Il MUSAM (Museo Storico dell’Aeronautica Militare) di Vigna di Valle da oggi ha un nuovo velivolo in esposizione: si tratta dell’addestratore biplano IMAM Ro.41, che negli anni ’40 ha formato generazioni di piloti della Regia Aeronautica. Al termine di un complesso restauro trentennale compiuto dai tecnici della Sezione Manutenzione e Restauro del MUSAM e dai volontari del GAVS (Gruppo Amici Velivoli Storici), questo pezzo unico entra a far parte definitivamente della collezione museale.
Giovedì 16 aprile si è tenuta una cerimonia ufficiale presieduta dal Capo di stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva, alla presenza di numerose autorità militari, civili e del mondo dell’industria, oltre a quanti nel corso degli ultimi trent’anni sono stati coinvolti, direttamente o indirettamente, in questo restauro.
L’evento, che si è aperto con un indirizzo di saluto del Comandante del Comando Aeronautica Militare Roma, Generale di Squadra Aerea Alberto Biavati, si è sviluppato in diversi momenti di approfondimento e dibattito ed è stato caratterizzato da rievocazioni storiche, presentazioni e video “emozionali” preparati dal personale del CSSAM (Centro Storiografico e Sportivo) di Vigna di Valle, con la collaborazione dei volontari del GAVS. Per l’occasione si è anche svolto un forum storico-scientifico, moderato dal giornalista Vincenzo Grienti, incentrato sul tema dell’addestramento al volo, dagli albori dell’aviazione, all’eccellenza dell’International Flight Training School e alle nuove frontiere dell’addestramento possibili grazie alle nuove tecnologie. A completare gli interventi, una relazione sul restauro da parte dei tecnici della Sezione Manutenzione e Restauro del MUSAM e i volontari del GAVS.
Così il Generale Conserva dopo l’unveiling dell’aereo: “Recuperare un gioiello del nostro patrimonio dedicato all’addestramento al volo significa celebrare una delle vocazioni più autentiche dell’Aeronautica Militare: la formazione dei piloti, un settore in cui l’Italia continua a esprimere una competenza di assoluto rilievo nel panorama globale. Questo velivolo testimonia come il nostro Paese abbia saputo scrivere la storia dell’aria grazie a una naturale sinergia tra la Forza Armata e l’industria nazionale, un connubio capace di tradurre l’ingegno artigianale in alta tecnologia. Il Museo – ha poi proseguito – non è solo narrazione storica, ma il custode del know-how e dell’identità del Paese; è la prova tangibile di un’eccellenza che, radicata nelle sfide del volo atmosferico, si proietta oggi con determinazione verso la dimensione dello Spazio. Preservare questo patrimonio con passione significa alimentare quella competenza che ci guiderà nel presidiare le nuove frontiere dell’aerospazio”.
Progettato dall’ingegnere Giuseppe Galasso per conto delle Industrie Aeronautiche Romeo (IAR), dal 1936 Industrie Meccaniche Aeronautiche Meridionali (IMAM), questo biplano monomotore era stato concepito come caccia intercettore leggero. Il prototipo volò come tale il 16 giugno 1934 a Napoli Capodichino. Già durante la successiva fase di sviluppo, nonostante la maneggevolezza e le buone doti di salita, gli fu però preferito il FIAT CR.32, ritenuto superiore sotto ogni aspetto. Il Ro.41 fu così destinato all’addestramento e in funzione di questo ruolo, che svolse egregiamente, nel 1937 ne fu introdotta in servizio una versione biposto. Tra il 1935 e il 1949 ne furono costruiti 743 esemplari, gli ultimi dei quali furono radiati nel 1952, prodotti oltre che dalla IAR/IMAM anche dalla AVIS e dalla Agusta, che nel primo dopoguerra ne costruì 75 esemplari impiegando parti immagazzinate negli anni precedenti. Nessun pezzo è giunto completo ai giorni nostri.
Il Ro.41 esposto al MUSAM è il frutto di un lungo e complesso lavoro di ripristino e restauro eseguito dagli specialisti della Sezione Manutenzione e Restauro del MUSAM e dai volontari del GAVS (Gruppo Amici Velivoli Storici) utilizzando parti in possesso del Museo, o provenienti dal Politecnico di Napoli e da collezioni private, oppure costruite ex novo, superando le difficoltà derivanti dall’indisponibilità dei disegni originali.
Il MUSAM (Museo Storico dell’Aeronautica Militare), ha il compito di divulgare la cultura aeronautica, la storia e le tradizioni della Forza Armata. Sorge sulle rive del Lago di Bracciano dove agli inizi del secolo scorso fu impiantato il primo cantiere sperimentale aeronautico per il collaudo dei dirigibili. Successivamente Vigna di Valle divenne anche sede del primo reparto sperimentale per idrovolanti. Nel dopoguerra ospitò il primo reparto di aerosoccorso, compiuto con gli idrovolanti. Negli anni ’60 e ’70 divenne sede del Centro Sportivo, del Centro di Selezione del personale A.M. e del Museo Storico di Forza Armata. Il MUSAM Si sviluppa su una superficie di oltre 16.000 mq al coperto, più ampie aree esterne. Custodisce ed espone, in ordine cronologico, oltre 80 velivoli originali, e poi motori, divise e cimeli aeronautici. Nell’ambito delle celebrazioni per il Centenario di costituzione dell’Aeronautica Militare è stato ampliato e completamente ristrutturato.
(Ufficio Stampa Aeronautica Militare – Photo Credits: Aeronautica Militare)
