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Kazan primi 4
Suona di nuovo il “Kimi ga yo” nella Red Bull Air Race 2019: l’inno nazionale del giappone arriva a suggellare un week-end al massimo per Yoshi Muroya, che anche in questo round ha dimostrato la propria competitività fin dai turni di prove libere; il pilota nipponico è riuscito a scalzare nel Round of 8 un avversario temibile come Mika Brageot, autore del miglior tempo nelle prove di qualificazione, e nella successiva Final 4 ha messo a segno un volo

Muroya Kazan 2019

veloce e pulito che gli ha permesso di issarsi in cima alla classifica odierna.

Con questo risultato Muroya guadagna ulteriori 25 punti che, sommati ai 28 della gara di Adu Dhabi, gli consentono di tentare una mini fuga sul primo degli inseguitori, Martin Sonka: il pilota ceco, brillante nel week-end ma mai al top, ha chiuso la gara al terzo posto e ha totalizzato complessivamente 22 punti che si definiscono sommando i 20 della gara e 2 punti bonus per il piazzamento nella posizione d’onore nella sessioni di qualificazione. Per Sonka il distacco nella generale è di 9 punti, un ritardo non impossibile da colmare ma richiede un immediato riscontro sul campo anche in virtù del dimezzamento del calendario

Ritorna sul podio Matt Hall, oggi ottimo secondo, che mette a frutto il duro lavoro compiuto nella lunga pausa seguita alla gara negli Emirati Arabi: per lui 22 punti nella gara e 36 nella classifica iridata, nella quale occupa la terza posizione.

Niente da fare per Le Vot che, pur quarto, a causa di una serie di errori e in generale di una prestazione non convincente nella “Final 4” non è riuscito a concretizzare quanto di buono aveva compiuto nelle prove di qualificazione.

Mika Brageot, già citato, molto meno performante rispetto alle qualifiche è stato sconfitto nel “Round Of 8” da Muroya e, tra coloro che non sono riusciti ad entrare nel turno finale, ha terminato con il peggior cronologico, all’ottavo posto. Tra gli altri contendenti eliminati nel “Round of 8”, Murphy ha chiuso quinto, davanti a Bolton e Ivanoff.

Prestazioni opache per McLeod, Goulian, Velarde, Chambliss e Kopfstein, che in quest’ordine hanno chiuso la classifica di coloro che oggi hanno partecipato alla gara; assente oggi Matthias Dolderer, che in qualifica ha colpito violentemente un pilone e ha finito per danneggiare una semiala che non è stato possibile riparare in tempo utile per partecipare oggi.

In Challenger Cup, categoria che a Kazan ha portato a termine due gare, Kenny Chang ha compiuto un capolavoro in gara 1 mentre gara 2 è stata conquistata da Florian Berger, vincente per una manciata di centesimi di secondo (6,5 per la precisione) su Patrick Davidson.

Tra un mese il campionato si sposterà sulle acque del Lago Balaton, soluzione d’emergenza nata dopo che il sindaco di Budapest si era rifiutato di concedere di nuovo il centro della città per l’evento.

La Red Bull Air Race ha concluso oggi la prima metà del campionato: un mondiale 2019 nato con l’intento di svolgersi sui canonici 8 appuntamenti ma che col passare dei mesi ha riscontrato non poche difficoltà; il calendario è stato quindi dimezzato, e la serie sarà cancellata al termine della stagione perché il brand non ha riscontrato nei media e nel pubblico l’interesse atteso e un ritorno degli investimenti che lo rendesse sostenibile. Sono tante, comunque, le testimonianze secondo le quali siano stati parecchi gli errori compiuti dagli organizzatori, non ultimo l’atteggiamento spesso tenuto nei riguardi di possibili città ospitanti. Un campionato interessante ma con costi tutt’altro che marginali e una resa probabilmente infinitesimale rispetto alla spesa, che vede ora davanti a sé le ultime luci prima del tramonto.

(Fabrizio Ripamonti)