L’International Air Transport Association (IATA) ha pubblicato il suo 2025 Annual Safety Report, che evidenzia un anno solido per le safety performance.
“L’all-accident rate di 1,32 per milione di voli (un incidente ogni 759.646 voli) è stato migliore dell’1,42 registrato nel 2024, ma leggermente superiore alla media quinquennale 2021-2025 di 1,27.
Nel 2025 si sono verificati 51 incidenti su 38,7 milioni di voli. Questo numero è inferiore ai 54 incidenti su 37,9 milioni di voli nel 2024, ma superiore alla media quinquennale 2021-2025 di 44 incidenti.
Nel 2025 si sono verificati otto fatal accidents. Questo numero è superiore ai sette fatal accidents registrati nel 2024 e alla media quinquennale di sei fatal accidents. Nel 2025 si sono verificate 394 onboard fatalities, più dei 244 decessi segnalati nel 2024 e della media quinquennale di 198”, afferma IATA.
“Volare è la forma più sicura di viaggio a lungo raggio. Gli incidenti sono estremamente rari e ognuno di essi ci ricorda di concentrarci ancora di più sul miglioramento continuo attraverso standard globali e una collaborazione guidata dai safety data. Il risultato di questo impegno è evidente nel miglioramento del five-year rolling average rate for fatal accidents. Dieci anni fa, il rateo era di un fatal accident ogni 3,5 milioni di voli (2012-2016). Oggi è di un fatal accident ogni 5,6 milioni di voli (2021-2025). Volare è così sicuro che anche un solo incidente tra i quasi 40 milioni di voli operati ogni anno sposta i dati globali. Ogni incidente è, ovviamente, uno di troppo. L’obiettivo per l’aviazione rimane zero accidents and zero fatalities”, afferma Willie Walsh, IATA’s Director General.
“Airport infrastructure and runway environments svolgono un ruolo fondamentale nell’esito degli incidenti. In diversi casi, la presenza di ostacoli rigidi in prossimità delle piste ha aumentato la gravità degli incidenti, trasformando probabilmente eventi altrimenti evitabili in incidenti mortali. Tutti gli aeroporti e gli enti regolatori dovrebbero costantemente verificare la conformità delle runway safety areas e delle strutture in prossimità delle piste agli standard di sicurezza globali”, ha proseguito Walsh.
“Le compagnie aeree iscritte al registro IATA Operational Safety Audit (IOSA) hanno registrato un all-accident rate pari a 0,98, significativamente inferiore al 2,55 registrato dalle compagnie aeree non IOSA. L’all-accident rate delle compagnie aeree membri IATA è stato di 0,72 per milione di voli, significativamente inferiore al 3,09 delle compagnie non membri IATA. Tutte le compagnie aeree membri IATA in grado di essere sottoposte a audit IOSA sono iscritte al registro IOSA.
Il fatality risk, che misura il potenziale di perdita di vite umane, è aumentato a 0,17 per milione di voli, superiore al 2024 (0,06) e alla media quinquennale (0,12). L’aumento del fatality risk,è stato determinato da un numero limitato di incidenti mortali. Ad esempio, il volo 171 di Air India (con 241 vittime) e il volo 5342 di PSA Airlines (con 64 vittime) hanno rappresentato oltre il 77% di tutte le perdite di vite umane a bordo di aeromobili nel 2025.
Riguardo l’Europa, con 11 incidenti nel 2025, l’all-accident rate è migliorato da 1,48 incidenti per milione di settori nel 2024 a 1,30 incidenti nel 2025. Questo dato è superiore alla media quinquennale della regione di 1,11. Il fatality risk rate era pari a zero nel 2025, in miglioramento rispetto allo 0,03 del 2024. La percentuale maggiore di incidenti è stata correlata a inflight damage and tail strike”, prosegue IATA.
“La proliferazione di zone di conflitto sta determinando notevoli deviazioni e complessità operative. In alcune regioni, attività militari si sono svolte all’interno o in prossimità di corridoi di volo. L’ultima prova di ciò sono le significative interruzioni verificatesi con lo scoppio della guerra tra Stati Uniti/Israele e Iran. Uno stretto coordinamento tra le autorità militari e civili è essenziale per garantire la sicurezza delle operazioni degli aerei civili.
Quando le zone di conflitto presentano rischi che non possono essere mitigati, gli Stati sono responsabili della restrizione o della chiusura dello spazio aereo in modo tempestivo, trasparente e coordinato. È essenziale che il processo di chiusura e, in ultima analisi, di riapertura dello spazio aereo rimanga incentrato su parametri di sicurezza e protezione. Inoltre, avvisi ai piloti (NOTAM) e avvisi di rischio chiari, coerenti e comunicati in modo professionale sono informazioni fondamentali che le compagnie aeree devono considerare quando conducono le proprie valutazioni del rischio a supporto di operazioni di volo sicure ed efficienti”, continua IATA.
“Gli aerei civili non devono mai essere esposti a rischi derivanti da attività militari, deliberatamente o accidentalmente. Quando aumentano le tensioni, i governi devono condividere tempestivamente informazioni sui rischi, garantire un efficace coordinamento civile-militare, limitare lo spazio aereo ove necessario e fornire alle compagnie aeree informazioni sufficienti per le proprie valutazioni del rischio. Che si tratti di chiudere o riaprire lo spazio aereo, la sicurezza dipende dalla trasparenza, dai fatti e dal coordinamento”, ha proseguito Walsh.
“Gli incidenti riguardo Global Navigation Satellite System (GNSS) interference sono aumentati notevolmente negli ultimi anni. L’Incident Data eXchange di IATA indica che gli eventi di jamming segnalati nel 2025 sono aumentati del 67% rispetto al 2023, mentre gli incidenti di spoofing GPS segnalati sono aumentati del 193%”, prosegue IATA.
“Gli eventi di interferenza GNSS sono profondamente preoccupanti. Le compagnie aeree si affidano al GNSS per operazioni di volo sicure ed efficienti. Sebbene le ridondanze di sistema garantiscano la sicurezza delle operazioni, sono necessarie misure immediate da parte dei governi e dei fornitori di servizi di navigazione aerea per migliorare la situational awareness e potenziare gli strumenti di mitigazione per i piloti”, continua Walsh.
“Gli accident investigation reports che vengono redatti in ritardo, incompleti o non pubblicati nascondono preziose informazioni sulla safety. L’analisi IATA delle indagini condotte tra il 2019 e il 2023 indica che solo il 63% dei reports sugli incidenti è stato completato in linea con gli obblighi previsti dalla Convenzione di Chicago. Poiché le indagini richiedono solitamente più di un anno per essere completate, un set di dati quinquennale che termina nel 2023 fornisce una visione accurata delle prestazioni globali”, continua IATA.
“Le indagini sugli incidenti ci aiutano a migliorare la safety, ma molti reports non vengono pubblicati in modo tempestivo, completo o accessibile. Alcuni non vengono resi pubblici, mentre altri non contengono raccomandazioni chiare. L’Allegato 13 della Convenzione di Chicago è chiaro sugli obblighi statali. Sebbene il rispetto di questo obbligo stia migliorando, un risultato inferiore al 100% pregiudica le opportunità di miglioramento per tutti. Laddove la capacità di indagine sugli incidenti rappresenti una sfida, è necessario un supporto globale coordinato per rafforzarla”, ha concluso Walsh.
“Per promuovere la trasparenza e rafforzare l’apprendimento in materia di safety a livello di settore, IATA ha creato una piattaforma centralizzata che consolida le safety recommendations dai final investigation reports in un single global repository. Ciò migliora l’accesso a informazioni critiche sulla safety, consente analisi basate sui dati e supporta gli sforzi del settore per prevenire eventi simili in futuro”, conclude IATA.
(Ufficio Stampa IATA)
