluppo del Collaborative Combat Aircraft (CCA), la propulsione non è più una funzione di supporto, ma un fattore strategico che abilita autonomia, capacità, flessibilità di missione e scala operativa. Volare a fianco di fighters and bombers con equipaggio su vaste distanze operative richiederà molto più della semplice spinta. Richiederà motori in grado di fornire performance sostenute ad alta quota, di consentire installazioni integrate per low-observable designs e produrre l’energia elettrica necessaria per supportare sensori avanzati, autonomia e sistemi di missione. Rolls-Royce entra in questo momento con un raro vantaggio: l’esperienza operativa su piattaforme autonome, combinata con una famiglia di motori di nuova generazione progettata specificamente per adattarsi alle crescenti esigenze dei futuri autonomous systems. Dall’AE 3007 che equipaggia l’MQ-25 Stingray e l’RQ-4 Global Hawk alla famiglia di motori Orpheus in rapida evoluzione, Rolls-Royce porta con sé capacità, prontezza operativa e innovazione accelerata per la CCA mission”. Kaare Erickson, Senior Vice President of Strategic Campaigns for Combat and Strategic Systems, Rolls-Royce, spiega: “Consideriamo il CCA uno dei programmi aeronautici strategicamente più importanti del prossimo decennio per gli Stati Uniti e i nostri partner alleati. C’è molta attività nell’ Increment 1, ma il vero punto di svolta per la propulsione è l’Increment 2, in cui l’Air Force sta decidendo quanta capacità, autonomia e flessibilità di missione queste piattaforme necessitano realmente. Dal nostro punto di vista, non si tratta solo di costruire un motore. Si tratta di abilitare la capacità operativa in ambienti contesi, dove range, electrical power, embedded installations and payload sono tutti fattori importanti. Quando si inizia a sommare questi requisiti, la propulsione diventa un fattore primario per il successo della missione. Ecco perché Rolls-Royce si trova in una posizione unica. Oggi offriamo una comprovata esperienza in piattaforme autonome, con soluzioni tecnologiche avanzate e una futura famiglia di motori progettata appositamente per scalable autonomous systems. Stiamo già equipaggiando uncrewed aircraft in molteplici missioni e servizi e stiamo applicando questa esperienza direttamente a ciò che richiederà l’Increment 2”. “Già oggi forniamo motori per operational autonomous aircraft attraverso high altitude ISR, carrier aviation and long-endurance missions. Questa esperienza è importante. In secondo luogo, offriamo una credibile dual-path solution: motori collaudati e pronti all’uso, e una famiglia di motori di nuova generazione progettata per una rapida scalabilità, nonché la possibilità di sfruttare anni di investimenti tecnologici quando necessario. In terzo luogo, comprendiamo che la propulsione deve risolvere problemi di missione reali come range, power, survivability, integration and affordability, non solo soddisfare specifiche cartacee. L’Air Force non può permettersi il lusso di aspettare. Nemmeno noi. Siamo pronti a fornire capacità in tempi rapidi, ridurre i rischi per il cliente ed evolvere insieme alla missione man mano che il CCA matura”, conclude, Kaare Erickson, Senior Vice President of Strategic Campaigns for Combat and Strategic Systems, Rolls-Royce.

2026-02-21